{"id":231493,"date":"2025-11-25T12:45:13","date_gmt":"2025-11-25T12:45:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/231493\/"},"modified":"2025-11-25T12:45:13","modified_gmt":"2025-11-25T12:45:13","slug":"il-matrimonio-gay-contratto-in-un-altro-stato-membro-va-riconosciuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/231493\/","title":{"rendered":"il matrimonio gay contratto in un altro stato membro va riconosciuto"},"content":{"rendered":"\n<p>&#8220;<strong>Uno Stato membro ha l&#8217;obbligo di riconoscere un matrimonio tra due cittadini dell&#8217;Unione dello stesso sesso che \u00e8 stato legalmente contratto in un altro Stato membro in cui hanno esercitato la loro libert\u00e0 di circolazione e di soggiorno<\/strong>&#8220;. <strong>Lo prevede una sentenza<\/strong> della Corte Ue arrivata sul caso di due cittadini polacchi, sposati in Germania, che hanno chiesto che il loro certificato di matrimonio fosse trascritto nel registro civile polacco affinch\u00e9 il matrimonio fosse riconosciuto in Polonia.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Le autorit\u00e0 polacche competenti hanno respinto la richiesta dei due cittadini sulla base del fatto che la legge polacca non consente il matrimonio tra persone dello stesso sesso<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La Corte di giustizia<\/strong>, in risposta a una questione pregiudiziale sollevata da un giudice nazionale, ha ritenuto che il rifiuto di riconoscere un matrimonio tra due cittadini dell&#8217;Unione, legalmente contratto in un altro Stato membro in cui hanno esercitato la loro libert\u00e0 di circolazione e di soggiorno, <strong>sia contrario al diritto dell&#8217;Unione perch\u00e9 viola tale libert\u00e0 e il diritto al rispetto della vita privata e familiare<\/strong>. &#8220;Gli Stati membri sono quindi tenuti a riconoscere, ai fini dell&#8217;esercizio dei diritti conferiti dal diritto dell&#8217;Unione, lo stato coniugale legittimamente acquisito in un altro Stato membro&#8221;, spiega la Corte pronunciandosi sul caso, risalente al 2018.<\/p>\n<p>La Corte ricorda che, <strong>sebbene le norme in materia di matrimonio rientrino nella competenza degli Stati membri, questi ultimi sono tenuti a rispettare il diritto dell&#8217;Unione nell&#8217;esercizio di tale competenza<\/strong>. I coniugi in questione, in quanto cittadini dell&#8217;Unione, godono della libert\u00e0 di circolare e soggiornare nel territorio degli Stati membri e del diritto di condurre una normale vita familiare nell&#8217;esercizio di tale libert\u00e0 e al momento del ritorno nel loro Stato membro di origine. &#8220;In particolare, quando creano una vita familiare in uno Stato membro ospitante, in particolare in virt\u00f9 del matrimonio, devono avere la certezza di poter proseguire tale vita familiare al momento del ritorno nel loro Stato membro di origine&#8221;, sottolinea il tribunale con sede a Lussemburgo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>La Corte sottolinea tuttavia che tale obbligo non implica l&#8217;introduzione del matrimonio tra persone dello stesso sesso nel diritto interno<\/strong>. Inoltre, gli Stati membri dispongono di un margine di discrezionalit\u00e0 nella scelta delle modalit\u00e0 di riconoscimento di un siffatto matrimonio. Tuttavia, qualora uno Stato membro scelga di prevedere una modalit\u00e0 unica per il riconoscimento dei matrimoni contratti in un altro Stato membro, quale la trascrizione dell&#8217;atto di matrimonio nel registro dello stato civile, esso \u00e8 tenuto ad applicare tale modalit\u00e0 anche ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;Uno Stato membro ha l&#8217;obbligo di riconoscere un matrimonio tra due cittadini dell&#8217;Unione dello stesso sesso che \u00e8&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":231494,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-231493","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115610407580418715","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/231493","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=231493"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/231493\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/231494"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=231493"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=231493"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=231493"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}