{"id":240208,"date":"2025-12-01T08:08:17","date_gmt":"2025-12-01T08:08:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/240208\/"},"modified":"2025-12-01T08:08:17","modified_gmt":"2025-12-01T08:08:17","slug":"come-fatto-e-cosa-successe-ai-vetri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/240208\/","title":{"rendered":"com&#8217;\u00e8 fatto e cosa successe ai vetri"},"content":{"rendered":"<p>       <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/John-Hanckock-Tower-1200x675.jpg\" alt=\"John Hanckock Tower\" width=\"1200\" height=\"675\" class=\"js-seedtag-img\"\/> <\/p>\n<p>Il <strong>John Hancock Tower<\/strong>, chiamato colloquialmente anche solo \u201cHancock\u201d, \u00e8 il <a href=\"https:\/\/www.geopop.it\/jeddah-tower-grattacielo-piu-alto-del-mondo-1-km-altezza-quando-finito-come-costruito\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\">grattacielo pi\u00f9 alto<\/a> della citt\u00e0 di Boston (Massachusetts, USA) e si trova al 200 di Claredon Street. Con i suoi <strong>60 piani<\/strong>, alto<strong> 241 metri<\/strong>, \u00e8 un gigante che primeggia sul panorama della citt\u00e0. Terminato di costruire nel 1971, \u00e8 ricordato, tra le altre cose, per le sue <strong>finestre &#8220;cadenti&#8221;<\/strong>\u2026 vediamo da vicino questo interessante progetto.<\/p>\n<p> Il John Hancock Tower di Boston: il design e la pianta a parallelogramma <\/p>\n<p>Ideato dall&#8217;architetto<strong> Henry N. Cobb<\/strong> dello studio <strong>I. M. Pei &amp; Partners<\/strong> (oggi Pei Cobb Freed &amp; Partners), il <strong>John Hancock Tower<\/strong> nel quartiere centrale di Back Bay \u00e8 un grattacielo caratterizzato da uno <strong>stile modernista e minimalista<\/strong>,\u00a0 con linee semplici e caratterizzate da una profonda simmetria. La pianta \u00e8 a forma di <strong>parallelogramma<\/strong>, il che conferisce alla struttura una linea elegante ed affusolata. Le <strong>vetrate,<\/strong> non a caso, sono state realizzate di un colore leggermente azzurro, in modo tale che, nelle giornate pi\u00f9 limpide e luminose, la torre non si &#8220;stacchi&#8221; troppo dall&#8217;orizzonte. Come tocco modernista finale, i lati corti del parallelogramma sono contrassegnati da una profonda <strong>tacca verticale<\/strong>, che spezza la massa della torre e ne enfatizza la verticalit\u00e0. A tarda sera, la tacca verticale a nord-ovest cattura l&#8217;ultima luce del cielo, mentre le porzioni di vetro pi\u00f9 grandi riflettono il cielo che si oscura.<\/p>\n<p>  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/500px-John_Hancock_Tower_Sky.jpeg\" alt=\"Immagine\" width=\"500\" height=\"667\"\/> \t\t\tDettaglio delle finestre. Fonte By Antoine Cadotte \u2013 Own work, CC BY\u2013SA 3.0, https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=7155550<br \/>  Cosa successe al grattacielo pi\u00f9 alto di Boston: i difetti dei vetri <\/p>\n<p>La John Hancock Tower ha presentato, fin dalla sua inaugurazione (prevista per il 1971, ma avutasi nel <strong>1976<\/strong>) tutta una serie di <strong>problemi dal punto di vista prettamente ingegneristico<\/strong>.<\/p>\n<p>Un primo problema si present\u00f2 in fase di realizzazione degli <strong>scavi, <\/strong>per la costruzione delle fondazioni della struttura. Furono realizzati dei <strong>muri di contenimento<\/strong> in acciaio che ben presto cedettero sotto la spinta orizzontale delle enormi quantit\u00e0 di <strong>argilla<\/strong> che caratterizza il sottosuolo del posto, la Back Bay di Boston. Questo cedimento cos\u00ec importante comport\u00f2 dei <strong>danni alle strutture vicine al cantiere<\/strong>. Tra le strutture pi\u00f9 importanti danneggiate da questo cedimento vi \u00e8 stata la <strong>Trinity Church<\/strong> su St. James Avenue. La chiese e ottenne, successivamente, un risarcimento di ben <strong>11 milioni di dollari<\/strong>.<\/p>\n<p>  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Trinity_Church_Boston_Massachusetts_LCCN2011630431.jpg\" alt=\"Trinity_Church,_Boston\" width=\"3500\" height=\"3869\" class=\"js-seedtag-img\"\/> \t\t\tTrinity Church su St. James Avenue a Boston. Credit: Carol M. Highsmith, Public domain, via Wikimedia Commons  <\/p>\n<p>Altro problema importante ha riguardato i <strong>vetri<\/strong> di cui il grattacielo \u00e8 ricoperto. Parliamo di finestre di <strong>1,2 m \u00d7 3,4 m<\/strong> e del peso di<strong> 230 kg<\/strong> e che spesso sono <strong>caduti<\/strong>, anche dai piani pi\u00f9 alti, schiantandosi rovinosamente a terra, con il rischio, non troppo remoto, di uccidere qualcuno. La polizia ha spesso chiuso le strade circostanti quando i venti superavano i <strong>72 km\/h<\/strong>.<\/p>\n<p>Inoltre, complicazioni hanno riguardato il grattacielo sono strettamente connesse alla <strong>tenuta strutturale del medesimo<\/strong>. Le grandi oscillazioni del\u00a0 grattacielo, dovute ai carichi orizzontali dovuti al vento, hanno causato cinetosi tra gli occupanti dei piani pi\u00f9 alti. Al fine di ridurre queste oscillazioni sono stati installati due <strong>smorzatori di massa<\/strong> accordati al <strong>58mo piano<\/strong>.<\/p>\n<p>Per capire esattamente come questi dispositivi riescano a fermare le oscillazioni, ci affidiamo alla descrizione di <strong>Robert Campbell<\/strong>, architetto e critico di architettura del Boston Globe. Immaginate due enormi scatole d&#8217;acciaio riempite di piombo, pesanti ben <b>300 tonnellate ciascuna<\/b>, posizionate alle estremit\u00e0 opposte del 58\u00b0 piano.<\/p>\n<p>Questi blocchi sono ancorati alla struttura tramite un sistema di molle e ammortizzatori e scivolano liberamente su una piastra d&#8217;acciaio lubrificata. Quando il vento fa oscillare il grattacielo, i pesi tendono per inerzia a rimanere fermi mentre il pavimento si muove sotto di loro. A quel punto, le molle entrano in azione e &#8220;tirano&#8221; indietro l&#8217;edificio, frenandone il movimento.<\/p>\n<p>  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Taipei_101_Tuned_Mass_Damper.jpg\" alt=\"Taipei_101_Tuned_Mass_Damper\" width=\"922\" height=\"769\"\/> \t\t\tEsempio di funzionamento e posizionamento di uno smorzatore di massa a Taipei. Credit: Someformofhuman, CC BY\u2013SA 4.0 , via Wikimedia Commons <\/p>\n<p>L&#8217;effetto \u00e8 simile a quello di un <b>giroscopio<\/b> che stabilizza la torre. La scelta di installare due contrappesi non \u00e8 casuale ma serve a contrastare anche le torsioni, tirando in direzioni opposte quando l&#8217;edificio tende a ruotare su se stesso. Un intervento correttivo ingegnoso che, all&#8217;epoca, cost\u00f2 circa <b>3 milioni di dollari <\/b>per smorzatore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il John Hancock Tower, chiamato colloquialmente anche solo \u201cHancock\u201d, \u00e8 il grattacielo pi\u00f9 alto della citt\u00e0 di Boston&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":240209,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-240208","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115643292946185488","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240208","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=240208"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240208\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/240209"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=240208"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=240208"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=240208"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}