{"id":232811,"date":"2025-11-26T09:52:24","date_gmt":"2025-11-26T09:52:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/232811\/"},"modified":"2025-11-26T09:52:24","modified_gmt":"2025-11-26T09:52:24","slug":"associati-al-rischio-di-tumori-del-colon-e-di-diabete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/232811\/","title":{"rendered":"associati al rischio di tumori del colon e di diabete"},"content":{"rendered":"<p>Si moltiplicano gli studi che mettono in risalto un legame tra il consumo regolare di elevate quantit\u00e0 di alimenti ultra processati e un incremento del rischio di sviluppare alcune malattie. Negli ultimi giorni ne sono stati pubblicati due, diversi nella metodologia ma simili nelle conclusioni: attribuiscono a questi prodotti un aumento della probabilit\u00e0 di avere lesioni pretumorali precoci del colon retto, che possono preannunciare l\u2019evoluzione verso forme tumorali, e quello di sviluppare ci\u00f2 che rientra nella definizione di prediabete, ovvero la resistenza all\u2019insulina e altri squilibri metabolici che molto spesso precedono il diabete di tipo 2 vero e proprio.<\/p>\n<p>I polipi e gli ultra processati<\/p>\n<p>Il primo, pubblicato su <a title=\"Ultraprocessed Food Consumption and Risk of Early-Onset Colorectal Cancer Precursors Among Women\" href=\"https:\/\/jamanetwork.com\/journals\/jamaoncology\/article-abstract\/2841354\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">JAMA Oncology<\/a>, cerca di rispondere a una domanda sulla quale i ricercatori si interrogano da diversi anni, e cio\u00e8 come mai stia crescendo l\u2019incidenza di polipi (adenomi) e altre lesioni pretumorali del colon in et\u00e0 giovanile, come risulta dai dati epidemiologici. Per rispondere, i ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard e dell\u2019Ospedale Mass General Brigham di Boston hanno lavorato sui dati del grande studio delle infermiere (parte 2), che ha analizzato le abitudini e la salute di circa 30.000 donne nate tra il 1947 e il 1964, sottoposte ad almeno due colonscopie dell\u2019intestino inferiore prima dei 50 anni e seguite per almeno 24 anni. Di loro erano disponibili anche le informazioni relative alle abitudini alimentari, raccolte ogni quattro anni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-230480\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Depositphotos_819637434_XL-IA-supermercato-scaffali-corsie-prodotti-alimentari-confezionati-ultra-pr.jpeg\" alt=\"Depositphotos_819637434_XL IA supermercato scaffali corsie prodotti alimentari confezionati ultra processati\" width=\"941\" height=\"627\"  \/>L\u2019assunzione di alimenti ultra processati pu\u00f2 predisporre a un maggiore sviluppo di polipi intestinali<br \/>\nI risultati<\/p>\n<p>Durante il periodo di osservazione i ricercatori hanno scoperto poco meno di 1.200 casi di polipi (adenomi) e circa 1.600 di altre lesioni pretumorali, chiamate serrate. Verificando ci\u00f2 che le donne erano solite mangiare, il rapporto con gli ultra processati \u00e8 emerso in tutta la sua evidenza. Infatti, chi consumava le quantit\u00e0 pi\u00f9 elevate di alimenti industriali (e cio\u00e8 in media dieci porzioni) ogni giorno aveva un aumento del 45% di avere un adenoma rispetto a che ne consumava solo tre. Non sembra invece esserci una relazione altrettanto diretta con le lesioni serrate, che di solito precedono tumori a crescita lenta e non sono cos\u00ec strettamente collegate a quelli a esordio precoce. Il rapporto tra quantit\u00e0 di ultra processati e polipi appare inoltre essere lineare, e cio\u00e8 pi\u00f9 se ne consumano, maggiore \u00e8 il rischio.<\/p>\n<p>Nessuna spiegazione, invece, sulle modalit\u00e0 attraverso le quali l\u2019assunzione di alimenti ultra processati possa predisporre a un maggiore sviluppo di polipi intestinali, ma non \u00e8 in uno studio osservazionale come questo che si possono comprendere i meccanismi: per farlo, concludono gli autori, \u00e8 necessario progettare ricerche ad hoc, che andrebbero fatte proprio perch\u00e9 la relazione sembra piuttosto evidente, anche se non \u00e8 dimostrata l\u2019esistenza di un nesso di causa ed effetto.<\/p>\n<p>Il prediabete e gli ultra processati<\/p>\n<p>Qualcosa di simile \u00e8 emerso anche dal secondo studio, pubblicato su <a title=\"Ultra-processed food intake is associated with altered glucose homeostasis in young adults with a history of overweight or obesity: a longitudinal study\" href=\"https:\/\/nutritionandmetabolism.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/s12986-025-01036-6\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Nutrition &amp; Metabolism<\/a> dai ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 della California di Los Angeles. In quel caso, gli autori hanno selezionato 85 volontari sani e in giovane et\u00e0 (17-22 anni), con una storia di sovrappeso o di obesit\u00e0, e li hanno seguiti per quattro anni, documentando ci\u00f2 che mangiavano e tenendo monitorati i parametri che definiscono la resistenza all\u2019insulina e, appunto, il prediabete.<\/p>\n<p>Per verificare l\u2019effetto degli ultra processati, hanno suddiviso ci\u00f2 che rientrava nella dieta in due categorie: quella degli ultra processati e quella dei non ultra processati, valutando poi la percentuale di apporto calorico rappresentata dalle due classi. Ancora una volta il risultato sembra lasciare pochi dubbi: per ogni 10% delle calorie derivanti da ultra processati si vede, in media, il 56% in pi\u00f9 di difficolt\u00e0 nella regolazione del metabolismo del glucosio e il 64% in pi\u00f9 di rischio di prediabete, con valori di insulina crescenti da un controllo all\u2019altro (ulteriore segno che ci si sta avvicinando a un diabete). Di nuovo non ci sono prove del rapporto di causa ed effetto, n\u00e9 dettagli su come la presenza di ultra processati nella dieta possa avere come conseguenza il prediabete, ma l\u2019associazione \u00e8 forte.<\/p>\n<p>Entrambi gli studi, infine, rafforzano la necessit\u00e0 di comprendere come mai gli alimenti industriali siano associati ad aumenti rilevanti di sviluppare certe patologie, e se all\u2019origine degli effetti negativi vi siano componenti singoli oppure miscele.<\/p>\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos<\/p>\n<p data-start=\"2646\" data-end=\"2793\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\"><a title=\"dona ora\" href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/sostenitore-del-alimentare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-235766 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/giallone-10.31-quadrato.png\"   alt=\"\" width=\"631\" height=\"511\"\/><\/a><\/p>\n<p data-start=\"2646\" data-end=\"2793\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\"><a title=\"dona ora\" href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/fai-una-donazione-premium\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-235788 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/pulsante-bottone-dona-ora-pro-giallone-10.31-quadrato.png\"   alt=\"\" width=\"508\" height=\"102\"\/><\/a><\/p>\n<p data-start=\"2646\" data-end=\"2793\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\"><a title=\"dona ora\" href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/sostenitore-del-alimentare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-235789 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/pulsante-bottone-dona-ora-giallone-10.31-quadrato.png\"   alt=\"\" width=\"509\" height=\"104\"\/><\/a><\/p>\n<p>                <img alt=\"Agnese Codignola\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1764150744_61_e8319e1e50888abd0209b542dabc8c6b\"  class=\"avatar avatar-100 photo\" height=\"100\" width=\"100\" itemprop=\"image\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Si moltiplicano gli studi che mettono in risalto un legame tra il consumo regolare di elevate quantit\u00e0 di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":110419,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[137880,23358,9548,239,1537,90,89,125029,240,2642,31456],"class_list":{"0":"post-232811","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-alimenti-industriali","9":"tag-colon","10":"tag-diabete","11":"tag-health","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-polipi","16":"tag-salute","17":"tag-tumori","18":"tag-ultra-processati"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115615390190321318","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232811","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=232811"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/232811\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/110419"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=232811"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=232811"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=232811"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}