{"id":236552,"date":"2025-11-28T19:42:10","date_gmt":"2025-11-28T19:42:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/236552\/"},"modified":"2025-11-28T19:42:10","modified_gmt":"2025-11-28T19:42:10","slug":"corruzione-perquisizioni-negli-uffici-del-capo-di-gabinetto-di-zelensky-in-ucraina-svelano-presunte-tangenti-da-100-milioni-di-dollari-su-energoatom","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/236552\/","title":{"rendered":"Corruzione: perquisizioni negli uffici del capo di gabinetto di Zelensky in Ucraina svelano presunte tangenti da 100 milioni di dollari su Energoatom"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019alba di una fredda mattina di <strong>Kiev<\/strong>, gli ascensori di un palazzo non lontano dal centro hanno depositato nel corridoio una squadra di investigatori con giubbotti recanti la sigla <strong>NABU<\/strong>. Portano con s\u00e9 ordinanze, scatole per i sequestri, telefonini che fungono da body\u2011cam. I vicini aprono appena gli spioncini mentre i detective bussano: quei locali sono riconducibili a <strong>Andriy Yermak<\/strong>, il potente capo di gabinetto del presidente <strong>Volodymyr Zelensky<\/strong>. Non \u00e8 una scena da fiction. \u00c8 il frammento pi\u00f9 visibile di un\u2019<strong>indagine durata almeno 15 mesi<\/strong>, costruita su <strong>oltre 1.000 ore di registrazioni<\/strong> e <strong>pi\u00f9 di 70 perquisizioni<\/strong>, che ha gi\u00e0 portato all\u2019<strong>incriminazione di otto sospetti<\/strong> e ricostruito un meccanismo di presunte mazzette pari al <strong>10\u201315%<\/strong> del valore di ogni contratto. Un fiume di denaro, circa <strong>100 milioni di dollari<\/strong> secondo gli inquirenti, che sarebbe transitato in un <strong>sistema di riciclaggio<\/strong> collegato alla filiera degli appalti della compagnia nucleare di Stato <strong>Energoatom<\/strong>.<\/p>\n<p>Cosa sappiamo delle perquisizioni e del ruolo di Yermak<\/p>\n<p>Secondo quanto comunicato dall\u2019<strong>Ufficio nazionale anticorruzione ucraino<\/strong> (<strong>NABU<\/strong>) e dalla <strong>Procura speciale anticorruzione<\/strong> (<strong>SAPO<\/strong>), le perquisizioni nei locali riconducibili a <strong>Yermak<\/strong> rientrano in una pi\u00f9 ampia operazione su presunti illeciti nella gestione degli appalti di <strong>Energoatom<\/strong>. Le autorit\u00e0 hanno puntualizzato che, allo stato, lo status di <strong>Yermak<\/strong> nell\u2019inchiesta non \u00e8 stato specificato. Lo stesso capo di gabinetto ha affermato di <strong>collaborare pienamente<\/strong>: gli investigatori \u201channo avuto pieno accesso\u201d e i suoi legali \u201cstanno interagendo con le forze dell\u2019ordine\u201d. \u00c8 un passaggio delicato, perch\u00e9 tocca l\u2019inner circle presidenziale, ma rientra in un dispositivo investigativo che, per ampiezza, \u00e8 considerato la pi\u00f9 vasta <strong>operazione anticorruzione<\/strong> degli ultimi anni di guerra.<\/p>\n<p>\u201cOperazione Midas\u201d: come funzionava la presunta tassa occulta<\/p>\n<p>Gli atti d\u2019indagine delineano uno schema che gli investigatori hanno battezzato <strong>\u201cOperazione Midas\u201d<\/strong>: un <strong>gruppo organizzato<\/strong> avrebbe \u201cmesso il cappello\u201d sugli approvvigionamenti della pi\u00f9 strategica tra le aziende statali, <strong>Energoatom<\/strong>, gestore del parco nucleare ucraino. L\u2019accusa chiave \u00e8 semplice, brutale e, se provata, devastante: <strong>gli appaltatori avrebbero dovuto pagare una percentuale tra il 10 e il 15%<\/strong> del valore dei contratti per lavorare senza intoppi o ottenere tempi di pagamento regolari. In caso contrario, il rischio era essere esclusi dalle gare o incappare in <strong>ritardi punitivi<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli investigatori sostengono che i proventi di questa \u201ctassa occulta\u201d sarebbero poi confluiti in un <strong>circuito di riciclaggio internazionale<\/strong>, un vero e proprio \u201c<strong>lavatore<\/strong>\u201d basato su una rete di societ\u00e0 non residenti, con una <strong>contabilit\u00e0 parallela<\/strong> rigorosa. Si parla di circa <strong>100 milioni di dollari<\/strong> transitati nel sistema, una cifra che per dimensioni e per il momento storico \u2014 il Paese subisce attacchi mirati all\u2019infrastruttura energetica \u2014 ha un impatto politico e sociale enorme. Non a caso <strong>NABU<\/strong> ha sottolineato un aspetto di principio: \u201c<strong>La gestione di un\u2019impresa strategica con un fatturato annuo superiore a 4 miliardi di euro<\/strong> non era di fatto esercitata da funzionari, ma da <strong>soggetti esterni<\/strong> privi di autorit\u00e0 formale\u201d. Se la ricostruzione fosse confermata, non si tratterebbe di storture marginali, bens\u00ec di una <strong>cattura privata<\/strong> di snodi decisivi delle forniture pubbliche.<\/p>\n<p>I nomi che ricorrono e gli snodi istituzionali<\/p>\n<p>Nella mappa degli indagati compaiono figure che gli inquirenti collegano tanto al <strong>Ministero dell\u2019Energia<\/strong> quanto a <strong>Energoatom<\/strong>. Tra i nomi citati da media e documenti d\u2019indagine figurano l\u2019ex consigliere ministeriale <strong>Ihor Myroniuk<\/strong> e <strong>Dmytro Basov<\/strong>, gi\u00e0 responsabile della sicurezza fisica di Energoatom: i due, secondo <strong>NABU<\/strong>, avrebbero esercitato un <strong>controllo di fatto sulle procedure di acquisto<\/strong>. Nell\u2019orbita dell\u2019inchiesta emerge anche il nome dell\u2019imprenditore <strong>Timur (Tymur) Mindich<\/strong>, descritto come figura apicale del presunto gruppo: a lui viene attribuita un\u2019influenza penetrante sulle scelte di personale, sulle <strong>gare<\/strong> e sui <strong>flussi finanziari<\/strong>. Diverse testate riferiscono che <strong>Mindich<\/strong> avrebbe lasciato l\u2019Ucraina prima delle perquisizioni a suo carico.<\/p>\n<p>Sul perimetro della politica, l\u2019operazione ha lambito altri protagonisti della vita pubblica: fonti ufficiali e giornalistiche hanno segnalato <strong>perquisizioni<\/strong> e <strong>notifiche di sospetto<\/strong> a carico di pi\u00f9 soggetti, tra cui un <strong>ex vicepremier<\/strong> e figure di vertice del settore energia. In <strong>totale<\/strong>, tra <strong>indagati<\/strong> e <strong>incriminati<\/strong>, gli atti parlano di <strong>almeno otto<\/strong> persone gi\u00e0 formalmente colpite da provvedimenti, con <strong>cinque<\/strong> misure restrittive nelle prime fasi. \u00c8 bene ricordare che vige la <strong>presunzione di innocenza<\/strong>: gli addebiti restano da provare in tribunale, e le posizioni potrebbero evolvere man mano che la <strong>SAPO<\/strong> chiude i diversi filoni.<\/p>\n<p>Le intercettazioni: codici, soprannomi, denaro in contanti<\/p>\n<p>Il materiale raccolto dagli investigatori \u2014 <strong>oltre 1.000 ore<\/strong> di audio, secondo <strong>NABU<\/strong> \u2014 compone un mosaico di conversazioni su <strong>aggiustamenti degli appalti<\/strong>, <strong>rotazioni<\/strong> di dirigenti, <strong>percentuali<\/strong> da riconoscere, strategie per gestire \u201cproblemi\u201d con i pagamenti. In alcune trascrizioni rese pubbliche si fa riferimento a <strong>soprannomi<\/strong> e <strong>nomi in codice<\/strong> (una prassi classica delle reti corruttive), a <strong>consegne di contanti<\/strong>, a una sorta di <strong>\u201ccassa\u201d<\/strong> con registri accurati. Questo spaccato, se confermato in sede processuale, aiuterebbe a spiegare la resilienza di certi meccanismi: la <strong>corruzione sistemica<\/strong> non vive di singoli episodi, ma di una <strong>rete<\/strong> con funzioni ridondanti, che prevede <strong>intermediari<\/strong>, <strong>facilitatori<\/strong>, <strong>garanti<\/strong>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Energoatom \u00e8 il cuore del problema<\/p>\n<p>In un Paese la cui rete elettrica \u00e8 ciclicamente presa di mira dai <strong>missili russi<\/strong>, <strong>Energoatom<\/strong> non \u00e8 solo un\u2019azienda: \u00e8 un <strong>nervo vitale<\/strong>. Le sue <strong>centrali nucleari<\/strong> coprono una quota cruciale della <strong>produzione elettrica<\/strong> e, in condizioni di emergenza, sostengono la <strong>resilienza del sistema<\/strong>. Ogni <strong>gara<\/strong>, ogni <strong>fornitura di componenti<\/strong>, ogni <strong>lavoro di fortificazione<\/strong> contro i bombardamenti ha effetti diretti sulla <strong>sicurezza energetica<\/strong> di <strong>milioni di cittadini<\/strong>. Ecco perch\u00e9 l\u2019accusa che la <strong>\u201ctassa occulta\u201d<\/strong> abbia inciso persino su interventi di <strong>protezione delle infrastrutture<\/strong> colpisce cos\u00ec duro: significa che, mentre la guerra impone priorit\u00e0 assolute, qualcuno avrebbe piegato il ciclo dei lavori \u2014 e dei pagamenti \u2014 a interessi privati.<\/p>\n<p>Le reazioni politiche: tra cooperazione e pressioni<\/p>\n<p>Sul piano politico, il governo ha tentato di muoversi su due binari. Da un lato, <strong>il presidente Zelensky<\/strong> ha sollecitato una cooperazione piena con i magistrati, ribadendo che i <strong>reati contro lo Stato<\/strong> e i <strong>beni pubblici<\/strong> non avranno sconti. Dall\u2019altro, l\u2019esecutivo ha annunciato un <strong>maxi audit<\/strong> su tutte le <strong>societ\u00e0 statali<\/strong> e <strong>azioni di pulizia<\/strong> nei consigli di amministrazione: mosse che segnalano la volont\u00e0 di disinnescare la critica, interna e internazionale, secondo cui le <strong>autorit\u00e0 anticorruzione<\/strong> sarebbero state in passato oggetto di <strong>interferenze<\/strong> e tentativi di ridimensionamento.<\/p>\n<p>Il caso, del resto, arriva mentre <strong>Kiev<\/strong>\u00a0insegue l\u2019<strong>integrazione europea<\/strong> e la <strong>partnership finanziaria<\/strong> con gli alleati: due obiettivi che passano dalla <strong>credibilit\u00e0<\/strong> del sistema di <strong>giustizia<\/strong> e dalla <strong>trasparenza<\/strong> degli appalti. La <strong>UE<\/strong> e i principali partner occidentali hanno ripetuto che <strong>riforme<\/strong> e <strong>risultati concreti<\/strong> nel contrasto alla corruzione restano <strong>condizioni decisive<\/strong> per l\u2019avanzamento del dossier ucraino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"All\u2019alba di una fredda mattina di Kiev, gli ascensori di un palazzo non lontano dal centro hanno depositato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":236553,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[134728,14,164,165,139794,126810,139793,7697,166,6323,7,15,6326,127465,170,11,167,12,168,4528,161,162,163],"class_list":{"0":"post-236552","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-andriy-yermak","9":"tag-cronaca","10":"tag-dal-mondo","11":"tag-dalmondo","12":"tag-dmytro-basov","13":"tag-energoatom","14":"tag-ihor-myroniuk","15":"tag-kyiv","16":"tag-mondo","17":"tag-nabu","18":"tag-news","19":"tag-notizie","20":"tag-sapo","21":"tag-timur-mindich","22":"tag-ucraina","23":"tag-ultime-notizie","24":"tag-ultime-notizie-di-mondo","25":"tag-ultimenotizie","26":"tag-ultimenotiziedimondo","27":"tag-volodymyr-zelensky","28":"tag-world","29":"tag-world-news","30":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115629034389949669","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/236552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=236552"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/236552\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/236553"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=236552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=236552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=236552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}