{"id":22757,"date":"2025-08-01T20:32:21","date_gmt":"2025-08-01T20:32:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/22757\/"},"modified":"2025-08-01T20:32:21","modified_gmt":"2025-08-01T20:32:21","slug":"10-libri-per-immaginarsi-un-altro-mondo-questestate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/22757\/","title":{"rendered":"10 libri per immaginarsi un altro mondo, quest\u2019estate"},"content":{"rendered":"<p class=\"is-boxed centered article-body\">Questa estate 2025, arrivata ormai a met\u00e0 tragitto, sar\u00e0 ricordata come una delle pi\u00f9 stranianti, angoscianti e piene di timori: il perch\u00e9 \u00e8 facilmente intuibile, dando un\u2019occhiata alle prime pagine dei giornali. Sta tornando a girare la parola \u201cipernormalizzazione\u201d: in breve, scrivevamo in <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.rivistastudio.com\/ipernormalizzazione-cosa-significa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">questo<\/a> articolo, \u00abindica una scissione vissuta dall\u2019individuo all\u2019interno di regimi politici decadenti, dove la consapevolezza che il sistema \u00e8 allo sfascio \u2014 inefficiente, corrotto, senza alternative all\u2019orizzonte \u2014 non impedisce affatto di continuare la propria vita come se nulla fosse\u00bb. Ci ipernormalizzeremo anche al mare e in montagna, ora che finalmente le nostre teste sono libere dalle incombenze lavorative quotidiane, oppure no? Questa lista di consigli di letture serve anche a scappare, per un po\u2019, da una realt\u00e0 per niente piacevole: libri escapisti, li abbiamo chiamati, per viaggiare in mondi lontanissimi, il pi\u00f9 lontano possibile dalla memorialistica e dalla quotidianit\u00e0 che ci circonda. Buona lettura, e buona estate.<br \/><strong><br \/>Graham Greene, <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.sellerio.it\/it\/catalogo\/Americano-Tranquillo\/Greene\/15815\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">L\u2019americano tranquillo<\/a> (Sellerio)<\/strong><br \/><strong><strong>Traduzione di Alessandro Carrera<br \/><\/strong><\/strong>Fuggire come un personaggio di Graham Greene, ritrovarsi da un\u2019altra parte del mondo con pochissime certezze, se non quella che la vita valga la pena di essere vissuta, cosa che peraltro non mette al riparo da cinismi e amarezze assortite. Identificarsi con Thomas Fowler, voce narrante de\u00a0L\u2019americano tranquillo, il romanzo forse pi\u00f9 bello dello scrittore inglese, immaginarsi come lui, giornalista di mezz\u2019et\u00e0 fallito inviato in una colonia sull\u2019orlo del collasso, il Vietnam degli anni \u201950, con l\u2019occupazione francese che sta per essere sbaragliata e gli americani che iniziano ad affacciarsi nel Paese. Romanzo tropicale con dentro guerra, oppio, triangoli amorosi e agenti del caos dall\u2019apparenza bonaria, non riesco a immaginare un libro migliore da portarsi in vacanza. O per fuggire. (Cristiano de Majo)<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-226312\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1libri-800x1000.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1000\"  \/><\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong>Gianni Montieri \u2013 <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/66thand2nd.com\/products\/non-era-un-mostro-strano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Non era un mostro strano<\/a> (66thand2nd)<\/strong><br \/>Non esiste, credo, un mezzo di trasporto pi\u00f9 \u201cpoetico\u201d del treno. Ma attenzione vorrei che non fraintendeste quest\u2019aggettivo cos\u00ec abusato. Poetico nel senso di capace di produrre poesie, pi\u00f9 che \u201cpoesia\u201d. Paesaggi che cambiano, persone che salgono e scendono, squarci di luce e di tempo, come se fosse squadernata davanti ai nostri occhi una raccolta di versi. Non \u00e8 strano allora che Gianni Montieri, di formazione poeta, abbia scelto il treno come luogo da raccontare in questo libro, anche se ha scelto di farlo con la prosa. Non esattamente una prosa narrativa in realt\u00e0. Nel senso che s\u00ec, ci sono storie, aneddoti, piccoli racconti, ma quello che riesce particolarmente bene qui \u00e8 proprio la restituzione di quegli squarci di luce e di tempo che si vivono nei treni, in viaggio, da fermi, in stazione. Ed \u00e8, secondo me, la quintessenza dell\u2019altrove, anche se non sei ancora arrivato. O forse proprio per questo. (Cristiano de Majo)<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-226313\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/2libri-800x1000.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1000\"  \/><\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong>Giorgio Manganelli \u2013 <a class=\"link-article c-link\" href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845909047\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" data-stringify-link=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845909047\" data-sk=\"tooltip_parent\" aria-describedby=\"sk-tooltip-6268\">Esperimento con l\u2019India<\/a> (Adelphi)<\/strong><br \/>In questo libriccino Giorgio Manganelli racconta il suo primo viaggio nel Paese dell\u2019Assoluto, compiuto nel 1975. \u00c8 uno dei tanti resoconti di viaggio del Manga, \u00abviaggiatore tardivo e magistrale\u00bb come lo definisce la sinossi di Adelphi, ed \u00e8 anche molto breve: centodue pagine per parlare di India, per stanare le parole sul viaggio per antonomasia, il luogo per eccellenza, la destinazione di default. Solo Manganelli poteva riuscirci, a portarci dentro al rompicapo indiano con la sua prosa che non offre risposte, eppure affronta tutto quello che anche il pi\u00f9 scettico, se ha mai avuto modo di pensarci, si \u00e8 sempre chiesto su questo Paese che \u00e8 la madre e la fine di tutto. Sarei dovuta andare in India nell\u2019aprile 2020, cosa che non \u00e8 successa per ragioni ovvie, e non volevo andarci perch\u00e9 mi interessasse la retorica che noi occidentali le abbiamo appiccicato, ma perch\u00e9 ammettevo di sentire anch\u2019io il bisogno proletario di vedere quelle strade, quelle citt\u00e0, quei templi pieni di fiori e frutta. Manganelli mi ci ha portato, facendomi riflettere su quel bisogno e anche ridere, come solo Manganelli sa fare. \u00abEntrare a Bombay [oggi Mumbai,\u00a0ndr] provenendo dall\u2019aeroporto d\u00e0 la sensazione di conoscere un qualche grande corpo penetrandolo dallo sfintere\u00bb, esordisce a pagina 24: non c\u2019\u00e8 anfratto in cui non abbia guardato, mendicante che non abbia interrogato (e sfidato), fregio di cui non abbia letto la storia, lascito colonialista che non abbia deriso. Centodue pagine e vi torner\u00e0 la voglia di India, e di viaggiare come Manganelli. (Silvia Schirinzi)<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-226314\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/3libri-800x1000.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1000\"  \/><\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong>Sergio Peter, <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.ilsaggiatore.com\/libro\/altavia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Altav\u00eca<\/a> (Il Saggiatore)<\/strong><br \/>Forse questo romanzo non sar\u00e0 escapista nella trama, ma certamente lo \u00e8 nella forma. Altav\u00eca \u00e8 ambientato poco lontano dal posto in cui sto scrivendo queste parole, che sarebbe Milano zona nord: \u00e8 ambientato in questa citt\u00e0, nella campagna qui intorno, e nelle Alpi che crescono a settentrione da questa pianura, su fino alla Svizzera. Ma \u00e8 un romanzo coraggioso, decisamente un po\u2019 pazzo, non per tutti, va detto, perch\u00e9 coi libri bisogna essere onesti, scrivere bene i bugiardini altrimenti diventa marketing inutile. Ero molto curioso di Altav\u00eca, non so perch\u00e9, forse il merito era di qualche articolo che l\u2019autore aveva scritto per questa testata e per Undici, la sua cugina sportiva. Eppure non ero pronto a tanta materia, tanta anarchia, ma anche tanta organizzazione: qui dentro c\u2019\u00e8 tutto, nel suo essere la storia picaresca di un gruppo di ragazzi e ragazze in montagna e del loro rapporto coi lupi. A un certo punto compare il santino di Roberto Bola\u00f1o, ed effettivamente I detective selvaggi \u00e8 la pi\u00f9 robusta ispirazione e aspirazione che queste quasi 450 pagina abbiano, per la dimensione avventurosa, per l\u2019eterogeneit\u00e0, per quanto questo treno narrativo deraglia continuamente da quello che un romanzo beneducato dovrebbe fare. Ma \u00e8 un viaggio appassionante e soprattutto inedito, al fresco tra i lupi. (Davide Coppo)<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-226315\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/4libri-800x1000.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1000\"  \/><\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong>Matthew P. Shiel, <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845908040\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">La nube purpurea<\/a> (Adelphi)<\/strong><br \/><strong><strong>Traduzione di J. Rodolfo Wilcock<br \/><\/strong><\/strong>Questo libro mi ha cambiato la vita, penso: mi ha fatto capire quanto la letteratura possa terrorizzare e portare, quasi, sull\u2019orlo della pazzia. E se a inizio Duemila mi sembrava un sogno drogato e delirante, adesso invece, con una crisi climatica esplosa, sembra quasi profetico. \u00c8 la storia di un novello Adamo che si trova, un giorno, unico uomo sulla terra, dopo che una \u201cpurple cloud\u201d ha avvelenato tutti. Fin qui, tutto abbastanza canonico. La meraviglia di Shiel sta nel climax di follia che il protagonista scala anno dopo anno, la sete da conquistatore e distruttore, la sfida lanciata a Dio, il gozzovigliare distruttivo sulle rovine della civilt\u00e0. Fino a che non si accorge, forse, che non \u00e8 davvero il solo essere umano rimasto. (Davide Coppo)<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-226316\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/6libri-800x1000.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1000\"  \/><\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong>Herman Melville, <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.pianobedizioni.com\/libri\/typee-avventura-in-polinesia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Typee. Avventura in Polinesia<\/a> (Piano B Edizioni)<br \/><\/strong>Pochi giovani uomini arrabbiati lo sono stati pi\u00f9 di Herman Melville. Non gli piaceva il suo mondo, quindi quello che moltissimi giovani uomini arrabbiati facevano all\u2019epoca: sal\u00ec su una nave e part\u00ec. Sognava di fare l\u2019avventuriero e ci riusc\u00ec (e poi si pent\u00ec e infine torn\u00f2 a casa), diventato avventuriero divenne pure scrittore. Il suo primo libro, Taipei (Typee: A Peep at Polynesian Life, 1846), \u00e8 un romanzo d\u2019avventura ma soprattutto un riuscitissimo esercizio di autofiction. Se c\u2019\u00e8 un motivo per leggere questo libro sono le descrizioni quasi febbrili che Melville fa dell\u2019isola di Nuku Hiva, parte dell\u2019arcipelago delle Marchesi, dei suoi abitanti, dei riti, delle relazioni, della ritualistica. Melville, in quel periodo passato su Nuku Hiva, in certi momenti raggiunse il massimo della pace interiore che la sua indole gli consentiva. Persino il dolore cronico di cui soffriva alla gamba (causato da un incidente mai davvero chiarito avvenuto proprio su Nuku Hiva) quasi smetteva di tormentarlo, nei momenti estatici passati sull\u2019isola. Ovviamente, non bast\u00f2 tutto il benessere mentale, come lo chiamiamo oggi, a convincere Melville a rimanere con i Taipi. Alla fine torn\u00f2 nel mondo dal quale era fuggito, ma Taipi non se la dimentic\u00f2 mai. Perch\u00e9 la gamba continu\u00f2 a fargli malissimo per il resto della sua vita e, soprattutto, perch\u00e9 grazie a quell\u2019avventura divenne famoso come \u201cl\u2019uomo che aveva vissuto tra i cannibali\u201d. Anche se, forse, tra i Taipi non c\u2019era nessun cannibale. (Francesco Gerardi)<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-226317\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/7libri-800x1000.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1000\"  \/><\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong>Lawrence Osborne, <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845932007\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Cacciatori nel buio<\/a> (Adelphi)<\/strong><br \/><strong><strong>Traduzione di Mariagrazia Gini<br \/><\/strong><\/strong>Perdersi in un luogo tropicale, svegliarsi privati di tutto quello che si aveva, anche di una consistente vincita a un casin\u00f2 della zona. Svegliarsi frastornati, senza sapere bene dove ci si trova e decidere \u2013 o forse non decidere mai davvero \u2013 di lasciarsi trasportare dagli eventi, proprio come su una barca lungo il fiume verso la citt\u00e0 pi\u00f9 vicina. Provare a dimenticare chi si era, dove si viveva, come e con chi si costruiva i giorni e la realt\u00e0 per provare a costruirne un\u2019altra di nuova, con un nuovo nome, abiti diversi, ricordi differenti. Chiss\u00e0 se sarebbe davvero possibile, se davvero sfidare l\u2019ignoto e gli abissi dentro s\u00e9 stessi potrebbe risultare davvero una via plausibile se dove ci si trova \u00e8 il confine tra Thailandia e Cambogia, come nel caso di Robert, il protagonista di Cacciatori nel buio\u00a0di Lawrence Osborne. Un luogo magico e offuscato dove le piogge del monsone e il caldo afoso che le seguono accompagna il protagonista in continui bivi esistenziali, come in una sorta di videogame dove le vite sembrano infinite, le possibilit\u00e0 potenzialmente terrorizzanti ma non per questo impossibili da vivere. Robert poco alla volta, uno schermo alla volta, abbandona la sua vecchia vita, quella di un insegnante senza troppi guizzi del brumoso Sussex e abbraccia la vita da\u00a0barang, da occidentale in Estremo Oriente, e costruisce il suo passato e il suo futuro sfidando soprattutto ci\u00f2 che era, provando a capire chi potrebbe diventare. (Teresa Bellemo)<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-226318\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/8libri-800x1000.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1000\"  \/><\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong>Werner Herzog, <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.oscarmondadori.it\/libri\/la-conquista-dellinutile-werner-herzog\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">La conquista dell\u2019inutile<\/a> (Mondadori)<br \/><\/strong><strong><strong>Traduzione di Monica Pesetti e Anna Ruchat<\/strong><br \/><\/strong>In Fitzcarraldo\u00a0di Werner Herzog, ambientato in Amazzonia tra \u2018800 e \u2018900, Brian Sweeny Fitzgerald, detto Fitzcarraldo, \u00e8 un uomo dominato da un unico, assurdo obiettivo: costruire un grande Teatro dell\u2019Opera in un piccolo villaggio sperduto nella foresta Amazzonica dove si esibiranno i pi\u00f9 grandi nomi della lirica, tra cui Enrico Caruso, di cui \u00e8 ossessionato. Un progetto che ovviamente fallir\u00e0 rovinosamente, ma dar\u00e0 come risultato un film sublime e altrettanto \u201cfolle\u201d, difficilissimo da girare, le cui riprese vennero rallentate e interrotte da un\u2019incredibile sequela di disgrazie e incidenti.\u00a0La conquista dell\u2019inutile \u00e8 il diario tenuto durante i due anni e mezzo di lavorazione del film nella giungla amazzonica, tra il giugno 1979 e il novembre 1981, in cui Herzog, ormai tutt\u2019uno col suo protagonista, scrive: \u00abSe io abbandonassi questo progetto sarei un uomo senza sogni, e non voglio vivere in quel modo\u00bb. In questi diari, pubblicati oltre vent\u2019anni dopo l\u2019uscita del film, Herzog parla soprattutto del difficile rapporto con la foresta pluviale. Ma la migliore descrizione la d\u00e0 lui stesso nell\u2019incipit scritto in occasione della pubblicazione: \u00abQueste annotazioni non sono il resoconto delle riprese, a malapena accennate, n\u00e9 possono essere considerate diari, se non nel senso pi\u00f9 ampio del termine: sono qualcosa di diverso, un paesaggio interiore partorito dal delirio della giungla\u00bb. (Clara Mazzoleni)<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-226319\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/9libri-800x1000.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1000\"  \/><\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><b data-stringify-type=\"bold\"> Jo Walton, <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/neonlibri.it\/libro\/9791281777286\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Fra gli altri<\/a> (Ne\/oN)<\/b><br \/><strong><strong>Traduzione di Silvia Costantino<\/strong><br \/><\/strong>Bloccata in un detestabile collegio inglese del 1979, invisa per la sua zoppia e il suo carattere pungente, Morwenna trova conforto tra le pagine di qualsiasi libro su cui riesca a mettere le mani. Fra gli altri\u00a0di Jo Walton \u00e8 il diario di una lettrice forte che trova nella lettura un\u2019evasione dalla realt\u00e0 ostile che la circonda. Incidentalmente, \u00e8 anche il memoir letterario dell\u2019autrice, che rilegge il rapporto difficile con la propria madre attraverso un romanzo che parla sia agli adulti sia agli adolescenti.La scrittura matura e personale di Walton rilegge i libri della sua adolescenza con occhio adulto e ironico, trasformando la lettura da strumento per evadere dal mondo reale a tramite per la costruzione di una comunit\u00e0.\u00a0Fra gli altri \u00e8 anche la storia di un gruppo (oggi diremmo un fandom) che in un\u2019epoca priva di cellulari, Internet e connessioni veloci tiene insieme solitudini in una comunit\u00e0 fondata sulla passione comune per i romanzi.Quando usc\u00ec nel 2013 vinse i premi Hugo e Nebula. Dopo una prima edizione italiana ben presto scivolata ben presto fuori catalogo, \u00e8 stato di recente riscoperto e ripubblicato da Ne\/oN. (Elisa Giudici)<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-226320\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/10libri-800x1000.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1000\"  \/><\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong>Ian McDonald, <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.oscarmondadori.it\/libri\/luna-la-trilogia-ian-mcdonald\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Luna<\/a> (Mondadori)<\/strong><br \/><strong><strong>Traduzione di Lia Tomasich<br \/><\/strong><\/strong>Immaginate Succession (o ancor meglio Dallas, per chi ha qualche estate di letture e visioni alle spalle in pi\u00f9) ma ambientato sulla Luna ormai ampiamente colonizzata, divisa tra gli interessi economici di gruppi commerciali cinesi, brasiliani, africani e statunitensi. Luna di Ian McDonald \u00e8 abbastanza lontano nel suo puntuale, avvincente racconto alla corsa alle preziose materie prime lunari da non far salire l\u2019ansia nel lettore e appassionante quanto la miglior serialit\u00e0 contemporanea (e le soap di un tempo) nel suo racconto di come tre generazioni di coloni si emancipino progressivamente dalla Terra, creando una loro societ\u00e0 e cultura pericolosa, mercenaria, radicale e dannatamente sexy. Pochi romanzi su uno scenario economico e politico sempre meno \u201cfanta\u201d e sempre pi\u00f9 vicino sono cos\u00ec in grado di far dimenticare di stare (ancora) sulla Terra, con un mix irresistibile di tradimenti sentimentali, guerre commerciali e legal drama e tanto, tantissimo su cui riflettere per mano di un maestro del genere che sa trasformare i suoi lunghi studi sull\u2019economia lunare (gi\u00e0 avviatissima) in un intreccio avvincente perfetto da portarsi in vacanza. (Elisa Giudici)<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-226322\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/11libri-800x1000.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1000\"  \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Questa estate 2025, arrivata ormai a met\u00e0 tragitto, sar\u00e0 ricordata come una delle pi\u00f9 stranianti, angoscianti e piene&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":22758,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-22757","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22757","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22757"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22757\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22757"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22757"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}