{"id":238786,"date":"2025-11-30T09:23:09","date_gmt":"2025-11-30T09:23:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/238786\/"},"modified":"2025-11-30T09:23:09","modified_gmt":"2025-11-30T09:23:09","slug":"la-verita-23","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/238786\/","title":{"rendered":"| La Verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>\n        Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa (Ansa)\n    <\/p>\n<p>Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, insiste sulla rischiosa strategia di usare gli asset russi congelati. Il Belgio, tuttavia, resta contrario e chiede garanzie economiche agli altri Stati membri. Il che si traduce in nuove stangate sui contribuenti.Il conto alla rovescia che ci separa dal Consiglio europeo del 18 dicembre prosegue inesorabilmente e le idee su come e quando finanziare le esauste casse di Kiev continuano ad essere poche e tutte altamente divisive.A confermare la delicatezza del momento, ieri sono arrivate le dichiarazioni, quasi da ventiquattresima ora, del presidente del Consiglio europeo, Ant\u00f3nio Costa, al settimanale portoghese Expresso: \u00abPosso garantire che il Consiglio europeo di dicembre non si concluder\u00e0 senza l\u2019approvazione dei finanziamenti all\u2019Ucraina per il 2026 e il 2027, indipendentemente dalla modalit\u00e0 su cui si baseranno tali finanziamenti. Ho gi\u00e0 informato i miei colleghi che questa volta dovranno prepararsi, se necessario, a un Consiglio europeo pi\u00f9 lungo\u00bb.Un appello senza mezzi termini, dove l\u2019unica cosa incerta \u00e8 il \u00abcome\u00bb, non il \u00abse\u00bb la Ue decider\u00e0 di erogare 140 miliardi (nel frattempo ridottisi a 35) all\u2019Ucraina entro il primo trimestre 2026. E gi\u00e0 questo \u00e8 un rilevante motivo di allarme per il nostro Paese che, in un modo o nell\u2019altro, sar\u00e0 chiamato a garantire o contribuire direttamente una quota rilevante di quella cifra. Sono proprio le parole di Costa a lasciar intendere, nemmeno troppo velatamente, che l\u2019operazione sar\u00e0 accuratamente travestita in modo da non suscitare troppo allarme nell\u2019opinione pubblica degli Stati membri. Soprattutto in queste settimane in cui quasi tutti i governi sono alle prese con le rispettive leggi di bilancio, ovunque improntate alla riduzione dei deficit.Tra le varie soluzioni da tempo sul tavolo, gi\u00e0 presentate dalla Commissione ai capi di governo, Costa sposa apertamente quella che fa leva sullo sfruttamento degli asset russi. Esattamente quella che il premier belga Bart De Wever, aveva descritto, solo il giorno prima in una lettera di quattro pagine a Ursula von der Leyen, come \u00abfondamentalmente sbagliata\u00bb. Aggiungendo, giusto per far arrivare forte e chiaro il messaggio proprio a Costa, che \u00abquesta mossa potrebbe destabilizzare i mercati finanziari europei, dove Euroclear gestisce miliardi di asset. \u00c8 un azzardo che beneficia solo l\u2019Ucraina a breve termine, ma danneggia tutti noi a lungo andare [\u2026] invece di confiscare asset, dovremmo spingere per negoziati seri con la Russia. L\u2019opposizione belga non \u00e8 pro-Mosca, ma pro-stabilit\u00e0: non possiamo giocare con il sistema finanziario globale per scopi geopolitici\u00bb.Invece il portoghese sostiene che \u00abnon c\u2019\u00e8 una soluzione priva di rischi, ma quella presentata dalla Commissione \u00e8 molto creativa e intelligente e rispetta le norme del diritto internazionale, perch\u00e9 non si tratta propriamente di un\u2019appropriazione dei beni sovrani russi. Si tratta piuttosto, per cos\u00ec dire, di un utilizzo del valore contabile di tali beni come veicolo per il finanziamento dell\u2019Ucraina\u00bb.Una formula cos\u00ec sibillina che lascia intravedere un palese tentativo di aggiramento del problema principale sollevato dai belgi: se Euroclear prestasse alla Ue la liquidit\u00e0 russa gi\u00e0 sequestrata da tempo, in modo che la Ue possa poi prestare quelle somme a Kiev, e Mosca volesse in futuro riappropriarsi di quelle somme &#8211; vuoi per la scadenza delle sanzioni o vuoi per una vittoria davanti a una Corte internazionale &#8211; i belgi non potrebbero soddisfare le richieste russe. Ecco perch\u00e9 Costa pu\u00f2 fare qualsiasi acrobazia contabile ma Euroclear, depositario belga dei fondi russi, \u00e8 chiaro da tempo circa la necessit\u00e0 di garanzie pro-quota da parte degli Stati membri. Da poter escutere se e quando la Russia potr\u00e0 chiedere la restituzione della propria liquidit\u00e0. \u00c8 la tesi di Euroclear, ripetuta con maggiore autorevolezza da De Wever, che ha rilanciato la sua proposta di un prestito finanziato da debito congiunto Ue per 45 miliardi. Altra soluzione che, via bilancio Ue, inciderebbe comunque sui cittadini italiani.L\u2019aspetto preoccupante \u00e8 che Costa ritiene ormai superata la discussione circa la necessit\u00e0 che i cittadini europei sostengano un costo per aiutare l\u2019Ucraina e ricorre a paragoni francamente imbarazzanti e fuori luogo: \u00abIl denaro non piove mai dal cielo e il denaro pubblico, direttamente o indirettamente, proviene sempre dall\u2019economia, dai cittadini e dalle imprese\u00bb. Con ci\u00f2 facendo passare, senza fare una piega, la \u00abnormalit\u00e0\u00bb che a pagare siano cittadini e imprese. A Costa andrebbe obiettato che non \u00e8 affatto neutrale e irrilevante individuare chi, alla fine, rester\u00e0 inciso. Invece Costa &#8211; avendo gi\u00e0 deciso che metter\u00e0 le mani nelle tasche dei contribuenti europei &#8211; \u00e8 gi\u00e0 oltre, e intende giustificare la validit\u00e0 della causa sostenendo che \u00abdobbiamo investire nella sicurezza dell\u2019Ucraina, non solo per solidariet\u00e0, ma anche per il nostro interesse nella nostra sicurezza. Non possiamo pensare che sia solo un problema del confine orientale, altrimenti corriamo il rischio che a chi vive nel Sud dell\u2019Europa accada ci\u00f2 che \u00e8 successo a chi viveva nel centro e nel Nord dell\u2019Europa, quando pensavano che la questione dell\u2019immigrazione fosse solo un problema del confine meridionale\u00bb. Non poteva scegliere paragone pi\u00f9 infelice, simile a un boomerang, ricordando un altro caso di clamoroso fallimento della fantomatica solidariet\u00e0 europea. Citare un errore, per evitare di compierne un altro, sortir\u00e0 l\u2019effetto di far arrabbiare ancor pi\u00f9 l\u2019opinione pubblica italiana, lasciata sola in quell\u2019occasione, e orientarla verso un secco \u00abno\u00bb a qualsiasi trucchetto da fanta-finanza. Ma i belgi sono stati chiari e lo saranno anche il 18 dicembre: prima pagare, poi vedere cammello.\n<\/p>\n<p>Rame, filiere e prezzi in altalena. Congo, il cobalto resta limitato e la pace non si vede. In India arriva la prima gigafactory cinese. I ricambi auto cinesi invadono la Germania.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa (Ansa) Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, insiste sulla rischiosa&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":238787,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[128916,7959,14,164,165,166,7,15,128918,140948,170,997,130183,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-238786","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-aiuti-ucraina","9":"tag-antonio-costa","10":"tag-cronaca","11":"tag-dal-mondo","12":"tag-dalmondo","13":"tag-mondo","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-soldi-ucraina","17":"tag-soldi-ue-ucraina","18":"tag-ucraina","19":"tag-ue","20":"tag-ue-ucraina","21":"tag-ultime-notizie","22":"tag-ultime-notizie-di-mondo","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedimondo","25":"tag-world","26":"tag-world-news","27":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115637925078805995","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/238786","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=238786"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/238786\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/238787"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=238786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=238786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=238786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}