{"id":238596,"date":"2025-11-30T06:31:14","date_gmt":"2025-11-30T06:31:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/238596\/"},"modified":"2025-11-30T06:31:14","modified_gmt":"2025-11-30T06:31:14","slug":"cera-una-volta-agli-uffizi-la-mostra-sullarte-ceroplastica-tra-cinquecento-e-seicento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/238596\/","title":{"rendered":"\u201cCera una volta\u201d: agli Uffizi la mostra sull\u2019arte ceroplastica tra Cinquecento e Seicento"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cera una volta<\/strong>. E l\u2019errore grammaticale non c\u2019\u00e8. Si gioca con le parole, agli <strong>Uffizi<\/strong>, per presentare la mostra dedicata a una curiosa produzione, nient\u2019affatto di nicchia a cavallo tra Cinquecento e Seicento. Quasi cento opere riunite nelle nuove sale espositive dell\u2019Ala di Ponente, al pian terreno del complesso museale fiorentino, che raccontano la fortuna dell\u2019arte ceroplastica presso i collezionisti dell\u2019epoca, riallacciando i fili di un gusto diffuso ma difficile da circoscrivere per la natura stessa delle immagini in cera, in gran parte scomparse a causa della deperibilit\u00e0 del materiale in cui erano modellate.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"840\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/4-dal-friso-leda-e-cigno-840x1024.jpg\" alt=\"Alvise Dal Friso, Leda e il cigno\" class=\"wp-image-1197195\"  \/>Alvise Dal Friso, Leda e il cignoLa storia della ceroplastica nei secoli<\/p>\n<p>Testimonianze dell\u2019arte ceroplastica sono tramandate fin dal I secolo d. C., nellaStoria Naturale\u00a0di<strong> Plinio il Vecchio<\/strong>, che riporta a sua volta\u00a0usanze ancestrali,\u00a0nate probabilmente dall\u2019uso etrusco delle maschere mortuarie, divenute poi ritratti fisiognomici\u00a0con la funzione di simulacri per il culto degli antenati. Nei secoli a venire, la tradizione \u00e8 mantenuta viva dalla produzione degli ex voto che i fedeli donavano in segno di riconoscenza per una guarigione o un miracolo: piuttosto economica e facile da reperire, ma anche semplice da lavorare perch\u00e9 malleabile, e con buona resa mimetica per la possibilit\u00e0 di applicarvi colori e materiali organici tra i pi\u00f9 disparati (dai capelli alle pelli, ai denti), la cera alimenta gi\u00e0 nella Firenze medievale un\u2019industria delle offerte votive e delle immagini sacre.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"982\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1-cera-una-volta-982x1024.jpg\" alt=\"Cera una Volta, la mostra agli Uffizi\" class=\"wp-image-1197196\"  \/>Cera una Volta, la mostra agli UffiziL\u2019arte ceroplastica a Firenze. Dagli ex voto all\u2019estetica barocca del tempo che fugge<\/p>\n<p>E la moda si perpetua a lungo, compiacendo anche la vanit\u00e0 di ricchi committenti: nel Quattrocento \u00e8 la chiesa della SS. Annunziata ad accogliere il maggior numero di ritratti in cera a grandezza naturale della nobilt\u00e0 fiorentina, ma anche dei fedeli in pellegrinaggio, tutti in cerca di protezione divina. Al <strong>Verrocchio <\/strong>\u2013 che tenne a bottega il pi\u00f9 celebre ceraiolo del XV secolo, <strong>Orsino Benintendi<\/strong> \u2013 si deve, secondo Vasari, il merito di aver rinnovato l\u2019arte ceroplastica migliorandone la resa anatomica ed espressiva.<br \/>Il percorso proposto dagli Uffizi, curato da <strong>Valentina Conticelli <\/strong>e<strong> Andrea Daninos<\/strong>, si concentra per\u00f2 sulle collezioni fiorentine d\u2019arte ceroplastica tra XVI e XVII secolo, anche grazie a prestiti e importanti opere che tornano a Firenze dopo secoli. Nella citt\u00e0 medicea, la produzione di opere in cera vive infatti un periodo di particolare fioritura fino alla fine del Seicento, funzionale com\u2019\u00e8 all\u2019estetica degli scultori rinascimentali prima, e poi \u2013 per altri versi \u2013 di quelli barocchi, che plasmano figure simili al vero, anche grazie all\u2019uso della policromia. In modo particolare, la cera, che d\u00e0 forma al corpo vivo e al suo dissolversi imitando come nessun altro materiale le caratteristiche della pelle, ben si presta a rappresentare la fugacit\u00e0 del tempo che \u00e8 motivo ricorrente e centrale nell\u2019immaginario barocco. Dunque, una produzione prima destinata prevalentemente a santuari e siti religiosi entra a far parte delle raccolte principesche e delle pi\u00f9 importanti collezioni private, ricercatissima e preziosa, anche per il virtuosismo degli artisti che sanno padroneggiarla.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"851\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/3-zumbo-corruzione-dei-corpi-1024x851.jpg\" alt=\"Gaetano Giulio Zumbo, Corruzione dei Corpi\" class=\"wp-image-1197194\"  \/>Gaetano Giulio Zumbo, Corruzione dei CorpiLa mostra sull\u2019arte ceroplastica agli Uffizi: \u201cCera una volta\u201d<\/p>\n<p>La mostra, visibile dal prossimo 16 dicembre al 12 aprile 2026, propone la riscoperta di quel gusto, riportando a casa alcune opere un tempo esibite nella Tribuna degli Uffizi e a Palazzo Pitti, alienate dalle collezioni alla fine del Settecento. E accanto alla cere, dipinti, sculture, cammei e opere in pietra dura che aiutano a ricostruire il contesto. Tra i pezzi pi\u00f9 prestigiosi, l\u2019Anima urlante all\u2019Inferno\u00a0attribuita a\u00a0<strong>Giulio de\u2019 Grazia<\/strong>\u00a0e la maschera funebre in gesso di Lorenzo il Magnifico, realizzata da\u00a0Orsino Benintendi.<br \/>Un\u2019intera sala sar\u00e0 dedicata al pi\u00f9 grande scultore in cera attivo a Firenze alla fine del Seicento: <strong>Gaetano Giulio Zumbo <\/strong>(Siracusa, 1656 \u2013 Parigi, 1701), cui si devono anche i primi, embrionali preparati anatomici in cera, che nel Settecento daranno origine alle <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-performative\/cinema\/2023\/03\/mostra-cere-anatomiche-fondazione-prada-david-cronenberg-milano\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">scuole di ceroplastica <\/a>nelle principali universit\u00e0 scientifiche. Dell\u2019artista siciliano, che oper\u00f2 al servizio del Granduca Cosimo III de Medici dal 1691 al 1695, sar\u00e0 presentata al pubblico un\u2019acquisizione recente delle Gallerie, La corruzione dei corpi. Zumbo si specializz\u00f2 infatti nella rappresentazione in cera di temi legati alla morte, alla decadenza e alla putrefazione dei corpi, alla malattia; e per il Granduca realizz\u00f2 quattro composizioni che hanno come oggetto vari stadi della decomposizione dei cadaveri umani, tra cui l\u2019opera ora nella collezione degli Uffizi. \u201cCon un allestimento che abbiamo voluto notturno, quasi evocatore del mondo sotterraneo degli inferi, dove dimorano le anime e le visioni scomparse\u201d sottolinea il direttore delle Gallerie, <strong>Simone Verde<\/strong> \u201cgli Uffizi regalano ai visitatori un viaggio nel tempo, nella cultura e nella pi\u00f9 intima sensibilit\u00e0 della Firenze e dell\u2019Europa\u00a0tardo\u00a0barocca\u201d.<\/p>\n<p>Livia Montagnoli<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cera una volta. 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