{"id":235377,"date":"2025-11-28T00:29:14","date_gmt":"2025-11-28T00:29:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/235377\/"},"modified":"2025-11-28T00:29:14","modified_gmt":"2025-11-28T00:29:14","slug":"tempi-di-soccorso-in-italia-la-classifica-delle-regioni-calabria-la-peggiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/235377\/","title":{"rendered":"Tempi di soccorso in Italia, la classifica delle Regioni: Calabria la peggiore"},"content":{"rendered":"<p>Nel settore dell\u2019emergenza sanitaria territoriale, il <strong>tempo<\/strong> rappresenta una variabile decisiva. I dati raccolti da Agenas, l\u2019Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, mostrano differenze marcate tra le diverse aree del Paese. In numerose zone, soprattutto nel Mezzogiorno, il tempo necessario affinch\u00e9 un\u2019ambulanza raggiunga un paziente in codice giallo o rosso pu\u00f2 superare livelli considerati accettabili. In alcuni casi l\u2019attesa arriva fino a 30 minuti, un valore che evidenzia criticit\u00e0 strutturali nei servizi di emergenza. Agenas ricorda che la rapidit\u00e0 dell\u2019intervento \u00e8 un indicatore fondamentale dell\u2019efficacia del sistema. La valutazione considera l\u2019intero processo: la chiamata, l\u2019attivazione dei mezzi e l\u2019arrivo sul luogo dell\u2019emergenza. Il<strong> target nazionale<\/strong> \u00e8 fissato a <strong>18 minuti<\/strong>, una media che tiene conto delle aree urbane con dotazioni elevate e di quelle isolate, dove la copertura \u00e8 pi\u00f9 difficile.\n<\/p>\n<p>Le differenze tra le aziende sanitarie<\/p>\n<p>Dall\u2019analisi delle 110 <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/salute\/migliori-asl-2023\/867248\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">aziende sanitarie<\/a> valutate, emergono forti squilibri. La situazione pi\u00f9 complessa si registra a <strong>Vibo Valentia<\/strong>, dove il tempo medio di arrivo dell\u2019ambulanza raggiunge i <strong>35 minuti<\/strong>. Anche altre realt\u00e0 della Calabria presentano valori vicini alla mezz\u2019ora. In alcune zone della <strong>Sardegna<\/strong> e della <strong>Sicilia<\/strong> si registrano tempi di 25-26 minuti, mentre in aree del Centro come Roma, l\u2019Umbria e Grosseto l\u2019attesa pu\u00f2 superare i 20 minuti.<\/p>\n<p>La categoria delle aziende con tempi superiori ai 20 minuti \u00e8 numerosa: 41 strutture non centrano il target nazionale. L\u2019analisi mette in evidenza che le Asl con performance peggiori sono spesso quelle con dimensioni pi\u00f9 ridotte. Al contrario, le aziende sanitarie pi\u00f9 grandi mostrano tempi inferiori pur operando su territori estesi. I risultati migliori appartengono all\u2019<strong>Asl Giuliano Isontina<\/strong>, che comprende Trieste e Gorizia, con una media di <strong>12 minuti<\/strong>. Seguono Piacenza, Chiavari, Reggio Emilia, Parma e Genova, con tempi attorno ai 13 minuti.<\/p>\n<p>Le attese nei Pronto Soccorso<\/p>\n<p>Oltre ai tempi dell\u2019emergenza territoriale, Agenas monitora anche le attese nei <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/salute\/pronto-soccorso-carenza-medici-piano-ministero\/848649\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pronto Soccorso<\/a>. L\u2019indicatore preso in considerazione riguarda i pazienti non gravi o non destinati al ricovero e misura la percentuale di coloro che restano nelle strutture per oltre otto ore. Il quadro mostra situazioni molto eterogenee. All\u2019<strong>ospedale Tor Vergata di Roma<\/strong> l\u2019attesa superiore alle otto ore riguarda il 25% dei pazienti. Al Sant\u2019Andrea, sempre nella capitale, il dato \u00e8 pari al 23%. Percentuali simili emergono anche a <strong>Cagliari<\/strong> e negli ospedali Giaccone e Cervello di Palermo. Numeri elevati si registrano inoltre al Cardarelli di <strong>Napoli<\/strong>. All\u2019estremo opposto si trova il <strong>San Carlo di Potenza<\/strong>, dove solo l\u20191% dei pazienti supera le otto ore. Anche l\u2019ospedale di Padova presenta valori molto contenuti, con una percentuale del 2,9%.<\/p>\n<p>L\u2019abbandono dei pazienti a causa delle attese<\/p>\n<p>Un altro indicatore monitorato da Agenas riguarda i pazienti che abbandonano il <strong>Pronto Soccorso<\/strong> prima di essere visitati. L\u2019abbandono \u00e8 spesso legato alle lunghe attese e non necessariamente a condizioni di salute gravi. I valori pi\u00f9 alti si riscontrano al <strong>Cervello di Palermo<\/strong>, dove il 24% dei pazienti lascia la struttura senza completare il percorso. All\u2019ospedale dei Colli di Napoli la percentuale \u00e8 del 23%, mentre al Civico e al Giaccone di Palermo si attesta intorno al 18%. A Tor Vergata, struttura gi\u00e0 in difficolt\u00e0 sui tempi di attesa, il dato \u00e8 del 15%. Molto diverse le performance delle strutture con attese pi\u00f9 brevi. A Padova il tasso di abbandono \u00e8 dell\u20191%, a Pavia dell\u20191,2%, mentre il Santa Maria di Trapani registra lo 0,3%.<\/p>\n<p>Le tempistiche degli interventi oncologici<\/p>\n<p>Agenas valuta anche la <strong>puntualit\u00e0<\/strong> degli interventi oncologici negli ospedali. Per il tumore alla mammella, lo standard ministeriale prevede che l\u2019operazione avvenga <strong>entro 30 giorni.<\/strong> Le differenze tra le strutture sono notevoli. Alcuni ospedali raggiungono percentuali molto alte di interventi nei tempi previsti. <strong>Pisa<\/strong> registra il 100% dei casi, mentre Modena, Verona, Siena, Padova, Ferrara, Pavia, Catania, Bologna, Firenze, Roma Tor Vergata, Catania Cannizzaro, Potenza, Palermo Cervello, Milano Niguarda e Cuneo superano il 90%. Molte altre strutture invece risultano insufficienti. Il Brotzu di Cagliari si ferma al 12%, Perugia al 13%, Ancona al 20% e il Moscati di Avellino al 28%.<\/p>\n<p>Gli interventi programmabili nelle Asl<\/p>\n<p>Per gli interventi programmabili, come quelli ortopedici o la rimozione della colecisti, Agenas valuta il rispetto delle <strong>classi di priorit\u00e0 stabilite<\/strong> in base alle condizioni del paziente. Anche in questo caso emergono forti differenze. Numerose Asl superano il 90% di interventi nei tempi previsti, tra cui <strong>Napoli Sud<\/strong> e <strong>Centro<\/strong>, Euganea, Trevigiana, Serenissima, Berica, Avellino, Benevento, Crotone e Polesine. Prestazioni inferiori si registrano invece a Cuneo, dove solo il 12% degli interventi avviene entro i tempi, a Rieti con il 14%, a Matera con il 20% e nella Asl Torino 3 con il 25%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel settore dell\u2019emergenza sanitaria territoriale, il tempo rappresenta una variabile decisiva. 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