{"id":232443,"date":"2025-11-26T03:03:13","date_gmt":"2025-11-26T03:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/232443\/"},"modified":"2025-11-26T03:03:13","modified_gmt":"2025-11-26T03:03:13","slug":"dopo-due-anni-di-festival-arriva-su-il-messaggero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/232443\/","title":{"rendered":"dopo due anni di festival arriva su Il Messaggero"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n            Dopo due anni di circolazione nei festival italiani e internazionali, Voce approda sulle pagine del Messaggero. Un cortometraggio breve, nove minuti appena, ma sufficiente a contenere molte storie: quelle raccolte da un form anonimo attraverso il quale un centinaio di donne hanno condiviso esperienze di abuso, sopraffazione, paura. Da quel materiale fragile e potente nasce un monologo femminile che parla non \u201cdi\u201d qualcuno, ma \u201cper\u201d molte. \u00c8 proprio questa coralit\u00e0 a definire l\u2019identit\u00e0 del film, diretto da Andrea La Puca e scritto con la sceneggiatrice Azzurra Nappi, e interpretato da Rosaria Ruocco, sola in scena ma capace di diventare molte. La sua interpretazione attraversa esitazioni, implosioni e braci di rabbia. Il cortometraggio si apre in un teatro spoglio, poi un materasso affiora dall\u2019oscurit\u00e0, e ancora un telo di plastica si muove come un mare in tempesta. Sono questi gli elementi essenziali, familiari eppure disturbanti, che compongono l\u2019universo visivo di Voce, un universo spoglio, onirico. In questo impianto essenziale non esiste passato n\u00e9 presente, cos\u00ec che possa accogliere ogni storia senza gerarchie. Gli oggetti che popolano queste stanze: un materasso, un telo, una sedia, sono dettagli comuni che, decontestualizzati, diventano indizi di un\u2019inquietudine che riaffiora. Come i \u201cbuchi tra le doghe\u201d che la protagonista evoca all\u2019inizio del monologo, o come l\u2019acqua che ritorna in ogni ambiente, insinuandosi nella memoria come un pensiero che ristagna \u201cfinch\u00e9 non allaga il pavimento\u201d. Uno dei nodi pi\u00f9 intimi del cortometraggio \u00e8 la rappresentazione della solidariet\u00e0 femminile. Non come soluzione definitiva o panacea: nel film \u00e8 un sostegno precario, sottile, ma capace di impedire che la solitudine diventi una condanna irreversibile. Una presenza che non salva, ma permette di resistere, che tiene in vita. Questa rete \u00e8 composta dal gruppo di corpo e movimento, il secondo personaggio aldil\u00e0 della protagonista, che rappresenta le molteplici voci che abitano ogni singola donna: frammenti, memorie, timori e resurrezioni che convivono sotto la stessa pelle. Il seminterrato finale \u00e8 vuoto, ma non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso: ci\u00f2 che era nascosto ora \u00e8 passato di mano in mano, condiviso. Quello di Voce \u00e8 un viaggio segnato da numerosi riconoscimenti, molti dei quali assegnati dal pubblico: dal Premio del Pubblico a Sguardi Scomodi 2024 e a 24frame al Secondo 2025 al Premio Messaggio Donna al Festival del Cinema di Cefal\u00f9, dalla Menzione speciale al Premio Ermanno Olmi 2024 al Premio Radio Carpine, fino al titolo di Miglior Corto Sperimentale all\u2019Immaginaria Film Festival 2025. Un riscontro che racconta la capacit\u00e0 del film di toccare una sensibilit\u00e0 diffusa, pi\u00f9 che di convincere attraverso la sola forma. Il monologo, scritto da Azzurra Nappi, si muove come un flusso di coscienza che scava nella memoria traumatica. Le immagini suggeriscono un ritorno ciclico delle prime volte: situazioni in cui l\u2019allarme \u00e8 stato ignorato, il pericolo minimizzato, la violenza normalizzata. \u201cE rivivo in tutte le me\u201d, dice la protagonista, riportando alla luce una molteplicit\u00e0 soffocata, fatta di corpi che reagiscono, cadono, si irrigidiscono, si dissolvono. Nel finale, Voce vira verso una luce diversa. Le ballerine, fino a quel momento figure immerse nell\u2019acqua, nel buio, nel telo che le soffoca, si muovono come un unico cuore pulsante. La protagonista entra tra loro, si accascia, viene accolta. Mani che prima avevano lottato ora accarezzano, sostengono, custodiscono. Co-prodotto da Veevelo Production e Casa Zen, il film \u00e8 il risultato di una collaborazione che ha permesso di unire linguaggi: cinema, teatro, danza, per restituire un\u2019esperienza emotiva complessa. Dopo due anni di cammino, Voce continua a trovare nuovi spazi. Quell\u2019urlo trattenuto, quel gesto interrotto, quella solidariet\u00e0 imperfetta appartengono a un tempo che non passa: il tempo delle storie che, finalmente, iniziano a essere ascoltate.        <\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Dopo due anni di circolazione nei festival italiani e internazionali, Voce approda sulle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":232444,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[2429,203,454,204,1537,90,89,1521,1467],"class_list":{"0":"post-232443","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-donne","9":"tag-entertainment","10":"tag-film","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-movies","16":"tag-violenza"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115613781503830120","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232443","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=232443"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232443\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/232444"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=232443"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=232443"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=232443"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}