{"id":237321,"date":"2025-11-29T09:16:24","date_gmt":"2025-11-29T09:16:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/237321\/"},"modified":"2025-11-29T09:16:24","modified_gmt":"2025-11-29T09:16:24","slug":"il-museo-abatellis-di-palermo-acquisisce-un-capolavoro-dello-starnina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/237321\/","title":{"rendered":"Il Museo Abatellis di Palermo acquisisce un capolavoro dello Starnina"},"content":{"rendered":"<p>Stava per lasciare la Sicilia e l\u2019antica collezione palermitana a cui apparteneva: una vasta raccolta di rango museale nota come \u201cChiaramonte Bordonaro\u201d, dal nome del Senatore che la avvi\u00f2 nell\u2019Ottocento. Si tratta di una tavola a tempera di 117 x 86 cm, databile intorno alla fine del Trecento, dipinta dal fiorentino <strong>Gherardo di Jacopo, detto lo Starnina<\/strong>, in origine identificato come \u201cIl Pittore del bimbo vispo\u201d e solo negli anni Settanta ricondotto a identit\u00e0 certa. Il tentativo era quello di <strong>condurre l\u2019opera oltreconfine per venderla a un gallerista straniero<\/strong>; ma essendo, come l\u2019intera collezione \u2013 oggi smembrata tra diversi eredi \u2013 regolarmente <strong>vincolata<\/strong>, per legge \u00e8 inamovibile senza il consenso della Soprintendenza e cedibile sono all\u2019interno del territorio nazionale.<br \/>Grazie all\u2019alacre lavoro delle Istituzioni <strong>\u00e8 stata cos\u00ec sventata l\u2019illecita transazione<\/strong>, che avrebbe fatto perdere le tracce del dipinto. Un successo prima dell\u2019Ufficio esportazione e dei tecnici della Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo (guidata da Selima Giuliano), i quali avevano riscontrato delle anomalie nei documenti, quindi del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Palermo, titolari dell\u2019indagine coordinata dalla Procura.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"625\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/gherardo-di-jacopo-detto-lo-starnina-trinita-particolare-fine-trecento-collezioni-galleria-regionale.jpeg\" alt=\"Il Museo Abatellis di Palermo acquisisce un capolavoro del Gotico internazionale. Sventato l\u2019espatrio illecito di uno Starnina\" class=\"wp-image-1197032\"  \/>Gherardo di Jacopo, detto Starnina \u2013 Trinit\u00e0 (partic.), fine Trecento \u2013 Collezioni Galleria regionale di Palazzo Abatellis, PalermoL\u2019approdo nelle collezioni del Museo Abatellis<\/p>\n<p>Oggi questo meraviglioso Thronus Gratiae (o Trinit\u00e0), salvato dallo spregiudicato piano dei proprietari, diventa un bene pubblico ed <strong>entra nelle collezioni della Galleria regionale di <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/?s=abatellis\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Palazzo Abatellis<\/a><\/strong>, diretta da <strong>Maddalena De Luca<\/strong>, a cui \u00e8 stato ufficialmente consegnato. Un\u2019acquisizione dal valore storico-artistico altissimo, che garantir\u00e0 la custodia e la valorizzazione del bene, restituito alla collettivit\u00e0.<br \/>Presentata con una lectio magistralis di <strong>Andrea De Marchi<\/strong>, ordinario di Storia dell\u2019Arte Medievale all\u2019Universit\u00e0 di Firenze, la tavola \u00e8 attualmente fruibile negli spazi del sottocoro del Museo, a pochi metri dal Trionfo della Morte che occupa l\u2019attigua ex cappella. Una collocazione temporanea, in attesa dell\u2019ingresso nella ricca Pinacoteca del piano nobile, che documenta \u2013 soprattutto con opere provenienti da chiese e conventi palermitani \u2013 <strong>l\u2019iter della pittura in Sicilia fino al Cinquecento<\/strong>. Il gioiello dello Starnina trover\u00e0 presumibilmente posto nella Sala VII\/VIIA, dove sono esposti altri dipinti su tavola di origine ligure e toscana, giunti sulla scorta dei fiorenti scambi commerciali allora intrattenuti con Palermo.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Le influenze iberiche nella ricerca di Starnina<\/p>\n<p>Concordi gli storici nel datare l\u2019opera intorno alla fine del Trecento, o comunque nel periodo trascorso dall\u2019autore in Spagna. Nato a Firenze nel 1354, lo Starnina si forma in citt\u00e0, come indicato dallo stesso <strong>Vasari<\/strong>, ma visti il talento e l\u2019intraprendenza <strong>arriv\u00f2 presto a varcare i confini italiani, chiamato alla corte di\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giovanni_I_di_Castiglia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>Giovanni I di Castiglia<\/strong><\/a> intorno al <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1380\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">1380<\/a>\u00a0(secondo altre fonti solo nel 1395). Lavora tra Toledo e Valencia certamente fino al luglio del 1401, mentre il rientro in Toscana \u00e8 documentato nel giugno del 1402, dove morir\u00e0 fra il 1409 e il 1413. Il gusto emergente, assorbito nel corso della sua importante esperienza all\u2019estero, si fonde con le caratteristiche della <strong>tradizione fiorentina<\/strong>, ovvero gli affondi spaziali nitidi, la solida costruzione plastica delle figure, la razionalit\u00e0 costruttiva tipicamente giottesca e la sobria dolcezza del disegno.<\/p>\n<p>Ne deriv\u00f2 una palpabile ambiguit\u00e0, i cui<strong> elementi di novit\u00e0 corrispondono all\u2019esprit fiammeggiante e allo sfarzo vivace<\/strong>, nonch\u00e9 ad alcune caratteristiche tecniche riconducibili alle tendenze iberiche: \u201cse le vicende collezionistiche, i volumi torniti e lo stesso supporto in pioppo \u2013 spiega il prof. <strong>Emanuele Zappasodi<\/strong> \u2013 suggeriscono una genesi italiana, i nervosismi calligrafici e la profilatura mistilinea della tavola sembrano piuttosto indicarne un\u2019origine spagnola, incoraggiata pure dal decoro floreale granito della lamina del fondo, un unicum nel catalogo di Starnina, gi\u00e0 diffuso fin dall\u2019aprirsi del Quattrocento nella penisola iberica, ma del tutto eccezionale in Toscana prima della comparsa sporadica nella maturit\u00e0 di Pirez e in Francesco d\u2019Antonio\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"797\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1764407783_821_gherardo-di-jacopo-detto-lo-starnina-trinita-particolare-fine-trecento-collezioni-galleria-regionale.jpeg\" alt=\"Il Museo Abatellis di Palermo acquisisce un capolavoro del Gotico internazionale. Sventato l\u2019espatrio illecito di uno Starnina\" class=\"wp-image-1197038\"  \/>Gherardo di Jacopo, detto lo Starnina \u2013 Trinit\u00e0 (partic,), fine Trecento \u2013 Collezioni Galleria regionale di Palazzo Abatellis, PalermoStarnina, maestro del Gotico internazionale<\/p>\n<p>E cos\u00ec, nelle cromie brillanti del soggetto sacro dell\u2019Abatellis, nella levigatezza dei panneggi, nelle fini incisioni che impreziosiscono la corona, il fondo aureo e il libro in primo piano, c\u2019\u00e8 gi\u00e0 lo spirito di un\u2019epoca scandita da trasformazioni sociali, economiche e culturali, mentre una nuova maniera di dipingere \u2013 e dunque di osservare e interpretare il reale \u2013 si andava imponendo. Ed ecco <strong>il crepitio, la sinuosit\u00e0, la grazia festosa delle figure<\/strong>; la minuzia dei dettagli tratteggiati in punta di pennello, perseguendo un naturalismo ricercato, al servizio di un mondo ideale e fiabesco; la ricercatezza dei fondi oro, la fantasia degli ornati, i bagliori e le tinte accese, sfumate o piatte; e ancora l\u2019eleganza della linea e l\u2019immediatezza cos\u00ec concreta delle espressioni.<br \/><strong>\u00c8 il Gotico internazionale, impostosi tra le corti d\u2019Europa<\/strong> dalla fine del Trecento e per tutta la prima met\u00e0 del Quattrocento, a incrociare le prime tendenze rinascimentali. L\u2019aristocrazia, la committenza religiosa e la nascente borghesia dei funzionari e dei banchieri foraggiavano intanto gli eccellenti pittori in viaggio tra l\u2019Italia, la Francia, la Spagna, i Paesi Bassi, la Boemia.<br \/>Starnina, a cui si devono capolavori come la Dormitio Virginis (1404-1408) del\u00a0Philadelphia Museum of Art o la Madonna dell\u2019Umilt\u00e0 (1404) degli Uffizi, \u00e8 annoverato <strong>tra i maggiori esponenti di questo vento nuovo e fecondo<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"708\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/starnina-madonna-dellumilta-1403-ca-uffizi-firenze-708x1024.jpg\" alt=\"Il Museo Abatellis di Palermo acquisisce un capolavoro del Gotico internazionale. Sventato l\u2019espatrio illecito di uno Starnina\" class=\"wp-image-1197030\"  \/>Gherardo di Jacopo, detto lo Starnina \u2013 Madonna dell\u2019umilt\u00e0, 1403 ca. \u2013 Uffizi, FirenzeDettagli preziosi per la tavola dell\u2019Abatellis<\/p>\n<p>La matrice iberica della sua Trinit\u00e0 \u00e8 alla base delle <strong>valutazioni sullo stile e la datazione del prof. De Marchi<\/strong>, che in occasione dell\u2019evento palermitano sottolinea alcune finezze, verificate al microscopio elettronico insieme alle restauratrici di Palazzo Abatellis: <strong>il sontuoso manto color indaco del Padre \u00e8 realizzato in lapislazzuli<\/strong>, e non in azzurrite, cos\u00ec come il sottotono dell\u2019incarnato dei biondi cherubini, le cui gote rivelano riflessi bluastri. E se il volto realistico del Cristo crocifisso, incorniciato da  riccioli scomposti, rivela una sofferenza che tramortisce e sfianca, pur senza stravolgere, le gocce di sangue sulla fronte e sul costato vengono restituite con pigmento di cinabro, reso ancor pi\u00f9 drammatico da <strong>tocchi in rilievo di ceralacca<\/strong>.<br \/>Un altro particolare evidenziato dallo studioso riguarda la struttura: lo spessore della tavola, dipinto in oro, indica chiaramente che i margini fossero a vista, mentre sono ancora visibili dei segni laterali, probabilmente occupati in origine da piccoli pilastri addossati. <strong>Da qui l\u2019idea che non si trattasse della porzione di un polittico all\u2019italiana<\/strong>, racchiuso dentro una cornice, ma di un <strong>retablo<\/strong>, pala d\u2019altare spagnola con bordi al vivo, guarnita da un\u2019architettura lignea a pilastrini addossata sul fronte.<\/p>\n<p>Lo stile elegante e internazionale che Starnina contribu\u00ec a diffondere in Toscana ispir\u00f2 autori come <strong>Lorenzo Monaco<\/strong> e <strong>Masolino da Panicale<\/strong>, maestri del Tardogotico che nello sfavillio metallico della tavolozza, nella luce densa e squillante dell\u2019oro, nell\u2019emotivit\u00e0 e nella gestualit\u00e0 progressivamente libera dei soggetti, trovarono una via decisiva, premessa per quella rivoluzione moderna incarnata dal fermento radicale del Rinascimento.<\/p>\n<p>Helga Marsala<\/p>\n<p>            Scopri anche<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Stava per lasciare la Sicilia e l\u2019antica collezione palermitana a cui apparteneva: una vasta raccolta di rango museale&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":237322,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-237321","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115632235630078442","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/237321","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=237321"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/237321\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/237322"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=237321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=237321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=237321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}