{"id":238961,"date":"2025-11-30T11:56:11","date_gmt":"2025-11-30T11:56:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/238961\/"},"modified":"2025-11-30T11:56:11","modified_gmt":"2025-11-30T11:56:11","slug":"occhio-rotondo-57-neorealismo-marco-belpoliti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/238961\/","title":{"rendered":"Occhio rotondo 57. Neorealismo | Marco Belpoliti"},"content":{"rendered":"<p>Tra il 1948 e il 1953 Pietro Donzelli si dedica a fotografare Napoli. La sua idea \u00e8 di trarne un reportage, il lavoro diventer\u00e0 invece una narrazione per immagini intitolata: Aria di Napoli. Questa originale opera \u00e8 rimasta inedita per oltre settant\u2019anni fino a che Ennery Taramelli, lavorando sull\u2019archivio del fotografo, scopre il progetto e lo pubblica presso un editore tedesco, Corso (Wiesbaden), con il suo titolo originale.<\/p>\n<p>Donzelli \u00e8 nato nel 1915 a Monte Carlo, ma dalla fine della Prima guerra mondiale la famiglia s\u2019era trasferita a Milano in un quartiere popolare della periferia; dopo aver frequentato una scuola di disegno meccanico, Pietro diventa archivista alla SIRTI, azienda che gestisce all\u2019epoca l\u2019installazione della rete telefonica in Italia. All\u2019et\u00e0 di ventiquattro anni, nel 1939, passa nel reparto pubblicitario della compagnia e intanto frequenta a Brera un corso di architettura e grafica. Ha gi\u00e0 incontrato la fotografia e pensa seriamente di dedicarsi professionalmente a questa attivit\u00e0. Ma arriva la guerra. Nel 1943 \u00e8 richiamato e spedito in Corsica. Finito il conflitto ritorna a lavorare alla SIRTI come grafico, e nel 1946 s\u2019iscrive al Circolo Fotografico Milanese. In quell\u2019ambiente matura una vocazione ulteriore.<\/p>\n<p>Il nome di Donzelli compare poco nelle cronache della fotografia italiana. Ne hanno scritto brevemente Uliano Lucas e Tatiana Agliani in La realt\u00e0 e lo sguardo. Storia del fotogiornalismo in Italia (Einaudi 2015) e Diego Marmorio in Storia essenziale della fotografia (Postcart 2017), in un capitolo dedicato ai circoli fotografici italiani, accostato a Giuseppe Cavalli. Giovanna Calvenzi e Renate Siebenhaar-Zeller hanno curato nel 2006 per Contrasto un libro dedicato a lui, mentre Roberta Valtorta ha organizzato una mostra delle fotografie del Delta del Po: Terra senz\u2019ombra (Silvana Editoriale 2017), un lavoro degli anni Cinquanta. Siamo nella zona del neorealismo.<\/p>\n<p>E forse non \u00e8 un caso che una studiosa di questa corrente artistica, Ennery Taramelli, abbia recuperato di recente dall\u2019archivio dell\u2019artista questo volume. Scopriamo cos\u00ec delle immagini straordinarie della citt\u00e0 di Napoli, dei suoi abitanti: attivit\u00e0 lavorative, strade, case, paesaggi, scorci di luoghi. \u00c8 la \u201ccitt\u00e0 porosa\u201d descritta da Walter Benjamin e da Asja Lacis in un articolo del 1925, un\u2019espressione diventata celebre. Quando Donzelli scopre e ritrae Napoli, la citt\u00e0 sembra immobile nel tempo, come se i decenni non fossero per nulla trascorsi.<\/p>\n<p>L\u2019intenzione del fotografo milanese era di raccontare Napoli attraverso una sequenza di capitoli tematici. Nella parte intitolata Il sole un\u2019immagine raffigura il tavolo di una trattoria. Sono sei coperti, piatti e bicchieri rovesciati su una tovaglia. La luce entra dal grande finestrone posto a sinistra, dove si scorge il mare. Met\u00e0 del tavolo, \u00e8 in ombra, mentre l\u2019altra \u00e8 in luce. Sul ripiano apparecchiato si notano anche le ombre quadrettate della finestra. La met\u00e0 illuminata pare rilucere proprio come il mare di l\u00e0 dall\u2019apertura; all\u2019opposto, la met\u00e0 scura \u00e8 avvolta dall\u2019ombra da entrambi i lati.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"22ea79f0-1d2b-42ac-9d75-be5f2dd98bc7\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1 - Prima di mezzogiorno in una trattoria_0.jpg\" width=\"757\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nPietro Donzelli \u00a9 Prima di mezzogiorno in una trattoria.<\/p>\n<p>Nel 1946 Donzelli aveva cominciato a frequentare il cinema. Lavorava infatti come scenografo negli studi dell\u2019ICET, una casa di produzione fondata a Milano \u2013 \u00e8 la produttrice di Miracolo a Milano di De Sica e Zavattini, ma anche Cronaca di un amore di Antonioni. Pietro, racconta Taramelli, probabilmente desumendolo dai diari del fotografo, s\u2019aggira per i set cinematografici e cerca di imparare il pi\u00f9 possibile. Vuole carpire i segreti del mestiere dagli operatori. Conosce Lion N\u00e9e, che ha lavorato con Ren\u00e9 Clair e Thomas Dreyer in Il Vampiro. L\u2019operatore lavora partendo dal buio, quindi usa illuminare lo spazio con lampade, poi ne misura con l\u2019esposimetro la luminosit\u00e0. Pietro prende coraggio e gli chiede quale sia la sua tecnica. L\u2019operatore gli consiglia di munirsi di una bottiglia di vino bianco e di alcune candele, di accenderle facendo bene attenzione ai riflessi e alle trasparenze che si producono.<\/p>\n<p>La tavola al ristorante, met\u00e0 in chiaro e met\u00e0 in scuro, \u00e8 il risultato della lezione di N\u00e9e? Probabile. La curatrice di Aria di Napoli suggerisce che il neorealismo di Donzelli venga da quei set. Corrisponde a quel tipo di rappresentazione di cui parla Gilles Deleuze nel capitolo dedicato al cinema neorealista in L\u2019immagine tempo (Einaudi). Il filosofo usa una formula di Andr\u00e9 Bazin: \u201cimmagine-fatto\u201d. \u00c8 un \u201cdi pi\u00f9 di realt\u00e0\u201d, scrive, sia formale che materiale. Si tratta d\u2019una fotografia \u201cmentale\u201d, qualcosa che appartiene all\u2019elemento ottico, e quindi al pensiero. Nel racconto di Aria di Napoli ci sono molte immagini simili. Taramelli nel suo testo introduttivo riprende un\u2019altra definizione di Deleuze, l\u00e0 dove parla del rapporto tra la realt\u00e0 dell\u2019ambiente e l\u2019azione nel cinema neorealista, il filosofo lo definisce: un \u201crapporto onirico\u201d. Cos\u2019\u00e8 quel tavolo se non una visione di sogno, in cui una parte degli oggetti \u00e8 diafana ed evanescente, e l\u2019altra possiede una consistenza? L\u2019incertezza \u00e8 la linea di confine tra le due. Nel vecchio realismo, chiosa Deleuze, \u201cgli oggetti e gli ambienti avevano una realt\u00e0 propria, ma era una realt\u00e0 funzionale, strettamente determinata dalle esigenze della situazione\u201d, mentre con il neorealismo \u201coggetti e ambienti acquistano una realt\u00e0 autonoma che li fa valere per se stessi\u201d. In un\u2019altra fotografia, inclusa nella stessa sezione Il sole, scattata in spiaggia, fra Castellamare e Portici, si vedono dei panni lavati stesi tra i pali; sono lenzuola, asciugamani e abiti scuri. Il vento gonfia i rettangoli bianchi cos\u00ec che sembrano vivi: vele, teloni, sipari. Fanno pensare al cinema, allo schermo cinematografico. Sulla sabbia si scorgono due piccole ombre, mentre laggi\u00f9 c\u2019\u00e8 un uomo di schiena e vicino tre piccole barche. Dietro, infine, s\u2019intravede il cielo. Tutto si muove e tutto \u00e8 fermo: come in un sogno.<\/p>\n<p>In copertina, Pietro Donzelli \u00a9 spiaggia fra Castellammare e Portici.<\/p>\n<p><strong>Leggi anche:<\/strong><br \/>Marco Belpoliti |\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/occhio-rotondo-40-lettera-22\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Occhio rotondo 40. Lettera 22<\/a><br \/>Marco Belpoliti | \u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/occhio-rotondo-41-sguardo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Occhio rotondo 41. Sguardo<\/a><br \/>Marco Belpoliti | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/occhio-rotondo-42-inabitanti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Occhio rotondo 42. Inabitanti<\/a><br \/>Marco Belpoliti | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/occhio-rotondo-43-scale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Occhio rotondo 43. Scale<\/a><br \/>Marco Belpoliti | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/occhio-rotondo-44-autoritratto\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Occhio rotondo 44. Autoritratto<\/a><br \/>Marco Belpoliti | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/occhio-rotondo-45-mano\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Occhio rotondo 45. 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Bonsai<\/a><br \/>Marco Belpoliti | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/occhio-rotondo-52-campo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Occhio rotondo 52. Campo<\/a><br \/>Marco Belpoliti | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/occhio-rotondo-53-catastrofe\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Occhio rotondo 53. Catastrofe<\/a><br \/>Marco Belpoliti | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/occhio-rotondo-54-tattile\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Occhio rotondo 54. Tattile<\/a><br \/>Marco Belpoliti | \u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/occhio-rotondo-55-teschio\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Occhio rotondo 55. Teschio<\/a><br \/>Marco Belpoliti | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/occhio-rotondo-56-diamanti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Occhio rotondo 56. Diamanti<\/a><\/p>\n<p>Da quest\u2019anno tutte le donazioni a favore di doppiozero sono deducibili o detraibili.<br \/>\n\t      <a class=\"text-azzurro font-bold\" href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sostieni-doppiozero\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">SOSTIENI DOPPIOZERO<\/a> (e clicca <a class=\"text-azzurro font-bold\" href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sostieni-doppiozero\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a> per saperne di pi\u00f9).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tra il 1948 e il 1953 Pietro Donzelli si dedica a fotografare Napoli. 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