{"id":228365,"date":"2025-11-23T09:09:10","date_gmt":"2025-11-23T09:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/228365\/"},"modified":"2025-11-23T09:09:10","modified_gmt":"2025-11-23T09:09:10","slug":"il-derby-nel-carcere-di-bollate-come-si-vedra-inter-milan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/228365\/","title":{"rendered":"Il derby nel carcere di Bollate: come si vedr\u00e0 Inter-Milan"},"content":{"rendered":"<p>                                Vi raccontiamo il rito del posticipo nella casa di reclusione di Bollate: si ripeter\u00e0 anche per Inter-Milan. I detenuti ascoltano la partita nelle celle, tra tifo ed esultanze, sognando di tornare allo stadio<\/p>\n<p>\n                                                                    Lorenzo Cascini\n                            <\/p>\n<p>                    23 novembre &#8211; 07:08  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Immaginatevi un corridoio lungo, illuminato da una luce fioca. Sulla destra un gruppo di ragazzi \u00e8 ammassato a una finestra, uno sopra l\u2019altro, quasi a voler entrare nella radio che sta trasmettendo la partita. Sembra una scena di trent\u2019anni fa, invece \u00e8 pi\u00f9 attuale che mai. Rimanda a tempi lontani, in cui la radio era l\u2019unico modo per sentire le gare di Serie A e Coppa dei Campioni: si dava potere alla parola e alla fantasia, lasciandosi trasportare dal racconto. Come fosse un romanzo popolare con protagonisti i giocatori della nostra squadra del cuore.<\/p>\n<p>    La radio\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">\u00a0Sembra quindi una scena da \u201cRitorno al futuro\u201d, invece al carcere di Bollate \u00e8 un canovaccio che si ripete praticamente ogni weekend. A seconda che giochi l\u2019Inter, il Milan, l\u2019Atalanta, la Juve e cos\u00ec via. I ragazzi sono divisi in \u201csezioni\u201d, cio\u00e8 in gruppi, e si riuniscono tra loro per ascoltare le partite alla radio. Quell\u2019angolino, accanto alla finestra, per loro vale come San Siro. Sar\u00e0 cos\u00ec anche per il derby di domenica. In un istituto penitenziario il calcio diventa una valvola di sfogo e la radio, di conseguenza, un mezzo di distrazione di massa. Si immagina, si viaggia con la mente, aspettando gli highlights trasmessi dalla \u201cDomenica Sportiva\u201d. Quella possono vederla, essendo trasmessa dalla Rai e quindi in chiaro (cos\u00ec come la Nazionale). Per il resto, bisogna accontentarsi della radiolina: i ragazzi del carcere di Bollate vivranno il derby di Milano sognando un gol di Lautaro o di Leao, fingendo di vederlo, di essere l\u00ec, pendendo dalle labbra del radiocronista.<\/p>\n<p>    Passione\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Passeggiando per la struttura si percepisce quanto il calcio sia presente. Ascoltando i racconti dei ragazzi, ammirando la passione che hanno nel parlarne. Oggi vediamo tutto sempre, tutto subito: gol, replay, partite a ogni orario. A Bollate, invece, si riesce a dare spazio al desiderio, all\u2019immaginazione di chi non ha il privilegio di poter guardare e deve arrangiarsi come pu\u00f2. Perch\u00e9, sia chiaro, molti di loro vorrebbero stare a San Siro e sognano di tornarci &#8211; una volta usciti -, ma per ora sono costretti ad accontentarsi, guardando la partita con gli altri detenuti. In pi\u00f9, il derby diventa anche occasione di educazione al tifo: si esulta, certo, ma si guarda la partita insieme. Milanisti e interisti, attaccati alla radiolina come fossero in tribuna a San Siro. E che vinca il migliore.<\/p>\n<p>    Emozioni e campetto\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">\u00a0La sfida tra Milan e Inter \u00e8 sentita, altroch\u00e9. Anche durante l\u2019incontro &#8220;Vite in campo &#8211; storie che parlano al presente&#8221;, in cui sono intervenuti Laura Giuliani, portiere del Milan femminile e della nazionale, e l\u2019ex attaccante Simone Tiribocchi, i ragazzi hanno avuto modo di raccontare il loro legame con lo sport e con il calcio. C\u2019\u00e8 chi ha giocato nel Lecco e poi allenato i ragazzini di Milan e Inter prima di finire a Bollate, chi si emoziona nel fare una domanda a un ex calciatore di Serie A perch\u00e9 non capita tutti i giorni, soprattutto se si \u00e8 in carcere da tanto. E gli occhi lucidi di alcuni di loro lo raccontano meglio di tante parole. C\u2019\u00e8 anche chi racconta che andare a San Siro gli manca come fare l\u2019amore (sull\u2019affettivit\u00e0 dei detenuti si \u00e8 pronunciata la Corte Costituzionale ma l\u2019amministrazione ancora non ha creato le strutture idonee) e chi afferma che l\u2019Inter vincer\u00e0 sicuramente perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 forte. Altra curiosit\u00e0: la forza si misura sulla fede, sulla classifica e sui gol, in un mondo in cui si discute in maniera ossessiva di schemi e letture tattiche, quando non si hanno i mezzi si semplifica. Perch\u00e9 se sei dentro da tre o quattro anni, di formazioni e tattica puoi disquisire fino a un certo punto. Vincono, invece, l\u2019immaginazione, la fantasia, l\u2019intuizione. C\u2019\u00e8 una corsa alla Gazzetta il luned\u00ec &#8211; la leggono in parecchi &#8211; e sul campetto in cemento c\u2019\u00e8 chi si diverte a segnare come Thuram e chi a impostare come Modric. La radio in molti potr\u00e0 scatenare un effetto madeleine, mentre a Bollate \u00e8 un mezzo per svagarsi grazie al calcio e godersi un\u2019ora e mezza di libert\u00e0. Sognando San Siro, nella speranza di tornarci un giorno, e ripensando a quelle serate passate accanto a una finestra, guidati da una voce narrante, emozionati per gol mai visti.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Vi raccontiamo il rito del posticipo nella casa di reclusione di Bollate: si ripeter\u00e0 anche per Inter-Milan. 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