{"id":234354,"date":"2025-11-27T09:26:20","date_gmt":"2025-11-27T09:26:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/234354\/"},"modified":"2025-11-27T09:26:20","modified_gmt":"2025-11-27T09:26:20","slug":"luce-in-valpadana-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/234354\/","title":{"rendered":"Luce in Valpadana \u2013 MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p>No, non stiamo parlando della nuova canzone di Cochi e Renato, ma di una delle ultime immagini notturne della Terra scattate dallo spazio. Questa in particolare \u00e8 centrata sull\u2019Europa, e una delle regioni che colpisce di pi\u00f9 per intensit\u00e0, continuit\u00e0 e densit\u00e0 della luce \u00e8 senza dubbio la Pianura Padana. Nella fotografia scattata il 30 agosto 2025 dall\u2019astronauta <strong>Kimiya Yui<\/strong> dell\u2019agenzia aerospaziale giapponese <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/JAXA\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Jaxa<\/a> a bordo della Stazione spaziale internazionale (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stazione_spaziale_internazionale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Iss<\/a>), proposta ieri sul sito Nasa <a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/image-article\/city-lights-and-atmospheric-glow\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">come immagine del giorno<\/a>, l\u2019Europa meridionale appare come una mappa luminosa che racconta, meglio di qualsiasi grafico o statistica, quanto l\u2019uomo abbia ridisegnato la notte.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mappa-iss-scaled.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"785886958\" data-slb-internal=\"0\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1774670\" class=\"size-full wp-image-1774670\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1707\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/mappa-iss-scaled.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1774670\" class=\"wp-caption-text\">Luci della citt\u00e0 e bagliore atmosferico nella foto proposta dalla Nasa: ritrae l\u2019Europa di notte, in particolare le zone della Francia e dell\u2019Italia (l\u2019orientamento \u00e8 ribaltato, con il nord verso il basso e il sud verso l\u2019alto). Sono riconoscibili le metropoli del Nord Italia, la Pianura Padana e la costa ligure e adriatica. Crediti: Jaxa\/Kimiya Yui<\/p>\n<p>A un\u2019altitudine di circa 400 chilometri, lo sguardo degli astronauti dall\u2019orbita bassa permette di cogliere simultaneamente citt\u00e0, strade, coste e rilievi montuosi e, in questo quadro, la Pianura Padana emerge come un vero e proprio \u201cmare di luce\u201d continuo, che si estende dalle Alpi fino all\u2019Adriatico, punteggiato e rafforzato dai grandi poli urbani di citt\u00e0 come Milano e Torino, ma soprattutto riempito dagli innumerevoli centri medi e piccoli, collegati da una rete ormai quasi ininterrotta di illuminazione pubblica, industriale e infrastrutturale.<\/p>\n<p>Dal punto di vista geografico e atmosferico, la Pianura Padana \u00e8 una delle aree pi\u00f9 particolari d\u2019Europa. \u00c8 un bacino chiuso, circondato su tre lati da catene montuose \u2014 Alpi e Appennini \u2014 che limitano la dispersione degli inquinanti. Questa stessa conformazione che favorisce l\u2019accumulo di smog di giorno amplifica anche, di notte, gli effetti dell\u2019<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Inquinamento_luminoso\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">inquinamento luminoso<\/a>. Nell\u2019immagine notturna fornita dalla Nasa, la pianura si presenta come una vasta superficie lattiginosa, pi\u00f9 luminosa rispetto alle zone montane circostanti. Non \u00e8 solo la quantit\u00e0 di lampioni a fare la differenza, ma il modo in cui la luce interagisce con l\u2019atmosfera: aerosol, particolato fine e umidit\u00e0 diffondono l\u2019illuminazione artificiale, creando quel fenomeno noto come skyglow, il bagliore del cielo notturno.<\/p>\n<p>Per gli scienziati, quest\u2019area del nord Italia \u00e8 diventata un laboratorio ideale \u2014 seppur involontario \u2014 per studiare l\u2019impatto combinato di urbanizzazione, inquinamento atmosferico e illuminazione artificiale. L\u2019elevata densit\u00e0 abitativa, la presenza di infrastrutture diffuse e le particolari condizioni meteorologiche ne fanno una delle aree pi\u00f9 osservate nelle immagini notturne satellitari. In Pianura Padana il cielo naturale \u00e8 ormai quasi del tutto assente. <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/303900724_The_new_world_atlas_of_artificial_night_sky_brightness\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Studi astronomici<\/a> e ambientali mostrano che in molte aree non \u00e8 pi\u00f9 possibile osservare la Via Lattea nemmeno nelle notti perfettamente serene e che questa zona pianeggiante \u00e8 indicata come una delle aree pi\u00f9 luminose del pianeta, paragonabile alle regioni urbane pi\u00f9 dense del Nord America e dell\u2019Asia orientale. Basti considerare che l\u2019Italia e la Corea del Sud sono in cima alla classifica dei paesi del G20 per il livello di inquinamento luminoso, secondo l\u2019<a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2016\/06\/10\/atlante-inquinamento-luminoso\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Atlante globale dell\u2019inquinamento luminoso<\/a>. Dallo spazio, questo si traduce in una luminosit\u00e0 uniforme, che cancella i confini tra citt\u00e0 e campagna e trasforma l\u2019intera regione in una conurbazione luminosa unica nel suo genere.<\/p>\n<p>Uno degli elementi pi\u00f9 interessanti dell\u2019immagine \u00e8 la differenza cromatica tra le luci francesi e quelle italiane. A ovest, sopra la Francia, il colore dominante \u00e8 un giallo caldo; a est, sopra l\u2019Italia, prevale invece un bianco freddo, talvolta tendente all\u2019azzurro. Questa differenza non \u00e8 casuale n\u00e9 estetica, ma il risultato di scelte tecnologiche e normative. Negli ultimi anni la Francia ha adottato in modo sistematico led a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Temperatura_di_colore\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">temperatura di colore<\/a> pi\u00f9 bassa (generalmente intorno ai 2700\u20133000 kelvin), che emettono meno luce blu. L\u2019Italia, al contrario, ha spesso puntato su led a temperatura pi\u00f9 elevata (4000 kelvin o pi\u00f9), spinti da criteri di efficienza energetica e resa luminosa, ma senza una valutazione altrettanto rigorosa degli effetti ambientali. La luce blu, infatti, ha una lunghezza d\u2019onda corta ed \u00e8 molto pi\u00f9 facilmente diffusa dall\u2019atmosfera attraverso il cosiddetto <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scattering_di_Rayleigh\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">scattering di Rayleigh<\/a>, lo stesso meccanismo che rende il cielo diurno azzurro. Il risultato \u00e8 un fondo cielo pi\u00f9 brillante, visibile anche a grande distanza dalla sorgente luminosa. In altre parole, una lampada \u201cbianca fredda\u201d non illumina solo la strada sottostante, ma contribuisce in modo sproporzionato a illuminare il cielo. Dall\u2019orbita, questa scelta tecnologica diventa immediatamente evidente: l\u2019Italia appare pi\u00f9 \u201cfredda\u201d, pi\u00f9 abbagliante, meno rispettosa del buio naturale rispetto alla Francia. \u00c8 abbastanza automatico dedurre che illuminare meglio non significa illuminare di pi\u00f9; significa illuminare in modo intelligente, rispettando l\u2019ambiente, la salute e il diritto collettivo a un cielo notturno autentico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maps-overlay.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"39693139\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1774671\" class=\"size-full wp-image-1774671\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1382\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/maps-overlay.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1774671\" class=\"wp-caption-text\">Dal punto di vista dell\u2019inquinamento luminoso l\u2019Italia \u00e8 il paese del G20 con il territorio pi\u00f9 inquinato al mondo, insieme alla Corea del Sud. Crediti per la mappa: https:\/\/lightpollutionmap.app\/ (la posizione approssimativa della foto dalla Iss, qui ruotata, \u00e8 stata indicata in sovraimpressione)<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 \u00e8 importante parlare di inquinamento luminoso? <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2024\/03\/25\/caraveo-troppa-luce\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Non \u00e8 solo una questione astronomica<\/a>, anche se ovviamente le attivit\u00e0 di osservazione del cielo ne risentono moltissimo. L\u2019illuminazione notturna eccessiva e mal progettata, ad esempio, ha effetti documentati anche sulla <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2023\/09\/26\/inquinamento-luminoso-evoluzione-uccelli\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">biodiversit\u00e0<\/a>, alterando i cicli di vita di insetti, uccelli e mammiferi, e sulla salute umana, interferendo con i ritmi circadiani e la produzione di melatonina.\u00a0<\/p>\n<p>Le immagini dallo spazio, come questa dalla Stazione spaziale, sono a tutti gli effetti uno strumento potentissimo di comunicazione scientifica: mostrano con grande immediatezza ci\u00f2 che a terra spesso si percepisce solo in modo frammentario. La fotografia fa parte del programma Crew Earth Observations (<a href=\"https:\/\/eol.jsc.nasa.gov\/AboutCEO\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ceo<\/a>) della Nasa, un\u2019eredit\u00e0 diretta delle prime missioni umane nello spazio. Fin dai tempi delle missioni Mercury, gli astronauti hanno fotografato la Terra con camere portatili, offrendo un punto di vista unico e insostituibile. Oggi il programma coordina quotidianamente l\u2019attivit\u00e0 fotografica degli equipaggi sulla Iss. Astronauti addestrati all\u2019osservazione scientifica documentano fenomeni geologici, oceanografici, atmosferici e antropici. A differenza dei satelliti automatici, gli esseri umani possono reagire in tempo reale, scegliere angolazioni particolari, catturare eventi transitori come aurore, incendi, tempeste o, appunto, il delicato equilibrio tra citt\u00e0, atmosfera e buio notturno. Un aspetto cruciale del programma \u00e8 il supporto al monitoraggio di alluvioni, eruzioni vulcaniche, uragani e altri eventi estremi. Inoltre, nel lungo periodo, l\u2019archivio Ceo costituisce una memoria visiva del cambiamento del pianeta: espansione urbana, deforestazione, ritiro dei ghiacciai, trasformazione delle coste.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, anche le luci della Pianura Padana, viste notte dopo notte, raccontano una storia di crescita continua, ma pongono anche una domanda urgente: quanto siamo disposti a sacrificare del cielo notturno in nome della luce artificiale?<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"No, non stiamo parlando della nuova canzone di Cochi e Renato, ma di una delle ultime immagini notturne&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":234355,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-234354","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115620950379177333","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234354"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234354\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/234355"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}