{"id":234367,"date":"2025-11-27T09:39:10","date_gmt":"2025-11-27T09:39:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/234367\/"},"modified":"2025-11-27T09:39:10","modified_gmt":"2025-11-27T09:39:10","slug":"biglietto-o-no-nel-ciclismo-in-canada-hanno-guadagnato-un-milione-di-dollari-grazie-ai-tifosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/234367\/","title":{"rendered":"BIGLIETTO O NO NEL CICLISMO? IN CANADA HANNO GUADAGNATO UN MILIONE DI DOLLARI GRAZIE AI TIFOSI&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni si discute molto se il ciclismo debba o possa diventare uno <strong>sport a pagamento<\/strong>, come quasi tutti gli altri. Il tifoso romantico aborrisce l\u2019idea: il ciclismo \u00e8 del popolo, \u00e8 sempre stato gratis e tale deve rimanere. Dall\u2019altra parte, per\u00f2, chi si mette nei panni di un organizzatore capisce subito che una gara non \u00e8 sostenibile se non ti chiami Tour de France o Giro d\u2019Italia. Lo diceva qualche mese fa anche <strong>Pierre-Yves Thouault<\/strong>, vicedirettore del Tour: \u00abASO guadagna solo col Tour e con le corse appaltate in Medio Oriente (AlUla Tour e Tour of Oman, ndr)\u00bb. Anche un evento storico e affascinante come la Parigi\u2013Nizza, per esempio, nasce con la consapevolezza di non avere un ritorno economico pari ai costi.\n            <\/p>\n<p>La fortuna del ciclismo italiano \u2014 ed europeo in generale \u2014 \u00e8 che esistono ancora organizzatori e sponsor appassionati che continuano a investire. Ma i costi aumentano per tutti, ed \u00e8 normale cercare soluzioni innovative per mettere un po\u2019 di fieno in cascina e non fare tutto a fondo perduto. <strong>Filippo Pozzato<\/strong>, con il progetto Ride the Dreamland, il <a href=\"https:\/\/www.tuttobiciweb.it\/article\/2025\/08\/03\/1754121520\/ciclismo-veneto-classic-innovazione-sportiva-filippo-pozzato\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Tisa Party e le vip experiences<\/a>, porta avanti questa idea da diversi anni \u2014 anche se il dibattito si \u00e8 acceso solo questo autunno \u2014 e sorprende che sia praticamente l\u2019unico a voler guadagnare qualcosa organizzando gare. \u00abSe la corsa passa sotto casa mia devo pagare un biglietto?\u00bb \u00e8 la domanda circolata sui social. Ovviamente no: il ciclismo \u00e8 e rimarr\u00e0 gratuito. Ma allestire aree riservate e comode, a pagamento, in punti cruciali del percorso, appare legittimo se ci si mette nei panni di chi per mesi si arrabatta per far quadrare tutto. Poi sta all\u2019organizzatore posizionarle nei punti giusti, preferibilmente in un circuito per permettere pi\u00f9 passaggi, attrezzarle bene e soprattutto attirare le grandi star per cui valga la pena aprire il portafoglio.\n            <\/p>\n<p>Nelle Fiandre lo si fa gi\u00e0 con grande successo: tutto va <strong>sold out in pochi giorni<\/strong>, sia per le corse su strada (biglietti da 130\u20ac fino alle vip experiences da oltre 4000\u20ac) sia per gli eventi collaterali. E anche nei Grandi Giri, sotto forma di <strong>hospitality<\/strong>, accade lo stesso. Una parte del rettilineo d\u2019arrivo di ogni tappa della Corsa Rosa ospita zone riservate agli invitati, soprattutto sponsor, ma accessibili a tutti acquistando i pacchetti dei tour operator presenti sul sito.<\/p>\n<p>Un altro esempio arriva dal Canada: i <strong>Grand Prix Cyclistes di Qu\u00e9bec e Montr\u00e9al<\/strong>, che abbiamo avuto la fortuna di vedere da vicino lo scorso settembre. Parliamo di corse nate nel 2010, senza la storicit\u00e0 del Giro delle Fiandre, ma capaci di creare un modello vincente. \u00c8 vero, ogni anno portano corridori come Tadej Poga\u010dar e Wout Van Aert \u2014 e questo aiuta \u2014 ma riescono comunque a coinvolgere circa <strong>250.000 persone<\/strong>. Tutto il circuito (da ripetere tra le 15 e le 18 volte) \u00e8 libero, tranne una parte sul rettilineo finale riservata a chi acquista il pass VIP. Costa <strong>500 dollari<\/strong> (circa 300\u20ac) e include buffet con vista sull\u2019arrivo e due giri in macchina dietro il gruppo o la fuga. C\u2019erano 1000 posti per Qu\u00e9bec e 1000 per Montr\u00e9al, andati esauriti. Significa che gli organizzatori, grazie agli appassionati, hanno incassato <strong>un milione di dollari<\/strong> (oltre 600.000 euro). In Italia, con quella cifra, organizzi due o tre classiche di ottimo livello.<\/p>\n<p>Naturalmente parliamo di Paesi \u2014 Belgio e Canada \u2014 con culture diverse dalla nostra: i primi hanno il ciclismo nel sangue, i secondi sono pi\u00f9 propensi a vivere un nuovo evento come un grande show. \u00abLa serie Netflix sul Tour de France ha dato un\u2019enorme spinta qui: la gente \u00e8 disposta a pagare pur di vederlo\u00bb ci hanno raccontato. In Italia, per fortuna, non serve Netflix per comprendere il fascino di questo sport.<\/p>\n<p>Detto ci\u00f2, demonizzare chi prova a guadagnare organizzando gare ciclistiche lo riteniamo ingiusto. Se aumenta la qualit\u00e0 dell\u2019evento, ne beneficiamo tutti: organizzatori, tifosi e media. E dare una mano pagando un <strong>biglietto da 10\u201315\u20ac<\/strong> per godersi la corsa in modo meno spartano \u2014 soldi che, a ben vedere, servono pi\u00f9 ad addolcire la pillola agli organizzatori che a ripagare l\u2019evento \u2014 non pu\u00f2 essere considerato scandaloso. Il 99% del percorso rimarrebbe comunque libero e gratuito, e ognuno potrebbe scegliere liberamente come vivere la corsa. Come sempre \u00e8 stato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In questi giorni si discute molto se il ciclismo debba o possa diventare uno sport a pagamento, come&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":234368,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[17960,4014,1824,1825,1537,90,89,7844,245,244],"class_list":{"0":"post-234367","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-biglietto","9":"tag-canada","10":"tag-ciclismo","11":"tag-cycling","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-pagamento","16":"tag-sport","17":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115621000811496180","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234367","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=234367"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/234367\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/234368"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=234367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=234367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=234367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}