{"id":230117,"date":"2025-11-24T13:54:11","date_gmt":"2025-11-24T13:54:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/230117\/"},"modified":"2025-11-24T13:54:11","modified_gmt":"2025-11-24T13:54:11","slug":"i-tre-segreti-per-allenare-il-cervello-non-basta-solo-camminare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/230117\/","title":{"rendered":"I tre &#8216;segreti&#8217; per allenare il cervello, non basta solo camminare"},"content":{"rendered":"<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Allenare il cervello per &#8216;sfiammare&#8217; l&#8217;intero organismo e frenare il declino cognitivo. Combinare movimento fisico e attivit\u00e0 stimolanti per la mente pu\u00f2 avere un impatto significativo sulla salute cerebrale minacciata dall&#8217;invecchiamento, dimostra uno studio italiano targato Humanitas e Cnr e pubblicato su &#8216;Brain, Behavior &amp; Immunity &#8211; Health&#8217;. Secondo il lavoro, un intervento multidimensionale chiamato &#8216;Train the Brain&#8217; \u00e8 in grado di migliorare le funzioni cognitive in persone con Mci (Mild Cognitive Impairment) e di modulare la risposta infiammatoria del sistema immunitario con effetti misurabili attraverso un prelievo del sangue.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">La ricerca &#8211; guidata dall&#8217;Irccs Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano) e dall&#8217;Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-In), con la collaborazione dell&#8217;Istituto di fisiologia clinica del Cnr (Cnr-Ifc), della Fondazione Stella Maris e della Clinica Neurologica dell&#8217;azienda ospedaliero universitaria Pisana (Aoup), e il sostegno di Fondazione Pisa e Fondazione Cariplo &#8211; si inserisce nel crescente filone di studi che riconosce l&#8217;infiammazione cronica come uno dei principali processi biologici associati all&#8217;invecchiamento e allo sviluppo di patologie neurodegenerative come la malattia di Alzheimer. Un fenomeno battezzato &#8216;inflammaging&#8217;. <\/p>\n<p>Declino cognitivo<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Se \u00e8 vero che tutti con l&#8217;invecchiamento sperimentano un fisiologico declino delle funzioni cognitive &#8211; spiegano da Humanitas e Cnr &#8211; esiste una specifica sottopopolazione in cui questi cambiamenti sono pi\u00f9 marcati e misurabili: i soggetti con diagnosi di lieve declino cognitivo. Queste persone non solo presentano un deterioramento cognitivo superiore a quello atteso per la loro et\u00e0, ma hanno anche un alto rischio di sviluppare Alzheimer. Pertanto sono i destinatari d&#8217;elezione di strategie mirate a prevenire o ritardare la progressione del loro quadro clinico. Negli individui affetti da Mci si osservano frequentemente livelli aumentati di citochine pro-infiammatorie. Queste molecole, che agiscono come messaggeri chiave del sistema immunitario, quando presenti in eccesso nel sistema nervoso possono avere effetti deleteri, compromettendo la funzionalit\u00e0 neuronale, riducendo la plasticit\u00e0 sinaptica e favorendo cos\u00ec meccanismi di neurodegenerazione. E&#8217; per contrastare questi processi che gli scienziati del Cnr-In hanno sviluppato il programma &#8216;Train the Brain&#8217;.\n<\/p>\n<p>Train the Brain<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8216;Train the Brain&#8217; (Allena il cervello) si svolge nella Palestra della mente presso l&#8217;Area della ricerca del Cnr di Pisa, un luogo interamente dedicato agli studi volti a contrastare l&#8217;invecchiamento cerebrale, descrive una nota. Il programma si basa su un approccio integrato e multidimensionale per la salute del cervello, combinando attivit\u00e0 fisica per promuovere la salute vascolare e metabolica, esercizi di stimolazione cognitiva per mantenere e migliorare le funzioni cerebrali, e interazioni sociali in un ambiente dedicato per contrastare l&#8217;isolamento e favorire il benessere emotivo. L&#8217;obiettivo \u00e8 agire simultaneamente su pi\u00f9 dimensioni dell&#8217;invecchiamento per promuovere la salute cerebrale in persone a rischio.<\/p>\n<p>Effetti e benefici<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8220;I primi studi sul programma &#8216;Train the Brain&#8217; &#8211; riferisce Alessandro Sale, dirigente di ricerca e group leader del Cnr-In di Pisa &#8211; hanno mostrato risultati molto promettenti in termini di miglioramento delle capacit\u00e0 cognitive (in particolare nelle funzioni di memoria e attenzione) e di modificazioni strutturali cerebrali rilevate tramite risonanza magnetica, tra cui un miglioramento nella perfusione ematica cerebrale e una maggiore conservazione del volume della sostanza grigia in aree corticali implicate nelle funzioni esecutive. Inoltre, gli effetti benefici dell&#8217;allenamento perdurano nel tempo e non sembrano essere condizionati da fattori come il genere, l&#8217;et\u00e0 e il tasso di scolarit\u00e0, anche se il miglioramento appare pi\u00f9 marcato nelle donne e nei soggetti con minor grado di istruzione&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Per capire i meccanismi all&#8217;origine di questi benefici, ossia le basi molecolari del miglioramento, i ricercatori guidati da Michela Matteoli, direttrice del Programma di Neuroscienze di Humanitas, hanno puntato l&#8217;attenzione sul sistema immunitario. Lo studio ha coinvolto 76 persone con diagnosi di Mci, suddivise in due gruppi: uno sperimentale, che ha seguito il programma multidimensionale della durata di 7 mesi, e un gruppo di controllo che ha ricevuto unicamente un supporto informativo. A inizio e fine intervento i partecipanti sono stati sottoposti a valutazioni cognitive, risonanza magnetica cerebrale e analisi del sangue per quantificare i livelli di citochine pro e anti-infiammatorie. &#8220;I risultati &#8211; riporta Matteoli &#8211; hanno evidenziato nel gruppo &#8216;Train the Brain&#8217; una riduzione significativa dei livelli plasmatici di molecole associate a infiammazione sistemica e declino cognitivo, come IL-6, IL-17A, TNF-\u03b1 e CCL11. Parallelamente, si \u00e8 osservato un mantenimento o incremento di molecole antinfiammatorie note per il loro effetto neuroprotettivo (IL-10, TGF-\u03b2 e IL-4). Tra queste IL-10, che gioca un ruolo importante nella sopravvivenza dei neuroni e nella neurogenesi adulta, aumenta dopo l&#8217;allenamento e correla con le capacit\u00e0 di memoria sia a breve che a lungo termine, rappresentando pertanto un potenziale marcatore per monitorare l&#8217;efficacia di programmi di stimolazione motoria e cognitiva in soggetti a rischio&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Nel complesso &#8211; \u00e8 la conclusione degli scienziati &#8211; il programma &#8216;Train the Brain&#8217; ha dimostrato di agire non solo sul piano psicologico e motivazionale, ma anche su processi biologici centrali nel mantenimento della salute cerebrale durante l&#8217;invecchiamento.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    &#8220;Lo studio &#8211; commenta Genni Desiato, ricercatrice post-doc all&#8217;Humanitas &#8211; ribadisce un concetto fondamentale: il cervello \u00e8 fortemente influenzato dallo stile di vita. Movimento, stimolazione cognitiva e relazioni sociali esercitano un impatto forte e diretto sulla salute cerebrale e sull&#8217;infiammazione sistemica, e sono capaci di agire in maniera misurabile e in profondit\u00e0, fino al livello di molecole&#8221;.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    Adottare uno stile di vita attivo, combinando regolarmente esercizio fisico e allenamento cognitivo &#8211; \u00e8 il messaggio di Humanitas e Cnr &#8211; pu\u00f2 rallentare o persino invertire i primi segnali di declino. E la buona notizia \u00e8 che non \u00e8 mai troppo tardi per iniziare: anche semplici abitudini quotidiane come camminare, stimolare la mente con letture o giochi e mantenere una vita sociale attiva possono fare una grande differenza. Questi accorgimenti non sono solo &#8216;buone pratiche&#8217;, ma vere e proprie strategie preventive accessibili a tutti per un buon invecchiamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Allenare il cervello per &#8216;sfiammare&#8217; l&#8217;intero organismo e frenare il declino cognitivo. Combinare movimento fisico e attivit\u00e0 stimolanti&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":230118,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-230117","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115605016682603452","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/230117","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=230117"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/230117\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/230118"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=230117"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=230117"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=230117"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}