{"id":2287,"date":"2025-07-23T04:27:10","date_gmt":"2025-07-23T04:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/2287\/"},"modified":"2025-07-23T04:27:10","modified_gmt":"2025-07-23T04:27:10","slug":"ematologia-dalla-lombardia-5-proposte-per-quella-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/2287\/","title":{"rendered":"Ematologia: dalla Lombardia 5 proposte per quella del futuro"},"content":{"rendered":"<p>Una scienza di frontiera, l\u2019<strong>ematologia.<\/strong> Capace di aprire nuove strade in pochissimo tempo, diventando paradigma dell\u2019innovazione e proponendo trattamenti che hanno profondamente mutato prognosi e qualit\u00e0 di vita di molte <strong>neoplasie del sangue, disegnando un futuro diverso per tanti pazienti.<\/strong>\u00a0Ora occorre che la sanit\u00e0 riesca ad evolversi, per garantire l<strong>\u2019accesso all\u2019innovazione,<\/strong> conservando le prerogative che caratterizzano il nostro Servizio Sanitario Nazionale, a partire dall\u2019equit\u00e0 d\u2019accesso per giungere fino all\u2019appropriatezza delle terapie e, ovviamente, alla sostenibilit\u00e0 della sanit\u00e0 pubblica.<\/p>\n<p>In questo senso proposte, riflessioni, modelli letti in un percorso multistakeholder, diventano quindi il viatico per una transizione irrinunciabile, partendo da punti fermi che possano offrire il destro per gli sviluppi che pazienti, famiglie e sanit\u00e0 richiedono. Il <strong>futuro dell\u2019ematologia,<\/strong> visto con gli occhi di specialisti, rappresentanti dell\u2019advocacy, economisti e politici \u00e8 stato al centro di un evento istituzionale dal titolo \u201cEmatologia in Regione Lombardia: strategie regionali per l\u2019innovazione\u201d, promosso da Johnson &amp; Johnson Innovative Medicine e tenutosi presso la sede della Regione, a Milano.<\/p>\n<p>La discussione \u00e8 partita dalla condivisione di proposte emerse a seguito di un momento di confronto che ha visto la partecipazione di tutti gli attori dell\u2019ecosistema sanitario a livello regionale, al fine di promuovere <strong>soluzioni concrete<\/strong> per rendere pi\u00f9 efficienti i modelli organizzativi e gestionali nel percorso di presa in carico dei pazienti ematologici e per favorire un accesso pi\u00f9 equo all\u2019innovazione terapeutica, non solo in termini di appropriatezza ma anche di sostenibilit\u00e0 del Sistema.<\/p>\n<p><strong>Cinque le proposte \u201cforti\u201d emerse dalla discussione<\/strong> che ha visto protagonisti istituzioni regionali, i clinici e le associazioni del terzo settore con tre obiettivi fondamentali: garantire l\u2019accesso all\u2019innovazione terapeutica, accelerare la diagnosi e migliorare la presa in carico dei pazienti ematologici.<\/p>\n<p>In primo luogo l\u2019approccio di cura e monitoraggio delle patologie, grazie anche alla presenza della REL (Rete Ematologica Lombarda) dovrebbe prevedere una <strong>riorganizzazione efficiente delle risorse economiche disponibili<\/strong> per garantire a livello regionale l\u2019accesso all\u2019innovazione a tutti i pazienti ematologici che ne hanno bisogno, attraverso percorsi che (anche grazie alla verifica dei risultati) rendano uniforme sul territorio l\u2019appropriatezza degli esiti e della gestione delle patologie nel loro complesso.<\/p>\n<p><strong>Capitolo presa in carico:<\/strong> occorre adeguare il modello gestionale-organizzativo di presa in carico dei pazienti sulla base delle nuove esigenze cliniche e dei nuovi trattamenti disponibili per rispondere tempestivamente ai bisogni di salute, liberando anche i medici da impegni burocratici grazie ad un ampliamento del personale amministrativo. Tra le ipotesi di lavoro c\u2019\u00e8 anche quella dell<strong>\u2019integrazione sempre pi\u00f9 fattiva della Rete Ematologica Lombarda con la partecipazione delle associazioni di pazienti<\/strong> e delle Istituzioni regionali competenti in materia, favorendo la costituzione di un tavolo programmatico che, a livello regionale, traduca in provvedimenti operativi le istanze raccolte.<\/p>\n<p>Infine, si \u00e8 ipotizzato uno <strong>studio pilota per valutare quanto e come un\u2019ottimale integrazione tra ospedale e territorio<\/strong> possa influire sulla gestione della problematica caso per caso, con una maggiore valorizzazione delle Case di Comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Il <strong>mieloma multiplo<\/strong>, in questo senso, pu\u00f2 diventare un modello. Sono state introdotte nuove opzioni terapeutiche in grado di prolungare e migliorare la vita dei pazienti. \u201cPer migliorare la presa in carico delle persone con mieloma multiplo \u00e8 necessario promuovere un cambiamento di alcuni dei modelli organizzativi cos\u00ec da definire percorsi di cura che assicurino un accesso precoce alla diagnosi e ai trattamenti\u201d, segnala <strong>Francesco Passamonti,<\/strong> Direttore SC Ematologia, Policlinico di Milano e Professore Ordinario di Ematologia, Dipartimento di Oncologia ed Onco-Ematologia, Universit\u00e0 degli Studi di Milano. \u201cIn tal senso, \u00e8 necessario che l\u2019assistenza sia pi\u00f9 territoriale, riducendo cos\u00ec il carico degli ospedali. Questo \u00e8 ci\u00f2 che accade ad esempio nel modello Hub &amp; Spoke, dove nei centri Hub vengono indirizzati i pazienti con maggiore complessit\u00e0 terapeutica, mentre chi non richiede pi\u00f9 cure specialistiche pu\u00f2 essere seguito in quelli Spoke. Nel nostro territorio, un importante supporto pu\u00f2 essere dato dalle Case di Comunit\u00e0, laddove venga garantito per\u00f2 un alto livello di competenza specialistica\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019importante, in ogni caso, \u00e8<strong> trovare una quadra regionale<\/strong> sulle strategie da utilizzare, partendo da esami, approfondimenti e verifiche degli esiti in modo tale da gestire la malattia ematologica nel suo complesso. \u201cMa per fare ci\u00f2, \u00e8 altrettanto fondamentale agire come una vera e propria rete con il fine ultimo di garantire i tre principi chiave dell\u2019equit\u00e0 all\u2019accesso: sostenibilit\u00e0, prossimit\u00e0 e appropriatezza\u201d, \u00e8 il parere di Roberto Cairoli, Direttore SC Ematologia, ASST GOM Niguarda e Professore Associato di Malattie del Sangue, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Universit\u00e0 degli Studi di Milano-Bicocca.<\/p>\n<p>\u201cCon una maggiore integrazione \u2013 ha aggiunto \u2013 la Rete Ematologica Lombarda pu\u00f2 contribuire a introdurre elementi di monitoraggio per bilanciare le necessit\u00e0 di accesso, appropriatezza e utilizzo strategico delle risorse. Tutto ci\u00f2 passa dal coinvolgimento di tutte le figure coinvolte nel percorso di presa in carico e cura del paziente, a partire dalla costruzione di tavoli programmatici che, a livello regionale, possano tradurre in provvedimenti operativi ed efficaci i bisogni portati avanti dai professionisti sanitari e dai pazienti\u201d.<\/p>\n<p>Il mondo del pharma, ovviamente, pu\u00f2 contribuire cos\u00ec come l\u2019advocacy a sviluppare modelli e strategie mirate. \u201cDa sempre siamo protagonisti dell\u2019innovazione in tutte le sue forme, non solo attraverso la ricerca scientifica, ma anche promuovendo iniziative che possano migliorare i modelli gestionali di presa in carico delle persone con tumori ematologici, come il mieloma multiplo \u2013 commenta<strong> Monica Gibellini<\/strong>, Direttore Government Affairs, Policy &amp; Patient Engagement Johnson &amp; Johnson Innovative Medicine Italia \u2013 Siamo convinti che attraverso momenti di confronto come questo, che ha visto coinvolti tutti i principali rappresentanti del sistema Salute, stiamo procedendo nella direzione giusta per affrontare la sfida di un sistema che consideri sempre di pi\u00f9 la spesa farmaceutica come un investimento a cui destinare le risorse necessarie, cos\u00ec da rispondere sempre meglio ai bisogni di cura dei pazienti per una loro corretta e tempestiva presa in carico\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una scienza di frontiera, l\u2019ematologia. 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