{"id":237567,"date":"2025-11-29T12:40:18","date_gmt":"2025-11-29T12:40:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/237567\/"},"modified":"2025-11-29T12:40:18","modified_gmt":"2025-11-29T12:40:18","slug":"fecondita-responsabile-i-rilievi-critici-di-una-caro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/237567\/","title":{"rendered":"Fecondit\u00e0 responsabile, i rilievi critici di Una caro"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                                                   &#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n\t\t\t\t&#13;<br \/>\n\t\t\t\t  &#13;<br \/>\n\t\t      \t<img decoding=\"async\" class=\"img-fluid w-100\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/incinta-large-0-large-large.jpg\" alt=\"\" title=\"\"\/>&#13;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lanuovabq.it\/it\/dallex-santuffizio-arriva-lelogio-della-monogamia\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Torniamo<\/a> sulla lunghissima Nota dottrinale <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_ddf_doc_20251125_una-caro_it.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Una caro<\/a> pubblicata dal Dicastero per la Dottrina della Fede e dedicata alla propriet\u00e0 matrimoniale dell\u2019unit\u00e0. Qualche breve considerazione per poi approfondire un punto particolare della Nota. Il contenuto \u00e8 sostanzialmente conforme alla dottrina cattolica, seppur l\u2019ultima sezione sia un poco confusa (probabilmente la mano che l\u2019ha scritta \u00e8 diversa dalle altre che hanno compilato le precedenti sezioni). In secondo luogo la stesura risente, ma non in modo particolarmente incisivo, di un approccio un po\u2019 orizzontale, esperienziale, tipico del cardinal Fern\u00e1ndez e tipico del suo maestro papa Francesco, il quale viene citato abbondantemente. Comunque, regnante Leone XIV, non siamo ai livelli di Amoris laetitia.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>I punti pi\u00f9 critici nella Nota ci paiono due<\/strong>. Il richiamo alla virt\u00f9 della carit\u00e0 nel matrimonio \u00e8 un poco debole perch\u00e9 non molto agganciato al piano trascendente. Secondo rilievo critico su cui ci intratteniamo pi\u00f9 diffusamente riguarda il tema della fecondit\u00e0 responsabile. Al numero 145 leggiamo: \u00abL\u2019unione sessuale [\u2026] deve naturalmente rimanere aperta alla comunicazione della vita, anche se ci\u00f2 non significa che questo debba essere uno scopo esplicito di ogni atto sessuale. In effetti, possono verificarsi tre situazioni legittime\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Prima di prendere in esame queste \u201ctre situazioni legittime\u201d<\/strong> in cui, secondo la Nota, si pu\u00f2 escludere il fine procreativo dall\u2019atto coniugale, ci interroghiamo sul significato un po\u2019 misterioso e dunque problematico della locuzione \u201cscopo esplicito\u201d. Non crediamo che la Nota faccia riferimento all\u2019esplicitazione verbale indicante la volont\u00e0 o la semplice possibilit\u00e0 di aver dei figli fatta dai coniugi prima dell\u2019atto coniugale o durante lo stesso. Una seconda ipotesi \u00e8 la seguente: lo scopo esplicito sta ad indicare la coscienza attuale da parte di ogni coniuge che quell\u2019atto che si sta compiendo pu\u00f2 essere fecondo. Il coniuge espliciterebbe a se stesso, tramite questa presa di coscienza, che l\u2019atto \u00e8 potenzialmente generativo. Dal punto di vista morale l\u2019atto rimane lecito anche se non c\u2019\u00e8 coscienza attuale, dato che basta la coscienza abituale (sapere che l\u2019atto coniugale nei periodi fertili pu\u00f2 essere fecondo). Sicuramente la coscienza attuale \u00e8 elemento perfettivo dell\u2019atto.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>La terza ipotesi<\/strong> forse era quella presente nelle intenzioni dell\u2019estensore di questo numero: il coniuge compie l\u2019atto perseguendo volutamente il fine procreativo. Questa terza accezione appare la pi\u00f9 probabile perch\u00e9, secondo la Nota, esisterebbero tre situazioni in cui il fine procreativo rimane pur sempre implicito nella natura dell\u2019atto coniugale, ma pu\u00f2 lecitamente non essere perseguito dai coniugi, dunque non \u201cesplicitato\u201d.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Vediamo ora quali sono queste tre situazioni<\/strong> <strong>in cui sarebbe lecito non voler soddisfare il fine procreativo<\/strong>. La prima: \u00abChe una coppia non possa avere figli\u00bb. In questo caso non solo \u00e8 lecito non voler perseguire la finalit\u00e0 procreativa, ma \u00e8 anche doveroso. Infatti sarebbe irragionevole \u2013 e ci\u00f2 che \u00e8 contro ragione \u00e8 contro morale \u2013 volere un fine impossibile da ottenere. Non solo quindi ad impossibilia nemo tenetur \u2013 nessuno \u00e8 obbligato a compiere azioni impossibili \u2013 ma nessuno pu\u00f2 lecitamente tentare di compiere azioni impossibili. Una nota a margine: anche in caso di sterilit\u00e0 assoluta, l\u2019atto coniugale rimane per sua natura fecondo, ossia essenzialmente fecondo, seppur sia accidentalmente infecondo a motivo di una patologia, dell\u2019et\u00e0, di un\u2019operazione subita, etc.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Passiamo alla seconda situazione<\/strong>: \u00abChe una coppia non cerchi un determinato atto sessuale consapevolmente come un mezzo di procreazione. Lo dice anche Wojty\u0142a, sostenendo che un atto coniugale, il quale \u201cessendo in s\u00e9 stesso un atto d\u2019amore che unisce due persone, pu\u00f2 non venir necessariamente considerato da esse come un mezzo cosciente e voluto di procreazione\u201d (K. Wojty\u0142a,\u00a0Amore e responsabilit\u00e0, Marietti, Genova-Milano 1980, p. 173 [corsivo nel testo])\u00bb. La situazione \u00e8 quindi quella di un atto coniugale fecondo compiuto non per cercare figli, ma solo per amore. Ora, se il coniuge (o i coniugi) non persegue con coscienza attuale il fine procreativo, ma comunque lo postula con coscienza abituale, l\u2019atto \u00e8 moralmente lecito, come abbiamo gi\u00e0 scritto. Quando invece lo escludesse in coscienza attuale per far posto al solo fine unitivo, ci\u00f2 sarebbe illecito, perch\u00e9 l\u2019esclusione sarebbe contraria alla natura di quell\u2019atto, ossia contraria alle potenzialit\u00e0 effettive, concrete di quell\u2019atto che \u00e8 aperto alla vita. Rimarrebbe illecito anche se questa intenzione cristallizzata nel foro interno non si concretasse in atti conseguenti di tipo contraccettivo (in questo secondo caso la gravit\u00e0 morale dell\u2019atto sarebbe di molto accentuata). Ma, aspetto centrale, se la Nota oggi ritiene lecita l\u2019esclusione del fine procreativo, seppur solo pensata e non attuata tramite contraccezione, domani il Dicastero per la Dottrina della Fede potrebbe logicamente ritenerla lecita non solo sul piano delle intenzioni, ma anche sul piano pratico-contraccettivo.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Inoltre, nel caso di esclusione in coscienza del fine procreativo<\/strong> in uno specifico atto potenzialmente fecondo, non solo si intaccherebbe la natura dell\u2019atto nella sua dimensione procreativa, ma anche la si intaccherebbe nella sua dimensione unitiva, quella stessa che invece si vorrebbe ricercare in modo esclusivo. Infatti tale ultima dimensione deriva dall\u2019amore per il coniuge e l\u2019amore \u00e8 donazione totale. La totalit\u00e0 investe anche le facolt\u00e0 generative: dono tutto me stesso a te e quindi anche le mie facolt\u00e0 generative. Escludendo queste ultime, anche solo a livello di intenzioni, non c\u2019\u00e8 donazione totale, ma parziale, e di conseguenza non si pu\u00f2 parlare di autentico amore (cfr. Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, 32).<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Veniamo alla terza situazione<\/strong> in cui sarebbe lecito non perseguire il fine procreativo nell\u2019atto coniugale: \u00abChe una coppia rispetti i tempi naturali di infertilit\u00e0. Seguendo questa linea di riflessione, come afferma San Paolo VI, \u201cla Chiesa insegna essere allora lecito tener conto dei ritmi naturali immanenti alle funzioni generative per l\u2019uso del matrimonio nei soli periodi infecondi\u201d (Humanae vitae, 16). Ci\u00f2 pu\u00f2 servire non solo a \u201cregolare la natalit\u00e0\u201d, ma anche a scegliere i momenti pi\u00f9 opportuni per accogliere una nuova vita\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Il matrimonio deve \u2013 \u00e8 un obbligo morale \u2013 essere aperto alla fecondit\u00e0<\/strong>. Quando \u00e8 lecito astenersi dal perseguire tale finalit\u00e0? Ce lo spiega sempre Paolo VI nel <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_25071968_humanae-vitae.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">passaggio immediatamente antecedente<\/a> a quello gi\u00e0 citato: \u00abSe dunque per distanziare le nascite esistono seri motivi, derivanti dalle condizioni fisiche o psicologiche dei coniugi, o da circostanze esteriori, la Chiesa insegna essere allora lecito tener conto dei ritmi naturali immanenti alle funzioni generative per l\u2019uso del matrimonio nei soli periodi infecondi e cos\u00ec regolare la natalit\u00e0 senza offendere minimamente i principi morali che abbiamo ora ricordato\u00bb. Il figlio \u00e8 un bene incommensurabile. Per rinunciare a tale bene il motivo deve essere proporzionato alla preziosit\u00e0 del bene in gioco e quindi deve essere particolarmente grave e serio, nel rispetto del principio di proporzione, il quale predica che a volte \u00e8 bene astenersi dal compiere un bene (avere un figlio) per un bene equipollente o maggiore (una gravidanza potrebbe essere letale per la moglie). In tale prospettiva altre motivazioni non sono sufficienti per legittimare l\u2019esclusione temporanea o definitiva del fine procreativo. Dunque \u00e8 da cassare la seguente motivazione indicata dalla Nota per evitare di avere dei figli, ossia \u00abscegliere i momenti pi\u00f9 opportuni per accogliere una nuova vita\u00bb, citata in aggiunta alle motivazioni indicate da Paolo VI e dunque di natura diversa da queste. La mera opportunit\u00e0 non \u00e8 un motivo serio.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><strong>Le modalit\u00e0 <\/strong>per non perseguire la finalit\u00e0 generativa devono essere, inutile dirlo, moralmente lecite: no quindi a metodiche anticoncezionali. Il ricorso ai periodi infertili \u00e8 moralmente lecito perch\u00e9, come accennato, si rispetta la potenzialit\u00e0 effettiva dell\u2019atto, cio\u00e8 non si contraddice una finalit\u00e0 procreativa che \u00e8 assente in quello specifico atto. Quando le motivazioni gravi che obbligano a non cercare un figlio sono venute meno, \u00e8 dovere dei coniugi tornare ad essere aperti alla vita. Ecco perch\u00e9 Paolo VI usa l\u2019espressione \u00abdistanziare le nascite\u00bb. Ci\u00f2 detto, il motivo serio pu\u00f2 perdurare nel tempo e quindi potremo avere una sospensione (temporanea) dell\u2019apertura alla vita o una sua interruzione (definitiva) quando i motivi seri e gravi persisteranno per tutta la vita.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Torniamo sulla lunghissima Nota dottrinale Una caro pubblicata dal&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":237568,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-237567","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115633037545822067","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/237567","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=237567"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/237567\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/237568"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=237567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=237567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=237567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}