{"id":232807,"date":"2025-11-26T09:50:41","date_gmt":"2025-11-26T09:50:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/232807\/"},"modified":"2025-11-26T09:50:41","modified_gmt":"2025-11-26T09:50:41","slug":"the-smashing-machine-quasi-non-e-un-film-ed-e-proprio-per-questo-che-merita-di-essere-visto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/232807\/","title":{"rendered":"The Smashing Machine quasi non \u00e8 un film ed \u00e8 proprio per questo che merita di essere visto"},"content":{"rendered":"<p class=\"is-boxed centered article-body\">Se andate a vedere The Smashing Machine per verificare la trasformazione di The Rock in attore serio, via libera. La sua interpretazione di Mark Kerr, pioniere dell\u2019Mma (Mixed martial arts) a fine anni \u201890, quando la disciplina era ancora sconosciuta al mainstream e non un\u2019industria da miliardi di dollari come oggi, \u00e8 sincera e sottile, probabilmente troppo se ci si aspetta una performance struggente da Oscar.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong>Se invece vi interessa il film perch\u00e9 \u00e8 il primo lavoro in solitaria di Benny Safdie e siete fan di Good Time e Uncut Gems, i due cult istantanei che ha girato col fratello, potreste restare delusi<\/strong>. The Smashing Machine ha la colonna sonora atmosferica e onnipresente (l\u2019alt-jazz di Nala Sinephro) e la tattile fotografia analogica (di Maceo Bishop) che ci si potrebbe aspettare dai due, ma non una briciola della loro tensione ansiogena. Anzi, il film frustra consapevolmente questa aspettativa, e va oltre: non solo sovverte la tipica narrazione a bomba a orologeria Safdie, ma anche i tropi del film di lotta. Dimenticatevi la brutalit\u00e0 di Toro Scatenato e l\u2019epica di Rocky, il dramma di The Wrestler e Foxcatcher e i set-piece di Creed e The Iron Claw. A dispetto del titolo, The Smashing Machine si muove con leggerezza e umanit\u00e0, mantenendo le lotte corporali realistiche e concise e quelle umane credibili e (per lo pi\u00f9) contenute. Se il LaMotta di De Niro picchiava la moglie, il Kerr di The Rock le fa notare le dosi sbagliate del suo protein shake. Ironico che, in un film sulla lotta corpo a corpo domini la passivo-aggressivit\u00e0.<\/p>\n<p>Persone normali<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong>Ma se siete tra i (troppo) pochi che hanno visto e apprezzato The Curse, serie del 2023 di Nathan Fielder e Benny Safdie, The Smashing Machine \u00e8 per voi<\/strong>. The Curse \u00e8 un esercizio in frustrazione dello spettatore, un meta-documentario che testa pazienza e sopportazione evitando accuratamente qualsiasi svolta narrativa significativa, ostinandosi invece nell\u2019osservazione passiva dei protagonisti in tutte le loro contraddizioni. The Smashing Machine \u00e8 decisamente pi\u00f9 godibile ma ugualmente aderente all\u2019estetica documentaria (per esempio mostrando i combattimenti solo da fuori dal ring, come li vedrebbe uno spettatore) e altrettanto disinteressato a soddisfare la nostra sete di dramma e violenza, che inevitabilmente portiamo al cinema con noi quando vediamo un film su un ex lottatore alle prese con la sconfitta, le crisi domestiche e le droghe. Tutti questi elementi sono presenti, ma non come ce li aspetteremmo: dopo una crisi, Kerr supera la dipendenza senza ricadute; il rapporto con la moglie \u00e8 altalenante, si amano ma hanno tratti inconciliabili, come ogni coppia disfunzionale e tante coppie \u201cnormali\u201d; e la sconfitta, inizialmente incomprensibile per il protagonista, inevitabilmente lo mette alla prova, e alla fine impara ad accettarla come parte del suo percorso di vita.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Se durante il film pu\u00f2 sembrare che il protagonista sia poco delineato, a posteriori \u00e8 evidente che sia solo una persona semplice: cortese e solare, con obiettivi e problemi, anche gravi, ma meritevole di empatia. Lo stesso vale per gli altri personaggi: il migliore amico e collega lottatore e l\u2019allenatore, entrambi interpretati egregiamente da veri lottatori (Ryan Bader e Bas Rutten, che interpreta se stesso), la problematica fidanzata Dawn (l\u2019eccellente Emily Blunt) e persino il temibile avversario russo, che inizialmente sembra incarnare l\u2019antagonista del film, dopo aver ferito Kerr con una mossa scorretta, solo per rivelarsi immediatamente amichevole e dispiaciuto dell\u2019accaduto. <strong>Pi\u00f9 che i pi\u00f9 forti lottatori del mondo, macchine da guerra e da riflettore, quelli sullo schermo sembrano essere persone normali che hanno scelto un percorso atipico per procurarsi da vivere<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019esperimento<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">E proprio qui sta la ragione d\u2019essere del film, resa inequivocabile da un epilogo inaspettato e adorabile che vede il vero Mark Kerr infrangere la quarta parete e rivolgersi con un gran sorriso direttamente a noi, spettatori. <strong>Gli atleti che oggi sono star internazionali, spesso icone tossiche di mascolinit\u00e0 note anche a chi non segue lo sport, appena venti anni fa sarebbero state perlopi\u00f9 sconosciute; sarebbero state, appunto, persone normali<\/strong>. Raccontando quindi la normale storia dei loro precursori, non solo per analogia si evidenzia la natura terrena degli \u201cidoli\u201d contemporanei, ma si restituisce una frazione della loro fama a chi prima di loro non ne ha visto che una briciola. Mark Kerr, seduto accanto a Dwayne Johnson all\u2019anteprima del film al Festival del Cinema di Venezia, si \u00e8 visibilmente commosso anche prima della standing ovation di 15 minuti a fine proiezione. Aveva gi\u00e0 versato qualche lacrima alla conferenza stampa, ascoltando il discorso di Johnson (altrettanto commosso): \u201cMark \u00e8 stato il pi\u00f9 grande combattente del mondo a un certo punto, ma questo film non parla nemmeno davvero di combattimento \u2014 \u00e8 una storia d\u2019amore. \u00c8 una storia d\u2019amore tra Mark e Dawn, ed \u00e8 una storia d\u2019amore tra Mark e ci\u00f2 che amava fare. [\u2026] Come sapete, Mark ha avuto due overdose, ed \u00e8 fortunato a essere vivo \u2014 ed \u00e8 per questo che questa storia \u00e8 cos\u00ec speciale.\u201d In realt\u00e0 non \u00e8 scontato saperlo: il film mostra solo il recupero di Kerr da un\u2019overdose, l\u2019altra nemmeno la menziona. Ma poco conta, anzi conta proprio che il focus del film non sia sui suoi punti pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Johnson ricorda la premiere: \u00abEro cos\u00ec felice per Mark, che quel pubblico gli stesse dicendo: \u2018Hai vissuto una vita. E noi tutti ci riconosciamo nella tua vita\u00bb. <strong>E se il pubblico riesce a riconoscersi nel protagonista, per The Rock dev\u2019essere stata un\u2019immedesimazione viscerale<\/strong>. Ex icona del wrestling diventato star di franchise hollywoodiani, il suo percorso \u00e8 inverso a quello di Kerr: nonostante il background affine, il punto di incontro tra i due \u00e8 l\u2019apice della fama di uno e il progetto pi\u00f9 di nicchia per l\u2019altro. Come Kerr impara nel film ad accettare la sconfitta, forse anche Johnson sta accettando che successo e fama non sono tutto, e che il suo percorso potrebbe essere altrove. Di questo sembra gi\u00e0 convinto: \u00abDa The Smashing Machine in avanti far\u00f2 film per me\u00bb, ha detto a Variety.<\/p>\n<p>Il colpo di genio<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Di certo c\u2019\u00e8 che questo cortocircuito tra realt\u00e0 e artificio sia voluto. Benny Safdie sa che sappiamo di stare vedendo il vero Dwayne The Rock Johnson interpretare una versione di Mark Kerr che reinterpreta il vero Mark Kerr, e su tale risonanza poggia tutto il progetto. Il film \u00e8 stato criticato per essere troppo simile al documentario del 2002 sullo stesso tema e dallo stesso titolo, ma \u00e8 proprio il suo essere film \u2014 e quindi trasposizione della realt\u00e0 tramite attori \u2014 a conferirgli senso. The Smashing Machine impiega non solo il talento dell\u2019attore protagonista ma il suo posto nell\u2019immaginario collettivo all\u2019esterno del film, inserendosi cos\u00ec in una tradizione che va da Birdman, con Michael Keaton che ironizza sul suo ridicolo Batman, a Una battaglia dopo l\u2019altra, con Di Caprio che scappa dal suo passato di attivista nel film e di sovrumana star senza tempo nel mondo reale (rimando a proposito all\u2019illuminante <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.indiewire.com\/criticism\/movies\/one-battle-after-another-leonardo-dicaprio-best-performance-1235153209\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">articolo di David Ehrlich<\/a>); da Punch Drunk Love, la sfida di Paul Thomas Anderson di fare un film non demenziale con Adam Sandler, a Uncut Gems, la stessa identica sfida ma intrapresa 17 anni dopo proprio dai fratelli Safdie; fino ad arrivare a The Curse, in cui Benny Safdie stesso interpreta un regista che non riesce a girare la sua serie. Si tratta di un meta-cinema sottile, sottinteso, che piega la quarta parete senza romperla, permettendo quindi che parallelamente all\u2019esercizio concettuale possa coesistere un film \u201cnormale\u201d. Chi l\u2019avrebbe detto che il motivo apparentemente pi\u00f9 superficiale per vedere The Smashing Machine, la trovata di marketing di dare a The Rock un ruolo drammatico, fosse in realt\u00e0 ci\u00f2 che eleva il film da buon prodotto a colpo di genio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se andate a vedere The Smashing Machine per verificare la trasformazione di The Rock in attore serio, via&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":232808,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[640,203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-232807","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-cinema","9":"tag-entertainment","10":"tag-film","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115615381918631945","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232807","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=232807"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232807\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/232808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=232807"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=232807"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=232807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}