{"id":235180,"date":"2025-11-27T21:34:11","date_gmt":"2025-11-27T21:34:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/235180\/"},"modified":"2025-11-27T21:34:11","modified_gmt":"2025-11-27T21:34:11","slug":"alle-gallerie-ditalia-milano-la-rivalita-roma-milano-capitali-italiane-del-neoclassicismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/235180\/","title":{"rendered":"Alle Gallerie d\u2019Italia-Milano la rivalit\u00e0 Roma-Milano, capitali italiane del Neoclassicismo"},"content":{"rendered":"\n<p>Pi\u00f9 che una semplice mostra, un affresco di un\u2019epoca, l\u2019Et\u00e0 Napoleonica, che fu breve (meno di vent\u2019anni, tra il 1796 e il 1815), ma segnata da <strong>rivolgimenti che cambiarono l\u2019assetto geopolitico dell\u2019intera Europa<\/strong>. Che nel 1815, con la sconfitta di Napoleone a Waterloo e il Congresso di Vienna, sarebbe tornata agli equilibri che avevano preceduto le apparentemente inarrestabili campagne di conquista del Generale e Imperatore. Fino all\u2019epilogo, inglorioso. Mutato l\u2019assetto politico, cambiarono le classi dirigenti e, nell\u2019arte, cambiarono in conseguenza gusti e committenze, sebbene alcuni artisti che erano stati i campioni della stagione precedente (da <strong>Canova <\/strong>ad <strong>Appiani<\/strong>, a <strong>Giuseppe Bossi<\/strong>) seppero farsi interpreti del nuovo clima con identica grandezza.\u00a0<\/p>\n<p>A cambiare furono anche le capitali culturali: decadute Firenze, Venezia, Genova e Napoli, solo Roma conserv\u00f2 il suo ruolo di faro delle arti mentre si affacciava sulla scena Milano, che con l\u2019Illuminismo era diventata il centro pi\u00f9 moderno d\u2019Italia, tanto per le riforme quanto per l\u2019economia, mentre nelle arti diventava il laboratorio del Neoclassicismo. Diventando poi, con Napoleone, capitale politica anch\u2019essa.\u00a0<\/p>\n<p>La mostra <strong>\u00abEterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo\u00bb<\/strong>, curata da <strong>Fernando Mazzocca<\/strong>, <strong>Francesco Leone<\/strong> ed <strong>Elena Lissoni <\/strong>per le <strong>Gallerie d\u2019Italia-Milano<\/strong>, museo di Intesa Sanpaolo dov\u2019\u00e8 visibile <strong>dal 28 novembre a 6 aprile 2026<\/strong>, getta uno sguardo inedito su quell\u2019et\u00e0 tumultuosa, indagandola per la prima volta attraverso il prisma delle due capitali, qui messe a confronto grazie alle opere dei loro massimi artisti e artefici. A Fernando Mazzocca, che l\u2019ha ideata, chiediamo di illustrarci le tappe pi\u00f9 significative del percorso.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Professor Mazzocca, possiamo dire che l\u2019annosa dualit\u00e0-rivalit\u00e0 fra Roma e Milano sia nata allora?\u00a0<\/strong><br \/>S\u00ec certo, lo si pu\u00f2 dire, perch\u00e9 se prima l\u2019Italia aveva tante capitali culturali, molte delle quali erano per\u00f2 decadute, in quegli anni restava la sola Roma, centro universale dell\u2019antichit\u00e0 e della cristianit\u00e0. Ma fu proprio allora che Milano, seppure attraverso la Francia, divent\u00f2 anch\u2019essa una capitale: economica, culturale, editoriale e politica.\u00a0<\/p>\n<p><strong>La mostra prende il via, nella Sala Scala, con un colpo di teatro, esibendo il gesso colossale del cavallo di Canova per il monumento equestre a Napoleone. Che non fu mai realizzato: perch\u00e9?\u00a0<\/strong><br \/>\u00c8 una lunga storia. Va detto che a Canova furono chieste tante opere da Milano, che per\u00f2 non arrivarono mai: il \u00abPerseo trionfante\u00bb fu trattenuto a Roma da papa Pio VII, il \u00abTeseo in lotta con il centauro\u00bb, che si reput\u00f2 fosse pi\u00f9 confacente del \u00abNapoleone come Marte pacificatore\u00bb (il cui bronzo \u00e8 oggi nel Cortile d\u2019Onore di Brera, Ndr) non fu terminato prima della caduta di Napoleone, e quanto al \u00abNapoleone come Marte\u00bb, l\u2019originale, in marmo, fin\u00ec prima a Parigi poi a Londra, nel palazzo dell\u2019odiato Wellington. Tra i tanti monumenti ambiti da Milano ce n\u2019era anche uno equestre che avrebbe dovuto rivaleggiare, in scultura, con il capolavoro di Jacques-Louis David \u00abBonaparte al Gran San Bernardo\u00bb oggi a Vienna ma a quel tempo a Milano. Canova prese allora a riflettere sul \u00abMarco Aurelio\u00bb di Roma, modello per tutti i monumenti equestri, e sul \u00abGattamelata\u00bb di Donatello a Padova, ma non se ne fece nulla. Cre\u00f2 invece un gesso per Napoli, con l\u2019ambizione di realizzare il pi\u00f9 grande monumento equestre d\u2019Europa. Realizz\u00f2 solo il gesso del cavallo ma, caduto Napoleone, re Ferdinando IV di Borbone (tornato sul trono nel 1815 come Ferdinando I delle Due Sicilie) decise di portare avanti l\u2019opera sostituendo Napoleone con il padre Carlo III e ne volle uno, gemello, anche per s\u00e9 (sono i monumenti di piazza del Plebiscito, a Napoli). E dei due gessi, poi donati ai Musei Civici di Bassano dopo la morte di Canova dal fratello Giovanni Battista Sartori, uno fin\u00ec distrutto dalle bombe alleate mentre l\u2019altro, gravemente danneggiato, fu smontato, e solo grazie al complesso restauro condotto da Intesa Sanpaolo con il progetto <a href=\"https:\/\/www.ilgiornaledellarte.com\/Mostre\/Restituzioni-anni-di-restauri-del-patrimonio-nazionale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u00abRestituzioni\u00bb<\/a>, \u00e8 stato ricomposto. \u00c8 quello esposto in mostra, per la prima volta dopo il recupero.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pi\u00f9 che una semplice mostra, un affresco di un\u2019epoca, l\u2019Et\u00e0 Napoleonica, che fu breve (meno di vent\u2019anni, tra&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":235181,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-235180","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115623812350063467","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=235180"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235180\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/235181"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=235180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=235180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=235180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}