{"id":233526,"date":"2025-11-26T19:48:23","date_gmt":"2025-11-26T19:48:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/233526\/"},"modified":"2025-11-26T19:48:23","modified_gmt":"2025-11-26T19:48:23","slug":"uomini-e-donne-non-si-ammalano-allo-stesso-modo-cosa-cambia-nella-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/233526\/","title":{"rendered":"Uomini e donne non si ammalano allo stesso modo: cosa cambia nella cura"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/varie-1992649.610x431.jpg\" alt=\"varie\"\/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>Alle <strong>Ville Ponti,<\/strong> in occasione della <strong>Giornata internazionale per l\u2019eliminazione della violenza contro le donne,<\/strong> <strong>il Gruppo Donne Confapi Varese<\/strong> ha scelto di dedicare un confronto pubblico a un tema che attraversa la vita di tutti: la medicina di genere. Un approccio che invita a leggere differenze, contesti e vulnerabilit\u00e0 non come etichette ma come strumenti per migliorare la cura. \u00abLavorare insieme a un progetto condiviso, unendo esperienze e competenze, con un approccio multidisciplinare \u00e8 la base di un miglioramento trasversale\u00bb, ha affermato la presidente <strong>Chiara Barbieri aprendo i lavori<\/strong>.<br \/>L\u2019incontro \u00e8 nato dunque con l\u2019idea di <strong>far dialogare prospettive diverse<\/strong>, non di affiancarle. E cos\u00ec ogni voce ha contribuito a costruire una visione comune, ampia e sfaccettata. (nella foto, da sinistra: De Bortoli, Pau, Castiglioni, Ghezzi, Cambria e Soffitto)<\/p>\n<p><strong>UNA MEDICINA DI GENERE GI\u00c0 DAL FETO\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>A dare l\u2019avvio al percorso \u00e8 stato il professor<strong> Fabio Ghezzi,<\/strong> che ha portato lo sguardo alle origini della vita, mostrando come le differenze tra maschi e femmine emergano gi\u00e0 nelle prime settimane fetali. Dalle reazioni ai fattori ambientali alla morbilit\u00e0 perinatale, fino agli esiti sulla salute delle madri, i dati raccolti in anni di ricerca delineano un quadro che invita a trattare il <strong>sesso del feto come variabile clinica<\/strong> e non come dettaglio neutro. La medicina di genere, in questa prospettiva, diventa il punto di partenza per rafforzare consapevolezza e prevenzione sin dalle prime fasi della gravidanza.<\/p>\n<p><strong> DIAGNOSI TARDIVE E INADEGUATE<\/strong><\/p>\n<p>Le riflessioni di Ghezzi hanno trovato un naturale proseguimento nell\u2019intervento della dottoressa <strong>Battistina Castiglioni,<\/strong> che ha mostrato come lo stesso sguardo differenziato sia decisivo anche nella <strong>cardiologia<\/strong>. La sottorappresentazione femminile negli studi clinici degli anni Novanta ha generato, per decenni, diagnosi tardive e trattamenti meno adeguati. Castiglioni ha illustrato i <strong>fattori di rischio specifici<\/strong> per le donne, <strong>il peso della menopausa s<\/strong>ulla salute cardiovascolare, la minore aderenza ai trattamenti e una sintomatologia dell\u2019infarto spesso atipica. Ancora una volta, non si tratta di attribuire ci\u00f2 che accade a \u201cdifferenze naturali\u201d, ma di riconoscere che la ricerca e i sistemi sanitari hanno bisogno di strumenti pi\u00f9 precisi e consapevoli.<\/p>\n<p><strong>NATURA ED ESPERIENZA<\/strong><\/p>\n<p>Proprio quando i dati clinici rischiano di diventare incomplete fotografie, l\u2019intervento della filosofa <strong>Florinda Cambria<\/strong> ha riportato il discorso sul terreno culturale e simbolico che plasma i corpi e le biografie. Cambria ha richiamato il <strong>valore della cura come atto relazionale<\/strong>, capace di attraversare ambiti e linguaggi, e ha ricordato come le differenze non siano mai meri attributi biologici, ma esiti di un intreccio continuo tra natura ed esperienza.<strong> Gli studi di epigenetica<\/strong>, ha osservato, mostrano con chiarezza quanto l\u2019ambiente \u2013 sociale, affettivo, economico \u2013 lasci tracce profonde e durature. Per questo, scienza e filosofia non procedono in parallelo: si illuminano a vicenda.<\/p>\n<p><strong>LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA CURA<\/strong><\/p>\n<p>Sul versante dell\u2019innovazione tecnologica, la manager <strong>Claudia Pau<\/strong> ha ricondotto il discorso alle conseguenze concrete che le disuguaglianze producono nell\u2019accesso alla salute. Diagnosi ritardate, minore presenza femminile nei trial clinici, difficolt\u00e0 logistiche e socioeconomiche che portano a rinunciare alle cure: un insieme di fattori che richiede nuove strategie e un uso consapevole degli strumenti digitali. Lo studio <strong>SMART<\/strong> e i<strong> progetti di Medtronic<\/strong> mostrano come la personalizzazione dei percorsi clinici possa colmare parte di queste distanze, ma anche come <strong>l\u2019intelligenza artificiale rischi di amplificare bias preesistenti<\/strong> se i dataset non rappresentano adeguatamente la popolazione femminile.<\/p>\n<p><strong>IL LEGLISLATORE TRASCURA IL GENERE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La dimensione della <strong>sicurezza<\/strong>, spesso percepita come tecnica e neutrale, \u00e8 entrata nel dialogo grazie all\u2019intervento dell\u2019architetto <strong>Luca De Bortoli,<\/strong> che ha ricordato quanto il Decreto 81, pur citando la necessit\u00e0 di considerare le differenze di genere nella valutazione dei rischi, offra strumenti ancora limitati. Differenze antropometriche, fisiologiche e persino organizzative influiscono sull\u2019esposizione ai rischi e sul modo in cui uomini e donne vivono gli ambienti di lavoro. Una lacuna normativa che chiede aggiornamenti e che trova nella medicina di genere un riferimento utile anche fuori dagli ospedali.<\/p>\n<p><strong>ANDARE OLTRE IL SINTOMO<\/strong><\/p>\n<p>La riflessione sulle differenze ha assunto una tonalit\u00e0 ancora diversa con lo psicologo e psicoterapeuta <strong>Alessio Soffitto<\/strong>, che ha messo in luce come <strong>bias culturali e aspettative sociali condizionino la lettura dei sintomi<\/strong>. Modelli interiorizzati, sul dolore, sull\u2019emotivit\u00e0, sul comportamento atteso, possono portare a diagnosi distorte o parziali. C\u2019\u00e8 una sottostima nella valutazione di alcune patologie femminili perch\u00e9 i medici, gli infermiere, gli operatori e i tecnici sono persone. Quindi anche esse anche esse sono vanno incontro a certi bias\u00bb ha spiegato lo psicologo. Per questo, ha osservato, \u00e8 necessario \u201c<strong>andare oltre il sintomo\u201d<\/strong> e riportare empatia e ascolto al centro della relazione terapeutica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/varie-1992655.610x431.jpg\" alt=\"varie\"\/> nella foto il giornalista Gianni Spart\u00e0<\/p>\n<p><strong>LA SALUTE \u00c8 UN\u2019OPERA COLLETTIVA<\/strong><\/p>\n<p>Il filo rosso della cura, declinato in tutte le sue forme, ha trovato un\u2019ultima e significativa risonanza nell\u2019intervento del giornalista e scrittore <strong>Gianni Spart\u00e0<\/strong>, che ha portato l\u2019esperienza concreta della<strong> Fondazione Circolo della Bont\u00e0<\/strong>. Attraverso racconti e progetti sviluppati sul territorio, Spart\u00e0 ha mostrato quanto la qualit\u00e0 della sanit\u00e0 dipenda anche dalla <strong>capacit\u00e0 della comunit\u00e0 di sostenere i suoi ospedali<\/strong>. La Fondazione, impegnata nel migliorare i percorsi dei pazienti e nel dotare i reparti di strumenti pi\u00f9 adeguati, rappresenta un esempio di partecipazione attiva, capace di trasformare la fiducia in azione. Il suo intervento ha evidenziato come l\u2019umanit\u00e0, prima ancora della tecnologia, resti il vero motore della cura: un invito a riconoscere che la salute \u00e8 un\u2019opera collettiva, costruita giorno dopo giorno attraverso gesti concreti, relazioni e responsabilit\u00e0 condivise.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"kUalIebL4a\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.varesenews.it\/2025\/11\/medicina-di-genere-un-nuovo-sguardo-sulla-salute-alle-ville-ponti-un-dialogo-tra-scienza-filosofia-e-societa\/2415073\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Medicina di genere, un nuovo sguardo sulla salute: alle Ville Ponti un dialogo tra scienza, filosofia e societ\u00e0<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>  <a style=\"display: inline-block;\" href=\"https:\/\/www.varesenews.it\/radio-materia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/materia-banner-radio_300x175.png\" alt=\"\"\/><br \/>\n  <\/a><br \/>\n  <a style=\"display: inline-block;\" href=\"https:\/\/www.materiaspaziolibero.it\/eventi\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/materia-banner-eventi_novembre_300x175.png\" alt=\"\"\/><br \/>\n  <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Alle Ville Ponti, in occasione della Giornata internazionale per l\u2019eliminazione della violenza contro le donne, il Gruppo Donne&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":233527,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[138265,138266,239,1537,90,89,240,4103],"class_list":{"0":"post-233526","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-asst-dei-laghi","9":"tag-gruppo-donne-confapi-varese","10":"tag-health","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-salute","15":"tag-varese"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115617733968809312","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/233526","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=233526"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/233526\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/233527"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=233526"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=233526"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=233526"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}