{"id":240407,"date":"2025-12-01T10:55:32","date_gmt":"2025-12-01T10:55:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/240407\/"},"modified":"2025-12-01T10:55:32","modified_gmt":"2025-12-01T10:55:32","slug":"jeff-beck-che-suona-coi-rolling-stones-e-il-pezzo-forte-del-nuovo-black-and-blue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/240407\/","title":{"rendered":"Jeff Beck che suona coi Rolling Stones \u00e8 il pezzo forte del nuovo \u2018Black and Blue\u2019"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un momento seminascosto nei nove minuti della Blues Jam del 1975 che <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/artista\/the-rolling-stones\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">i Rolling Stones<\/a> hanno registrato con Jeff Beck e che \u00e8 contenuta nell\u2019edizione super deluxe di Black and Blue. Il chitarrista smette di suonare blues alla Howlin\u2019 Wolf, alla B.B. King o alla Keith Richards e inizia a smanettare col volume dello strumento fino a fargli emettere un suono miagolante. Ha qualcosa di sublime, quel suono, e non somiglia a nessun\u2019altra cosa incisa dagli Stones. E forse \u00e8 anche per questo che Mick &amp; Keith non hanno fatto entrare Beck nella band dopo la defezione di Mick Taylor, che se n\u2019era andato pochi mesi prima insoddisfatto, tra le altre cose, del fatto che non gli concedessero di firmare i pezzi. Il punto \u00e8 che Beck era semplicemente troppo bravo e aveva troppa inventiva per diventare uno degli Stones. La storia ci ha insegnato che non era in ogni caso tagliato per mettersi al servizio di una band.<\/p>\n<p>Le tre jam che Beck ha registrato con il gruppo \u2013 inclusa un\u2019impressionante interpretazione dell\u2019allora inedita e jazzata Freeway Jam, una gemma uscita in Blow by Blow in cui Richards sembra trattenuto e il batterista Charlie Watts a suo agio \u2013 sono i pezzi forti della ristampa che rimanda all\u2019epoca pi\u00f9 strana degli Stones. Black and Blue del 1976 viene spesso raccontato come una specie di talent degli Stones: 40 minuti di rock, ballate e reggae che funzionavano anche da provini per Harvey Mandel dei Canned Heat, il turnista Wayne Perkins e Ron Wood dei Faces. Nessuno preferisce questo disco ai classici degli Stones, ma col senno di poi potremmo dire che \u00e8 stato sottovalutato. Forse l\u2019idea che fosse un Chi vuol essere un Rolling Stone? ha messo in ombra le canzoni.<\/p>\n<p>Va anche detto ed \u00e8 significativo che sono stati gli stessi Stones i primi ad averne scarsa considerazione visto che dal vivo hanno suonato raramente questi pezzi rispetto ad altri dell\u2019epoca, ovvero quelli appena precedenti di It\u2019s Only Rock and Roll del 1974 e quelli successivi di Some Girls del 1978. La stampa musicale dell\u2019epoca ha criticato gli Stones perch\u00e9 in Black and Blue sembravano dei freddi professionisti, trentenni che, per citare quella hit, offrivano pi\u00f9 \u201conly\u201d che \u201crock and roll\u201d. \u00c8 vero che il disco \u00e8 pi\u00f9 curato dei precedenti (non lo era l\u2019imbarazzante campagna pubblicitaria che \u00e8 stata cancellata quasi subito), ma \u00e8 uscito in un momento in cui ci si aspettava ancora che i musicisti rock morissero prima di invecchiare. E dal punto di vista strettamente musicale, le canzoni sono ben costruite, esempi di rock maturo, e questo indipendentemente dal fatto che agli stessi Stones piacesse ammetterlo o meno.<\/p>\n<p>La copertina \u00e8 relativamente sobria: un semplice ritratto fotografico, il primo dai tempi di Between the Buttons. I due singoli sono la ballata malinconica con un falsetto alla Smokey Robinson Fool to Cry e l\u2019ibrido fra disco e rock Hot Stuff. Non avevano il piglio di una It\u2019s Only Rock and Roll (But I Like It) o di Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker), per\u00f2 nell\u2019album ci sono Hand of Fate e Crazy Mama, esplosivo quasi quanto qualsiasi altro pezzo del periodo post Exile. Semplicemente, gli Stones non sembravano assetati di sangue come lo erano stati ad esempio in Star Star.<\/p>\n<p>Le ballate Memory Motel, ode alle groupie di Long Island che a quanto pare erano indimenticabili nel senso peggiore del termine, e Melody (ehi, almeno di lei si ricordavano il nome!) sono morbide e soul, hanno un tono adeguato all\u2019et\u00e0 degli Stones soprattutto grazie alle parti di pianoforte e ai cori di Billy Preston.\u00a0Cherry Oh Baby di Eric Donaldson \u00e8 convincente tanto quanto qualunque altro reggae bianco prodotto dai rocker inglesi nei \u201970, ma se non altro \u00e8 invecchiata meglio di I Shot the Sheriff di Eric Clapton. Sono tutte canzoni sparite o quasi dalle scalette degli Stones dopo il tour di Some Girls, l\u2019album che ci ha fatto capire perch\u00e9 non poteva che essere Wood a vincere la Grande guerra delle chitarre.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1012336\" class=\"size-full wp-image-1012336\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/black-and-blue-stone-pubblicita.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"1608\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1012336\" class=\"wp-caption-text\">La controversa inserzione pubblicitaria degli Stones che giocava sul significato dell\u2019espressione \u2018Black and Blue\u2019, essere pieni di lividi. Foto: Atlantic<\/p>\n<p>Riascoltato oggi, nel contesto del box set, l\u2019album suona bene, affilato, vivace. Il mago del suono Steven Wilson ha ravvivato i master quanto basta per far respirare un po\u2019 di pi\u00f9 gli strumenti senza alterare le canzoni. <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/musica\/storie-musica\/steven-wilson-i-segreti-del-mago-che-rida-vita-ai-classici-del-rock\/1009256\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Come ha detto a Rolling<\/a>, \u00abalcuni dicono che sia il disco degli Stones con il miglior suono degli anni \u201970 e potrei anche essere d\u2019accordo\u00bb, il che forse spiega perch\u00e9 ci \u00e8 andato leggero nel mix. Le canzoni sono sfumate negli stessi punti in cui lo erano nel 1976 e non ci sono assoli di chitarra alternativi dissepolti per l\u2019occasione, n\u00e9 jaggerismi che non conoscevamo.<\/p>\n<p>Il mix 2025 di Wilson eccelle nel dare la sensazione che le ballate siano \u201cnuove\u201d e brillanti, con parti di piano pi\u00f9 evidenti in Fool to Cry e il soul del bridge di Richards \u201cshe\u2019s got a mind of her own\u201d in Memory Motel pi\u00f9 pronunciato. L\u2019unico punto in cui i nuovi mix soffrono \u00e8 nei pezzi influenzati dalla disco e dal reggae, che suonavano volutamente claustrofobici negli anni \u201970 per gusto musicale, per l\u2019uso di coca o per entrambe le ragioni. Wilson ha allargato un po\u2019 troppo lo spettro sonoro di Hot Stuff e di Cherry Oh Baby, che in ogni caso non hanno perso il loro spirito e il basso di Bill Wyman non ha mai suonato meglio. In generale \u00e8 giusto che il mix non sia troppo drammatico e quindi distraente.<\/p>\n<p>Le bonus track, I Love Ladies e una cover di Shame, Shame, Shame di Shirley &amp; Company, anticipano le atmosfere di Emotional Rescue, con Mick Jagger che ha l\u2019esuberanza vocale di un Topolino che fa serata allo Studio 54. Sono divertenti, ma non sarebbero state bene dentro Black and Blue quanto Slave o la versione reggae di Start Me Up, entrambe registrate nelle stesse session e poi pubblicate su Tattoo You.<\/p>\n<p>Sono comunque due buoni inediti e viene da chiedersi cos\u2019altro ci sia negli archivi e se prima o poi qualcuno pubblicher\u00e0 ufficialmente Carnival to Rio, il pezzo funk che gli Stones e Preston hanno registrato con Eric Clapton pi\u00f9 o meno in quel periodo. E poi, Chuck Berry Style Jam con Harvey Mandel \u00e8 fantastica e in Rotterdam Jam Robert A. Johnson alterna i suoi assoli con quelli di Beck e Richards, ma dove sono finite le altre jam, a partire da quelle con Rory Gallagher, che secondo la leggenda era troppo bravo per entrare negli Stones?<\/p>\n<p>Alla fine, per\u00f2, anche i pezzi dal vivo inclusi nel box set risalenti al concerto del 1976 a Earls Court (alcuni estratti erano gi\u00e0 usciti in Love You Live) dimostrano che l\u2019uomo giusto era Wood. Non solo era inglese (a differenza di Perkins, che \u00e8 stato sul punto di entrare nella band), ma le sue parti s\u2019intrecciano alla perfezione con quelle di Richards. Sentite come suona in Hey Negrita, brano di Jagger-Richards per cui ha ricevuto un credito di \u201cispirazione\u201d (lui sostiene nelle note di copertina che ha scritto tutto tranne il testo), oppure come in Hand of Fate e Fool to Cry replica le parti di Perkins come se le avesse scritte lui. Con l\u2019aiuto di Preston, Ain\u2019t Too Proud to Beg suona pi\u00f9 funk del solito e Get Off of My Cloud ha un\u2019atmosfera honky-tonk. Anche Jagger appare particolarmente selvaggio e cambia le parole di It\u2019s Only Rock and Roll, Brown Sugar e Street Fighting Man con versi provocatori che ben si adattano alla succitata campagna pubblicitaria. Si capisce che non gliene fregava granch\u00e9 d\u2019essere considerato un moderato.<\/p>\n<p>Il film concerto del Blu-Ray a Les Abattoirs di Parigi (alcune registrazioni erano finite su Love You Live) li mostra invece un po\u2019 sottotono. Forse il pene gonfiabile che Jagger cavalca durante Star Star aveva bisogno di un po\u2019 di Viagra. Jagger cerca di ravvivare l\u2019atmosfera tirando acqua e coriandoli e oscillando sopra il pubblico appeso a una corda come Tarzan, una trovata che nel 1976 era tutto sommato nuova. Il carisma di Wood \u00e8 evidente. Perkins era un uomo da studio di registrazione, Woody aveva gi\u00e0 macinato chilometri in tour coi Faces. Di nuovo: non c\u2019\u00e8 dubbio fosse la scelta giusta.<\/p>\n<p>Gli Stones hanno liquidato Black and Blue come un disco di passaggio tra Mick Taylor e Ron Wood, e invece il box set li mostra alle prese con uno snodo cruciale della loro carriera, aperti a nuovi suoni e musicisti senza deragliare. Sono canzoni che meriterebbero una seconda vita. Se il titolo Black and Blue evoca i lividi, gli Stones all\u2019epoca si stavano riprendendo da quelle botte. Che peccato per\u00f2 che non ci siano molte pi\u00f9 registrazioni con Beck e con gli altri musicisti: avremmo avuto un assaggio dello stile degli Rolling Stones in un universo parallelo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1012332\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/black-and-blue-ristampa.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"1000\"  \/><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rollingstone.com\/music\/music-album-reviews\/rolling-stones-black-and-blue-box-set-review-1235464201\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Da Rolling Stone US.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un momento seminascosto nei nove minuti della Blues Jam del 1975 che i Rolling Stones hanno registrato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":240408,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-240407","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115643950277604250","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240407","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=240407"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240407\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/240408"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=240407"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=240407"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=240407"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}