{"id":236371,"date":"2025-11-28T16:53:13","date_gmt":"2025-11-28T16:53:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/236371\/"},"modified":"2025-11-28T16:53:13","modified_gmt":"2025-11-28T16:53:13","slug":"i-russi-iniziano-a-sentire-il-peso-economico-della-guerra-di-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/236371\/","title":{"rendered":"I russi iniziano a sentire il peso economico della guerra di Putin"},"content":{"rendered":"<p>In Italia circola un certo scetticismo ogni volta che i media raccontano il peggioramento dell\u2019economia russa. \u00c8 lo strascico di un equivoco nato all\u2019inizio dell\u2019invasione in Ucraina, quando diversi analisti occidentali avevano annunciato un collasso imminente della Russia, paragonabile agli anni Novanta. Poi quel crollo non \u00e8 arrivato, Putin \u00e8 rimasto saldo al Cremlino e l\u2019apparato repressivo ha continuato a funzionare col solito ricambio di generali precipitati volontariamente o meno dalle finestre. I dati ufficiali hanno perfino mostrato il prodotto interno lordo in crescita, creando l\u2019illusione di un sistema che reggeva, nonostante tutto.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 era solo l\u2019effetto di una tipica economia di guerra: lo Stato pompa miliardi nella produzione militare, gonfiando artificialmente il Pil senza generare benessere reale. Le fabbriche lavorano a ciclo continuo, ma non producono ricchezza: producono munizioni. La solita storia dei burri o cannoni: la spesa pubblica tiene a galla stipendi e industrie strategiche, mentre il settore civile si svuota, i consumi crollano e le regioni interne accumulano debiti. Molti continuano a confondere attivit\u00e0 economica con salute economica, ma sono due cose diverse.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019economia russa non \u00e8 ancora in ginocchio, ma dopo due anni di crescita alimentata dalla guerra, i numeri rimangono implacabili e peggiorano. La domanda interna si contrae, le entrate energetiche scendono, il bilancio federale vive grazie a tasse pi\u00f9 alte e tagli nascosti. Le ultime stime parlano di un Pil in aumento di circa l\u20191 per cento, ma con un\u2019inflazione che resta alta attorno all\u20198 per cento e tassi d\u2019interesse al 16,5 per cento.\u00a0<\/p>\n<p>Il primo segnale arriva dai consumi interni. Bloomberg, <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2025-11-26\/russia-s-economy-under-growing-strain-as-putin-s-ukraine-war-continues\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">citando i dati di SberIndex<\/a>, racconta che le famiglie russe hanno iniziato a tagliare la spesa anche sul cibo. \u00c8 un indicatore che di solito gli economisti considerano il pi\u00f9 affidabile per misurare il disagio reale, perch\u00e9 il consumo alimentare tende a essere rigido e diminuisce solo nei momenti di maggiore pressione sui redditi. Negli ultimi due anni, la combinazione di spesa pubblica elevata e boom dell\u2019industria militare aveva tenuto viva la domanda interna; ora, con i prezzi ancora alti e il credito pi\u00f9 caro, la domanda comincia a cedere.<\/p>\n<p>La pressione si vede anche sul lato delle imprese. Bloomberg indica che aziende dell\u2019acciaio, del minerario e dell\u2019energia mostrano ricavi in calo e condizioni finanziarie pi\u00f9 dure. Non \u00e8 solo un problema di rallentamento della domanda globale, ma anche il fatto che tassi cos\u00ec elevati rendono pi\u00f9 costoso rifinanziare il debito aziendale, riducendo i margini e rallentando nuovi investimenti. L\u2019economia civile, fuori dal perimetro militare e para statale, vede restringersi lo spazio di manovra pi\u00f9 di quanto ammettano le statistiche ufficiali.<\/p>\n<p>Il bancomat su cui la Russia ha costruito finora il suo equilibrio fiscale sta funzionando sempre peggio. Secondo quanto riportato da <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/business\/energy\/russias-oil-gas-revenue-may-fall-november-by-35-reuters-calculations-show-2025-11-24\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Reuters<\/a>, a novembre il gettito da petrolio e gas dovrebbe fermarsi a circa 520 miliardi di rubli, con una diminuzione del 35 per cento rispetto allo stesso mese del 2024 e del 7,4 per cento rispetto a ottobre. Significa un terzo in meno rispetto allo stesso mese dell\u2019anno scorso e quasi l\u20198 per cento in meno rispetto a ottobre. \u00c8 un calo brusco per un settore che fino a poco tempo fa garantiva al Cremlino un flusso continuo di denaro. Se si guarda all\u2019intero 2025, da gennaio a novembre, il totale previsto \u00e8 di circa 8 trilioni di rubli, un dato ben sotto gli obiettivi fissati dal governo e decisamente inferiore a quello del 2024. In pratica, Mosca incassa molto meno di quanto aveva programmato, e la distanza fra previsioni e realt\u00e0 si allarga mese dopo mese.<\/p>\n<p>Le ragioni sono tre, e tutte strutturali. La prima \u00e8 che il prezzo medio del petrolio usato per calcolare le tasse \u00e8 sceso attorno ai 57 dollari al barile, troppo poco per garantire le entrate necessarie. La seconda \u00e8 che il rublo si \u00e8 rafforzato, e questo paradossalmente riduce gli incassi statali, perch\u00e9 la Russia vende petrolio in dollari ma li converte in rubli: se il rublo vale di pi\u00f9, ogni dollaro rende meno. La terza \u00e8 il peso crescente delle sanzioni americane su Rosneft e Lukoil, che rende pi\u00f9 difficile esportare, incassare rapidamente e mantenere alti i flussi di valuta estera.<\/p>\n<p>A livello di conti pubblici generali, le stime indipendenti indicano che da gennaio ad agosto 2025 il deficit federale ha raggiunto circa 4,2 trilioni di rubli. Nei mesi estivi il ritmo con cui il deficit cresceva si \u00e8 leggermente attenuato, ma non perch\u00e9 lo Stato abbia ridotto le spese. La spesa resta molto alta e continua a superare di gran lunga le entrate energetiche. Il rallentamento \u00e8 dovuto soprattutto a maggiori entrate fiscali interne, che il governo usa per compensare il calo del petrolio e del gas, aumentando la pressione su consumi e profitti.<\/p>\n<p>Per capirci, il Cremlino ha spostato il peso del finanziamento della guerra sull\u2019economia interna e sui consumatori. La riforma fiscale attualmente approvata prevede un aumento dell\u2019iva dal 20 al 22 per cento e un abbassamento della soglia di fatturato oltre la quale le imprese devono versarla, da 60 milioni a 10 milioni di rubli annui. Secondo le stime del governo, la sola mossa sull\u2019iva potrebbe valere circa 1 trilione di rubli aggiuntivi. L\u2019entrata in vigore \u00e8 prevista dal 2026, con una transizione fino al 2028. Forse anche per questo il Cremlino spera di chiudere in fretta la pace.\u00a0<\/p>\n<p>Mentre il bilancio federale rallenta, le regioni accumulano deficit. Un\u2019analisi citata dal <a href=\"https:\/\/www.themoscowtimes.com\/2025\/11\/25\/more-than-half-of-russias-regions-are-running-budget-deficits-study-says-a91236\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Moscow Times<\/a> mostra che, al 19 novembre, le entit\u00e0 regionali erano in un disavanzo combinato di circa 0,6 trilioni di rubli, con entrate pari a 18,8 trilioni e spese a 19,4 trilioni. Il passivo regionale previsto entro fine anno dovrebbe collocarsi tra i 500 e gli 800 miliardi di rubli, un livello che non si vedeva da anni e che riflette l\u2019aumento dei costi sociali e infrastrutturali accompagnato da entrate locali meno dinamiche. Tradotto: i governi locali sono costretti a rinviare pagamenti, a tagliare prestazioni sociali e a comprimere investimenti in infrastrutture, sanit\u00e0 e scuola. La guerra sposta risorse verso il centro. Le periferie federali faticano sempre di pi\u00f9 a tenere i conti in ordine.<\/p>\n<p>La Russia non \u00e8 sull\u2019orlo di una crisi di liquidit\u00e0 e non sta finendo tutti i soldi per la guerra. Ma il margine si assottiglia sempre di pi\u00f9. Il costo economico del conflitto, finora attutito da entrate eccezionali e da una politica di spesa espansiva, si manifesta in modo pi\u00f9 diretto nella vita quotidiana delle famiglie e nei conti pubblici. Quanto a lungo il Cremlino potr\u00e0 continuare a finanziare una guerra costosa facendo pagare il conto a consumatori, regioni e imprese civili senza innescare tensioni pi\u00f9 profonde all\u2019interno del paese? La risposta per ora \u00e8 una: la Russia \u00e8 una dittatura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In Italia circola un certo scetticismo ogni volta che i media raccontano il peggioramento dell\u2019economia russa. \u00c8 lo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":236372,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,171,11,167,12,168,4526,161,162,163],"class_list":{"0":"post-236371","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-russia","15":"tag-ultime-notizie","16":"tag-ultime-notizie-di-mondo","17":"tag-ultimenotizie","18":"tag-ultimenotiziedimondo","19":"tag-vladimir-putin","20":"tag-world","21":"tag-world-news","22":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115628369863533127","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/236371","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=236371"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/236371\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/236372"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=236371"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=236371"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=236371"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}