{"id":235307,"date":"2025-11-27T23:29:10","date_gmt":"2025-11-27T23:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/235307\/"},"modified":"2025-11-27T23:29:10","modified_gmt":"2025-11-27T23:29:10","slug":"dolcificanti-e-rischi-per-la-salute-il-sorbitolo-preoccupa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/235307\/","title":{"rendered":"Dolcificanti e rischi per la salute, il sorbitolo preoccupa"},"content":{"rendered":"<p data-tot-p=\"10\" data-count-p=\"1\">Per anni l\u2019industria alimentare ha venduto il sorbitolo come un compagno di viaggio innocuo per chi vuole ridurre gli zuccheri. Gomme senza zucchero, snack \u201clight\u201d, caramelle \u201ca basso contenuto calorico\u201d: ovunque \u00e8 spuntato questo poliolo presentato come salutare e alternativo al glucosio. Ma un nuovo studio pubblicato su <strong>Science Signaling<\/strong> sta incrinando quell\u2019aura di sicurezza. Secondo il team guidato da <strong>Gary Patti<\/strong>, docente alla Washington University di St. Louis, il sorbitolo non sarebbe cos\u00ec distante dal fruttosio, anzi: \u00e8 \u201ca un solo passaggio di trasformazione\u201d dal provocare <strong>gli stessi effetti dannosi sul fegato<\/strong>. Il fruttosio, gi\u00e0 noto per il suo ruolo nella steatosi epatica che colpisce il 30% degli adulti nel mondo, \u00e8 da tempo osservato speciale nei laboratori di Patti. Adesso a finire sotto la lente \u00e8 il dolcificante usato come alternativa salutare, ma capace, \u00a0secondo gli autori, di percorrere vie metaboliche sorprendenti e non prive di rischi.<\/p>\n<p>Dal dolcificante al fruttosio<\/p>\n<p data-tot-p=\"10\" data-count-p=\"2\">La scoperta pi\u00f9 destabilizzante riguarda proprio la sua vicinanza metabolica con il fruttosio. Essendo \u201cuna sola trasformazione distante\u201d, il sorbitolo pu\u00f2 generare effetti simili a quelli del pi\u00f9 discusso zucchero semplice. I ricercatori lo hanno dimostrato usando <strong>zebrafish<\/strong>, rivelando che il sorbitolo, presente in molti prodotti \u201clight\u201d ma anche in frutti come pesche e prugne, pu\u00f2 essere prodotto naturalmente nell\u2019intestino tramite enzimi specifici.<\/p>\n<p data-tot-p=\"10\" data-count-p=\"3\">Secondo Patti, questa produzione \u201cnaturale\u201d pu\u00f2 avvenire ogni volta che, dopo un pasto, i livelli intestinali di glucosio raggiungono un picco. E non serve essere diabetici: \u00abPu\u00f2 essere prodotto nel corpo a livelli significativi\u00bb, ha sottolineato l\u2019autore. Qui entra in gioco il microbiota. Se nell\u2019intestino sono presenti <strong>batteri Aeromonas<\/strong>, capaci di degradare il sorbitolo, il sistema smaltisce facilmente il surplus. Ma se quei batteri mancano, il sorbitolo \u201cscappa\u201d verso il fegato, si converte in una derivazione del fruttosio e alimenta processi legati alla malattia epatica.<\/p>\n<p>Il ruolo dei batteri dell\u2019intestino<\/p>\n<p data-tot-p=\"10\" data-count-p=\"4\">Gran parte dell\u2019attenzione dei ricercatori converge su ci\u00f2 che avviene nel tratto intestinale.<br \/>Il metabolismo naturale del sorbitolo \u00e8 noto soprattutto nei casi di diabete, dove l\u2019eccesso di glucosio circolante favorisce la produzione di questo zucchero-alcol. Ma il nuovo studio dimostra che anche in una persona sana, dopo un pasto abbondante, i livelli di glucosio nel lume intestinale diventano abbastanza alti da generare sorbitolo.<\/p>\n<p data-tot-p=\"10\" data-count-p=\"5\">Qui intervengono i microrganismi. Le specie <strong>Aeromonas<\/strong> possono trasformarlo in un sottoprodotto innocuo. \u00abSe hai i batteri giusti, non importa\u00bb, afferma Patti. Il problema nasce quando quei batteri non ci sono. In quel caso il sorbitolo non viene smaltito e raggiunge il fegato, dove entra nei percorsi metabolici del fruttosio. Per i ricercatori, questa dinamica \u00e8 fondamentale per capire perch\u00e9 alcune persone sviluppano steatosi pur consumando quantit\u00e0 moderate di dolcificanti e glucosio.<\/p>\n<p>Quando \u201csenza zucchero\u201d non basta<\/p>\n<p data-tot-p=\"10\" data-count-p=\"6\">Il microbiota riesce a gestire senza difficolt\u00e0 il sorbitolo contenuto naturalmente nella frutta. Le difficolt\u00e0 emergono quando le quantit\u00e0 superano la capacit\u00e0 di degradazione.<br \/>Accade soprattutto in due casi: quando si consumano quantit\u00e0 elevate di glucosio, che alimentano la produzione endogena di sorbitolo, o quando il sorbitolo arriva direttamente dagli alimenti \u201clight\u201d. Patti stesso ha ammesso di aver trovato <strong>sorbitolo inaspettatamente alto in una sua barretta proteica preferita<\/strong>.<\/p>\n<p data-tot-p=\"10\" data-count-p=\"7\">Il laboratorio continuer\u00e0 ora a esplorare i meccanismi con cui i batteri intestinali degradano questo poliolo. Ma una cosa sembra chiara: i polioli non sono semplici passeggeri destinati a essere espulsi senza effetti. \u00abVediamo chiaramente che il sorbitolo somministrato agli animali finisce nei tessuti di tutto il corpo\u00bb, ha detto Patti. Il messaggio che emerge \u00e8 netto: nella ricerca di alternative allo zucchero, <strong>non esistono scorciatoie<\/strong>. Molte vie, alla fine, conducono al fegato.<\/p>\n<p data-tot-p=\"10\" data-count-p=\"8\"><strong>Il link allo studio scientifico:<\/strong><\/p>\n<p data-tot-p=\"10\" data-count-p=\"9\"><a href=\"https:\/\/dx.doi.org\/10.1126\/scisignal.adt3549\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><strong>Science Signaling<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per anni l\u2019industria alimentare ha venduto il sorbitolo come un compagno di viaggio innocuo per chi vuole ridurre&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":235308,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-235307","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115624264673824159","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235307","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=235307"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235307\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/235308"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=235307"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=235307"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=235307"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}