{"id":23056,"date":"2025-08-02T00:10:20","date_gmt":"2025-08-02T00:10:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/23056\/"},"modified":"2025-08-02T00:10:20","modified_gmt":"2025-08-02T00:10:20","slug":"26-07-2025-offal-fest-2025-rebellion","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/23056\/","title":{"rendered":"26\/07\/2025 &#8211; OFFAL FEST 2025 @ Rebellion"},"content":{"rendered":"<p>Report di <strong>Luca Pessina<\/strong><br \/>Foto di <strong>MaggsVisuals<\/strong> \u2013 <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/maggsvisuals\/?hl=en-gb\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Instagram<\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019edizione 2025 del britannico Offal Fest ha segnato un ulteriore passo avanti per un evento che sta lentamente guadagnando una sua rilevanza nel panorama dei festival europei dedicati all\u2019estremo.<br \/>Organizzato da un gruppo di appassionati locali e ospitato presso il noto Rebellion, locale situato nel centro di Manchester, l\u2019Offal si sta imponendo con coerenza come punto di riferimento per chi cerca goregrind e death metal nella sua forma pi\u00f9 brutale. Una nicchia nella nicchia, certo, ma seguita con devozione da un pubblico trasversale e internazionale che ha risposto con entusiasmo, portando al sold-out questa edizione.<\/strong><br \/><strong>Il dato pi\u00f9 significativo \u00e8 proprio questo: nonostante la natura di evento underground, l\u2019Offal ha dimostrato di poter reggere il confronto con realt\u00e0 pi\u00f9 consolidate grazie a una crescita misurata e a una programmazione musicale sempre pi\u00f9 attenta e curata.<br \/>In un contesto europeo in cui non mancano festival indoor orientati verso il death e il black metal nelle loro derive pi\u00f9 concettuali o old-school, sono pochi quelli che scelgono di puntare sulle correnti pi\u00f9 estreme, tra slam, tech\/brutal death metal e grind nelle sue forme pi\u00f9 ignoranti.<br \/>L\u2019Offal sta colmando questo spazio con una certa intelligenza, proponendo un mix calibrato tra nomi di culto, esclusive nazionali e debutti internazionali pensati per chi segue da vicino queste sonorit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Purtroppo non abbiamo potuto presenziare alla serata di apertura del venerd\u00ec \u2013 un pre-show che ha comunque riscosso buoni riscontri, con una selezione di band britanniche ben rappresentativa del tessuto locale \u2013 ma il weekend principale ha confermato la solidit\u00e0 dell\u2019organizzazione.<br \/>Gli orari sono stati rispettati senza ritardi, la qualit\u00e0 sonora si \u00e8 mantenuta su livelli alti per l\u2019intero fine settimana e il clima generale \u00e8 stato rilassato e partecipativo. La possibilit\u00e0 di uscire e rientrare liberamente dal locale ha reso tutto pi\u00f9 vivibile, cos\u00ec come l\u2019approccio discreto ma presente della security. Il Rebellion, pur essendo una venue di dimensioni abbastanza contenute, ha retto bene l\u2019affluenza, confermandosi una scelta funzionale per questo tipo di eventi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il sold-out, inevitabilmente, spinge l\u2019organizzazione a guardare oltre: per il 2026 \u00e8 gi\u00e0 previsto un cambio di venue, probabilmente con l\u2019obiettivo di accogliere un pubblico ancora pi\u00f9 ampio senza snaturare lo spirito del festival.<br \/>Ma prima di parlare del futuro, vale la pena concentrarsi su quanto successo in questi due giorni di musica estrema: una selezione artistica che ha saputo coinvolgere e colpire nel segno, senza compromessi. Un weekend compatto, ben bilanciato e chiaramente pensato da chi vive questi generi in prima persona.<\/strong><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-629249 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"990\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/offal-fest-locandina-finale-2025-700x990.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>SABATO 26 LUGLIO<\/strong><\/p>\n<p>Il primo gruppo che riusciamo a vedere con una certa attenzione sono i <strong>CHAINSAW CASTRATION<\/strong>, trio britannico senza basso ma con idee molto chiare su come far partire un pomeriggio all\u2019insegna dell\u2019eccesso. Tra slam, death metal e una spruzzata di deathcore, i loro brani scorrono rapidi, chiassosi e volutamente sgraziati, ma il pubblico locale \u2013 che pare conoscerli bene \u2013 partecipa con entusiasmo. I musicisti, a loro agio e visibilmente divertiti, si prendono anche il lusso di scherzare sui clich\u00e9 del genere tra un pezzo e l\u2019altro, senza intaccare la forza d\u2019urto di una performance che punta pi\u00f9 alla fisicit\u00e0 che all\u2019impatto tecnico.<br \/>Seguono gli <strong>IMPURIST<\/strong>, i quali procedono a cambiare registro in maniera piuttosto netta. Si percepisce subito un altro tipo di ambizione: riff pi\u00f9 articolati, un certo gusto per l\u2019atmosfera, venature black metal inserite in un contesto ancora fortemente death metal.<br \/>Sul palco si muovono musicisti navigati \u2013 tra cui membri passati e presenti di Extreme Noise Terror, Hellbastard, Infected Disarray e Gorerotted \u2013 e si sente. Ben McCrow, al microfono, \u00e8 una presenza sicura, che guida il set con autorevolezza, senza eccessi. Il risultato \u00e8 coeso, pesante ma non ottuso, perfettamente calato nella fascia pomeridiana del festival.<br \/>Il debutto internazionale dei finnici <strong>55GORE<\/strong> \u00e8, come previsto, uno di quei momenti che dividono. Il loro goregrind \u00e8 la consueta caricatura estrema del genere: batteria cadenzata, chitarra slabbrata che pare un flusso di detriti, voce gargantuesca uscita da un tubo otturato. Il pubblico, per\u00f2, reagisce con entusiasmo, saltellando in cerchio e agitando gli arti con l\u2019aria giocosa che solo certi suoni iper-esagerati riescono a generare.<br \/>\u00c8 puro caos performativo, che non pretende credibilit\u00e0 musicale, ma funziona come elemento di rottura.<\/p>\n<p>Con i <strong>BEGGING FOR INCEST<\/strong> si torna su binari pi\u00f9 familiari: deathcore e slam infarciti di breakdown a valanga e rallentamenti esasperati. Il proverbiale cattivo gusto tedesco emerge gi\u00e0 dal nome della band per arrivare alla musica infarcita di tutto quel corollario \u2018bree bree\u2019 tipico del filone. La formazione, attiva da anni e con una fanbase ben delineata, sa tuttavia come dosare l\u2019ignoranza e riesce a tenere alta l\u2019attenzione nonostante l\u2019impianto fortemente derivativo.<br \/>La folla attende e invoca i breakdown, e quando arrivano, la sala si scuote come una molla. Non manca qualche passaggio pi\u00f9 ragionato nella scrittura, ma \u00e8 chiaro che qui si viene per le botte e la band lo sa bene.<br \/>Dal canto loro, i <strong>PUTRIDITY<\/strong> portano una ventata di precisione chirurgica: il loro death iper-tecnico \u00e8 complesso, vorticoso, stratificato. In molti sotto il palco ne seguono ogni passaggio come si trattasse di una partitura da decifrare.<br \/>Il gruppo ha attraversato vari cambi di formazione negli ultimi anni, ma l\u2019equilibrio raggiunto ora sembra solido. Il nuovo materiale tratto da \u201cMorbid Ataraxia\u201d viene accolto con entusiasmo da un pubblico attento e preparato. I pezzi si snodano come cunicoli tortuosi, tra accelerazioni spaventose e sezioni intricate in cui il groove si deforma in maniera quasi inorganica. C\u2019\u00e8 insomma poco spazio per l\u2019improvvisazione o l\u2019impatto da baraccone: qui si ascolta, si analizza e si applaude per reale stima.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-629253 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"875\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/putridity-offal-fest-2025-700x875.jpg\"\/><\/p>\n<p>Con i <strong>CEREBRAL EFFUSION<\/strong> si rientra poi nei territori pi\u00f9 solidamente codificati del \u2018brutal\u2019 death metal classico, ma il risultato \u00e8 tutt\u2019altro che scolastico. La band spagnola, rientrata in attivit\u00e0 dopo un periodo di silenzio, appare rigenerata. I suoni sono profondi, calibrati per colpire allo stomaco, ma con una chiarezza che permette di cogliere la costruzione interna dei brani.<br \/>Il set si muove con fluidit\u00e0 tra i prevedibili pattern sincopati e rallentamenti densi come cemento, seguendo quella scuola popolarizzata ormai tanti anni fa da etichette come Unique Leader, Unmatched Brutality e simili. Il pubblico non \u00e8 distratto: segue, reagisce, partecipa con misura, dimostrando di conoscere bene la materia.<br \/>Kosme, al basso e alla voce, \u00e8 visibilmente soddisfatto e regge l\u2019intera esibizione con un misto di controllo e trasporto. A tratti sembra quasi si voglia trattenere, come a lasciare spazio alla musica e alla sua dinamica interna, ed \u00e8 una scelta che funziona. Non c\u2019\u00e8 alcun bisogno di eccessi visivi o teatrali: la band convince per la coerenza della proposta e per la lucidit\u00e0 con cui la porta in scena. Uno dei momenti pi\u00f9 compatti dell\u2019intera giornata.<\/p>\n<p>Poi arrivano gli <strong>SKINLESS<\/strong>, attesissimi, in una veste che mescola nostalgia e concretezza. Lo show \u00e8 un evento nell\u2019evento: \u201cProgression Towards Evil\u201d eseguito per intero, per la prima volta in assoluto.<br \/>Nonostante il tempo passato e qualche inevitabile segno dell\u2019et\u00e0, la band \u2013 che da tempo limita parecchio le sue sortite live \u2013 non d\u00e0 mai l\u2019impressione di arrancare. Al contrario, il gruppo newyorkese affronta questo ritorno al proprio passato con lucidit\u00e0 e mestiere, dosando bene l\u2019energia senza mai perdere in impatto.<br \/>Il sound \u00e8 rotondo, imponente, calibrato sulle frequenze basse che dominano l\u2019album originale. Sherwood Webber \u00e8 ancora una presenza trascinante: non ha bisogno di strafare, si muove sicuro e sa coinvolgere, dosando l\u2019intervento tra un brano e l\u2019altro e mantenendo alta la tensione anche nei passaggi pi\u00f9 elementari.<br \/>L\u2019esecuzione \u00e8 fedele all\u2019originale ma con qualche piccola variazione che d\u00e0 vita e attualit\u00e0 ai pezzi.<br \/>Il pubblico, ovviamente, \u00e8 con gli statunitensi fin dal primo istante: il pit si apre, si chiude, si riallarga. C\u2019\u00e8 partecipazione, s\u00ec, ma anche una estrema forma di rispetto per un disco che ha segnato un\u2019epoca per chi \u00e8 cresciuto in quell\u2019ambito. In chiusura, a sorpresa, arriva anche \u201cThe Optimist\u201d, fuori scaletta ma accolta come un regalo inaspettato. Un\u2019aggiunta che corona una performance energica e pienamente riuscita. Gli Skinless, pur consapevoli della propria dimensione storica, non si adagiano: dimostrano di essere ancora qui, presenti, vivi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-629254 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"560\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/skinless-offal-fest-2025-700x560.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>DOMENICA 27 LUGLIO<\/strong><\/p>\n<p>Per noi, l\u2019ultima giornata dell\u2019Offal Fest si apre con i londinesi <strong>ANCIENT RIVALRY<\/strong>, che mettono subito le cose in chiaro: death metal diretto, nervoso, ma con una chiara attitudine hardcore. Non \u00e8 un tentativo maldestro di ibridazione, bens\u00ec un linguaggio naturale per una band che proviene da quell\u2019ambiente e ne mantiene l\u2019energia frontale, la fisicit\u00e0, la postura collettiva.<br \/>Alcuni passaggi richiamano gli Obituary per l\u2019essenzialit\u00e0 dei riff, altri virano persino verso i Merauder e il tutto, almeno in questo contesto, funziona: l\u2019impatto \u00e8 buono, l\u2019attitudine \u00e8 quella giusta e il pubblico li accoglie con calore, pur se a quest\u2019ora del giorno non \u00e8 ancora del tutto compatto sotto il palco.<br \/>A seguire, i <strong>VULGAR DISSECTION<\/strong> propongono invece una formula pi\u00f9 serrata e mediamente strutturata. I ragazzi sono giovani ma determinati, con idee abbastanza chiare su come coniugare pesantezza e leggibilit\u00e0: i riff risultano articolati, ma non troppo contorti, i tempi si spostano con logica e certi brani presentano persino ritornelli e passaggi che mirano a restare impressi.<br \/>Il tutto non pare un tentativo di rendersi pi\u00f9 accessibili, quanto un\u2019intenzione compositiva ben precisa. L\u2019accostamento ai primi Dying Fetus viene quasi naturale, almeno per l\u2019alternanza tra groove e tecnica. La risposta del pubblico \u00e8 buona, e la band pu\u00f2 dirsi promossa.<\/p>\n<p>Dopo due set pi\u00f9 lineari arriva una virata netta con i londinesi <strong>BASEMENT TORTURE KILLINGS<\/strong>, ormai una presenza fissa nei circuiti grind e death metal pi\u00f9 oltranzisti del Regno Unito.<br \/>La loro proposta affonda nel death-grind pi\u00f9 classico, con un occhio ai classici Carcass e primi Exhumed, ma lo fa con piglio teatrale e una vena sarcastica che ne esalta l\u2019identit\u00e0. I pupazzi lanciati sul pubblico creano subito un\u2019atmosfera da macabro cabaret, ma dietro la messinscena c\u2019\u00e8 una band ben rodata, che sa costruire un set coinvolgente con pochi elementi: riff che flirtano col thrash, doppie voci abrasive, ritmiche sempre a fuoco. L\u2019energia cresce e la gente inizia a scaldarsi davvero.<br \/>Il clima si fa ancora pi\u00f9 sghembo con l\u2019ingresso in scena dei <strong>PLASMA<\/strong>, veterani del goregrind tedesco pi\u00f9 marcio e fratelli spirituali di gente come Cock and Ball Torture. Il loro approccio \u00e8 volutamente grottesco: groove grasso, tempi che arrancano con malizia e una tendenza irresistibile a voler far muovere il pubblico pi\u00f9 che aggredirlo. I riff sono spesso semplicissimi e si intrecciano con delle voci che come al solito possono risultare caricaturali, ma che dal vivo funzionano.<br \/>Nessuna pretesa di \u2018seriet\u00e0\u2019 estrema: solo una mezz\u2019ora di musica altamente distorta e divertita che fa il pieno di consensi, in sala e al merch.<\/p>\n<p>Gli <strong>IMPERIOUS MORTALITY<\/strong>, dal canto loro, rappresentano la faccia opposta della medaglia: death metal brutale, s\u00ec, ma eseguito con rigore e compostezza. Il trio danese, scoperto da New Standard Elite, sinora ha gi\u00e0 dato prova di una certa maturit\u00e0 con vari EP, e anche qui dimostra di sapere come costruire una performance che tenga insieme impatto e precisione. Il riffing di chitarra appare pieno di pinch harmonic, ma con alcune derive pi\u00f9 lente e dissonanti che sembrano anche guardare agli Immolation. Non \u00e8 un\u2019esibizione da fuochi d\u2019artificio, ma conquista per solidit\u00e0 e senso della misura. Applausi meritati.<br \/>Con gli <strong>INIQUITOUS SAVAGERY<\/strong> si resta a grandi linee sullo stesso tipo di sound, ma si alza sensibilmente il livello di coinvolgimento: gli scozzesi, spesso accostati ai Defeated Sanity per stile e impostazione, mettono in scena una delle esibizioni pi\u00f9 intense della giornata. \u2018Brutal\u2019 death tecnico ma sempre leggibile, con cambi di tempo frequenti ma raramente gratuiti, e un frontman, Liam McCall, che domina la scena con una sicurezza magnetica.<br \/>Non c\u2019\u00e8 nulla di costruito nel loro approccio: \u00e8 un\u2019esplosione costante di tensione, di energia controllata, che trova sfogo in pezzi nei quali si ritrovano sia partiture serratissime che avvitamenti pi\u00f9 contorti e pesanti. Il pubblico risponde con vigore e sotto il palco si torna a pogare con convinzione, alla vecchia maniera. Una delle migliori sorprese del festival.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-629256 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"875\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/INIQUITOUS-SAVAGERY-offal-fest-2025-700x875.jpg\"\/><\/p>\n<p>A questo punto, gli italiani <strong>INDECENT EXCISION<\/strong> si trovano a dover affrontare una sfida non indifferente: esibirsi con una drum machine in un contesto in cui molti batteristi sono stati tra i protagonisti della tre giorni. Il rischio di apparire freddi o \u2018compromessi\u2019 \u00e8 reale, ma la band riesce a superarlo con intelligenza e mestiere. Il set \u00e8 asciutto, ben costruito, e mette in evidenza soprattutto il lavoro di chitarra, notevolmente affinato negli anni e oggi ricco di sfumature che vanno oltre il death metal pi\u00f9 canonico. I brani dell\u2019ultimo \u201cInto the Absurd\u201d si fanno notare per variet\u00e0 e complessit\u00e0, e il pubblico, inizialmente sorpreso, finisce per apprezzare con convinzione. Una prova difficile, ma superata nettamente.<br \/>I <strong>WORMED<\/strong> arrivano quindi sul palco quando l\u2019attenzione del pubblico comincia fisiologicamente a calare, ma bastano pochi minuti perch\u00e9 l\u2019atmosfera si carichi nuovamente.<br \/>La band madrilena, negli anni diventata una delle pi\u00f9 personali in ambito death metal, \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile da vedere dal vivo: un fatto che rende la loro presenza all\u2019Offal Fest un altro evento nell\u2019evento.<br \/>Il set \u00e8 denso, ipercompresso, dominato da strutture opprimenti e da un\u2019estetica sonora completamente aliena. Non c\u2019\u00e8 spazio per il groove o la violenza frontale gratuita: i Wormed operano in un\u2019altra dimensione, fatta di blast asfissianti e fraseggi quasi meccanici, su cui si innesta la voce di Phlegeton, performer carismatico, preciso, a tratti persino elegante nel suo ruolo di \u2018narratore cosmico\u2019. Ogni brano sembra emergere da una voragine tecnica e concettuale, senza punti di riferimento facili.<br \/>Non \u00e8 una musica che cerca la connessione immediata, ma quella immersiva, totalizzante. E in questo la band riesce perfettamente. Il pubblico, pur provato dalla lunga giornata, resta in larga parte incollato alla performance fino all\u2019ultimo minuto, quasi soggiogato da questa spirale di brutalit\u00e0 tecnologica. \u00c8 un set spaventoso, s\u00ec, ma anche stranamente raffinato, che conferma ancora una volta la posizione unica dei Wormed all\u2019interno del genere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-629257 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"875\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/wormed-offal-fest-2025-700x875.jpg\"\/><\/p>\n<p>I <strong>DEFEATED SANITY<\/strong> salgono per ultimi, in una posizione ormai pienamente consolidata da headliner di riferimento per l\u2019intero filone del death metal pi\u00f9 tecnico e opprimente.<br \/>Da anni ormai non hanno pi\u00f9 bisogno di presentazioni: la loro reputazione si \u00e8 costruita tanto in studio quanto sul palco, e oggi che l\u2019attivit\u00e0 live \u00e8 tornata centrale nel loro percorso, il risultato \u00e8 una macchina perfettamente oliata. Il set attinge abbondantemente dal pi\u00f9 recente \u201cChronicles of Lunacy\u201d, che dal vivo guadagna in spessore e immediatezza, ma non mancano episodi del passato, scelti con intelligenza per rappresentare ogni fase della loro evoluzione.<br \/>In mezzo a brani costruiti su metriche implose e fraseggi impossibili, spuntano rallentamenti tossici e momenti di groove che arrivano come colpi bassi ben assestati. \u00c8 questa dialettica a rendere il loro live cos\u00ec efficace: l\u2019alternanza fra brutalit\u00e0 chirurgica e aperture pi\u00f9 elastiche, in cui si intravedono influenze jazz e una consapevolezza musicale fuori dal comune.<br \/>Il pubblico \u00e8 ampiamente partecipe, ma anche un po\u2019 in ascolto: in certi frangenti c\u2019\u00e8 meno caos e pi\u00f9 attenzione. Si avverte che molti sono l\u00ec proprio per loro. Il suono \u00e8 potente, il drumming di Lille Gruber \u00e8 raffinatissimo, e la band suona come un organismo unico e compatto.<br \/>A fine set, si ha la netta sensazione di aver assistito non solo a una prova di forza, ma a una vera dimostrazione di padronanza linguistica del genere. Nessuna sbavatura, nessuna fatica apparente: i Defeated Sanity chiudono il festival nel modo migliore, con uno show intenso, lucido, risoluto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-629258 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"875\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/defeated-sanity-offal-fest-2025-700x875.jpg\"\/><\/p>\n<p>            <script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Report di Luca PessinaFoto di MaggsVisuals \u2013 Instagram L\u2019edizione 2025 del britannico Offal Fest ha segnato un ulteriore&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":23057,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-23056","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23056","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23056"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23056\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23057"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23056"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23056"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23056"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}