{"id":231251,"date":"2025-11-25T09:09:16","date_gmt":"2025-11-25T09:09:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/231251\/"},"modified":"2025-11-25T09:09:16","modified_gmt":"2025-11-25T09:09:16","slug":"la-premier-guarda-avanti-e-punta-la-legge-elettorale-al-paese-serve-stabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/231251\/","title":{"rendered":"la premier guarda avanti e punta la legge elettorale. \u00abAl Paese serve stabilit\u00e0\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Dove i perdenti vedono strade ghiacciate, i vincenti mettono su i pattini da ghiaccio. E all\u2019indomani dell\u2019atteso 2 a 1 alle regionali \u2013 Campania e Puglia al campo largo e Veneto al centrodestra \u2013 Giorgia Meloni e i suoi alleati si apprestano a calzare le lame e pattinare. Per raggiungere e tagliare il traguardo pi\u00f9 ambito: le elezioni politiche del 2027, che per la leader di Fdi si traducono in un altro giro di valzer a Palazzo Chigi.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 al voto che si terr\u00e0 tra un anno e mezzo che tutti pensano quando dalle urne arrivano i verdetti delle tre regioni alle urne. Per il partito della premier il risultato \u00e8 in chiaroscuro. Tolta la Puglia, dove per il centrodestra non c\u2019\u00e8 mai stata partita, il \u201cmastino\u201d Edmondo Cirielli in Campania non ha sfondato, rivelandosi quell\u2019underdog in cui alcuni, in via della Scrofa, avevano sperato. Ma Fdi tutto sommato ha tenuto, evitando il sorpasso di Forza Italia, con gli azzurri che avevano schierato nomi forti nelle liste e giocato una campagna elettorale attorno al ricordo di Silvio Berlusconi, che a Napoli e dintorni fa sempre presa.<\/p>\n<p>A lasciare l\u2019amaro in bocca, in via della Scrofa, \u00e8 soprattutto il responso che arriva da Palazzo Balbi. Con la Lega che, a dispetto di quanto avvenuto per le ultime elezioni europee e per le politiche del 2022, non cede il passo al partito della premier. Complice l\u2019effetto Zaia, con l\u2019ex governatore capolista per il Carroccio in tutte le province, forse non a caso mai menzionato da Meloni nel comizio di marted\u00ec scorso a Padova per lanciare la volata finale all\u2019enfant prodige del Carroccio Alberto Stefani. Dimenticanza che non sarebbe passata inosservata in quel di Venezia: si narra che il Doge non abbia gradito n\u00e9 mandato gi\u00f9 il passo falso.<\/p>\n<p>Il day after  <\/p>\n<p>Fatto sta, che mentre la premier era impegnata nell\u2019ennesimo vertice internazionale (in Angola), a via della Scrofa ieri era gi\u00e0 scattato il day after. Prossimo appuntamento elettorale in agenda il referendum sulla giustizia, ma non \u00e8 certo la consultazione referendaria a turbare i sonni di Meloni e i suoi. L\u00ec la rotta \u00e8 tracciata, quasi scolpita su pietra: nessuna politicizzazione della riforma che decider\u00e0 del futuro delle toghe. Remake di scivoloni in salsa renziana non sono ammessi: comunque vada, si va avanti e si tira a campare. A suggerire per primo dov\u2019\u00e8 che andranno a parare la presidente del Consiglio e i suoi alleati \u00e8 proprio Renzi. \u00abCon questa legge elettorale &#8211; osserva l\u2019ex presidente del Consiglio &#8211; Meloni a Palazzo Chigi non ci rimette pi\u00f9 piede\u00bb, ragion per cui \u00abda domani mattina prover\u00e0 a cambiarla\u00bb. Suggestioni e trame di Palazzo? Niente affatto. Il tema era gi\u00e0 sul tavolo, ma i risultati registrati in Campania, Puglia e Veneto accelerano l&#8217;intenzione dei meloniani di mandare in soffitta il Rosatellum con cui il campo largo &#8211; da Renzi ad Avs, passando per Pd e M5S, sempre che il fronte non si sfasci prima &#8211; potrebbe seriamente insidiare la riconferma dell\u2019attuale maggioranza nel 2027. A dirlo chiaramente, senza girarci intorno, \u00e8 il responsabile organizzativo di Fdi Giovanni Donzelli, fedelissimo della premier. \u00abSe dovessimo votare oggi &#8211; ammette &#8211; non ci sarebbe la stessa stabilit\u00e0 politica n\u00e9 in caso di vittoria del centrodestra n\u00e9 in caso di vittoria del centrosinistra\u00bb. I numeri del resto sembrano dargli ragione. Con l\u2019attuale sistema misto &#8211; 37% dei seggi assegnato con un sistema maggioritario con collegi uninominali, il 61% dei seggi ripartito col proporzionale &#8211; e il campo largo unito si rischia un pareggio. Ovvero la paralisi. \u00abL\u2019Italia &#8211; mette le mani avanti Donzelli &#8211; sta godendo in questo momento non soltanto di un buon governo, ma anche di una stabilit\u00e0 politica che \u00e8 frutto della compattezza del centrodestra e di una divisione che c&#8217;era stata alle scorse elezioni politiche all&#8217;interno del campo largo\u00bb. Oggi suonerebbe tutt\u2019altra musica. Per questo, per evitare l\u2019impasse, la premier accarezza l\u2019idea di un sistema che ricalchi quello delle regionali. In sintesi, un proporzionale con un consistente premio di maggioranza, una legge congegnata per agevolare la sua riconferma a Palazzo Chigi. Ma \u00e8 cosa nota che la riforma elettorale non ha mai portato bene a chi, di volta in volta, ha dato le carte. \u00abLa strada da battere per noi resta quella &#8211; replicano dai piani alti di via della Scrofa &#8211; Per il resto, \u201cfattore Giorgia\u201d a parte, non resta che affidarsi agli scongiuri\u00bb. <\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Commenti e retroscena del panorama politico<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dove i perdenti vedono strade ghiacciate, i vincenti mettono su i pattini da ghiaccio. 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