{"id":240452,"date":"2025-12-01T11:28:10","date_gmt":"2025-12-01T11:28:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/240452\/"},"modified":"2025-12-01T11:28:10","modified_gmt":"2025-12-01T11:28:10","slug":"il-cancelliere-tedesco-merz-invia-lettera-allue-per-eliminare-lo-stop-ai-termici-nel-2035","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/240452\/","title":{"rendered":"Il cancelliere tedesco Merz invia lettera all&#8217;Ue per eliminare lo stop ai termici nel 2035"},"content":{"rendered":"<p>Di nuovo, la <strong>Germania<\/strong> prova a rimettere le mani sul volante dell\u2019Europa. E lo fa con <strong>una lettera<\/strong> che pesa come un macigno sull\u2019ingranaggio gi\u00e0 cigolante della transizione elettrica. <strong>Friedrich Merz<\/strong>, cancelliere di un Paese che dell\u2019auto ha fatto un totem e un pilastro industriale, ha scritto a Ursula von der Leyen chiedendo una <strong>revisione<\/strong> dell\u2019obbligo di zero emissioni dal 2035. Non un dettaglio tecnico, ma una scossa tellurica agli equilibri comunitari: spostare la data significa rimettere in discussione l\u2019intero impianto ideologico che ha accompagnato l\u2019ascesa dell\u2019elettrico. La transizione sembra scricchiolare pi\u00f9 che mai.\n<\/p>\n<p>La mossa del cancelliere tedesco<\/p>\n<p>Merz prova a scardinare l\u2019ortodossia climatica con un argomento che in Germania \u00e8 gi\u00e0 diventato un mantra: la <strong>neutralit\u00e0 tecnologica<\/strong>. \u201cIl governo federale \u00e8 convinto che questo approccio tecnologicamente neutro per i veicoli di nuova immatricolazione ci consentir\u00e0 di raggiungere i nostri obiettivi climatici complessivi\u201d, scrive il cancelliere. Non un no all\u2019elettrico, ma un s\u00ec a tutto il resto: <strong>carburanti sintetici<\/strong>, biocarburanti avanzati, persino quelli tradizionali, che per Merz \u201cdevono continuare a svolgere il loro ruolo\u201d. \u00c8 la fotografia di un\u2019industria che non vuole farsi trovare nuda quando la marea della transizione si ritirer\u00e0, lasciando sulla spiaggia investimenti monchi e stabilimenti svuotati.<\/p>\n<p>La posizione tedesca, non a caso, scalda anche i piani alti dell\u2019industria. Da Stellantis, Emanuele Cappellano definisce \u201cbenvenute tutte le misure che favoriscono un ritorno rapido e sostenibile alla crescita dell\u2019industria automobilistica europea\u201d. \u00c8 il linguaggio misurato di chi ha imparato a non irritare Bruxelles, ma sotto la superficie scorre un messaggio pi\u00f9 ruvido: senza una correzione di rotta, il sistema non regge. E non lo dicono soltanto i manager.<\/p>\n<p>Cosa accade a Termoli<\/p>\n<p>A Termoli, infatti, la protesta si \u00e8 fatta piazza, megafoni e rabbia. Mille persone \u2013 operai, famiglie, lavoratori dell\u2019indotto, sindaci del Basso Molise, perfino il presidente del Consiglio regionale \u2013 sono scesi in strada per difendere uno stabilimento che avrebbe dovuto diventare simbolo del nuovo corso elettrico, con una <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/termoli-gigafactory-slitta-costruzione\/227460\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gigafactory <\/a>mai realmente decollata. Sul terreno restano solo promesse e denaro pubblico bruciato: \u201cSono stati spesi centinaia di milioni di euro ma le auto elettriche circolanti in Italia sono l\u20191 per cento\u201d, ricorda il segretario nazionale della Uilm, Rocco Palombella. E avverte: \u201cTermoli e il Molise rischiano di perdere 2.500 posti di lavoro. Non accetteremo che il Molise diventi un museo industriale\u201d.<\/p>\n<p>Il grido si allarga. \u201cQuesta transizione \u00e8 fallita\u201d, dice senza giri di parole Stefano Boschini della Fim-Cisl. E rilancia: \u201cDevono riportare i motori sulle macchine. Bisogna ripartire dai veicoli ibridi non per abbandonare la transizione ma per farla con intelligenza\u201d. \u00c8 l\u2019idea di un ponte, non di un salto nel vuoto. Una transizione che non si limiti a sostituire un powertrain, ma che costruisca un ecosistema realmente sostenibile. Lo scenario, per ora, non lo \u00e8.<\/p>\n<p>Un po\u2019 di ossigeno<\/p>\n<p>Nemmeno in Stellantis l\u2019ottimismo regna sovrano, ma una fessura nella nube c\u2019\u00e8: \u201cDopo la presentazione della<a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/auto-ibride\/fiat-500-hybrid-prezzi-allestimenti\/303874\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> 500 ibrida<\/a> a Torino ci sar\u00e0 un po\u2019 di lavoro nel 2026 a Termoli\u201d, afferma Antonio Spera della Uglm. \u00abCi sono le condizioni per creare un\u2019opportunit\u00e0 per quanto riguarda gli endotermici e i motori ibridi\u00bb. L\u2019immagine, pi\u00f9 che una garanzia, \u00e8 un galleggiamento. Ma in Molise, oggi, ci si aggrappa anche a quello.<\/p>\n<p>Merz ha riaperto una partita che l\u2019Europa credeva archiviata. Il 10 dicembre arriver\u00e0 il verdetto dell\u2019Ue. Ma intanto, tra Berlino, Bruxelles e Termoli, si allunga l\u2019ombra di una domanda che nessuno vuole pronunciare: e se l\u2019Europa avesse corso troppo, troppo in fretta, lasciandosi dietro proprio quell\u2019industria che avrebbe dovuto salvare? Ai posteri l\u2019ardua sentenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Di nuovo, la Germania prova a rimettere le mani sul volante dell\u2019Europa. 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