{"id":241304,"date":"2025-12-02T00:04:34","date_gmt":"2025-12-02T00:04:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/241304\/"},"modified":"2025-12-02T00:04:34","modified_gmt":"2025-12-02T00:04:34","slug":"il-giardino-di-mattoni-il-paesaggio-incolto-incontra-lo-stile-minimale-di-a25architetti-pochi-ingredienti-essenziali-mattoni-ghiaia-e-ferro-darmatura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/241304\/","title":{"rendered":"Il Giardino di Mattoni, il paesaggio incolto incontra lo stile minimale di a25architetti &#8211; Pochi ingredienti essenziali &#8211; mattoni, ghiaia e ferro d&#8217;armatura"},"content":{"rendered":"<p>A volte un progetto, per essere elegante, richiede processi di sottrazione, togliere piuttosto che aggiungere, selezionare con cura ci\u00f2 che \u00e8 necessario, eliminare il superfluo e lasciare la scena all&#8217;essenziale.<\/p>\n<p>Lo<strong> studio a25architetti<\/strong> &#8211; fondato da<strong> Francesco e Paolo Manzoni <\/strong>a Sirtori, in alta Brianza &#8211; sembra ormai essere maestro in quest&#8217;approccio, con progetti piccoli e raffinati che ne definiscono il loro stile, minimale, semplice e poetico.<\/p>\n<p>Al <a href=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/notizie\/29127\/Il-rifugio-del-gelso-La-micro-architettura-di-a25architetti-nel-paesaggio-della-Brianza\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Rifugio del Gelso<\/a>, che gli valse anche il titolo di Giovane Talento dell&#8217;Architettura 2021 e alla <a href=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/notizie\/32307\/Il-Vecchio-Torchio-a25architetti-trasforma-un-antico-spazio-di-lavoro-in-luogo-di-incontro\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">trasformazione di un Vecchio Torchio in spazio di aggregazione<\/a>, completato lo scorso anno a Montevecchia, sempre in Brianza, si \u00e8 recentemente aggiunto un intervento di paesaggio tradotto in un giardino per un&#8217;abitazione privata, tutto concepito partendo da un solo elemento: <strong>il mattone<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Situato a poca distanza dal centro abitato di Crocefieschi<\/strong>, quella che un tempo fu una nota e amb\u00ecta meta estiva dei Genovesi, il progetto trae ispirazione proprio dal contesto ospitante, fatto di boschi e formazioni rocciose, tra cui spiccano le suggestive<strong> &#8220;Rocche del Reopasso&#8221;<\/strong>, imponenti masse levigate di conglomerato che affiorano dalla vegetazione come dune pietrificate.<\/p>\n<p><strong>Un paesaggio tanto fragile quanto sfidante<\/strong>, caratterizzato dalla presenza di <strong>un pendio scosceso da tempo abbandonato<\/strong>, segnato da un delicato equilibrio tra natura e presenza umana, ma dalle enormi potenzialit\u00e0 di riscatto.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Come le Rocche del Reopasso<\/strong> &#8211; spiegano i progettisti &#8211; <strong>l&#8217;intervento lavora sull&#8217;idea di &#8220;affioramento&#8221; degli elementi artificiali in dialogo con quelli naturali. Il Giardino di Mattoni diventa cos\u00ec terreno di sperimentazione per una nuova idea di giardino: uno spazio che intreccia materia e paesaggio, natura e costruzione&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il mattone<\/strong>, per antonomasia unit\u00e0 elementare del costruire, per lo pi\u00f9 orientato alla verticalit\u00e0, <strong>diventa qui metafora dell&#8217;occupare uno spazio<\/strong>, segnando un limite, un confine entro cui stare e sostare, una\u00a0<strong>soglia tra naturale e artificiale<\/strong>,\u00a0tra il mondo vegetale e il passaggio dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p class=\"spaceup\"><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/a25_architetti_Giardino_di_Mattoni_02b.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"640\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">foto: \u00a9 Marcello Mariana<\/p>\n<p><a id=\"Unpaesaggiocostruitodovelarchitetturadialogaconlanaturaattraversolamateria\"\/>Un paesaggio costruito dove l&#8217;architettura dialoga con la natura attraverso la materia.<\/p>\n<p><strong>Il progetto parte dallo studio dei terrazzamenti esistenti <\/strong>&#8211; realizzati con palizzate lignee e materiali di risulta &#8211; con la volont\u00e0 di trasformarli in nuovi luoghi abitabili, pensati come spazi di sosta, relazione e connessione visiva con il paesaggio circostante. Definizione e connessione tra i terrazzamenti sono realizzati utilizzando <strong>3 materiali essenziali: mattoni, ghiaia ed elementi in ferro d&#8217;armatura<\/strong> che, con la loro semplicit\u00e0 danno forma a un giardino unitario e continuo.<\/p>\n<p><strong>Il percorso si snoda dal terrazzamento pi\u00f9 alto<\/strong>, in corrispondenza della quota strada, e scende verso la quota intermedia, dove si trova la casa, dove una piccola piazzola offre uno spazio di sosta, con una zona piantumata del giardino lineare adiacente all&#8217;abitazione.<\/p>\n<p>Il giardino prosegue poi fino al livello inferiore, ai margini del bosco, dove una seconda piazzola segna il passaggio tra il giardino costruito e quello naturale: un luogo di contemplazione.<\/p>\n<p>La continuit\u00e0 tra i terrazzamenti \u00e8 definita dalla <strong>piantumazione dei pendii con essenze rampicanti <\/strong>che, nel tempo, si svilupperanno lungo i parapetti in ferro, inglobando progressivamente le palizzate lignee esistenti.<\/p>\n<p>I terrazzamenti esistenti infatti, vengono mitigati mediante la realizzazione di elementi in ferro puntuali che costituiscono cos\u00ec una &#8220;parete&#8221; che diventa limite e supporto per la crescita nel tempo della vegetazione.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Il Giardino di Mattoni <\/strong>&#8211; concludono i progettisti &#8211; <strong>non \u00e8 solo un intervento di sistemazione esterna, ma un atto simbolico di rigenerazione paesaggistica. Laddove un tempo vi era un&#8217;area di risulta degradata, oggi prende forma un nuovo paesaggio ibrido: un giardino abitabile, sospeso tra artificio e natura&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><a id=\"LefotografiediMarcelloMariana\"\/>Le fotografie di Marcello Mariana<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/a25_architetti_Giardino_di_Mattoni_01b.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"999\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/a25_architetti_Giardino_di_Mattoni_01.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"640\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/a25_architetti_Giardino_di_Mattoni_03.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"999\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/><\/p>\n<p><img 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