{"id":227601,"date":"2025-11-22T19:41:12","date_gmt":"2025-11-22T19:41:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/227601\/"},"modified":"2025-11-22T19:41:12","modified_gmt":"2025-11-22T19:41:12","slug":"perche-cento-anni-fa-la-mummia-di-tutankhamon-fu-decapitata-e-come-e-cambiato-oggi-lapproccio-ai-resti-umani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/227601\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 cento anni fa la mummia di Tutankhamon fu decapitata e come \u00e8 cambiato oggi l\u2019approccio ai resti umani"},"content":{"rendered":"<p>Un secolo fa veniva portata alla luce la <strong>mummia di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/fungo-tomba-tutankhamon-potrebbe-essere-una-nuova-arma-contro-i-tumori\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Tutankhamon<\/a><\/strong>. Era <strong>novembre del 1925<\/strong> e l\u2019egittologo <strong>Howard Carter<\/strong> e la sua squadra di esperti stavano per <strong>scoperchiare i sarcofagi<\/strong> che per migliaia di anni avevano protetto i resti mortali di quello che oggi \u00e8 probabilmente il <strong>faraone<\/strong> pi\u00f9 famoso al mondo, ma di cui in realt\u00e0 sappiamo molto poco. Un evento epocale, i cui <strong>dettagli<\/strong>, per\u00f2, visti con gli occhi di oggi, possono apparire violenti, anche <strong>raccapriccianti<\/strong>. \u201cLe decisioni che furono prese per liberare il corpo del faraone vanno per\u00f2 <strong>contestualizzate<\/strong> &#8211; spiega <strong>Valentina Santini<\/strong>, egittologa del Center for Ancient Mediterranean and near Eastern Studies (Camnes) &#8211; All\u2019epoca c\u2019era una diversa concezione delle <strong>mummie<\/strong>, con una forte spinta a <strong>carpire pi\u00f9 informazioni possibili<\/strong>, anche a costo di farle letteralmente a pezzi\u201d.<\/p>\n<p>Tutankhamon \u201cimprigionato\u201d<\/p>\n<p>Sebbene la tomba del faraone bambino, identificata con la sigla KV62, sia stata <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/tutankhamon-tomba-misteri-100-anni-scoperta\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">scoperta<\/a> dall\u2019egittologo Howard Carter nel <strong>1922<\/strong>, c\u2019\u00e8 voluto qualche anno prima che i tre sarcofagi (quattro, se consideriamo anche quello pi\u00f9 esterno di quarzite) che hanno protetto le spoglie del sovrano venissero aperti. Gi\u00e0 dal sarcofago intermedio, quello in legno dorato e adornato di tesserine colorate, per\u00f2, Carter cominci\u00f2 a notare <strong>qualcosa di strano<\/strong>, di mai visto. In alcuni punti, infatti, il sarcofago era macchiato di <strong>nero<\/strong> e <strong>incollato<\/strong> alla cassa pi\u00f9 grande in cui era contenuto. Il problema fu davvero evidente tolto il coperchio: il <strong>sarcofago interno<\/strong> in oro, infatti, era <strong>quasi del tutto nero<\/strong>, ricoperto da una specie di <strong>melassa solidificata<\/strong>. \u201cQuesta sorta di melassa altro non era che l\u2019insieme di <strong>unguenti e resine<\/strong> che gli <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/antico-egitto-domande-geroglifici\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Antichi Egizi<\/a> utilizzavano sia a scopo rituale sia per preservare meglio i corpi dei defunti &#8211; precisa Santini &#8211; Sostanze che evidentemente erano state versate con molta abbondanza durante il funerale di Tutankhamon\u201d. Anche solo raggiungere la mummia di Tutankhamon, dunque, comport\u00f2 delle difficolt\u00e0. Ma per studiare il corpo all\u2019epoca bisognava andare oltre: i resti del faraone andavano <strong>estratti<\/strong> dal sarcofago.<\/p>\n<p>L\u2019estrazione di Tutankhamon<\/p>\n<p>La situazione in cui Carter e il suo team si trovavano era inedita, e, bench\u00e9 la squadra fosse composta da esperti qualificati in diverse discipline, ci vollero alcuni tentativi per arrivare al successo. In un primo momento Carter fece portare il sarcofago con la mummia di Tutankhamon all\u2019esterno della tomba con l\u2019idea di <strong>lasciarlo esposto per diverse ore al sole<\/strong> dell\u2019Egitto, cos\u00ec che il <strong>calore<\/strong> (che raggiunse i 65\u00b0C) <strong>sciogliesse<\/strong> quella specie di melassa. Un primo approccio fallimentare, a cui ne segu\u00ec uno pi\u00f9 complesso. \u201cLa cassa venne posizionata \u2018a faccia in gi\u00f9\u2019 su dei cavalletti, l\u2019esterno fu protetto con stoffe che venivano mantenute bagnate e coperta ulteriormente con lastre di zinco per proteggerla dal calore sprigionato da un particolare tipo di <strong>lampada<\/strong> che pu\u00f2 raggiungere <strong>temperature attorno ai 500\u00b0C<\/strong> &#8211; spiega Santini &#8211; Il metodo risult\u00f2 <strong>efficace<\/strong> e il corpo effettivamente si stacc\u00f2 dal sarcofago\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019autopsia e la decapitazione<\/p>\n<p>I resti di Tutankhamon a quel punto erano disponibili per le <strong>indagini anatomiche<\/strong> che ai tempi avvenivano togliendo le bende strato per strato il corpo mummificato. In questo caso specifico, tuttavia, il lavoro era reso ulteriormente complesso dalle resine di cui le bende erano intrise. Pertanto la squadra archeologica opt\u00f2 per un <strong>approccio pi\u00f9 aggressivo.<\/strong> Dai due anatomopatologi del team di Carter (Douglas Erith Derry e Saleh Bey Hamdi) venne effettuata un\u2019<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/einstein-cervello-furto-storia-medico-autopsia\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>autopsia<\/strong><\/a>, durante cui decisero di <strong>smembrare la salma<\/strong> del faraone. \u201cSi pratic\u00f2 un taglio per separare gambe e bacino e altri a livello di spalle, gomiti e polsi. La testa venne recisa dal corpo per liberare la bellissima maschera funeraria che celava il volto di Tutankhamon. Venne anche fatta un\u2019incisione tra la mascella e la gola per permettere l\u2019analisi dei denti\u201d, spiega l\u2019egittologa. \u201cPu\u00f2 sembrare macabro, ma nei primi decenni del Novecento questo tipo di approccio poteva essere considerato la <strong>prassi<\/strong>. Sono davvero pochi gli esempi lungimiranti, in cui si decise di lasciare intatti i resti umani in attesa di trovare metodi di indagine meno invasivi. La priorit\u00e0, infatti, era <strong>raccogliere quante pi\u00f9 informazioni possibili<\/strong> dal ritrovamento, rimuovendo gli oggetti posizionati tra le bende sopra il corpo o che adornavano il corpo stesso, prelevando campioni dalle ossa per risalire, per esempio, all\u2019et\u00e0, allo stato di salute, alle cause della morte\u201d.<\/p>\n<p>Luci e ombre dell\u2019eredit\u00e0 di Carter<\/p>\n<p>Oggi come oggi la versione non edulcorata delle operazioni effettuate attorno e sul corpo del faraone bambino nel 1925 ci appare brutale. Forse anche lo stesso Carter aveva avuto degli <strong>scrupoli<\/strong>, visto che, come dice l\u2019egittologa Joyce Tyldesley a <a data-offer-url=\"https:\/\/theconversation.com\/tutankhamun-was-decapitated-100-years-ago-why-the-excavation-is-a-great-shame-instead-of-a-triumph-269015\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/theconversation.com\/tutankhamun-was-decapitated-100-years-ago-why-the-excavation-is-a-great-shame-instead-of-a-triumph-269015&quot;}\" href=\"https:\/\/theconversation.com\/tutankhamun-was-decapitated-100-years-ago-why-the-excavation-is-a-great-shame-instead-of-a-triumph-269015\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Conversation<\/a>, questi particolari sono assenti sia nel resoconto della scoperta per il pubblico sia nei <strong>registri di scavo<\/strong> che sono stati da poco resi <a data-offer-url=\"http:\/\/www.griffith.ox.ac.uk\/discoveringTut\/journals-and-diaries\/season-4\/journal.html\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;http:\/\/www.griffith.ox.ac.uk\/discoveringTut\/journals-and-diaries\/season-4\/journal.html&quot;}\" href=\"http:\/\/www.griffith.ox.ac.uk\/discoveringTut\/journals-and-diaries\/season-4\/journal.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">disponibili online<\/a> dal Griffith Institute dell&#8217;Universit\u00e0 di Oxford. E le <a data-offer-url=\"http:\/\/www.griffith.ox.ac.uk\/perl\/gi-ca-qmakedeta.pl?sid=86.130.3.173-1196455391&amp;qno=1&amp;dfnam=256-p0815\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;http:\/\/www.griffith.ox.ac.uk\/perl\/gi-ca-qmakedeta.pl?sid=86.130.3.173-1196455391&amp;qno=1&amp;dfnam=256-p0815&quot;}\" href=\"http:\/\/www.griffith.ox.ac.uk\/perl\/gi-ca-qmakedeta.pl?sid=86.130.3.173-1196455391&amp;qno=1&amp;dfnam=256-p0815\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">fotografie<\/a> della testa recisa dal corpo e \u201cimpalata\u201d quasi a farla sembrare una statua non sono certo le pi\u00f9 utilizzate e note.<\/p>\n<p>\u201cCi sono comunque dei <strong>lati positivi<\/strong> nel lavoro di Carter, che aveva dalla sua il fatto di essere stato molto <strong>metodico<\/strong>, <strong>meticoloso<\/strong>, quasi pignolo\u201d, aggiunge Santini. \u201cMise insieme una <strong>squadra di diversi professionisti<\/strong> qualificati, ognuno con un compito preciso e che hanno prodotto <strong>tantissima documentazione<\/strong> &#8211; una pratica non scontata per il periodo storico e che ha costituito un esempio importante per l\u2019archeologia. Basti pensare al <strong>materiale fotografico<\/strong> realizzato da <a href=\"https:\/\/www.metmuseum.org\/art\/collection\/search\/893212\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Harry Burton<\/a>, che ha immortalato anche tutti i passaggi dell\u2019autopsia della mummia di Tutankhamon, ai <strong>disegni<\/strong> realizzati dallo stesso Carter e ai <strong>report<\/strong> redatti da Alfred Lucas, il chimico incaricato della conservazione dei <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/gallery\/meteoriti-reperti-archeologici-oggetti-realizzati-ferro-caduto-dallo-spazio\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">reperti<\/a>\u201d.<\/p>\n<p>Un approccio moderno ai resti umani<\/p>\n<p>\u201cNel tempo l\u2019<strong>attenzione nei confronti dei resti umani<\/strong> \u00e8 cresciuta moltissimo, fino ad esplodere in senso positivo negli ultimi venti anni\u201d, sottolinea Santini. \u201cOggi sentiamo la <strong>necessit\u00e0 di trattare i corpi dei defunti come individui<\/strong>, tanto che nella comunit\u00e0 archeologica sono emersi molti dubbi non solo sulle modalit\u00e0 degli scavi ma anche sulle collezioni museali. In altre parole ci interroghiamo se ed eventualmente in che modo esporre le mummie nei nostri musei\u201d. Un cambiamento profondo, dunque, andato di pari passo, e alimentato, con i <strong>progressi scientifici e tecnologici<\/strong> che adesso consentono di ricavare informazioni <strong>senza intaccare i corpi<\/strong>, tanto da far pensare che se Carter avesse avuto i mezzi odierni avrebbe fatto scelte diverse. \u201cNon si tolgono pi\u00f9 le bende alle mummie fisicamente, ma grazie a <strong>radiografie<\/strong>, <strong>tac<\/strong>, <strong>risonanze<\/strong> e altri strumenti si pu\u00f2 fare <strong>virtualmente<\/strong>: possiamo vedere cosa c\u2019\u00e8 sotto ogni strato, lasciando i <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/scienza\/spazio\/2016\/06\/06\/daga-meteorite-tutankhamon\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">reperti<\/a> in loco, potendo distinguere la posizione, se si tratta di gioielli o amuleti\u201d, conclude Valentina Santini. \u201cNon \u00e8 ancora come se li potessimo toccare, ma ci arriveremo. E per adesso va bene cos\u00ec\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un secolo fa veniva portata alla luce la mummia di Tutankhamon. 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