{"id":236801,"date":"2025-11-28T23:23:14","date_gmt":"2025-11-28T23:23:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/236801\/"},"modified":"2025-11-28T23:23:14","modified_gmt":"2025-11-28T23:23:14","slug":"condonare-il-debito-non-e-la-cura-giusta-per-gli-africani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/236801\/","title":{"rendered":"Condonare il debito non \u00e8 la cura giusta per gli africani"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                                                   &#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n\t\t\t\t&#13;<br \/>\n\t\t\t\t  &#13;<br \/>\n\t\t      \t<img decoding=\"async\" class=\"img-fluid w-100\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/meloni-ramaphosa-large.jpg\" alt=\"Giorgia Meloni con Cyril Ramaphosa (La Presse)\" title=\"Giorgia Meloni con Cyril Ramaphosa (La Presse)\"\/>&#13;<\/p>\n<p>Al G20 che si \u00e8 appena concluso in Sudafrica Giorgia Meloni ha preso la parola per confermare il programma di cooperazione bilaterale con 14 paesi africani, secondo le linee guida decise nell\u2019ambito del Piano Mattei, e per annunciare un piano di riduzione e riconversione dei debiti contratti con l\u2019Italia dai paesi africani pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>\u00abDeve essere chiaro a tutti<\/strong> \u2013 ha detto il nostro premier \u2013 che i partenariati sono reali solo quando sono paritari e generano benefici a tutti gli attori coinvolti.\u00a0Questa \u00e8 la filosofia che ha guidato l&#8217;Italia attraverso la lente del Piano Mattei per l&#8217;Africa. Un modo nuovo di guardare al continente africano, non come un problema ma come una opportunit\u00e0; non fare lezioni dall&#8217;alto verso il basso, ma con rispetto. Si tratta di un\u2019iniziativa che coinvolge gi\u00e0 14 Nazioni africane \u2013 numero che intendiamo aumentare ogni anno \u2013 e che pu\u00f2 contare su sinergie ben strutturate con l\u2019Unione Africana, le Nazioni Unite, le istituzioni finanziarie internazionali e l\u2019Unione Europea con il Global Gateway\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Non si pu\u00f2 che concordare le sue parole, anche se la \u201cfilosofia\u201d<\/strong> che guida il Piano Mattei non si pu\u00f2 definire nuova. La cooperazione internazionale allo sviluppo che tante risorse riversa sui paesi asiatici, africani e del centro e sud America da decenni \u00e8 nata proprio con questa missione, pi\u00f9 volte tradita, senz\u2019altro, ma mai rinnegata dai paesi donatori, o almeno da quelli occidentali.\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>\u00abLe priorit\u00e0 sulle quali investiamo sono condivise con le Nazioni africane,<\/strong> e sono reali \u2013 ha proseguito Giorgia Meloni \u2013 Salute, agricoltura, acqua, infrastrutture, e soprattutto formazione. Perch\u00e9 nulla si pu\u00f2 fare se non si valorizza il capitale umano. Come tutti sanno, penso che nessuno possa davvero pensare di aiutare il continente africano semplicemente accettando che centinaia di migliaia di giovani africani paghino i trafficanti per raggiungere l&#8217;Europa. Per questo, insieme alla Nigeria, e in partenariato con la Global Partnership for Education, abbiamo lanciato una campagna per raccogliere 5 miliardi di dollari e migliorare l\u2019istruzione di 750 milioni di bambini in diverse Nazioni\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>A questo proposito, invece, l\u2019enorme punto interrogativo<\/strong> \u00e8 l\u2019effettiva condivisione delle priorit\u00e0 da parte dei governi africani e in particolare di quelli gi\u00e0 coinvolti nel Piano Mattei e degli altri che lo saranno. Il primo dubbio deriva dal fatto che, se davvero queste fossero le priorit\u00e0, molti i paesi africani, se non tutti, sarebbero in grado di perseguirle senza bisogno di aiuti esterni. L\u2019Angola, ad esempio, dove il premier si \u00e8 recata\u00a0al termine del G20, \u00e8 stata inclusa nel Piano Mattei quest\u2019anno. Ha poco pi\u00f9 di 39 milioni di abitanti. Produce petrolio dal 1955 e in certi periodi ne ha esportato persino pi\u00f9 della Nigeria che \u00e8 il primo produttore africano. Isabel, la figlia del precedente capo di Stato, Jos\u00e8 Eduardo dos Santos che fu in carica dal 1979 al 2017, \u00e8 stata la prima donna africana a diventare miliardaria, la pi\u00f9 ricca fino all\u2019uscita di scena del padre che le aveva affidato la direzione della Sonangol, la compagnia petrolifera statale. Per molti anni l\u2019Angola ha registrato una crescita economica tra le pi\u00f9 rapide del mondo, spesso con una crescita del Pil a due cifre (il massimo storico fu nel 2007, 23,7%). Ma non c\u2019\u00e8 settore della vita economica e politica che non sia contaminato dalla corruzione.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Un altro dei paesi inseriti nel Piano Mattei quest\u2019anno \u00e8 il Tanzania<\/strong>. Il paese \u00e8 andato alle urne per eleggere il capo dello Stato il 29 ottobre. Il presidente uscente, Samia Suluhu Hassan, che si \u00e8 candidato, ha vinto con il 97,66%, una vittoria schiacciante. Ma l\u2019ha ottenuta sbarazzandosi degli avversari. Per oltre un anno le opposizioni sono state oggetto di una repressione brutale e sistematica: centinaia di dissidenti sono stati arrestati, rapiti, torturati, uccisi o sono scomparsi. Chadema, il principale partito di opposizione, \u00e8 stato addirittura messo al bando e il suo leader, Tundu Lissu, \u00e8 in carcere dallo scorso aprile. \u00c8 accusato di alto tradimento, un reato punibile con la morte. Il candidato presidenziale Luhaga Mpina, leader dell\u2019altro maggiore partito di opposizione, ACT-Wazalendo, \u00e8 stato escluso dalla Commissione Elettorale accampando motivi tecnici.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>La popolazione ha reagito<\/strong> organizzando il giorno del voto e in quelli successivi oceaniche manifestazioni di protesta nelle principali citt\u00e0. A nulla \u00e8 valso. Polizia ed esercito hanno sparato ad altezza d\u2019uomo. Si contano 800 morti, forse pi\u00f9 di mille. La situazione resta tesa tanto che la cerimonia di investitura del presidente Hassan si \u00e8 svolta in privato e non come di consueto in uno stadio e per la prima volta nella sua storia il paese non celebrer\u00e0 il giorno dell\u2019indipendenza il prossimo 9 dicembre.\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Un ulteriore dubbio sull\u2019effettiva condivisione delle priorit\u00e0 <\/strong>da parte dei governi africani, anzi sul modo stesso di intendere la cooperazione internazionale deriva dalle loro stesse richieste, espresse sia singolarmente sia come entit\u00e0 continentale. Con sempre maggiore insistenza rivendicano risarcimenti per trilioni di dollari per i danni che la tratta transatlantica degli schiavi e la colonizzazione europea hanno provocato e, cosi sostengono, tuttora causano all\u2019Africa e agli africani ovunque residenti, finanziamenti astronomici per i danni derivanti dal riscaldamento globale che affermano di subire ingiustamente perch\u00e9 antropico, causato dal modello di produzione e di vita occidentali, e cancellazione dei debiti, possibilmente totale se no almeno di quelli contratti con la Banca Mondiale e il Fondo monetario internazionale.\u00a0<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>\u00abL\u2019Africa orientale, di cui il Tanzania fa parte, \u00e8 gi\u00e0 teatro delle indicibili violenze<\/strong> e tragedie umane del Sudan. Uno Stato fallito \u00e8 sufficiente\u00bb. Cos\u00ec ha commentato la crisi tanzaniana la Mo Ibrahim Foudation, creata dal miliardario di origine sudanese Mo Ibrahim per promuovere buon governo e democrazia in Africa. Ma di Stati falliti in Africa ce ne altri, e sono troppi. L\u2019ultimo Indice della governance, un rapporto prodotto ogni due anni dalla fondazione, registra per la prima volta in dieci anni una generale riduzione della governance. Il rapporto denuncia persecuzione dei partiti di opposizione, manipolazione delle commissioni elettorali, uso della forza per mantenere e consolidare il potere. \u00abSenza pace, sicurezza e Stato di diritto \u2013 sostiene la fondazione \u2013 non si possono mettere a frutto le enormi risorse del continente e non si pu\u00f2 chiedere che pi\u00f9 capitali privati investano in Africa. Democrazia e buon governo sono le fondamenta sulle quali deve poggiare il progresso dell\u2019Africa, senza di che lo sviluppo \u00e8 destinato inevitabilmente a crollare sotto il peso della corruzione e della repressione\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Al G20 che si \u00e8 appena concluso in Sudafrica&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":236802,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-236801","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115629903519365491","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/236801","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=236801"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/236801\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/236802"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=236801"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=236801"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=236801"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}