{"id":235013,"date":"2025-11-27T19:03:19","date_gmt":"2025-11-27T19:03:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/235013\/"},"modified":"2025-11-27T19:03:19","modified_gmt":"2025-11-27T19:03:19","slug":"da-dieci-giorni-un-gruppo-di-operai-protesta-su-questo-silo-alto-40-metri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/235013\/","title":{"rendered":"Da dieci giorni un gruppo di operai protesta su questo silo alto 40 metri"},"content":{"rendered":"<p>Caricamento player<\/p>\n<p>Da una decina di giorni cinque operai <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=q1LggfWe_2E\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stanno protestando<\/a>, giorno e notte, su un silo alto 40 metri di un grosso stabilimento industriale (i silos sono quelle grosse costruzioni usate nelle fabbriche per conservare o lavorare determinate sostanze). \u00c8 l\u2019Eurallumina, un\u2019industria siderurgica che si trova a Portovesme, una localit\u00e0 in provincia di Sulcis Iglesiente, nel sudovest della Sardegna. Non produce pi\u00f9 niente da anni, ma non \u00e8 ferma del tutto: ci lavorano ancora decine di persone, che tengono attivi gli impianti e un sistema idraulico per evitare un inquinamento ambientale.<\/p>\n<p>La fabbrica ha una storia piuttosto travagliata, ma il problema pi\u00f9 impellente oggi riguarda la sua propriet\u00e0: la UC Rusal, una societ\u00e0 russa tra le pi\u00f9 grandi produttrici di alluminio al mondo. Nel 2023 il patrimonio di Eurallumina \u00e8 stato congelato perch\u00e9 \u00e8 stato considerato riconducibile a un importante <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2022\/03\/23\/beni-sequestrati-oligarchi-russi\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">oligarca<\/a> russo, <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2019\/01\/28\/gli-stati-uniti-hanno-rimosso-le-sanzioni-sulle-societa-di-uno-stretto-alleato-di-putin\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Oleg Deripaska<\/a>, inserito nell\u2019<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=OJ%3AL%3A2023%3A075I%3AFULL&amp;utm_source=chatgpt.com\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">elenco<\/a> delle persone colpite dalle <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2022\/02\/26\/queste-sanzioni-contro-la-russia-funzioneranno\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sanzioni<\/a> economiche disposte contro la Russia dall\u2019Unione Europea dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina nel 2022.<\/p>\n<p>Dipendenti e sindacati dicono per\u00f2 che la Rusal ha continuato a coprire anche in seguito le spese ordinarie di Eurallumina, tra cui i costi di gestione degli impianti e i salari dei dipendenti, che sono in cassa integrazione da anni. A settembre ha annunciato che avrebbe smesso di farlo dal prossimo 31 dicembre perch\u00e9 i soldi in cassa di Eurallumina stanno per finire: i lavoratori hanno quindi chiesto al ministero delle Imprese e del Made in Italy di intervenire, perch\u00e9 temono che la fabbrica chiuda definitivamente. Finora non \u00e8 stata trovata una soluzione: \u00e8 il motivo per cui \u00e8 iniziata la protesta.<\/p>\n<p>Per capire meglio questa storia intricata bisogna fare qualche passo indietro. Eurallumina \u00e8 un\u2019azienda che fino a una quindicina di anni fa lavorava la bauxite (una roccia sedimentaria) per produrre allumina, un prodotto intermedio da cui si ricava l\u2019alluminio. Ne produceva oltre un milione di tonnellate all\u2019anno. Lo stabilimento si estende su una superficie di quasi un chilometro quadrato, in una zona della Sardegna che \u00e8 prettamente industriale. Dal 2001 rientra nel perimetro del sito di interesse nazionale (SIN) <a href=\"https:\/\/bonifichesiticontaminati.mite.gov.it\/sin-34\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Sulcis Iglesiente Guspinese<\/a>: i SIN sono aree inquinate, che vengono identificate dallo Stato come tali in base alla pericolosit\u00e0 degli inquinanti e al rischio sanitario ed ecologico dovuto al loro impatto sull\u2019ambiente. Nell\u2019area dell\u2019Eurallumina, che comprende anche il comune di Portoscuso e tutta la zona industriale l\u00ec attorno, \u00e8 stata accertata una contaminazione del suolo e delle acque sotterranee soprattutto di metalli pesanti, da bonificare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3459593 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1764233000-ilpost_20251127093506403_81945705aa8dee1fed927fc8450665c6.jpg\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"735\"  \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\" style=\"--width: 100%\">Una veduta generale di Eurallumina, 26 novembre 2025 (ANSA)<\/p>\n<p>Nel 2009, quando Rusal era gi\u00e0 diventata proprietaria dell\u2019azienda da due anni, la produzione si ferm\u00f2 per via della crisi economica e dei costi troppo alti dell\u2019olio combustibile che all\u2019epoca veniva utilizzato per alimentare gli impianti. Allora lavoravano nello stabilimento circa 450 persone, stando a numeri forniti dal sindacato FILCTEM CGIL della Sardegna sudoccidentale. Molti lavoratori finirono in cassa integrazione, quelli rimasti in servizio continuarono a occuparsi della manutenzione degli impianti e a tenere attiva la barriera idraulica, un sistema di pompaggio delle acque sotterranee che serve a evitare che le sostanze contaminanti finiscano nella falda. Oggi vengono pompati circa 50 metri cubi di acqua ogni giorno, e i lavoratori in servizio sono circa 40 (oltre 100 sono a casa in cassa integrazione).<\/p>\n<p>In sostanza da 16 anni lo stabilimento non fa pi\u00f9 quello per cui era stato pensato, ma spende soldi solo per i dipendenti in cassa integrazione e per evitare un disastro ambientale.<\/p>\n<p>Queste attivit\u00e0 proseguono tuttora e il loro costo \u00e8 a carico di Eurallumina, quindi di Rusal. Emanuele Madeddu, segretario della FILCTEM CGIL della Sardegna sudoccidentale, dice che in 16 anni la societ\u00e0 ha speso pi\u00f9 di 300 milioni di euro solo in gestione ordinaria. \u00abOggi il fabbisogno dell\u2019azienda \u00e8 di circa 2-2,5 milioni di euro al mese\u00bb, dice.<\/p>\n<p>Il meccanismo per cui un\u2019azienda con il patrimonio congelato per le sanzioni pu\u00f2 continuare a sostenere le spese ordinarie \u00e8 complesso e non del tutto chiaro nel caso di Eurallumina. Nei comunicati dei sindacati si parla di una \u00abdisponibilit\u00e0 finanziaria residua\u00bb di Eurallumina, finora utilizzata. Il regolamento europeo sulle sanzioni per l\u2019Ucraina <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=CELEX:02014R0269-20251023\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">prevede<\/a> che le autorit\u00e0 competenti dei singoli Stati membri possano autorizzare l\u2019utilizzo di fondi congelati a determinate condizioni e per alcuni scopi molto definiti, tra cui il pagamento delle spese ordinarie per la gestione di un bene. Non \u00e8 chiaro se l\u2019Italia abbia fatto ricorso a questa deroga, ed eventualmente in che modo.<\/p>\n<p>Il 23 luglio 2023 l\u2019Agenzia del Demanio, l\u2019ente pubblico che gestisce il patrimonio immobiliare dello Stato, aveva informato il presidente della Sardegna di allora, Christian Solinas, del congelamento del patrimonio di Eurallumina per via delle sanzioni imposte a Deripaska. Nella comunicazione, letta dal Post, l\u2019Agenzia del Demanio spiegava che il provvedimento era stato disposto dal Csf, il Comitato di sicurezza finanziaria del ministero dell\u2019Economia e delle Finanze, che tra le altre cose si occupa di mettere in pratica in Italia le direttive europee relative alle sanzioni. Il Demanio aveva aggiunto che da quel momento \u00abla custodia, amministrazione e gestione dello stabilimento industriale\u00bb erano state affidate proprio al Demanio stesso.<\/p>\n<p>Non \u00e8 chiaro come poi sia stata coinvolta nuovamente Rusal: il Post ha chiesto un chiarimento su questo al ministero dell\u2019Economia. Secondo Madeddu nella pratica ogni mese Rusal presentava una richiesta al Demanio indicando la cifra precisa da autorizzare per pagare le spese di quel mese, la richiesta veniva quindi sottoposta al Csf per i vari controlli e poi autorizzata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3459594 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1764233094-ilpost_20251127094424904_cbe1ed85a4fb75e4d5267608d2d6d7ed.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"800\"  \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\" style=\"--width: 600px\">Tre operai sul silo 3 di Eurallumina, 21 novembre 2025 (ANSA)<\/p>\n<p>Nel frattempo, in parallelo a tutta questa vicenda giuridica, si \u00e8 cercato di trovare una soluzione per far ripartire la produzione. Una delle opzioni valutate era stata usare il carbone al posto dell\u2019olio, dal momento che nel Sulcis sono ancora attive due centrali a carbone, tra le ultime in Italia. Nel 2022 per\u00f2, sulla scia di un processo generale di decarbonizzazione delle industrie pesanti italiane, Rusal <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/i-russi-rusal-varano-piano-rilanciare-euroallumina-AEzJohkB\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ha presentato<\/a> un piano che prevede di investire 300 milioni di euro per ristrutturare gli impianti in modo tale da poterli alimentare con il gas. Il metano per\u00f2 l\u00ec non arriva ancora, perch\u00e9 mancano le infrastrutture: \u00e8 una delle questioni al centro di un <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/il-governo-progressista-dellisola-apre-il-gas-la-transizione-puo-attendere\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">lungo dibattito<\/a> in Sardegna sulle fonti dell\u2019energia.<\/p>\n<p>Ad aprile di quest\u2019anno i ministeri coinvolti e la Regione Sardegna hanno trovato un accordo, che si \u00e8 concretizzato nella firma di un <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2025\/11\/03\/25A05889\/SG\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">decreto<\/a> della presidenza del Consiglio dei ministri lo scorso 10 settembre. Per quello che riguarda il Sulcis, l\u2019idea in sintesi \u00e8 rifornire l\u2019area di metano con una nave-rigassificatore posizionata a Oristano, sulla costa ovest della regione, e da l\u00ec farlo arrivare nel Sulcis attraverso reti costruite appositamente. Tutto questo processo \u00e8 comunque ancora in una fase preliminare. La firma del decreto era molto attesa dai lavoratori dell\u2019Eurallumina e dai sindacati, perch\u00e9 d\u00e0 una prima base concreta su cui impostare il progetto di rilancio del sito proposto da Rusal. Che per\u00f2 in questo momento non pu\u00f2 in ogni caso partire, per via del congelamento del patrimonio.<\/p>\n<p>I sindacati e i lavoratori hanno chiesto intanto al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), a quello dell\u2019Economia e alla presidenza del Consiglio di stanziare i fondi necessari per garantire la continuit\u00e0 operativa di Eurallumina dopo che Rusal smetter\u00e0 di pagare utenze, salari e funzionamento della barriera idraulica. Al momento il ministro del Mimit Adolfo Urso ha convocato per il 10 dicembre un incontro per parlare della situazione, ma sindacati e lavoratori temono che non sar\u00e0 risolutivo. A met\u00e0 settembre Urso <a href=\"https:\/\/www.mimit.gov.it\/it\/notizie-stampa\/eurallumina-urso-prospettive-di-rilancio-grazie-a-dpcm-stop-carbone-auspichiamo-rapida-soluzione-su-congelamento-asset\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">aveva detto<\/a> di auspicare la fine nel breve del congelamento del patrimonio dell\u2019azienda, e che erano in corso valutazioni del Csf su questo. Venerd\u00ec pomeriggio intanto la ministra del Lavoro Marina Calderone andr\u00e0 a incontrare i lavoratori riuniti in presidio nella fabbrica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caricamento player Da una decina di giorni cinque operai stanno protestando, giorno e notte, su un silo alto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":235014,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-235013","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115623218971548772","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=235013"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235013\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/235014"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=235013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=235013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=235013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}