{"id":238660,"date":"2025-11-30T07:31:15","date_gmt":"2025-11-30T07:31:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/238660\/"},"modified":"2025-11-30T07:31:15","modified_gmt":"2025-11-30T07:31:15","slug":"la-malattia-poi-il-trapianto-vita-piena-anche-se-storta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/238660\/","title":{"rendered":"La malattia, poi il trapianto. Vita piena anche se storta"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 un momento, anche in una vita ordinaria, in cui <strong class=\"nero\">la luce chiede di essere tenuta stretta con entrambe le mani.<\/strong> Stephen King lo dice in modo spietatamente semplice: \u00abVai verso tutta la vita che c\u2019\u00e8, con tutto il coraggio che riesci a trovare e tutta la fiducia che riesci ad alimentare. Sii valoroso, sii coraggioso, resisti. Tutto il resto \u00e8 buio\u00bb. <strong class=\"nero\">Rossana Carrara ha fatto proprio questo.<\/strong> Ha camminato verso la vita anche nei momenti pi\u00f9 difficili. Non per eroismo, ma per istinto, tenacia e determinazione. Attaccata alla luce, anche quando era sottile come la fiamma di una candela.<\/p>\n<p>Oggi Rossana ha 48 anni, vive a Vertova, lavora da pi\u00f9 di trent\u2019anni come impiegata in un\u2019azienda tessile, ha una casa, un marito, due gatti, una passione tenace per i libri e per i viaggi in camper. Se la incontri cos\u00ec, <strong class=\"nero\">non diresti che nella sua biografia c\u2019\u00e8 una battaglia combattuta corpo a corpo con la morte.<\/strong> \u00abMio marito Luigi e io, purtroppo, non abbiamo figli, la malattia mi ha privata di questa gioia. Ma sono comunque molto felice. Ho una casa, un lavoro, i miei gatti Nerina e Rocky\u00bb<\/p>\n<p><a data-title=\"Rossana e il marito Luigi\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2025\/11\/30\/photos\/la-malattia-poi-il-trapianto-di-midollo-una-vita-piena-anche-quando-e-storta_11cd10c0-cd63-11f0-b2e2-19db71bb2f4f_1920_2565.jpg\" title=\"Rossana e il marito Luigi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" alt=\"Rossana e il marito Luigi\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/la-malattia-poi-il-trapianto-di-midollo-una-vita-piena-anche-quando-e-storta_11cd10c0-cd63-11f0-b2e2.jpeg\" title=\"Rossana e il marito Luigi\" width=\"100%\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>        Rossana e il marito Luigi<\/p>\n<p>  Prendersi cura <\/p>\n<p>Nerina \u00e8 tutta nera con una macchia bianca sul petto, una presenza domestica e fedele. Rocky \u00e8 un randagio irrequieto: non ama la casa, non va d\u2019accordo con l\u2019altra gatta, entra ed esce come un pensiero libero. \u00abSono la crocerossina degli animali\u00bb, dice Rossana sorridendo, e in quella battuta <strong class=\"nero\">c\u2019\u00e8 gi\u00e0 molto del suo modo di stare al mondo:<\/strong> prendersi cura, anche quando costa fatica.<\/p>\n<p>  La prima salita <\/p>\n<p>La prima crepa nella normalit\u00e0 di Rossana arriva nel marzo del 1996, a diciannove anni. Sale una febbre improvvisa e ostinata, le ghiandole sono gonfie, <strong class=\"nero\">il corpo stanco come se avesse gi\u00e0 vissuto molte pi\u00f9 vite di quelle che aveva.<\/strong> \u00abAll\u2019inizio i medici hanno pensato agli orecchioni, che in et\u00e0 adulta possono manifestarsi con sintomi gravi. Ho preso un antibiotico dietro l\u2019altro, ma non miglioravo. Sono comparse afte in bocca, lividi su braccia e gambe. Non riuscivo pi\u00f9 ad alzarmi dal letto\u00bb.<\/p>\n<blockquote class=\"quote-article-cont\">\n<p>\u00abSeguendo l\u2019istinto ho detto a mia mamma: portami al volo al Pronto Soccorso, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcosa che non va\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Il suo addome si gonfia: \u00abEra la milza, che non riusciva pi\u00f9 a \u201cmangiarsi\u201d tutti quei globuli bianchi, ma lo abbiamo scoperto solo dopo\u00bb. <strong class=\"nero\">Il corpo parla,<\/strong> ma in una lingua che allora non era cos\u00ec facile decifrare. \u00abEra la vigilia di Pasqua \u2013 spiega \u2013. Dovevamo andare a pranzo da parenti il giorno dopo. Affidandomi a ci\u00f2 che sentivo, seguendo l\u2019istinto, ho detto a mia mamma: portami al volo al Pronto Soccorso, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcosa che non va\u00bb.<\/p>\n<p>  La diagnosi <\/p>\n<p>Dopo una tappa al pronto soccorso di Gazzaniga viene trasferita d\u2019urgenza all\u2019Ematologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo. Fa tutte le analisi, poi un ago aspirato. <strong class=\"nero\">Il numero dei globuli bianchi \u00e8 fuori scala:<\/strong> trecentomila. La diagnosi cade su di lei come una lama: \u00abHo visto le persone senza capelli in corridoio, e ho chiesto: \u201cCos\u2019\u00e8, un cancro?\u201d \u2014 \u201cPurtroppo, s\u00ec\u201d, la risposta\u00bb. Un medico le spiega che le sue condizioni <strong class=\"nero\">sono molto gravi:<\/strong> potrebbe non superare la notte, ma deve essere forte e tenere duro. Lei riesce ad attraversare quel momento terribile. Dal mattino dopo inizia la chemioterapia.<\/p>\n<p>Tra aprile e agosto del 1996 <strong class=\"nero\">la sua vita si chiude in una stanza sterile.<\/strong> Cinque giorni di terapia, settimane di isolamento, per ricominciare poi da capo il ciclo. Mascherine, nessun contatto, quindi pochissime visite. \u00abNon mangiavo, non parlavo \u2013 ricorda Rossana \u2013. La chemio mi aveva bruciato tutto: esofago, gola, stomaco, intestino\u00bb. Viene nutrita tramite flebo. Dipende dagli altri per ogni gesto. Il corpo si fa fragile e sconosciuto.<\/p>\n<p>  Il primo spiraglio <\/p>\n<p>\u00abCinque giorni di chemio mi riducevano una larva. Trascorrevo trenta giorni in stanza sterile e poi due o tre di pausa a casa\u00bb. Nel settembre dello stesso anno arriva il primo spiraglio: <strong class=\"nero\">la malattia \u00e8 in remissione.<\/strong> Le vengono prelevate le cellule staminali per sottoporla a un autotrapianto. Una larga parentesi di speranza, che purtroppo si chiude pochi mesi dopo.<\/p>\n<p>  Il secondo round <\/p>\n<p>Nel marzo del 1997 la leucemia ritorna. Pi\u00f9 aggressiva. E le vengono date pochissime possibilit\u00e0: \u00abMi dissero che avevo solo il cinque per cento di salvezza. Io avrei firmato per non curarmi. Volevo morire. Avevo gi\u00e0 sofferto troppo\u00bb. Non era solo dolore fisico.<strong class=\"nero\"> Era smarrimento, stanchezza,<\/strong> una solitudine che fa rumore anche quando nessuno parla. \u00abHo perso tutto. Amici, familiari, non tutti sono pronti a stare vicino a una ragazza di diciannove anni con il cancro. \u00c8 stata dura. Mi alzavo e non ero certa di riuscire ad arrivare a sera\u00bb. Poi c\u2019\u00e8 stato uno sguardo, un filo d\u2019amore che le ha dato la forza di continuare: \u00abHo guardato negli occhi mia mamma e ho capito che dovevo resistere e andare avanti\u00bb.<\/p>\n<p>  Due donatori compatibili <\/p>\n<p>Cos\u00ec Rossana riprende le cure. Chemioterapia, radioterapia, la resistenza quotidiana come mestiere. Fino a giugno del 1997, quando accade qualcosa che ribalta la prospettiva: vengono trovati due donatori di midollo compatibili: <strong class=\"nero\">\u00ab\u00c8 una cosa rarissima<\/strong> &#8211; ricorda -. La probabilit\u00e0 di essere compatibile con una persona non consanguinea \u00e8 di uno su centomila. Mi sono sentita davvero fortunata\u00bb. La ricerca avviene attraverso il Centro Trasfusionale di Bergamo, il registro nazionale e quello mondiale dei donatori. Il 12 novembre 1997 Rossana viene sottoposta a trapianto di cellule staminali emopoietiche da donatore compatibile non consanguineo.<\/p>\n<blockquote class=\"quote-article-cont\">\n<p>\u00abSe mi veniva un raffreddore, in un batter d\u2019occhio diventava polmonite. Credevo di non riuscire pi\u00f9 a risollevarmi\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00abNon avevo fratelli n\u00e9 sorelle \u2013 osserva \u2013. I miei genitori erano compatibili solo al 45 per cento. Troppo poco\u00bb. Cos\u00ec <strong class=\"nero\">quel gesto anonimo, compiuto in silenzio, diventa la sua ancora.<\/strong> Dopo il trapianto inizia un\u2019altra traversata durissima. \u00abFino a marzo dell\u2019anno dopo sono rimasta chiusa in una stanza sterile. Ho avuto una polmonite e una cistite da rigetto, il citomegalovirus, l\u2019herpes zoster. Tutto. Il mio sistema immunitario non esisteva pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p><a data-title=\"Admo promuove la donazione del midollo\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2025\/11\/30\/photos\/la-malattia-poi-il-trapianto-di-midollo-una-vita-piena-anche-quando-e-storta_130e70f0-cd63-11f0-b2e2-19db71bb2f4f_1920_2123.jpg\" title=\"Admo promuove la donazione del midollo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" alt=\"Admo promuove la donazione del midollo\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/la-malattia-poi-il-trapianto-di-midollo-una-vita-piena-anche-quando-e-storta_130e70f0-cd63-11f0-b2e2.jpeg\" title=\"Admo promuove la donazione del midollo\" width=\"100%\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>        Admo promuove la donazione del midollo<\/p>\n<p>Ogni infezione \u00e8 una minaccia reale. Ogni giorno \u00e8 una scommessa. Il 1998 lo passa in aspettativa dal lavoro, fragile come un bambino appena nato. \u00abSe mi veniva un raffreddore, in un batter d\u2019occhio diventava polmonite. Credevo di non riuscire pi\u00f9 a risollevarmi\u00bb. Eppure, lentamente, l<strong class=\"nero\">a vita trova un modo per ricostruire il suo spazio.<\/strong> Rossana rientra al lavoro. L\u2019azienda non la abbandona. Le viene riconosciuto uno status che le consente di lavorare part-time. \u00abMi hanno sempre aiutata. Non mi hanno mai ostacolata. Sono stata fortunata\u00bb.<\/p>\n<p>  Un altro colpo, un\u2019altra rinascita <\/p>\n<p>Nel 2012 arriva un altro colpo: <strong class=\"nero\">un melanoma gi\u00e0 in fase avanzata.<\/strong> Viene operata, sottoposta a chirurgia di allargamento. I linfonodi risultano indenni: \u00abQuando mi hanno detto che erano puliti, ho provato una gioia che non si pu\u00f2 esprimere\u00bb.<\/p>\n<p>Le cure oncologiche del passato, per\u00f2, hanno lasciato il segno: ci sono stati lunghi periodi di cortisone, radioterapia. Ora Rossana deve fare i conti con ossa fragilissime, osteoporosi severa, osteonecrosi alle ginocchia e ai gomiti: \u00abCamminavo e cadevo. Non capivo perch\u00e9. Come le nonne quando si rompe il femore. \u00c8 uguale\u00bb. Oggi fa movimento, va in palestra, <strong class=\"nero\">ha imparato ad abitare il suo corpo con una cautela nuova:<\/strong> \u00abCuro molto ogni aspetto, compresa l\u2019alimentazione. Non posso permettermi di ingrassare. Non per estetica, ma per le ossa\u00bb.<\/p>\n<p>  \u00abRifarei tutto\u00bb <\/p>\n<p>Anche la fertilit\u00e0 le \u00e8 stata portata via troppo presto: \u00abSono in menopausa da quando ho diciott\u2019anni. Non \u00e8 stata una scelta, me la sono dovuta subire\u00bb. Eppure, dentro questo elenco, che potrebbe suonare come una condanna, Rossana costruisce una vita piena. \u00abNon cambierei una virgola. <strong class=\"nero\">Tornando indietro, rifarei tutto\u00bb.<\/strong> Si \u00e8 diplomata alle scuole serali, quando la malattia le ha dato tregua. Ha messo il cuore nel suo lavoro. Ha incontrato Luigi, hanno iniziato a costruire una vita insieme. E poi ci sono i viaggi in camper nei fine settimana e letture voraci, che le fanno compagnia. \u00abAdesso sto leggendo \u201cIl Conte di Montecristo\u201d. Mi piacciono i romanzi storici, quelli sentimentali. Mi piace camminare. Cerco di fare quello che mi fa stare bene\u00bb.<\/p>\n<p>  Un incontro importante <\/p>\n<p>Nel cuore di questa storia c\u2019\u00e8 un incontro speciale: quello con Felice, l\u2019uomo che le ha donato il midollo. Dopo tre anni dal trapianto, all\u2019epoca, <strong class=\"nero\">era possibile chiedere di uscire dall\u2019anonimato.<\/strong> Il primo passo \u00e8 stato scrivere delle lettere inoltrate tramite l\u2019ospedale: \u00abScrivevo cose normali, raccontando la mia vita quotidiana\u00bb.<\/p>\n<p>Quando il tempo sembra maturo, Rossana chiede di incontrarlo. Lui accetta. Lei riceve il numero di telefono. Chiama. Risponde la moglie. La domenica dopo, Felice e la sua famiglia sono a Vertova: \u00ab\u00c8 mio fratello di sangue. Compatibile al 98 per cento\u00bb. Da allora si tengono in contatto. Rossana ha partecipato ai matrimoni delle figlie di Felice. \u00abSono nonni adesso. Io avevo vent\u2019anni, lui una quarantina. <strong class=\"nero\">\u00c8 diventato parte della mia famiglia\u00bb.<\/strong> C\u2019\u00e8 qualcosa che Rossana non nasconde: non \u00e8 diventata una donna accomodante. Ha imparato a essere netta: \u00abSono combattiva. Non mi piacciono le ingiustizie. Se vedo qualcosa che non va, non sto zitta\u00bb. Ha poche amiche, ma vere. \u00abLa mattina mi alzo e sono grata. Poi certo, non tutti i giorni sono buoni. Sono fatta cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p><a data-title=\"Rossana insieme a Felice, il donatore che le ha salvato la vita e che \u00e8 diventato parte della sua famiglia\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2025\/11\/30\/photos\/la-malattia-poi-il-trapianto-di-midollo-una-vita-piena-anche-quando-e-storta_143d4d02-cd63-11f0-b2e2-19db71bb2f4f_1920_1765.jpg\" title=\"Rossana insieme a Felice, il donatore che le ha salvato la vita e che \u00e8 diventato parte della sua famiglia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" alt=\"Rossana insieme a Felice, il donatore che le ha salvato la vita e che \u00e8 diventato parte della sua famiglia\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/la-malattia-poi-il-trapianto-di-midollo-una-vita-piena-anche-quando-e-storta_143d4d02-cd63-11f0-b2e2.jpeg\" title=\"Rossana insieme a Felice, il donatore che le ha salvato la vita e che \u00e8 diventato parte della sua famiglia\" width=\"100%\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>        Rossana insieme a Felice, il donatore che le ha salvato la vita e che \u00e8 diventato parte della sua famiglia<\/p>\n<p id=\"U1111121405544GlH\" style=\"\">Il cancro non \u00e8 una medaglia, piuttosto <strong class=\"nero\">una ferita che respira ancora, ogni tanto, soprattutto nei momenti di dolore e nei ricordi,<\/strong> che non hanno perso i colori: \u00abNon parlo spesso della mia storia, perch\u00e9 fa ancora male anche a me\u00bb. Eppure, quando serve, la racconta. Nei gruppi, agli incontri, nelle scuole. Forse \u00e8 qui il senso pi\u00f9 autentico del suo percorso: non nel clamore, ma nella continuit\u00e0 semplice dei gesti. Nella scelta quotidiana di alzarsi, leggere qualche pagina, accarezzare una gatta, preparare una borsa per il camper. Nella forza ruvida di chi non \u00e8 diventato dolce, ma vero.<\/p>\n<p>E continua, giorno dopo giorno, <strong class=\"nero\">ad andare verso tutta la vita possibile.<\/strong> Anche quando \u00e8 storta. Anche quando fa un po\u2019 male e non promette nulla. <strong class=\"nero\">Rossana \u00e8 una donna che cammina con quello che ha,<\/strong> capace di condividerlo per aiutare altri come lei, in particolare per sensibilizzare e informare le persone sulla donazione di midollo: \u00abCosta poco a chi la fa, ma a me, come a tanti altri, ha salvato la vita\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un momento, anche in una vita ordinaria, in cui la luce chiede di essere tenuta stretta con&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":238661,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,370,5277,140807,2259,35739,240,2258],"class_list":{"0":"post-238660","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-malattia","13":"tag-medicina","14":"tag-ospedali-riuniti-di-bergamo","15":"tag-questioni-sociali-generico","16":"tag-ricerca-medica","17":"tag-salute","18":"tag-sociale"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115637485092856899","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/238660","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=238660"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/238660\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/238661"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=238660"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=238660"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=238660"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}