{"id":238592,"date":"2025-11-30T06:29:13","date_gmt":"2025-11-30T06:29:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/238592\/"},"modified":"2025-11-30T06:29:13","modified_gmt":"2025-11-30T06:29:13","slug":"bucciantini-a-vn-non-ricordo-niente-di-simile-a-questa-fiorentina-dzeko-tifosi-vi-dico-la-mia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/238592\/","title":{"rendered":"Bucciantini a VN: \u201cNon ricordo niente di simile a questa Fiorentina. Dzeko-tifosi, vi dico la mia\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Lunga chiacchierata con Marco Bucciantini: &#8220;Le parole di Dzeko vanno ascoltate, anche se non condivise. Perch\u00e8 non le ha dette un dirigente? E&#8217; il momento di cambiare modulo&#8221;<\/p>\n<p>Con <strong>Marco Bucciantini<\/strong>, autorevole opinionista di Sky Sport e amico di Violanews, abbiamo fatto una chiacchierata profonda. Andando, forse, anche oltre ai (tristi) temi di campo che riguardano la Fiorentina. E ripartendo dalla sconfitta contro l&#8217;AEK e dal post partita, che ha scatenato un dibattito, a tratti feroce. Questo \u00e8 quello che ci ha detto.<\/p>\n<p>Ciao Marco, come giudichi le parole di Dzeko?\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;La cosa pi\u00f9 stupida (perch\u00e9 improduttiva) \u00e8 ridurre la questione al torto e la ragione. Dzeko non ha tolto neanche un grammo alla responsabilit\u00e0 dei giocatori (\u201cfacciamo cagare\u201d, ripetuto due volte. \u201cNon riusciamo a fare due passaggi di fila\u201d). E non ha accusato i tifosi per i problemi della squadra. Chi oggi gli attribuisce questa intenzione \u00e8 ipocrita. In sostanza,<strong> ha chiesto aiuto: non vi meritiamo ma sosteneteci<\/strong> perch\u00e9 fra le paure che ci bloccano c\u2019\u00e8 anche quella di sentire i vostri fischi. Questo il messaggio: ha chiesto perdono, nel modo pi\u00f9 sentimentale: ho sbagliato, lo so, ma accettami ancora, semmai contestami alla fine. E in fondo ha espresso una sua opinione (e &#8211; viene da credere &#8211; anche di altri giocatori). La stessa libert\u00e0 di espressione che rivendica chi contesta va lasciata anche a chi esprime una sua richiesta, soprattutto con quei toni e con quelle premesse. Questa \u00e8 civilt\u00e0. Diverso \u00e8 <strong>il discorso sull\u2019opportunit\u00e0: io non lo avrei fatto<\/strong> perch\u00e9 in questo momento qualsiasi \u201cchiamata in causa\u201d suona come una chiamata alla correit\u00e0 delle colpe, e dunque a discolpa delle proprie. E allora &#8211; e soprattutto conoscendo il mondo del calcio, come Dzeko ha ricordato rivendicando la sua esperienza &#8211; \u00e8 un momento dove questo \u201cdialogo\u201d, questo ascolto reciproco non pu\u00f2 funzionare come idealmente dovrebbe. Dove il popolo chiede anzitutto e soprattutto un moto di valore dai suoi beniamini, che segue, che sostiene, che fa sacrifici per andare a vedere, ovunque. E qualsiasi altra \u201cdeviazione\u201d non pu\u00f2 creare niente di virtuoso, e semmai contribuisce a questa distanza, la dilata. Per\u00f2 (sempre con atteggiamento laico e non tifoso, e non ferito) come fai a poter dire: non era questo il momento, se \u00e8 proprio questo momento ad aver fratturato squadra e tifosi? Dunque, alla fine, sono <strong>parole che vanno ascoltate, anche se non condivise<\/strong>. E anche queste servono, perch\u00e9 raccontano qualcosa della squadra, delle debolezze e delle paure di un gruppo intero. Altra considerazione: se l\u2019intenzione del gruppo, della Fiorentina era far passare questo appello verso i tifosi, <strong>poteva andare un dirigente<\/strong> a rappresentare tutti. Perch\u00e9 comunque \u00e8 una richiesta difficile da presentare e alla passione delusa e umiliata di un popolo pu\u00f2 arrivare come un affronto, e lasciarla a un giocatore che poi dovr\u00e0 tornare in campo, magari segnare anche qualche gol, e comunque esporsi a quella tifoseria, pu\u00f2 anche inasprire il rapporto, aumentare il disagio. Un dirigente non dovr\u00e0 fare quel passaggio in avanti, anche di tre metri, che oggi sembra una chimera&#8221;.<\/p>\n<p>Alla fine chi rischia di rimetterci pi\u00f9 di tutti sono proprio i tifosi, sei d&#8217;accordo?\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Per me i tifosi restano l\u2019unica cosa indelebile di questo sport. L\u2019ho detto spesso: l\u2019investimento a fondo perduto della propria vita, dei propri sentimenti. Va oltre ai soldi che usi per far crescere un figlio, perch\u00e9 sai che puoi determinare il suo futuro e la tua soddisfazione. <strong>Per una squadra spendi e non intervieni<\/strong>: semplicemente e puramente cerchi un posto alla tua passione, e lo cerchi fra altri, creando un senso di cittadinanza. E quei soldi sono gli unici a non tornare indietro. Tutti gli altri, a parte i presidenti poco accorti, dal calcio prendono. Il tifoso d\u00e0. \u00c8 \u201cl\u2019irrobustimento\u201d dell\u2019articolo 21 &#8211; quello sulla manifestazione del pensiero &#8211; che in un certo senso libera anche il diritto di contestare, cosa che per me non attiene al diritto (neanche del biglietto comprato, che ti dice solo dove devi stare seduto) ma rientra in una sfera di educazione individuale e associata, e spesso l\u2019educazione (o la maleducazione) collettiva sovrastano l\u2019individualit\u00e0. Dentro le forme non violente (e neanche minacciose) <strong>la contestazione va accettata. E bisogna accettarne anche le conseguenze<\/strong> &#8211; come quando si sfianca di critiche e dubbi il lavoro di <strong>un allenatore come Italiano<\/strong>, che nel lavoro di allenare d\u00e0 tutto se stesso, trasferendo ai giocatori mentalit\u00e0 e cultura, o come quando si contesta apertamente e anche con striscioni <strong>un allenatore che porta la Fiorentina a 65 punti<\/strong>. La libert\u00e0 di manifestare il pensiero non pu\u00f2 essere solo propria, e non pu\u00f2 essere sempre innocente: l\u2019importante \u00e8 che sia onesta, sincera, ma che anche questo non sottrae dalle responsabilit\u00e0. Vale per tutti. E lasciami dire, Simone: il tifo \u00e8 enorme quando spinge, quando gonfia, quando crede oltre la realt\u00e0. Allora trova una ragione potente, trascinante, indelebile, appunto. Sono stato allo stadio moltissime volte, prima di frequentare la tribuna stampa, sono stato anche in curva, circa 30 anni fa. La fusione con la squadra creava un\u2019impressione d\u2019imbattibilit\u00e0. Poi la squadra magari perdeva, ma non c\u2019era distinzione fra il campo e la gradinata. Neanche negli anni pi\u00f9 difficili. Non \u00e8 un problema del Franchi, \u00e8 un sentimento, un\u2019esigenza, una frammentazione pi\u00f9 moderna, ma qualcosa di questo rapporto si \u00e8 perso, una specie di secolarizzazione del calcio come fondamento o almeno sostegno di una comunit\u00e0. Il calcio \u00e8 quasi ormai \u201cun mondo a parte\u201d, si \u00e8 allontanato per eccesso: di soldi, soprattutto. Di affari oscuri. Distanze anche di atteggiamenti, il calciatore \u00e8 inarrivabile, finch\u00e9 \u00e8 attivo. Fa le vacanze in panfilo e cena nelle sale private. Un tempo lo trovavi al ristorante o sotto l\u2019ombrellone in Versilia. Questo \u00e8 un discorso serio, anche<strong> i calciatori non possono cercare un dialogo con un popolo dal quale si sono allontanati<\/strong>. E noi addetti ai lavori come abbiamo raccontato questa \u201csecolarizzazione\u201d? Attenti a non far incazzare nessuno, e se possibile a fare marchette. Come vedi, non condanno (non sono moralista) ma non assolvo nessuno: perch\u00e9 vorrei non essere ipocrita. Nella specificit\u00e0 del popolo viola, esser costretti in mezzo stadio, avere per sfondo una gru, una data di fine pena sconosciuta, prendere l\u2019acqua in testa quando piove\u2026insomma, \u00e8 oltre a essere arrivati a dicembre ultimi in classifica: \u00e8 misurarsi con<strong> la disintegrazione di un\u2019appartenenza<\/strong>: sentono di esserci solo loro. Al solito: ci vorrebbe (certo che ci vorrebbe) un messaggio forte della propriet\u00e0, in qualsiasi verso. Ci vorrebbe una data per lo stadio, e un\u2019idea per come rendere il Centenario qualcosa di festoso. Ci vorrebbe questo tipo di dialogo con quella gente, alla fine ci ha \u201cparlato\u201d solo Dzeko, in un modo che (in tutto quello che abbiamo detto) \u00e8 arrivato insolente e inopportuno&#8221;.<\/p>\n<p>Bella riflessione e, direi, amara realt\u00e0. Ti riporto per\u00f2 alla classifica: come ci si pu\u00f2 salvare?\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019ambiente Fiorentina ha bisogno di ricomporsi e questo pu\u00f2 succedere solo se la squadra trova valori per esprimersi, per lottare. La paura ha paralizzato qualsiasi tentativo sia tecnico che morale. <strong>Non ricordo un caso cos\u00ec clamoroso di un rendimento tanto distante dalle possibilit\u00e0<\/strong>, infatti questa \u00e8 ancora la speranza di tutti: possono solo fare meglio. Ma non sta succedendo. E la Fiorentina \u00e8 retrocessa perfino con i campioni in campo, nel 1992-93. Non c\u2019\u00e8 dunque automatismo, e non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 margine: <strong>ci sono 8 partite almeno da vincere (per quota 34\/35 punti)<\/strong> e 9 partite per essere sicuri anche se negli ultimi anni la quota salvezza si \u00e8 abbassata. In pratica, la Fiorentina deve vincere una partita su tre: non c\u2019\u00e8 niente da scartare anche se le sfide contro le migliori ci hanno recentemente dimostrato che pur lottando meglio che in altre partite non portano vittorie. La squadra pu\u00f2 farlo, ma non per inerzia, per nome, perch\u00e9 \u00e8 scontato fare meglio di cos\u00ec: pu\u00f2 farlo solo mettendo insieme 2\/3 partite riuscite, trovando un suo modo di esistere, un gruppo pi\u00f9 titolare, un modo di stare in campo che protegga la difesa ma non deprima l\u2019attacco, un equilibrio che per ora non si \u00e8 visto neanche nei raggruppamenti difensivi. Ogni tanto un passo avanti (il pi\u00f9 promettente proprio nel secondo tempo contro la Juve) e la partita dopo un passo indietro, daccapo: il gioved\u00ec contro l\u2019Aek ha mortificato le speranze della domenica prima. Tornare indietro non significa solo ricominciare: significa farlo con il gravame del fallimento. Una spirale viziosa che alimenta dubbi e genera paralisi. Solo la continuit\u00e0, solo un po\u2019 di passi avanti costruiranno un senso, e poi una squadra, e poi magari una buona squadra e infine una classifica decorosa. Per questo Vanoli insiste: la strada \u00e8 lunga. <strong>Vanoli mi sembra perfettamente calato nelle necessit\u00e0<\/strong>. Il suo linguaggio \u00e8 realista, acconcio. Sta cercando di mettere forza nei muscoli e sta parlando alla testa dei giocatori per trasferire energie positive: certo, la realt\u00e0 deprime, ma la realt\u00e0 non ha nessun obbligo di essere diversa da quella che \u00e8. Gli uomini hanno il dovere di cambiarla, superando i vincoli mentali e tecnici che impediscono di farlo. Credo che Vanoli davvero stia parlando agli uomini prima ancora che ai calciatori&#8221;.<\/p>\n<p>Ecco Vanoli: fossi in lui, non cambieresti modulo?\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;In campo cambierei la geometria della squadra. Non sono affatto sicuro che la difesa a 4 (e magari un 4-3-2-1) porti vantaggi. Non lo so, non l\u2019abbiamo visto anche se la prima mezz\u2019ora contro il Como, con il 4-4-2, fu per qualit\u00e0 la migliore giocata dalla Fiorentina: ma appena diminu\u00ec l\u2019intensit\u00e0 si spalanc\u00f2 il campo al palleggio, al calcio erudito di Fabregas. Bologna e Como sono adesso le migliori squadre della serie A. Per mentalit\u00e0, identit\u00e0, qualit\u00e0 del pensiero, sempre propositivo, pi\u00f9 aggressivo Italiano, pi\u00f9 egemone tecnicamente Fabregas, ma sono talmente \u201carrivati\u201d ai giocatori, li hanno allenati cos\u00ec bene che Como e Bologna sono anche la seconda e le terza difesa del Campionato, nonostante una vocazione d\u2019attacco: si chiama equilibrio. Torniamo alla Fiorentina \u201cdiversa\u201d: non so se un altro modulo favorirebbe i giocatori, so per\u00f2 che<strong> la novit\u00e0 pu\u00f2 creare curiosit\u00e0, pu\u00f2 rinfrescare una stanza <\/strong><strong>chiusa<\/strong> (oggi la Fiorentina \u00e8 una stanza senza finestre). Muovere una partecipazione \u201cnuova\u201d a un progetto diverso pu\u00f2 liberare qualche energia repressa. E poi: abbiamo queste qualit\u00e0 e leadership in difesa per giocare sempre con tre centrali? L&#8217;unico un po&#8217; sacrificato sarebbe Gosens a fare il terzino puro, ma il suo coraggio e la sua personalit\u00e0 resterebbero risorse preziose. Se per coprire fisicamente il campo siamo \u201ccostretti\u201d ai tre centrocampisti (lo disse Galloppa nel breve interregno, ma credo sia proprio cos\u00ec), allora poi proverei due giocatori fra il reparto di mezzo e Kean. Gudmundsson e un altro a scelta, se pi\u00f9 tecnico o pi\u00f9 guastatore. Non voglio fare il tecnico, ma <strong>sento esigenza di una novit\u00e0 forte che liberi speranze nuove<\/strong>, perch\u00e9 le vecchie sono marcite in quella stanza senz\u2019aria&#8221;.<\/p>\n<p>Domani a Bergamo si preannuncia durissima&#8230;\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019Atalanta ha pi\u00f9 certezze. Ha pi\u00f9 forza, ha pi\u00f9 attaccanti. Palladino risalir\u00e0 la classifica. Ma la Fiorentina ha urgenza di essere: al di l\u00e0 del risultato, speriamo a Bergamo \u201csia\u201d qualcosa. Poi, da Reggio Emilia, dovr\u00e0 cominciare a vincere. La salvezza \u00e8 tutta da guadagnare e interesser\u00e0 la squadra fino all\u2019ultimo minuto&#8221;.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lunga chiacchierata con Marco Bucciantini: &#8220;Le parole di Dzeko vanno ascoltate, anche se non condivise. 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