{"id":228143,"date":"2025-11-23T05:12:26","date_gmt":"2025-11-23T05:12:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/228143\/"},"modified":"2025-11-23T05:12:26","modified_gmt":"2025-11-23T05:12:26","slug":"lamuleto-polveroso-del-dio-apep-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/228143\/","title":{"rendered":"L\u2019amuleto polveroso del dio Apep \u2013 MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p>Sembra un prezioso talismano scolpito da un\u2019antica civilt\u00e0, e invece \u00e8 il polveroso involucro che custodisce due <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stella_di_Wolf-Rayet\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">stelle di Wolf-Rayet<\/a>. Rivestimento costituito da quattro strati concentrici, che, a parte quello pi\u00f9 interno, nessuno aveva mai visto. Fino a che il <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/jwst\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">telescopio Webb<\/a> non \u00e8 andato a metterci il naso \u2013 ovvero, il suo specchio da sei metri e mezzo. Rivelando, per la prima volta, la struttura di gusci in espansione che impreziosisce il <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2018\/11\/19\/serpente-cosmico\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sistema stellare Apep<\/a>, che non a caso prende il suo nome da una divinit\u00e0 egizia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2025\/11\/21\/webb-apep-gusci\/wolf-rayet-apep-miri-image\/\" rel=\"attachment wp-att-1774518 nofollow noopener\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1638120627\" data-slb-internal=\"1774518\" target=\"_blank\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1774518\" class=\"size-full wp-image-1774518\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"1021\" height=\"773\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/apep.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1774518\" class=\"wp-caption-text\">Apep, il sistema di stelle di Wolf-Rayet, immortalato dallo strumento Miri del James Webb Space Telescope. Si distinguono quattro polverosi gusci di polvere in espansione costituiti da carbonio. Il quarto, pi\u00f9 fievole guscio, rasenta i bordi dell\u2019immagine. Una terza stella, di tipo supergigante, \u00e8 responsabile delle cavit\u00e0 che attraversano la struttura. Crediti:Nasa, Esa, Csa, Stsci; Y. Han, R. White. Elaborazione: A. Pagan<\/p>\n<p>La scoperta \u00e8 stata annunciata in un <a href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/1538-4357\/ae12e5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">articolo<\/a> uscito questa settimana su The Astrophysical Journal guidato da <strong>Yinuo Han<\/strong>, ricercatore di post-dottorato al Caltech di Pasadena, in California. \u00abGuardare le nuove osservazioni di Webb \u00e8 stato come entrare in una stanza buia e accendere la luce: tutto \u00e8 diventato visibile\u00bb, commenta. \u00abC\u2019\u00e8 polvere ovunque nell\u2019immagine di Webb, e il telescopio mostra che la maggior parte di essa \u00e8 stata dispersa in strutture ripetitive e prevedibili\u00bb. Le due stelle responsabili del fenomeno hanno un periodo orbitale particolarmente lungo per le stelle di Wolf-Rayet (190 anni) e durante la fase di avvicinamento, della durata di 25 anni, generano queste ondate di polvere. Dante era da poco passato a miglior vita, la guerra dei cent\u2019anni sconquassava Francia e Inghilterra e la peste nera flagellava l\u2019Europa, quando i due astri ignari degli umani eventi incominciarono a produrre le strutture che impolverano quest\u2019immagine. Gli scienziati stimano infatti che i gusci immortalati da Webb sarebbero stati prodotti nel corso degli ultimi 700 anni.<\/p>\n<p>Le strutture concentriche attorno ad Apep non sono l\u2019unica sorpresa che ci ha rivelato Webb. Il poderoso telescopio infrarosso avrebbe infatti confermato anche la presenza di una terza stella, di tipo <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stella_supergigante\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">supergigante<\/a>, che pure fa parte del sistema. Gi\u00e0 dal 2018, utilizzando i dati del Very Large Telescope, i ricercatori avevano notato l\u2019astro. Si sono dovute attendere le immagini di Webb per dimostrare che la terza stella fosse gravitazionalmente legata alle altre due.<\/p>\n<p>Proprio questo corpo celeste bucherebbe gli strati di polvere in espansione a mano a mano che percorre la sua orbita, pi\u00f9 ampia rispetto a quella delle stelle compagne. I tre astri non sono distinguibili e costituiscono un unico punto luminoso che accende il centro dell\u2019immagine.<\/p>\n<p>\u00abQuesto \u00e8 un sistema unico nel suo genere, con un periodo orbitale incredibilmente raro\u00bb, afferma <b>Ryan White<\/b>, primo autore di un secondo <a href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/1538-4357\/adfbe1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">articolo<\/a> che studia Apep, uscito sempre su The Astrophysical Journal. \u00abLa seconda orbita pi\u00f9 lunga per un sistema binario Wolf-Rayet ricco di polveri \u00e8 di circa 30 anni. La maggior parte ha orbite comprese tra due e dieci anni. La cavit\u00e0 [formata dalla terza stella, ndr] si trova pi\u00f9 o meno nello stesso punto in ogni guscio e sembra un imbuto\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019osservazione \u00e8 stata realizzata con lo strumento <a href=\"https:\/\/science.nasa.gov\/mission\/webb\/mid-infrared-instrument-miri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Miri<\/a> di Webb, sensibile all\u2019emissione della polvere calda. Quando le due stelle si avvicinano, i violenti venti stellari si mescolano producendo e scagliando verso l\u2019esterno cumuli di polvere ricchi di carbonio per circa un quarto di secolo. Nella maggior parte dei sistemi di stelle di Wolf-Rayet, questo fenomeno accade solo per pochi mesi.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 l\u2019immagine possa suggerire una parvenza eterea, i gusci di polvere stanno avanzando intrepidi verso l\u2019esterno, a una velocit\u00e0 fra i 2mila e i 3mila chilometri al secondo. Sono costituiti da carbonio amorfo \u2013 ovvero carbonio che non possiede una struttura cristallina regolare \u2013 e sono anche belli densi. \u00abI granelli di polvere di carbonio mantengono una temperatura pi\u00f9 elevata anche quando si allontanano dalla stella\u00bb, aggiunge Han. Miri \u00e8 l\u2019unico strumento in grado di cogliere la loro fievole luce.<\/p>\n<p>Secondo i ricercatori le due stelle di Wolf-Rayet hanno perso la maggior parte della loro massa e adesso sono grosse tra i dieci e i venti soli. La terza stella potrebbe avere invece una massa pari a cinquanta volte quella del Sole. Il futuro di Apep vedr\u00e0 le stelle esplodere come supernove, riversando nel mezzo circostante grandi quantit\u00e0 di materiale. Non \u00e8 da escludere che ciascuna delle stelle di Wolf-Rayet possa emettere un <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/grb\/\" rel=\"noopener nofollow\" target=\"_blank\">gamma ray burst<\/a>, uno degli eventi pi\u00f9 energetici dell\u2019universo, e collassare in un <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Buco_nero_supermassiccio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">buco nero supermassiccio<\/a>.<\/p>\n<p>Le stelle di Wolf-Rayet sono oggetti particolarmente rari. Si pensa che nella nostra galassia ne esistano appena un migliaio. Ancora meno sono i sistemi binari di stelle di Wolf-Rayet. Apep \u00e8 l\u2019unico noto nella Via Lattea. \u00abAbbiamo risolto diversi misteri con Webb\u00bb, conclude Han. \u00abIl mistero rimanente \u00e8 la distanza precisa delle stelle dalla Terra, che richieder\u00e0 osservazioni future\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su The Astrophysical Journal l\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/1538-4357\/ae12e5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">The Formation and Evolution of Dust in the Colliding-wind Binary Apep Revealed by Jwst<\/a>\u201d di Y. Han, R. M. T. White, J. R. Callingham, R. M. Lau, B. J. S. Pope, N. D. Richardson e P. G. Tuthill<\/li>\n<li>Leggi su The Astrophysical Journal l\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/1538-4357\/adfbe1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">The Serpent Eating Its Own Tail: Dust Destruction in the Apep Colliding Wind Nebula<\/a>\u201d di R. M. T. White, B. J. S. Pope, P. G. Tuthill, Y. Han, S. Dholakia, R. M. Lau, J. R. Callingham e N. D. Richardson<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sembra un prezioso talismano scolpito da un\u2019antica civilt\u00e0, e invece \u00e8 il polveroso involucro che custodisce due stelle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":228144,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-228143","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115597301946927846","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/228143","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=228143"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/228143\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/228144"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=228143"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=228143"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=228143"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}