{"id":237692,"date":"2025-11-29T14:39:14","date_gmt":"2025-11-29T14:39:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/237692\/"},"modified":"2025-11-29T14:39:14","modified_gmt":"2025-11-29T14:39:14","slug":"mauro-vegni-si-congeda-da-direttore-del-giro-ditalia-penso-di-aver-dato-molto-al-ciclismo-e-non-mi-aggrappo-al-potere-i-corridori-non-hanno-piu-rispetto-come-una-volta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/237692\/","title":{"rendered":"Mauro Vegni si congeda da direttore del Giro d\u2019Italia: \u201cPenso di aver dato molto al ciclismo e non mi aggrappo al potere. I corridori non hanno pi\u00f9 rispetto come una volta\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/altro\/scopri-lapp-ufficiale-di-spaziociclismo\/\" title=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1758060682_662_Banner-App-SpazioCiclismo.png\" alt=\"\" width=\"728\" height=\"91\"\/><br \/>\n\t\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p><b>Mauro Vegni<\/b> traccia un bilancio della lunga carriera da direttore del <b>Giro d\u2019Italia<\/b>, che volge al termine. Il 66enne nativo di Cetona si congeder\u00e0 con la <a href=\"https:\/\/cyclingpro.net\/spaziociclismo\/giro-2026\/giro-ditalia-2025-confermata-la-presentazione-ufficiale-il-1-dicembre-a-roma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">presentazione del percorso 2026 della Corsa Rosa, in programma luned\u00ec 1 dicembre a Roma<\/a>, ultima edizione da lui supervisionata. Il suo ruolo in RCS Sport terminer\u00e0 il prossimo febbraio, dopo quasi trent\u2019anni nell\u2019azienda, di cui \u00e8 diventato il volto simbolo a livello di organizzazione delle corse. Vegni spiega che era giunto il momento di lasciare la guida e concedersi la meritata pensione, per passare pi\u00f9 tempo insieme ai suoi cari. Al momento non sembra che il suo ruolo verr\u00e0 sostituito da una figura analoga, ma piuttosto da una struttura articolata con responsabilit\u00e0 suddivise tra i membri pi\u00f9 importanti del suo attuale staff.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u201c<b>Penso di aver dato molto al Giro d\u2019Italia e al ciclismo, ma ho anche ricevuto molto<\/b> \u2013 le parole di Vegni a <a href=\"https:\/\/www.cyclingnews.com\/pro-cycling\/races\/i-gave-my-life-to-the-giro-race-director-mauro-vegni-to-retire-soon-after-presenting-2026-route\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Cyclingnews<\/a> \u2013 Lascer\u00f2 RCS Sport e il ciclismo senza veri rimpianti, consapevole di aver sempre cercato di fare il meglio per il bene del ciclismo. Tutti hanno visto ci\u00f2 che ho fatto; alcuni diranno che ho lavorato bene, altri diranno che non l\u2019ho fatto. Ma io so cosa ho fatto e non mi interessa cosa pensano gli altri. Sono stato direttore del Giro e l\u2019ho fatto con tutto il cuore. Ho dedicato la mia vita al Giro, questo dice tutto.\u201d<\/p>\n<p>Dopo aver iniziato al fianco di Franco Mealli, creatore della Tirreno-Adriatico, Vegni ha avuto un ruolo centrale nell\u2019organizzazione dei Mondiali 1994, entrando poi in RCS quando la compagnia milanese ha comprato la Corsa dei Due Mari e le altre corse di propriet\u00e0. Diventato direttore del Giro nel 2012, succedendo a Michele Aquarone, nel corso degli anni \u00e8 diventato una figura autorevole non solo per la Corsa Rosa, ma pi\u00f9 in generale del ciclismo italiano, ricordando a molti la leggendaria figura di Vincenzo Torriani, organizzatore del Giro dal 1948 al 1993. Una figura da lui stesso citata, con la speranza anche di lasciare una simile eredit\u00e0: \u201cSono stato direttore del Giro per 14 anni, ma ho avuto un ruolo chiave in un totale di 31 edizioni della corsa e di altre gare italiane. A parte Torriani, che era una leggenda dello sport, credo di essere quello che ha lavorato pi\u00f9 a lungo per RCS e che ha gestito pi\u00f9 edizioni del Giro\u201d.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 dunque giunto il momento di lasciare il suo incarico, pronto a farsi da parte senza interferire e restare in primo piano: \u201c<b>Odierei essere visto come qualcuno che si aggrappa al potere<\/b>. Sar\u00f2 felice se il mio staff riuscir\u00e0 a fare ancora meglio di me, \u00e8 questo il mio grande auspicio mentre lascio questo sport\u201d.<\/p>\n<p>La sua lunga esperienza ha permesso a Vegni di vedere tante diverse ere storiche del ciclismo e quella attuale avrebbe diverse problematiche, soprattutto per la mancanza di leadership e di responsabilit\u00e0 per la sicurezza: \u201c<b>I corridori non si rispettano pi\u00f9 tra loro e non rispettano nemmeno le corse come una volta<\/b>. Oggi \u00e8 \u2018Mors tua, vita mea\u2019, un mondo spietato, con corridori che lottano per ogni posizione e per ogni punto UCI. Un tempo esisteva lo \u2018sceriffo\u2019 o patron del gruppo, come Francesco Moser, Bernhard Hinault o anche Vincenzo Nibali. Ora i corridori hanno paura di esporsi e non segnalano nemmeno pi\u00f9 le buche in strada. <b>La sicurezza \u00e8 un enorme problema<\/b>, soprattutto con le velocit\u00e0 pi\u00f9 elevate e l\u2019aumento degli ostacoli stradali. La velocit\u00e0 media dei Grandi Giri \u00e8 passata da circa 38 km\/h a 44 km\/h. Tocca ai corridori proteggersi a vicenda, non possono solo lamentarsi e dare la colpa agli altri\u201d.<\/p>\n<p>Altro aspetto su cui bisognerebbe riflettere, secondo Vegni, \u00e8 quello riguardante la visione del Giro da parte degli addetti ai lavori rispetto al Tour de France, che viene spesso maggiormente protetto: \u201c<b>Tutti hanno paura di criticare il Tour perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante, ma sembra che a tutti piaccia attaccare il Giro<\/b>. Non l\u2019ho mai sopportato\u201d. Ci\u00f2 che invece accomuna tutti gli organizzatori \u00e8 la necessit\u00e0 di trovare risorse economiche, che diventano sempre pi\u00f9 cruciali per poter mantenere vivo l\u2019interesse in questo sport: \u201c<b>Il ciclismo merita di essere uno sport molto pi\u00f9 ricco<\/b>, ma la coperta \u00e8 sempre troppo corta. Se la tiriamo da una parte per dare pi\u00f9 soldi a corridori e squadre, allora qualcun altro ne soffrir\u00e0, inclusi gli organizzatori e i tifosi. Dobbiamo generare pi\u00f9 risorse per tutti\u201d.<\/p>\n<p>Ripercorrendo i tanti anni alla guida del Giro, Vegni sottolinea come ci sia sempre stata la volont\u00e0 di portare innovazione nel percorso: \u201c\u00c8 difficile sapere da dove cominciare. Direi che <b>sono particolarmente orgoglioso di alcune delle speciali Grandi Partenze<\/b> che siamo riusciti a organizzare, come a Belfast, in Israele e anche in Sardegna. Affrontare le salite iconiche \u00e8 sempre speciale, come lo \u00e8 vedere il Giro transitare nel centro di una grande citt\u00e0 come Napoli o Roma. Non abbiamo mai avuto paura di innovare, e cos\u00ec il Giro ha scalato la strada sterrata del Colle delle Finestre, abbiamo creato la Strade Bianche e inserito tratti di sterrato nel Giro. A volte ci assumiamo dei rischi e a volte le idee non funzionano, ma ne vale sempre la pena quando aggiungiamo qualcosa di nuovo al Giro.\u201d<\/p>\n<p>Nella memoria di molti tifosi restano anche gli scontri istituzionali tra Vegni, come responsabile degli organizzatori, e i portavoce dell\u2019associazione dei corridori, in particolare <strong>Adam Hansen<\/strong>. Tuttavia la prospettiva si ribalta, quando i ciclisti passano dalla strada agli uffici e si rendono conto di come sia difficile gestire una corsa: \u201cPurtroppo, tutti danno la colpa al direttore e agli organizzatori quando qualcosa va storto in corsa. I tifosi ce l\u2019hanno con noi, i corridori prendono sempre di mira noi, e i media ci criticano, ma pochi comprendono davvero cosa facciamo e quanto sia complesso e impegnativo organizzare una grande corsa. Quando i corridori vengono a lavorare per RCS dopo il ritiro, rimangono sempre scioccati dalla mole di lavoro e da <b>quanto sia complicato organizzare grandi eventi, soprattutto in Italia, con tutta la burocrazia e la politica<\/b>\u201c.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mauro Vegni traccia un bilancio della lunga carriera da direttore del Giro d\u2019Italia, che volge al termine. 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