{"id":2359,"date":"2025-07-23T05:06:13","date_gmt":"2025-07-23T05:06:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/2359\/"},"modified":"2025-07-23T05:06:13","modified_gmt":"2025-07-23T05:06:13","slug":"al-vitra-campus-la-mostra-the-shakers-a-world-in-the-making-e-una-risposta-alla-cultura-del-consumo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/2359\/","title":{"rendered":"Al Vitra Campus la mostra The Shakers: A World in the Making \u00e8 una risposta alla cultura del consumo"},"content":{"rendered":"<p>Tutto \u00e8 partito da una domanda: come pu\u00f2 una comunit\u00e0 religiosa nata nel XVIII secolo influenzare ancora oggi il mondo del design e dell\u2019architettura? La mostra The Shakers: A World in the Making prova a rispondere a questa domanda raccontando l\u2019universo degli Shakers \u2014 un gruppo religioso che ha fatto della <strong>semplicit\u00e0<\/strong>, del <strong>lavoro<\/strong> e della <strong>vita comunitaria i pilastri della propria esistenza.<\/strong><\/p>\n<p>The Shakers: A World in the Making non si limita a celebrare uno stile iconico, ma invita a ripensare il design come <strong>atto culturale e politico<\/strong>, capace di unire bellezza, etica e visione del mondo.<\/p>\n<p>Nati in Inghilterra e emigrati nelle colonie americane nel 1774, gli Shakers hanno creato diciotto comunit\u00e0 autosufficienti tra il Kentucky e il Maine. In questi contesti hanno sviluppato uno stile inconfondibile, fatto di <strong>architetture essenziali, mobili funzionali e oggetti quotidiani<\/strong> realizzati con straordinaria cura. Un\u2019estetica che nasce non da intenti formali, ma da <strong>una visione del mondo in cui bellezza, ordine e utilit\u00e0 erano parte integrante della vita spirituale<\/strong>. La mostra raccoglie oltre 150 opere \u2014 tra cui mobili, strumenti di lavoro, abiti, disegni e manufatti \u2014 provenienti dalla collezione dello Shaker Museum di Chatham (NY), affiancati da opere contemporanee commissionate a <strong>sette artisti<\/strong> e <strong>designer internazionali<\/strong>. Ne emerge un dialogo fertile tra passato e presente, che mette in luce <strong>la sorprendente attualit\u00e0 dei valori Shaker<\/strong>: inclusione, sostenibilit\u00e0, innovazione, spiritualit\u00e0 condivisa.<\/p>\n<p>Schemi di lavorazione del legno per boxex ovali.Foto: \u00a9 Vitra Design Museum \/ AlexLesage, courtesy Shaker Museum,Chatham, New York<\/p>\n<p>Scatole ovali.Foto \u00a9 Vitra Design Museum \/ AlexLesage, courtesy Shaker Museum,Chatham, New York<\/p>\n<p>Il percorso espositivo, progettato dallo studio milanese <strong>Formafantasma<\/strong>, \u00e8 suddiviso in quattro sezioni tematiche, ognuna ispirata a una citazione degli stessi Shakers. Tra i temi affrontati: l\u2019organizzazione della vita comunitaria, il ruolo del lavoro come atto di fede, la diffusione di tecnologie innovative, il contributo femminile e afroamericano alla cultura Shaker. Tra le opere spiccano reinterpretazioni contemporanee come una bara biodegradabile in salice o una \u201cmeetinghouse\u201d ricostruita per ospitare momenti di riflessione collettiva. The Shakers: A World in the Making non si limita a celebrare uno stile iconico, ma invita a ripensare il design come <strong>atto culturale e politico<\/strong>, capace di unire bellezza, etica e visione del mondo.<\/p>\n<p>Meetinghouse bench, Canterbury o Enfield, NH, c. 1855\u00a9 Vitra Design Museum \/ AlexLesage, courtesy Shaker Museum,Chatham, New York<\/p>\n<p>L\u2019intervista alla curatrice Mea Hoffmann<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di una mostra sugli Shakers?<\/p>\n<p>\u00abDa tempo desideravamo organizzare una mostra sugli Shakers, la cui cultura materiale ha influenzato profondamente il design moderno e contemporaneo. La nostra collezione comprende una piccola selezione di sedie Shaker, che \u00e8 stata una delle prime fonti d\u2019ispirazione per questo progetto. La collaborazione con lo Shaker Museum, principale prestatore, e con le altre istituzioni partner ci ha permesso di realizzare questa visione. Molti dei loro principi ci sembrano ancora oggi di grande attualit\u00e0. Il loro approccio al design, dove <strong>utilit\u00e0<\/strong>, <strong>qualit\u00e0 artigianale<\/strong> e <strong>intento etico<\/strong> si fondono, rappresenta un\u2019alternativa significativa all\u2019eccesso della cultura del consumo contemporanea. In un mondo segnato da abbondanza e incertezza, il loro impegno a creare solo ci\u00f2 che \u00e8 necessario e utile per la comunit\u00e0 acquista un nuovo significato. La loro filosofia progettuale, radicata nella tradizione e guidata da un\u2019etica chiara, continua a ispirarci. La loro eredit\u00e0 non \u00e8 solo formale, ma profondamente valoriale: <strong>ci spinge a riflettere su come vogliamo vivere e creare oggi<\/strong>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tutto \u00e8 partito da una domanda: come pu\u00f2 una comunit\u00e0 religiosa nata nel XVIII secolo influenzare ancora oggi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":2360,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,1617],"class_list":{"0":"post-2359","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-mostre"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2359","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2359"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2359\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2360"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2359"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2359"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2359"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}