{"id":23603,"date":"2025-08-02T07:44:10","date_gmt":"2025-08-02T07:44:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/23603\/"},"modified":"2025-08-02T07:44:10","modified_gmt":"2025-08-02T07:44:10","slug":"rapporti-punteggi-classifiche-cose-da-svitati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/23603\/","title":{"rendered":"RAPPORTI, PUNTEGGI, CLASSIFICHE: COSE DA SVITATI"},"content":{"rendered":"<p>La decrescita felice \u00e8 il nuovo obiettivo del ciclismo mondiale. Garantire pi\u00f9 sicurezza abbassando la velocit\u00e0, questo \u00e8 quello che hanno chiesto corridori e squadre, non tutti, ma alcuni.<strong> Van Aert \u00e8 tra questi, Prudhomme,<\/strong> anche.<strong> Riduzione dei rapporti<\/strong> e non mi riferisco a questioni di coppia, ma ai rapporti che saranno limitati, dal questo mese di agosto, a campione, per vedere l\u2019effetto che fa.\n            <\/p>\n<p>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato su <a href=\"https:\/\/www.tuttobiciweb.it\/article\/1750705067\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>tuttobiciweb<\/strong><\/a>: l\u2019idea dell\u2019Uci \u00e8 garantire sicurezza in corsa, soprattutto in discesa e in volata, quindi <strong>basta rapporti liberi, un atleta non pu\u00f2 sviluppare pi\u00f9 di 10 metri e 46 centimetri a pedalata<\/strong>. Rapporto massimo consentito il <strong>54&#215;11<\/strong> e poco importa se l\u2019americana SRAM ha un 10 nel suo pacco pignoni (per Shimano e Campagnolo nessun problema). L\u2019idea \u00e8 mettere un limitatore, una vite, un blocco meccanico che non consenta alla catena di scendere fino in fondo, all\u2019ultimo pignone.\n            <\/p>\n<p><strong>\u00c8 tutto molto bello: due anni fa l\u2019Uci ha deciso di liberalizzare i rapporti agli juniores e ora li limita ai professionisti,<\/strong> con il paradosso che i ragazzini potranno usare il 58-60&#215;10, mentre i professionisti solo nelle prove contro il tempo, dove la liberalizzazione resta tale.<\/p>\n<p>\u00c8 un momento cos\u00ec, fatto di cartellini gialli e rossi, ammonizioni, sospensioni ed espulsioni, radioline da spegnere e biciclette da appesantire, rapporti da limitare con un bullone o una vite da applicare: insomma, cose che non hanno alcuna base statistica e quindi scientifica, <strong>sono solo cose da svitati.<\/strong><\/p>\n<p><strong>MANDATELI ALTROVE.<\/strong> Della questione punti vi abbiamo dato conto prima e durante il Giro d\u2019Italia, ma proseguiamo per una questione molto semplice: il problema sembra non placarsi. <strong>Sappiamo che la questione punti condiziona le gare e di conseguenza le tattiche di corsa.<\/strong> Piazzare tre corridori nei dieci, vale molto di pi\u00f9 che vincere una tappa. Provare a mettere due\/tre\/quattro atleti nei dieci nella classifica finale di una corsa a tappe \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 \u00e8 la somma che fa il totale. Questo vale per la Uae Team Emirates cos\u00ec come per la Visma Lease a Bike e la Lidl Trek che lottano per essere il team numero uno al mondo, cos\u00ec come per i team pi\u00f9 piccini che lottano per restare nel World Tour o nelle prime trenta.<strong> Ma la vera distorsione \u00e8 data anche dall\u2019assegnazione dei punti,<\/strong> non tanto al Tour al Giro o alla Vuelta, che sono la massima espressione del nostro movimento al pari delle cinque Monumento, ma \u00e8 dato dai punti che saranno dati alle gare 1.Pro dal 2026.<\/p>\n<p><strong>Esempio facile facile. Vincere una tappa al Giro garantisce 180 punti, vincere una corsa 1.Pro, come Emilia o Laigueglia, varr\u00e0 250 punti.<\/strong> Nel periodo di maggio, di gare 1.Pro in Francia e Belgio, Ungheria e Norvegia, ce ne saranno pi\u00f9 di una: <strong>chiaro che i team preferiranno mandare i propri corridori a fare punti l\u00ec e ad essere penalizzato rischia di essere il nostro Giro d\u2019Italia.<\/strong> Trovo che questo modo di operare sia semplicemente folle e antistorico, direi anche miope e irrispettoso. Le francesi vengono qui da noi a fare vacanza, con un gruppo di corridori che vorrebbe essere altrove?<strong> Se fossi in Rcs Sport &amp; Events altrove manderei quelli dell\u2019Uci.<\/strong><\/p>\n<p><strong>NEL CICLISMO SI PUO\u2019.<\/strong> Vi chiedo venia, proseguo questo stucchevole viaggio nel mondo della burocrazia ciclistica, che tutto complica e nulla dipana. La chiarezza e l\u2019immediatezza non sono proprie del nostro organismo mondiale, che di chiaro ha solo l\u2019esigenza di complicare le cose. <strong>Alzi la mano chi comprende le classifiche di merito?<\/strong> Chi sa come vengono elaborate? Lo sanno lorsignori e questo \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente. In questa logica e in questo solco, proseguono imperterriti in un\u2019altra operazione che ha dell\u2019incredibile: attribuire i punti raccolti dai corridori in nazionale anche ai loro club di appartenenza. Direte: e che male c\u2019\u00e8? <strong>Di male, in un meccanismo di promozione e retrocessione, c\u2019\u00e8 che \u00e8 semplicemente bizzarro condizionare una classifica di club con punti ottenuti dai corridori in maglia della loro nazionale<\/strong>, senza che i team-leader dei club possano minimamente incidere nella selezione dei corridori e nella strategia tattica. <strong>Prendiamo la Lidl-Trek all\u2019europeo 2024: Jasper Stuyven e Edward Theuns<\/strong>, con la loro nazionale del Belgio <strong>hanno dovuto tirare la volata a Tim Merlier della Soudal,<\/strong> che ha vinto il titolo europeo e i punti ottenuti sono per\u00f2 finiti al team di appartenenza del neo campione europeo. Bene, <strong>pensate se questi punti fossero fondamentali per restare nella serie A del ciclismo.<\/strong> Pensate se la Lidl-Trek fosse appesa a un filo e quei punti non incamerati le costassero la permanenza nell\u2019elite del nostro movimento. Pu\u00f2 una classifica per squadre essere per lo meno condizionata da corse per nazionali? S\u00ec, nel ciclismo si pu\u00f2.<\/p>\n<p>Editoriale da tuttoBICI di luglio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La decrescita felice \u00e8 il nuovo obiettivo del ciclismo mondiale. 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