{"id":232564,"date":"2025-11-26T05:53:11","date_gmt":"2025-11-26T05:53:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/232564\/"},"modified":"2025-11-26T05:53:11","modified_gmt":"2025-11-26T05:53:11","slug":"dallesercito-ai-territori-fino-agli-asset-congelati-le-questioni-aperte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/232564\/","title":{"rendered":"dall\u2019esercito ai territori fino agli asset congelati, le questioni aperte"},"content":{"rendered":"<p>Dopo Ginevra, ma soprattutto dopo l\u2019incontro negli Emirati Arabi Uniti, si respira un certo grado di ottimismo. Ma quelli che i delegati statunitensi continuano a definire \u201cdettagli\u201d rischiano di rivelarsi scogli difficilmente superabili. Quantomeno con le tempistiche immaginate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.<\/p>\n<p><strong>LA LINEA DI CONTATTO<\/strong><\/p>\n<p>Il primo elemento di attrito emerso dalla bozza russo-americana riguarda la cessione dei territori da parte di Kiev. L\u2019obiettivo di Vladimir Putin \u00e8 chiaro: fare in modo che l\u2019Ucraina ceda non solo le aree occupate dai russi ma anche altre che fanno parte delle regioni ritenute da Mosca parte del proprio territorio. Su questo punto, Washington sembra avere fatto marcia indietro. Il negoziato, a detta dei delegati Usa e ucraini, partir\u00e0 dalla \u201clinea di contatto\u201d, con un congelamento della linea del fronte. Ma questa clausola si basa inevitabilmente su una condizione: che si fermino le armi e si riesca a definire quale sia questa linea.<\/p>\n<p>La questione dei territori si unisce poi a un tema forse ancora pi\u00f9 delicato: il futuro dell\u2019Ucraina. E sotto due punti di vista. Il primo \u00e8 quello economico, e riguarda la ricostruzione e come questa sar\u00e0 finanziata. Washington immaginava l\u2019uso solo di una parte degli asset russi congelati, con alcuni beni restituiti a Mosca. L\u2019Europa invece, come ha ribadito il presidente francese Emmanuel Macron, vuole avere voce in capitolo e ci si aspetta una soluzione nei prossimi giorni. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha detto che questo \u00e8 un nodo cruciale. Ma il problema \u00e8 anche quello di appianare le divisioni interne all\u2019Ue, con alcuni Paesi membri, soprattutto il Belgio, contrario all\u2019uso degli asset, mentre altri che ritengono sia l\u2019unica opzione percorribile per non gravare sulle casse del Vecchio Continente.<\/p>\n<p><strong>LE ARMI<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019altro tema del futuro ucraino \u00e8 poi quello militare e strategico. La prima bozza prevedeva un numero massimo di soldati difficilmente digeribile per Zelensky, che non pu\u00f2 accettare che la sovranit\u00e0, sostenuta nel piano Usa, possa essere messa a dura prova da un limite alle forze armate. Da ieri sembra che sia prevalsa una linea di compromesso: mantenere un tetto ma fino a 800mila soldati. L\u2019idea sembra avere fatto breccia anche tra i funzionari ucraini pi\u00f9 restii. Ma a fronte di un numero massimo di militari e forse anche di un limite alle armi negli arsenali ucraini, l\u2019Occidente deve rassicurare Kiev riguardo la sua futura sicurezza. Le garanzie, finora, non sono ancora state definite nel dettaglio. In una prima fase, si \u00e8 parlato di un meccanismo sostanzialmente identico all\u2019articolo 5 della Nato, quello che prevede la mutua difesa degli alleati. Altri impegni sono apparsi molto aleatori se non addirittura indefiniti. Tra i \u201cVolenterosi\u201d continua a ipotizzarsi di una forza multinazionale che supporti Kiev, ma \u00e8 uno scenario che rischia di vedere il secco rifiuto di Mosca, specialmente con contingenti di Paesi Nato. E questo implica anche il tema dei futuri rapporti tra il Cremlino e l\u2019Occidente, quindi non solo gli Usa, ma anche l\u2019Alleanza atlantica e l\u2019Unione europea. Trump vorrebbe reinserire da subito la Russia nel consesso internazionale, anche per attivare immediatamente gli accordi commerciali immaginati con Putin. L\u2019Europa ha molti pi\u00f9 dubbi, perch\u00e9 rivedere Mosca al G8 sembrerebbe un premio all\u2019invasione. Putin non ha mai negato che questa guerra sia stata anche il frutto della sua idea di vedere riconosciuto un ruolo di superpotenza alla Federazione. E l\u2019idea di una \u201cnuova Yalta\u201d con Cina e Stati Uniti solletica da sempre lo \u201czar\u201d.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo Ginevra, ma soprattutto dopo l\u2019incontro negli Emirati Arabi Uniti, si respira un certo grado di ottimismo. 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