{"id":228334,"date":"2025-11-23T08:43:13","date_gmt":"2025-11-23T08:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/228334\/"},"modified":"2025-11-23T08:43:13","modified_gmt":"2025-11-23T08:43:13","slug":"ornella-vanoni-una-malinconica-diva-moderna-che-non-si-ritiro-mai-strehler-e-paoli-storie-dolorose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/228334\/","title":{"rendered":"Ornella Vanoni, una malinconica diva moderna che non si ritir\u00f2 mai. Strehler e Paoli, storie dolorose"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Aldo Cazzullo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Quella che sembrava leggerezza era profondit\u00e0: pareva una svampita ma era chirurgica.  Nell\u2019ultima fase  della sua carriera invece di   ritirarsi  aveva scelto di darsi di pi\u00f9<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ornella Vanoni non era soltanto \u2013 con Mina \u2013 la pi\u00f9 grande cantante italiana. <b>Era la pi\u00f9 moderna <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/spettacoli\/25_novembre_21\/e-morta-ornella-vanoni-la-cantante-aveva-91-anni-0e62b739-46fd-47f2-bd95-0f2e2d3fcxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">cantante italiana<\/a>. <\/b>Aveva vissuto da bambina la guerra, da ragazza la ricostruzione, da giovane donna il miracolo economico. Ma non era figlia n\u00e9 di quell\u2019Italia povera e alacre, n\u00e9 di quella sorridente e prosperosa. <b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/25_novembre_21\/ultima-intervista-ornella-vanoni-9d892238-3ad6-4768-8bd9-de1abe3cexlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ornella Vanoni cantava la nevrosi<\/a>, la malinconia, l\u2019inquietudine<\/b>. Anche quando sceglieva canzoni all\u2019apparenza allegre, come nel periodo coloratissimo della musica brasiliana, la bossa nova, al fondo c\u2019era sempre un <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/spettacoli\/25_novembre_22\/ornella-vanoni-intervista-strehler-6507d71b-5e5c-4a7d-90b5-083db1e9dxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">velo di tristezza<\/a>, si affacciavano sempre una cosa perduta, una possibilit\u00e0 mancata.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il suo corpo e la sua voce le corrispondevano.<b> In un tempo di bellezze giunoniche, lei era magra, asciutta, nervosa. Nell\u2019era del bel canto, la sua voce sapeva di fumo, di sigaretta, di smog, di frenesia metropolitana<\/b>. Quella che sembrava leggerezza era profondit\u00e0. Pareva svampita, era chirurgica. <b>Non diceva mai una parola a caso<\/b>. Donna difficile da capire, in un\u2019epoca, la nostra, in cui le cantanti di successo si fidanzano con trapper delinquenti, miliardari, influencer.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lei ha avuto due grandi amori: <b>Giorgio Strehler e Gino Paoli<\/b>, il pi\u00f9 importante artista teatrale e il primo cantautore. Anche se, raccontava, l\u2019uomo che l\u2019ha amata di pi\u00f9 \u00e8 stato suo padre: \u00abRicordo le sue mani che mi tiravano di forza sull\u2019ultimo treno che partiva da Milano, sotto i bombardamenti. Lo ricordo buttato addosso a me nei campi per proteggermi dalle schegge. Mi salv\u00f2, e mi rovin\u00f2. Perch\u00e9 a lungo ho pensato che tutti gli uomini fossero come mio padre, pronti a farsi uccidere per me\u00bb. Poi per\u00f2 si correggeva: \u00abMi sarebbe piaciuto essere protetta. Ma non mi mettevo nelle condizioni di farmi proteggere\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">All\u2019inizio era un\u2019attrice. <b>Paradossalmente era stato proprio Strehler a fare di lei una cantante. Quando Gino Paoli si trov\u00f2 le due grandi mani appoggiate sul pianoforte, scrisse per lei \u00abSenza fine\u00bb.<\/b> Quei due uomini straordinari, che non aveva mai smesso di amare, l\u2019avevano formata e nello stesso tempo le avevano lasciato un dolore profondo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ad allontanarla da <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/spettacoli\/25_novembre_22\/ornella-vanoni-intervista-strehler-6507d71b-5e5c-4a7d-90b5-083db1e9dxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Strehler fu la cocaina<\/a>, che non faceva parte del suo stile di vita: Ornella non aveva bisogno di eccitarsi, semmai di calmarsi. E Gino Paoli era gi\u00e0 sposato. Un mattino, dopo un concerto alla Capannina, scendendo a fare colazione in giardino Paoli vide materializzarsi l\u2019incubo di ogni uomo: la moglie e l\u2019amata sedute fianco a fianco sul dondolo, a dirgli \u00abscegli, o me o lei\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come ogni uomo, Paoli fugg\u00ec. Fu la Vanoni a scegliere, andandosene, senza dimenticare. Quando Gino si spar\u00f2 al cuore, per vedere cosa c\u2019era dall\u2019altra parte, Ornella and\u00f2 a trovarlo in ospedale, di notte, per non essere fotografata. Lui rideva, le scompigliava i capelli, e diceva di lei: \u00abSembra un setter, invece \u00e8 un boxer\u00bb. Intendeva dire: sembra elegante e altera, in realt\u00e0 \u00e8 dolce e affettuosa. (Ornella, ma tu sei un setter o un boxer? \u00abPosso essere tutte e due\u00bb). Fin\u00ec per sposare un uomo che non amava.<b> Ebbe un figlio, Cristiano, con cui fatic\u00f2 a recuperare il rapporto, non \u00e8 facile fare bene sia l\u2019artista di successo sia la mamma<\/b>. Si innamor\u00f2 di una donna, \u00abma fu una tragedia, il corpo femminile non mi piace\u00bb. Un\u2019altra donna, pastore protestante, la avvicin\u00f2 a Ges\u00f9.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dopo l\u2019ultima delusione d\u2019amore rimase sola, e s<b>ola \u00e8 rimasta sino alla fine, sia pure molto amata da amici e collaboratori<\/b>, a cominciare dall\u2019importantissima Veronica De Andreis. E nei racconti tornava spesso l\u2019immagine di quel padre \u00abbuttato addosso\u00bb, pronto a tutto pur di proteggere la sua bambina. Nella solitudine, la vecchiaia di Ornella Vanoni \u00e8 stata affollata e ricca. Qualsiasi scelta va rispettata, compresa quella della sua amica e rivale Mina, con cui aveva litigato una volta sola, quando scopr\u00ec che non avrebbero fatto insieme Milleluci come le aveva promesso (la telefonata fu gelida, appunto chirurgica: \u00abMina, sei una vigliacca\u00bb. \u00abAllora \u00e8 guerra?\u00bb \u00abNo, \u00e8 una constatazione\u00bb). Anzich\u00e9 ritirarsi \u2013 \u00aba novant\u2019anni dove volete che mi ritiri?\u00bb -, Ornella aveva scelto di darsi. Di spendersi. Di raccontarsi giorno per giorno, grazie anche alla sapienza televisiva di Fabio Fazio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ironica com\u2019era, sapeva ridere di se stessa, infatti era diventata amica di Virginia Raffaele. Persino l\u2019intervento di chirurgia estetica, che all\u2019inizio pareva aver deturpato la delicatezza dei suoi lineamenti, con il tempo si era stemperato e aveva fatto di lei semplicemente una donna che dimostrava meno della sua et\u00e0. E poi <b>gli occhi non invecchiano, e gli occhi di Ornella erano sfavillanti, seducenti, meravigliosi.<\/b> Altro grande amore da cui si sentiva tradita o non pi\u00f9 corrisposta era Milano. Da ragazza con Strehler girava per osterie a sentire le canzoni popolari, ribattezzate le canzoni della mala; anche se \u00abMa mi\u00bb l\u2019aveva scritta Strehler stesso. Del suo patrimonio non aveva fatto buon uso, era rimasta con poche lire, aveva rinunciato alla bellissima casa in largo Treves; ma aveva salvato la sua collezione, frutto dell\u2019amicizia con gli artisti, Melotti, Novelli, Enzo Cucchi, Arnaldo Pomodoro.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Frequentava casa Craxi con Lucio Dalla, \u00abun genio\u00bb. Non si riconosceva pi\u00f9 in quello che Milano stava diventando, ma non aveva mai smesso di amarla. <b>Si augurava di morire in fretta, non come la zia, imprigionata fino a 107 anni in un corpo che non era pi\u00f9 suo.<\/b> E\u2019 stata accontentata. Non credeva nel futuro, n\u00e9 in quello dell\u2019umanit\u00e0 \u2013 \u00abla terra \u00e8 stanca di noi. Leggo che sar\u00e0 dominata dagli uccelli o dagli insetti. Preferirei gli uccelli, almeno sono variopinti\u00bb -, n\u00e9 nel proprio: \u00abSiamo energia, e l\u2019energia rimarr\u00e0 in circolo. Non ci saranno angeli che cantano. All\u2019inferno per\u00f2 non posso andare: ho la pressione bassa, non reggerei tutto quel caldo\u00bb. Aveva chiesto di essere ricordata in modo molto semplice: \u00abIl teatro Lirico l\u2019hanno dedicato a Gaber, le due sedi del Piccolo a Strehler e a Grassi, la Palazzina Liberty a Fo e a Rame, lo Studio alla Melato. Per me non \u00e8 rimasto niente. Mi basterebbe un\u2019aiuola in centro\u00bb. L\u2019aiuola Ornella Vanoni sar\u00e0 un luogo bellissimo, dove i giovani la ricorderanno, e dove Milano e l\u2019Italia custodiranno un frammento prezioso di se stesse.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-11-23T07:51:39+01:00\">23 novembre 2025 ( modifica il 23 novembre 2025 | 07:51)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Aldo Cazzullo Quella che sembrava leggerezza era profondit\u00e0: pareva una svampita ma era chirurgica. 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