{"id":239309,"date":"2025-11-30T17:03:13","date_gmt":"2025-11-30T17:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/239309\/"},"modified":"2025-11-30T17:03:13","modified_gmt":"2025-11-30T17:03:13","slug":"asteroide-rischia-limpatto-con-la-luna-perche-puo-essere-rischioso-per-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/239309\/","title":{"rendered":"Asteroide rischia l&#8217;impatto con la luna: perch\u00e9 pu\u00f2 essere rischioso per noi"},"content":{"rendered":"<p>Sono trascorsi circa 10 mesi da quando, a fine gennaio, Nasa ed Esa avevano lanciato l&#8217;allarme per i rischi connessi all&#8217;avvicinamento alla Terra dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/scienze\/potrebbe-colpire-terra-cosa-sappiamo-dellasteroide-2024-yr4-2430235.html\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>asteroide 2024 YR4<\/strong><\/a>. Appena un mese dopo il suo primo avvistamento effettuato tramite il telescopio Atlas, al corpo celeste di dimensioni comprese tra i 50 e i 90 metri era stato attribuito pi\u00f9 dell&#8217;1% di probabilit\u00e0 di collisione con il nostro Pianeta. Sembra in apparenza una percentuale ridotta, ma in realt\u00e0 era la prima volta che si raggiungeva un punto cos\u00ec alto di allerta dal momento della costituzione del network internazionale per gli asteroidi: si sal\u00ec fino al 3,1% a febbraio, poi l&#8217;allarme rientr\u00f2 nei mesi successivi (0,001%) dopo un calcolo pi\u00f9 preciso della sua traiettoria.<\/p>\n<p>Pericolo scampato, dunque? Non del tutto, visto che ora gli scienziati attribuiscono un 4% di probabilit\u00e0 che l&#8217;asteroide si schianti sulla <strong>Luna<\/strong>, producendo un impatto di potenza quantificabile in 300 bombe atomiche di Hiroshima in grado di causare delle conseguenze anche sulla Terra. E questo perch\u00e9, come spiegato a Repubblica dalla responsabile del Planetary Defense Coordination Office della Nasa Kelly Fast, l&#8217;impatto creerebbe una <strong>pioggia di micrometeoriti <\/strong>insidiosa per il nostro Pianeta. &#8220;Non rappresenterebbero alcun pericolo per la popolazione, ma potrebbero danneggiare i satelliti che si venissero a trovare lungo la loro traiettoria&#8221;, spiega l&#8217;esperta, &#8220;per ora stiamo monitorando la situazione e valutiamo se sar\u00e0 necessario pianificare una missione di deviazione dedicata&#8221;.<\/p>\n<p>La difesa planetaria, racconta Fast, nacque nel 1994, quando la cometa Shoemaker-Levy 9 si schiant\u00f2 su Giove: &#8220;\u00c8 stata la prima volta che l\u2019umanit\u00e0 ha osservato una collisione cosmica in diretta&#8221;. L&#8217;ipotesi che una situazione del genere potesse verificarsi sulla Terra port\u00f2 a effettuare degli investimenti per tracciare il percorso dei corpi celesti. La responsabile del PDCO ricorda anche l&#8217;episodio che avvenne in Russia nel 2013, quando un <strong>asteroide <\/strong>di 18 metri di diametro riusc\u00ec a &#8220;nascondersi&#8221; all&#8217;osservazione: &#8220;Era troppo piccolo per essere visto in anticipo dai telescopi terrestri, e proveniva dalla direzione del Sole, che ostacola le osservazioni&#8221;, ricorda, &#8220;si disintegr\u00f2 a 30 km di altezza, liberando l\u2019energia di 25 bombe di Hiroshima. L\u2019onda d\u2019urto frantum\u00f2 finestre e danneggi\u00f2 edifici in un\u2019area di 100 kmq, con oltre 1.500 feriti&#8221;.<\/p>\n<p>La Nasa continua a investire, soprattutto nella missione <strong>Neo Surveyor<\/strong>,&#8221;un telescopio spaziale a infrarossi progettato per individuare gli asteroidi pi\u00f9 difficili da rilevare dalla Terra, quelli che riflettono poca luce&#8221;. Le difese restano alte, vista l&#8217;imprevedibilit\u00e0 di nuovi sviluppi: &#8220;Ci sono telescopi che scandagliano continuamente grandi porzioni del cielo, vedono le stelle come puntini fissi, e ci\u00f2 che cercano \u00e8 un puntino che si muove rispetto a loro&#8221;, precisa l&#8217;esperta, &#8220;quando i diversi osservatori trovano qualcosa di potenzialmente nuovo, inviano le coordinate della scoperta al Minor Planet Center di Boston, che \u00e8 la banca dati internazionale per questi oggetti&#8221;.<\/p>\n<p>A quel punto parte lo studio sul corpo celeste e la sua traiettoria, e l&#8217;allarme in genere scatta quando si raggiunge una soglia di pericolo, che per gli asteroidi pi\u00f9 grandi \u00e8 dell&#8217;1% di probabilit\u00e0 d&#8217;impatto: &#8220;Sembra poco, ma \u00e8 rarissimo raggiungerla. Oltre il 10 per cento scatterebbero misure operative, con protocolli di emergenza, valutazioni di missioni di deviazione e comunicazioni estese ai governi&#8221;.<\/p>\n<p>Qualora si attivasse una missione di deviazioni rimarrebbero tre distinte opzioni. &#8220;La tecnica pi\u00f9 semplice \u00e8 quella testata con la missione Dart&#8221;, puntualizza Fast, ovvero &#8220;colpire l\u2019asteroide con una sonda per deviarne leggermente l\u2019orbita. Con anni di anticipo, basta una modifica minima per evitare l\u2019impatto&#8221;.<\/p>\n<p>Seconda strategia \u00e8 quella del &#8216;trattore gravitazionale&#8217;: &#8220;Consiste nel posizionare una massa vicino all\u2019asteroide: con il tempo la gravit\u00e0 tra i due corpi pu\u00f2 modificare quanto basta la traiettoria dell\u2019asteroide&#8221;.\n<\/p>\n<p> L&#8217;ultima opzione \u00e8 quella &#8216;hollywoodiana&#8217;: &#8220;Una detonazione nucleare nelle vicinanze dell\u2019asteroide, non per distruggerlo \u2013 sarebbe pericoloso per i frammenti che si creerebbero \u2013 ma per vaporizzarne una parte e generare una spinta in direzione opposta&#8221;, spiega ancora la responsabile del PDCO, &#8220;non esiste una soluzione unica: dipende dall\u2019oggetto, dalla sua struttura e dal tempo a disposizione&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sono trascorsi circa 10 mesi da quando, a fine gennaio, Nasa ed Esa avevano lanciato l&#8217;allarme per i&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":10269,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[12802,1537,90,89,11819,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-239309","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-asteroide","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-nasa","13":"tag-science","14":"tag-science-and-technology","15":"tag-scienceandtechnology","16":"tag-scienza","17":"tag-scienza-e-tecnologia","18":"tag-scienzaetecnologia","19":"tag-technology","20":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115639733838846489","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/239309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=239309"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/239309\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=239309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=239309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=239309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}