{"id":240915,"date":"2025-12-01T18:07:23","date_gmt":"2025-12-01T18:07:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/240915\/"},"modified":"2025-12-01T18:07:23","modified_gmt":"2025-12-01T18:07:23","slug":"lecco-gli-anni-70-e-i-festival-rock-in-una-mostra-fotografica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/240915\/","title":{"rendered":"Lecco: gli anni &#8217;70 e i Festival Rock in una mostra fotografica"},"content":{"rendered":"<p>    \t\t\tVenerd\u00ec 28 novembre, nelle sale di Palazzo delle Paure, <strong>Lecco <\/strong>ha riaperto una pagina decisiva della propria memoria culturale inaugurando <strong>\u201cL\u2019altra faccia della luna. Gli anni Settanta e l\u2019utopia dei Festival Rock\u201d<\/strong>, la <strong>mostra fotografica collettiva<\/strong> ideata dal Comune e dal Sistema Museale Urbano Lecchese. Pi\u00f9 che un percorso espositivo, un viaggio nella vibrazione di un\u2019epoca che ancora oggi continua a interrogare, evocando la spinta rivoluzionaria dei giovani, il fermento sociale e culturale e l\u2019utopia musicale di quegli anni.<br \/><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mostrafestival__8_.jpg\" alt=\"mostrafestival__8_.jpg (73 KB)\" width=\"800\" height=\"537\"\/><br \/>Allestita nella fototeca, uno spazio pensato per valorizzare fotografie, incisioni e opere su carta e avvicinare il pubblico al patrimonio artistico dei musei lecchesi, la mostra raccoglie le opere di nove artisti che hanno documentato con passione e partecipazione gli storici Festival Rock italiani degli anni Settanta. Il percorso espositivo comprende anche i manifesti rivoluzionari del celebre graphic designer Giancarlo Iliprandi, capaci di raccontare attraverso l\u2019immagine le tensioni, le battaglie e le aspirazioni di quegli anni. Dal Festival di Re Nudo del 1971 a Montalbano, fino alle edizioni milanesi al Parco Lambro, le fotografie, analogiche e cariche di autenticit\u00e0, restituiscono non solo il fermento musicale, ma anche l\u2019intensit\u00e0 delle emozioni dei giovani, dei musicisti e degli spettatori.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mostrafestival__1_.jpg\" alt=\"mostrafestival__1_.jpg (53 KB)\" width=\"600\" height=\"606\"\/><strong>Barbara Cattaneo<\/strong>, curatrice della mostra, ha aperto la conferenza inaugurale sottolineando il valore della tutela e della valorizzazione dei fondi fotografici: \u00abAbbiamo accolto fondi dispersi, raccolto circa quattromila fotografie dell\u2019Ottocento e del Novecento e creato un panorama che mette in dialogo autori locali con contesti nazionali e internazionali. Questi scatti non sono solo documenti, sono memoria viva\u00bb. Ha poi ricordato come i festival rappresentassero un periodo di utopia e rivoluzione, in cui i giovani si affacciavano per la prima volta alla vita politica, culturale e sociale con uno spirito di rottura e partecipazione che traspare in ogni immagine esposta.<br \/><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mostrafestival__2_.jpg\" alt=\"mostrafestival__2_.jpg (53 KB)\" width=\"800\" height=\"618\"\/><br \/>L\u2019assessore alla cultura<strong> Simona Piazza<\/strong> ha evidenziato l\u2019importanza della mostra per le nuove generazioni, spiegando come le fotografie permettano di comprendere l\u2019impatto sociale e culturale di quegli anni: \u00abQueste immagini ci aiutano a capire come la passione e l\u2019energia di allora abbiano attraversato la citt\u00e0 e il Paese. \u00c8 fondamentale che i giovani possano vedere da vicino questi movimenti\u00bb. Ha poi sottolineato il valore dei fotografi e di chi ha messo a disposizione il proprio lavoro per rendere possibile la mostra, permettendo al pubblico di immergersi nel clima di quei festival. <br \/><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mostrafestival__3_.jpg\" alt=\"mostrafestival__3_.jpg (56 KB)\" width=\"800\" height=\"616\"\/><br \/>Festival di cui ha parlato anche<strong> Luigi Erba<\/strong>, raccontando inoltre l\u2019evoluzione della fotografia a Lecco e spiegando che il Foto Club nasceva proprio in quegli anni, legandosi al fermento nazionale. \u00abQuesti giovani fotografi non erano osservatori distaccati, ma partecipi: condividevano l\u2019energia, la musica e le battaglie dei loro coetanei. Immortalare quegli eventi dietro a un obiettivo era un atto performativo, un modo di entrare nella vita di un\u2019epoca e di restituirla con intensit\u00e0\u00bb, ha detto. La passione dei fotografi, ha aggiunto, spesso superava la tecnica, perch\u00e9 era l\u2019essere dentro l\u2019evento, l\u2019essere parte del movimento, a rendere le immagini autentiche.<br \/><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mostrafestival__7_.jpg\" alt=\"mostrafestival__7_.jpg (49 KB)\" width=\"800\" height=\"553\"\/><br \/><strong>Roberto Mutti<\/strong> ha approfondito il contesto storico e sociale dei festival: \u00abGli anni Settanta erano un tempo complesso, in cui la comunicazione era scarsa e il passaparola fondamentale. I giovani cercavano di appropriarsi della propria vita, esprimersi, fare esperienze radicalmente nuove. I festival rock furono microcosmi in cui la rivoluzione culturale e musicale si intrecciava con la vita quotidiana. Chi guardava da fuori non capiva, ma chi era l\u00ec percepiva la forza del cambiamento\u00bb.<br \/><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mostrafestival__4_.jpg\" alt=\"mostrafestival__4_.jpg (55 KB)\" width=\"800\" height=\"642\"\/><br \/>Dopo gli interventi dei curatori, spazio ai protagonisti. \u00abFotografare quei festival \u00e8 stato naturale: la musica, il fermento sociale e le battaglie dei giovani ci hanno coinvolto totalmente. La mia collaborazione con Roberto Masotti ci ha permesso di catturare momenti unici, con una spontaneit\u00e0 che oggi \u00e8 difficile da ricreare\u00bb ha detto <strong>Silvia Lelli<\/strong>, ricordando la variet\u00e0 dei soggetti, dai gruppi femministi ai musicisti emergenti, e le performance innovative come quella del gruppo Area, che coinvolgeva il pubblico in modi assolutamente pionieristici.<br \/><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mostrafestival__5_.jpg\" alt=\"mostrafestival__5_.jpg (51 KB)\" width=\"800\" height=\"555\"\/><br \/><strong>Fabio Minotti <\/strong>ha poi condiviso i ricordi delle prime reflex e delle prime esperienze fotografiche: \u00abLa musica era il motore di tutto. Fotografare Franco Battiato nella prima edizione del \u201974 \u00e8 stato un privilegio: eravamo immersi nell\u2019energia dei festival, senza sentire il peso del lavoro, ma solo l\u2019entusiasmo di chi vive un momento storico\u00bb. <br \/><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mostrafestival__6_.jpg\" alt=\"mostrafestival__6_.jpg (53 KB)\" width=\"800\" height=\"576\"\/><br \/><strong>Renato Corsini <\/strong>ha offerto riflessioni pi\u00f9 teoriche e profonde sulla fotografia: \u00abNon esistono belle fotografie, esistono buone fotografie. E per essere buone, bisogna essere vicini: non vicini fisicamente, ma vicini al movimento, all\u2019energia, alla vita che si svolge davanti all\u2019obiettivo. Solo cos\u00ec la fotografia diventa testimonianza autentica, documento di un\u2019epoca e di una rivoluzione\u00bb. La sua citazione \u00e8 emblematica: una fotografia deve \u201ctrasmettere il tempo e l\u2019essenza di ci\u00f2 che ritrae\u201d, e nelle immagini esposte si percepisce questo coinvolgimento diretto.<br \/><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mostrafestival__9_.jpg\" alt=\"mostrafestival__9_.jpg (74 KB)\" width=\"800\" height=\"536\"\/><br \/>Gli altri sei fotografi, le cui opere sono esposte nella mostra, pur non essendo presenti in conferenza \u2013 alcuni perch\u00e9 impossibilitati, altri perch\u00e9 scomparsi \u2013 hanno arricchito l\u2019esposizione con i loro sguardi unici, dal reportage sociale alla composizione artistica, contribuendo a creare un mosaico completo e appassionato del Festival Rock. L\u2019intera esposizione testimonia come i giovani, i musicisti e i fotografi di quegli anni siano stati coinvolti in un periodo di grande fermento, segnando profondamente la memoria culturale italiana.<br \/><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mostrafestival__10_.jpg\" alt=\"mostrafestival__10_.jpg (66 KB)\" width=\"800\" height=\"491\"\/><br \/>Al termine della conferenza, i presenti hanno potuto visitare la mostra, immergendosi tra le immagini, i manifesti e le atmosfere evocative di un\u2019epoca che, pur distante nel tempo, continua a parlare e a emozionare. La visita ha permesso di toccare con mano la vitalit\u00e0 di quegli anni e di comprendere il potere della fotografia come strumento di memoria e di racconto sociale.    \t\t<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n        \t\tG.D.   \t\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Venerd\u00ec 28 novembre, nelle sale di Palazzo delle Paure, Lecco ha riaperto una pagina decisiva della propria memoria&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":240916,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-240915","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115645648089499878","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240915","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=240915"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240915\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/240916"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=240915"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=240915"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=240915"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}