{"id":235846,"date":"2025-11-28T09:06:13","date_gmt":"2025-11-28T09:06:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/235846\/"},"modified":"2025-11-28T09:06:13","modified_gmt":"2025-11-28T09:06:13","slug":"sesso-e-alimenti-come-si-prende-e-sintomi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/235846\/","title":{"rendered":"sesso e alimenti, come si prende e sintomi"},"content":{"rendered":"<p class=\"art-text\" id=\"\">\n    E&#8217; un trend europeo che interessa anche l&#8217;Italia: crescono nel nostro Paese le segnalazioni di casi di epatite A, legati sia alla trasmissione sessuale che al consumo di alimenti contaminati, dai frutti di mare ai frutti di bosco. Lo segnala l&#8217;aggiornamento del bollettino della sorveglianza Seieva (Sistema epidemiologico integrato delle epatiti virali acute), coordinata dall&#8217;Istituto superiore di sanit\u00e0 (Iss), relativo al primo semestre del 2025. Nel report si rileva anche un aumento dei casi di epatite E e un calo dei casi di epatite B, mentre per l&#8217;epatite C la situazione risulta sostanzialmente stabile.\n<\/p>\n<p>\t\t\t\t\tSintomi, trasmissione, durata<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">La malattia ha un periodo di incubazione che va da 15 a 50 giorni e un decorso generalmente autolimitante e benigno. Sono pure frequenti le forme asintomatiche, soprattutto nel corso di epidemie e nei bambini.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Tuttavia, a volte si possono avere forme pi\u00f9 gravi con decorso protratto e anche forme fulminanti rapidamente fatali, si legge sul sito dell&#8217;Iss. La malattia \u00e8 letale in una percentuale di casi che si attesta fra lo 0,1% e lo 0,3%, ma pu\u00f2 arrivare fino all\u20191,8% negli adulti sopra ai 50 anni. In genere la malattia, che dura 1-2 settimane, si manifesta con febbre, malessere, nausea, dolori addominali e ittero, accompagnati da elevazioni delle transaminasi e della bilirubina. Una quota delle infezioni, specialmente se contratte in giovane et\u00e0, rimane asintomatica. I pazienti guariscono completamente senza mai cronicizzare; pertanto, non esiste lo stato di portatore cronico del virus A, n\u00e9 nel sangue, n\u00e9 nelle feci.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">La trasmissione avviene per via oro-fecale. Il virus \u00e8 presente nelle feci 7-10 giorni prima dell\u2019esordio dei sintomi e fino a una settimana dopo, mentre \u00e8 presente nel sangue solo per pochi giorni. <\/p>\n<p>Regioni con pi\u00f9 casi<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">I fari sono puntati in particolare sulle segnalazioni di infezioni da epatite A, che dall&#8217;1 gennaio al 30 giugno 2025, sono state complessivamente 247, in aumento rispetto ai 159 casi segnalati nello stesso periodo del 2024 e i 105 relativi al 2023. Le regioni che hanno i numeri pi\u00f9 alti sono Lombardia (18,6%), Emilia Romagna (16,6%) e Lazio (15,8%). Il 64% dei casi si \u00e8 verificato in uomini. La classe d&#8217;et\u00e0 maggiormente affetta \u00e8 stata quella dai 35 ai 54 anni (35,2%), l&#8217;et\u00e0 mediana dei casi \u00e8 di 37 anni (range: 2-95 anni), ma sono stati diagnosticati anche 29 casi pediatrici sotto i 14 anni d&#8217;et\u00e0. Il fattore di rischio riportato pi\u00f9 frequentemente dai casi &#8211; quasi 1 su 2 &#8211; \u00e8 il consumo di frutti di mare (47,1%), mentre il 23% ed il 24% dei casi riportavano, rispettivamente, viaggi in area endemica e consumo di frutti di bosco. Si osserva poi, rilevano gli esperti, un aumento nel numero di casi segnalati in uomini che fanno sesso con uomini (Msm &#8211; men who have sex with men), esposizione riportata dal 29,8 % dei casi (era 11,4% nel 2024). <\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8220;Tali aumenti di segnalazioni &#8211; sottolinea Maria Elena Tosti, del Centro nazionale per la salute globale dell&#8217;Iss &#8211; impongono una stretta sorveglianza dei casi a livello sia nazionale sia europeo con la necessit\u00e0 di mettere in pratica tempestivamente le azioni di prevenzione atte a garantire il contenimento degli outbreak di epatite acuta A. Fondamentale \u00e8 il ricorso alla vaccinazione per i contatti di casi, i viaggiatori verso aree endemiche e uomini che fanno sesso con uomini.<\/p>\n<p>Epatite B e C<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Per quanto riguarda l&#8217;epatite B, i casi segnalati da gennaio al 30 giugno 2025 sono stati 72, in calo rispetto ai 106 notificati nello stesso periodo del 2024. Sono prevalentemente di sesso maschile (77,8%%), tutti sopra i 18 anni (range 26-96), et\u00e0 mediana di 55,5 anni, e la fascia maggiormente rappresentata \u00e8 quella dei 35-54enni (38,9%). Le regioni che hanno segnalato il maggior numero di casi sono l&#8217;Emilia-Romagna (22,2%), la Lombardia (19,4%) e il Lazio (15,3%). Le cure odontoiatriche sono state il fattore di rischio riportato pi\u00f9 frequentemente (42,4% dei casi), seguite dai trattamenti estetici (rasatura dal barbiere, manicure\/pedicure, piercing e tatuaggi, 31,8%). Il 25,4% riportava un&#8217;esposizione sessuale a rischio, intesa come partner sessuali multipli o mancato uso del profilattico in corso di rapporti occasionali.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Nel primo semestre 2025 risultano invece praticamente stabili i casi di epatite C: ne sono stati complessivamente segnalati 25, contro i 27 dello stesso periodo del 2024. Per la maggior parte i casi provengono dalla Lombardia (36%), seguita dall&#8217;Emilia Romagna (20%). Le segnalazioni riguardano prevalentemente maschi (60%), con un&#8217;et\u00e0 mediana di 48 anni (range et\u00e0 15-75); 1 caso rientra nella fascia d&#8217;et\u00e0 tra 15 e 24 anni, mentre quella maggiormente colpita \u00e8 dai 35 ai 54 anni, con 10 casi notificati (40%). L&#8217;esposizione nosocomiale \u00e8 stata il fattore di rischio riportato pi\u00f9 frequentemente (36% dei casi di epatite C).<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">E infine i nuovi casi di epatite E segnalati nei primi 6 mesi di quest&#8217;anno sono stati 60, in aumento rispetto ai 37 dello stesso periodo del 2024. La maggioranza delle segnalazioni proviene dalle regioni Abruzzo (18 casi segnalati, 30%) e Lazio (14 casi). I casi sono prevalentemente di sesso maschile (78,3%) e con et\u00e0 mediana di 59 anni (range 22-89). Tre avevano fatto un viaggio in area endemica (Algeria, Egitto e Filippine), mentre gli altri hanno plausibilmente acquisito l&#8217;infezione in Italia. Il 58,5% dei casi riportava di aver consumato carne di maiale (prevalentemente insaccati, 25\/31 casi); mentre l&#8217;11,3% dei pazienti aveva consumato carne di cinghiale. &#8220;Un dato rilevante &#8211; evidenzia l&#8217;Iss nel focus dedicato &#8211; \u00e8 il ricorso ancora non soddisfacente al test per l&#8217;epatite E, nei casi di epatite acuta nei quali \u00e8 stata esclusa la positivit\u00e0 per i virus dell&#8217;epatite A, B e C. Infatti solo il 63,7% di questi casi \u00e8 stato testato e, in caso di test, l&#8217;89,2% dei casi (58\/65) \u00e8 risultato positivo, indice che plausibilmente i casi reali di epatite acuta attribuibile al virus Hev sono maggiori di quelli effettivamente diagnosticati&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"E&#8217; un trend europeo che interessa anche l&#8217;Italia: crescono nel nostro Paese le segnalazioni di casi di epatite&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":235847,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-235846","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115626533876326501","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235846","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=235846"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/235846\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/235847"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=235846"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=235846"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=235846"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}