{"id":24145,"date":"2025-08-02T13:47:12","date_gmt":"2025-08-02T13:47:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/24145\/"},"modified":"2025-08-02T13:47:12","modified_gmt":"2025-08-02T13:47:12","slug":"carlo-fei-ne-piu-ne-meno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/24145\/","title":{"rendered":"Carlo Fei, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono artisti che non rincorrono n\u00e9 la produzione n\u00e9 l\u2019esposizione, hanno un\u2019idea precisa che perseguono per tutta la vita. Quella di Carlo Fei, fiorentino classe 1955, \u00e8 quella di uno sguardo \u201coggettivo\u201d nel senso pi\u00f9 pregnante del termine, cio\u00e8 non solo non soggettivo ma che al tempo stesso restituisce l\u2019oggetto come un tutto e cos\u00ec facendo lo pone di fronte a chi guarda come un interlocutore, come un altro s\u00e9. La dialettica che ne scaturisce \u00e8 assolutamente sconcertante, conturbante, perturbante, ma anche definitiva e definitoria: si ha l\u2019impressione di essere arrivati al capolinea di un\u2019idea, alla sua realizzazione e alla nostra, se cos\u00ec posso dire.<\/p>\n<p>Sembra bastare poco, un fondo nero, isolare e ingrandire l\u2019immagine dell\u2019oggetto, mettere bene tutto a fuoco, ma non \u00e8 cos\u00ec semplice, \u00e8 una sintesi dentro la quale si scoprono le implicazioni pi\u00f9 profonde, tanto da scomodare \u2013 a richiesta \u2013 l\u2019alchimia e l\u2019esoterismo pi\u00f9 radicato, cos\u00ec come il rimando agli archetipi e ai simboli pi\u00f9 antichi, senza tempo.<\/p>\n<p>Dov\u2019\u00e8 in effetti il tempo fotografico in queste immagini di Fei? \u00c8 tutto incistato nello scatto, nella sua insituabilit\u00e0, come condensato ancor pi\u00f9 che sospeso. Il fondo nero diventa magico, ancestrale, una \u201cluce nera\u201d, e l\u2019ombra diventa vivificatrice. Piccole cose: una batteria, un amuleto, un insetto da collezione, un vaso, un colpo di luce nel paesaggio, tutte cose \u201cfatte di niente\u201d, come le definisce l\u2019artista, ma che rimandano all\u2019energia, alla vita, e la restituiscono.<\/p>\n<p>1. N\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno (Batterie), 1998.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"j\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"d87c18a6-2040-483b-8e7b-3b85bff577d5\" height=\"613\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/01 Ne\u0301 piu\u0300 ne\u0301 meno (Batterie), 1998.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nN\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno (Batterie), 1998.<\/p>\n<p>EG: Hai voluto cominciare con una \u201cbatteria\u201d, che curiosamente, anche un po\u2019 ironicamente, \u00e8 intitolata N\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, naturalmente facendo riferimento ai due segni che identificano i poli positivo e negativo. Come \u00e8 nata questa serie?<\/p>\n<p>CF: Questa prima serie, diciamo, \u00e8 una sorta di linea fra il prima e il dopo delle mie fotografie. Perch\u00e9 non \u00e8 che inizio nel 1998, in realt\u00e0 inizio negli anni \u201970, quando trovo il libro di Ugo Mulas pubblicato da Einaudi, leggo il testo e veramente mi fa entrare in sintonia di pi\u00f9 con la fotografia. Da l\u00ec parte il mio tentativo di lavoro fino ad arrivare alla prima serie, questa delle batterie. La serie nasce in modo un po\u2019 strano perch\u00e9 volevo mettere su fotografia qualcosa che non fosse un punto di vista ma, come dire?, la \u201crotondit\u00e0\u201d di un vedere. Allora ne parlavo con un amico che aveva e ha ancora una galleria, si chiama Simone Frittelli, e gli dissi: \u201cSai, mi piacerebbe fare delle foto di batterie, perch\u00e9 racchiudono un po\u2019 quello che vorrei far vedere, perch\u00e9 la batteria ha un pi\u00f9 e un meno, \u00e8 un insieme che ti sta intorno, \u00e8 tutto questo, un po\u2019 come pu\u00f2 essere la Terra vista dallo spazio, cio\u00e8 qualcosa che vedi tutto insieme, un tutt&#8217;uno\u201d. E cos\u00ec Frittelli una mattina arriva in studio, che avevo come fotografo professionista, e mi lascia una batteria. Io rimango un po\u2019 sorpreso ma, insomma, \u00e8 iniziata la faccenda.<\/p>\n<p>Sono andato da un elettrauto a cercarne altre, perch\u00e9 era anche il momento in cui queste batterie si trasformavano, stavano diventando un&#8217;altra cosa. Per fortuna ne trovo uno che ha tutte le batterie pi\u00f9 strane di questo mondo, rosse, bianche, verdi, di tutti i colori, e quindi faccio una serie di 18 fotografie. Le ingrandisco, perch\u00e9, diciamo, il succo era quello: non rimanere nella fotografia piccola, che era quella che fino ad allora, fino alla met\u00e0 degli anni \u201880 era la fotografia che veniva veicolata, formato 24 x 36 cm, difficile che si stampassero foto pi\u00f9 grandi; forse qualche americano, qualche artista, ma non erano diffuse. Erano tutte 24 x 36 e a me non davano soddisfazione, quindi le ho ingrandite tantissimo, anche perch\u00e9 l&#8217;idea era quella di ingrandire qualcosa che diventasse un&#8217;altra cosa, all\u2019occhio, perch\u00e9 non capivi pi\u00f9 la batteria, che diventava una cosa un po\u2019 astratta, con queste linee, questi colori.<\/p>\n<p>Ecco, questo \u00e8 l&#8217;inizio della serie, che poi chiamo N\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno perch\u00e9 giocavo sull&#8217;idea dei due poli della batteria che sono uno il pi\u00f9 e uno il meno, ed \u00e8 un po\u2019 relativo anche al linguaggio, perch\u00e9 non doveva essere neanche linguaggio, perch\u00e9 \u201cn\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno\u201d si dice sempre quando uno tende a formalizzare qualcosa, allora si dice: \u201cCome ho detto, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno quello che ho detto\u201d. Allora, diciamo, era fuori anche dal linguaggio, perch\u00e9 non mi interessava rendere con la fotografia un linguaggio, quindi per rimarcare ironicamente anche questo fatto venne fuori il titolo N\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno.<\/p>\n<p>EG: C\u2019\u00e8 poi nella batteria il grande tema dell&#8217;energia.<\/p>\n<p>CF: Certo, fondamentale. Cio\u00e8 il vedere sommato al fatto che quello che si vede non \u00e8 quello che \u00e8, \u00e8 apparenza, perch\u00e9 noi non siamo fatti di carne, siamo fatti di elettroni, di atomi, di energia, di microenergie che si collegano l\u2019un l\u2019altra a formare un corpo umano, una casa, un oggetto, la Terra stessa; quindi tanti atomi tutti insieme formano questa cosa che noi chiamiamo materia ma che in realt\u00e0 non si sa bene cosa sia, a che cosa \u00e8 collegata poi nell&#8217;insieme di tutto quello che noi vediamo con il telescopio. Per questo dicevo della Terra vista dal cielo, perch\u00e9 era fondamentale anche questo aspetto, il vedere da distanza qualcosa che da vicino \u00e8 un&#8217;altra cosa ancora, quindi l&#8217;apparenza, queste questioni. Volevo che si capisse che quello che si vede non \u00e8 quello che \u00e8.<\/p>\n<p>2. Fatti di niente (Talismani), 1999.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"j\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"344c7498-5717-478a-a509-ea89297b9de2\" height=\"879\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/02 Fatti di niente (Talismani), 1999.jpg\" width=\"610\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nFatti di niente (Talismani), 1999.<\/p>\n<p>EG: Giustamente poi passavi alla serie che hai intitolato Fatti di niente, un altro titolo allusivo e a pi\u00f9 sensi. In ogni caso, mi pare che, se con le batterie un certo discorso di contenuto rimaneva velato, con gli amuleti-talismani, che sono degli oggetti gi\u00e0 simbolici, si capisce che c&#8217;\u00e8 un altro tipo di energia in ballo e quindi che stai pensando anche a questi argomenti.<\/p>\n<p>CF: Diciamo che l&#8217;energia \u00e8 sempre quella, perch\u00e9 tu vedi un cornetto e ti affidi a Dio, agli dei, per avere qualcosa che altrimenti pensi che non potresti avere. Quindi l\u2019energia che ti collega con il cielo, apparentemente anche questa, in realt\u00e0 ti collega con l\u2019energia universale. Certo, la batteria \u00e8 un accumulatore, ma \u00e8 lo stesso con l\u2019amuleto che mette in contatto il cielo con la terra. La serie si poteva chiamare anche N\u00e9 in cielo n\u00e9 in terra, volendo, per\u00f2 ho preferito Fatti di niente perch\u00e9 sono oggetti fatti veramente di plasticaccia, non \u00e8 che sono d\u2019oro massiccio o altro per cui avrebbero un valore anche materiale, l&#8217;unico valore che hanno \u00e8 portare fortuna. Ma cos&#8217;\u00e8 portare fortuna? C&#8217;\u00e8 qualcuno che pu\u00f2 spiegarci cos&#8217;\u00e8 portare la fortuna? S\u00ec, si pu\u00f2 spiegare filosoficamente in mille modi, ma non realmente, non c&#8217;\u00e8 questa realt\u00e0 del portare fortuna, \u00e8 un&#8217;idea che ci portiamo dietro evidentemente da quando esiste l&#8217;uomo, cio\u00e8 qualcosa che interviene a cambiare le cose e che noi non sappiamo cosa sia.<\/p>\n<p>EG: Possiamo dire le stesse cose per la fotografia? Cio\u00e8 anche la fotografia \u00e8 un accumulatore, un distributore di energia, la intendi in questo modo? Il contenuto rappresentato si ripercuote anche sul medium che stai usando?<\/p>\n<p>CF: Be\u2019, dipende da come la si intende. Cio\u00e8, se la intendi come linguaggio, diciamo che ha un suo ambito preciso. Se viene usata&#8230; Sai che c&#8217;\u00e8 questo modo brutto di dire \u201cl&#8217;artista usa la fotografia\u201d. Per me chi usa la fotografia \u00e8 un fotografo. Se vuoi, non \u00e8 pi\u00f9 un linguaggio quando diventa arte. Ha a che fare col medium, sicuramente, per\u00f2 anche no, volendo, perch\u00e9 se tu fai dell&#8217;arte, la fai con quello che ti pare, pu\u00f2 essere un oggetto inutile buttato via&#8230;<\/p>\n<p>EG: Per\u00f2 la parola \u201cmedium\u201d ha naturalmente ha anche la valenza medianica.<\/p>\n<p>CF: Fatti di niente, no?, gli amuleti. Medium, cio\u00e8 quella cosa che ti porta da un&#8217;altra parte.<\/p>\n<p>EG: Quindi anche la fotografia in questo senso.<\/p>\n<p>CF: Anche la fotografia, s\u00ec.<\/p>\n<p>3 Fatti di niente (Numeri), 2001.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"j\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"a3a43742-5bff-4898-8a3f-9e8bb5276b89\" height=\"1170\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/03 Fatti di niente (Numeri), 2001.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nFatti di niente (Numeri), 2001.<\/p>\n<p>EG: Sempre con lo stesso titolo hai realizzato poi una serie curiosa per altri versi, anche nel senso che qui ci smarriamo un po\u2019. Sono i \u201cnumeri\u201d. \u00c8 vero che sono al neon, e quindi luce, energia, ma perch\u00e9 i numeri?<\/p>\n<p>CF: Non solo perch\u00e9 sono luce, perch\u00e9 sono anche lightbox. L\u2019uso del lightbox mi ha permesso di abbassarli a qualcos&#8217;altro. Cio\u00e8, prima ho fatto fare i neon dei numeri e poi li ho accesi e li ho fotografati e li ho montati su lightbox. Quando si accende il lightbox \u00e8 come se si accendesse il numero e invece \u00e8 una fotografia retroilluminata. Tu ti dici: \u201cMa c&#8217;\u00e8 un numero dentro?\u201d No, c&#8217;\u00e8 una fotografia. Quindi c&#8217;\u00e8 uno spostamento fra le due cose. Allora, non sono fatti di niente gli oggetti, perch\u00e9 chiaramente il neon non \u00e8 fatto di niente, ma la fotografia s\u00ec, \u00e8 fatta di niente.<\/p>\n<p>Poi anche i numeri stessi non hanno sostanza, diventano sostanza quando sono sette mele, ma se tu li metti astrattamente in una stanza su una parete, cos\u00ec, 7, cosa significa? Puoi avere dei rimandi sempre letterari, filosofici, eccetera, ma l\u00ec su una parete, se tu entri in una stanza&#8230; Come avevo fatto al Forte Belvedere, a Firenze: avevo chiuso le stanze con dei pannelli neri per cui attraversavi dei corridoi completamente al buio, entravi in una stanza dove avevi un attimo per riprenderti e vedevi questo numero e dicevi: \u201cBoh, che \u00e8 \u2018sta roba?\u201d e poi ti interrogavi. Per cui fatti di niente anche quelli, perch\u00e9 non portano niente, non hanno nessun valore. Hanno un valore per la matematica, ma anche la matematica di che cosa \u00e8 fatta?<\/p>\n<p>EG: Due richieste che ti faccio prima di passare alla serie seguente. La prima \u00e8 sul fondo nero. Hai sempre usato il fondo nero, ha un significato particolare per te?<\/p>\n<p>CF: Sai, si potrebbero dire tante cose per\u00f2 l&#8217;ho messo semplicemente per isolare l\u2019oggetto, per vederlo bene. Ingrandendolo, lasciandolo da solo nello spazio, quello che si vede non \u00e8 sul nero, come dici tu, non \u00e8 un nero che \u00e8 attaccato all&#8217;oggetto. Se tu guardi bene, vedi che questi oggetti in realt\u00e0 sono sopra un vetro, infatti hanno delle piccole ombre che si scorgono sul vetro, mentre sul nero non ci dovrebbero essere ombre. In realt\u00e0 sono fotografate su un vetro e sotto, a un metro circa, c&#8217;\u00e8 un panno nero. Anche per questo rimangono abbastanza \u201cspaziali\u201d, le cose sembrano volteggiare, un po\u2019 galleggiare, perch\u00e9 sono sospese in aria. Il vetro d\u00e0 la trasparenza giusta per dare questo effetto. Ho lasciato le ombre, non le ho ritoccate, per far capire che anche qui l&#8217;apparenza inganna. Tutte le foto sono sempre sull\u2019idea che l&#8217;apparenza inganna.<\/p>\n<p>EG: A me interessava perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 tutta una serie di artisti o fotografi, da Richard Avedon a Oliviero Toscani, che invece hanno isolato l\u2019oggetto sul fondo bianco, ottenendo un risultato molto particolare, efficace in un altro modo. Il nero \u00e8 per molti versi l\u2019opposto.<\/p>\n<p>CF: S\u00ec, esattamente l&#8217;opposto, perch\u00e9 non volevo che avessero un contorno. Se lo metti sul bianco hai un contorno, sa tanto di foto di still life, di moda, tutta una serie di cose che hanno a che fare con il linguaggio, che a me non interessava. Se vuoi \u00e8 un po\u2019 come in certi film di fantascienza con l&#8217;astronave che sta nel nero dello spazio, che attraversa questo spazio silenzioso, etereo, dove non c&#8217;\u00e8 nulla, solo il vuoto.<\/p>\n<p>EG: L&#8217;altra osservazione che volevo che riprendessi, se ti va, \u00e8 che di fronte a queste opere in particolare ho sempre avuto l&#8217;impressione di un capovolgimento del rapporto tra soggetto che guarda e oggetto che \u00e8 guardato, perch\u00e9 l\u2019oggetto diventa grande come te e quindi sei a tu per tu, come se fossero due soggetti che si fronteggiano.<\/p>\n<p>CF: S\u00ec, certo che c&#8217;\u00e8 questa cosa, perch\u00e9 l&#8217;altezza delle foto \u00e8 la mia altezza, quindi \u00e8 chiaro che&#8230;<\/p>\n<p>EG: Ah, vuoi dire anche che sono te stesso?<\/p>\n<p>CF: Be\u2019, s\u00ec, capito? L&#8217;autoritratto. Mi porto dietro questa cosa. Molte volte le ho mostrate a pavimento, e allora sei veramente uno a uno. C&#8217;\u00e8 questa cosa, \u00e8 fondamentale, di avere un rapporto con l&#8217;oggetto che sia uno a uno, perch\u00e9 lui ti guarda. Non ti guarda davvero, certo, ma \u00e8 un po\u2019 l&#8217;idea di Duchamp che un&#8217;opera d&#8217;arte la fa chi guarda. L&#8217;opera siamo noi.<\/p>\n<p>4. Black Light (Val di luce), 2007.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"h\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"70d41247-f702-4f7a-9f4c-04db6eb7d1a7\" height=\"1051\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/04 Black light (Val di luce).jpeg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\n\u00a0Black Light (Val di luce), 2007.<\/p>\n<p>EG: Poi riprenderemo il discorso dell&#8217;installazione , ma ora passiamo a Val di luce.<\/p>\n<p>CF: Val di luce \u00e8 un progetto finto! Io non faccio progetti, nemmeno nella vita, mai fatti in vita mia, sono sempre andato diritto, quello che sentivo lo facevo. E infatti mi sono trovato molte volte a dovere faticare, perch\u00e9 chiaramente non hai pensato le cose. Comunque, Val di luce nasce un po\u2019 sul tema del paesaggio italiano, perch\u00e9 sembra che se tu non fai il paesaggio in Italia, \u00e8 come se tu non facessi nulla! Allora mi sono detto: \u201cVabb\u00e8, vediamo di fare un paesaggio che rientri nelle mie specifiche\u201d. Quindi ho deciso di fare queste luci, che poi \u00e8 il sole, farle diventare come degli spot che arrivano sul paesaggio, ne inquadrano un pezzetto.<\/p>\n<p>Sono foto ritoccatissime queste, come se avessi dipinto sulla foto, come facevano i pittori di una volta che copiavano dalla fotografia o vi intervenivano sopra. Io ho sommato queste due cose, perch\u00e9 prima ho fatto la foto a colori, poi l&#8217;ho tradotta in bianco e nero, poi sul bianco e nero con Photoshop ho portato il nero per annullare quelle parti della fotografia che non mi interessavano, per ridurre tutto a un piccolo pezzetto di paesaggio che mi interessava far vedere. Infatti ho messo il titolo Black light, perch\u00e9 con luce nera intendevo questo nero aggiunto di ritocco.<\/p>\n<p>In fisica poi con luce nera si intende quella di Wood. L\u2019ho usata in una mostra a Milano per far capire che c&#8217;era questa faccenda. Quando sei l\u00ec, il bianco diventa quasi neve, \u00e8 strano.<\/p>\n<p>EG: \u00c8 anche un&#8217;espressione che rimanda all\u2019alchimia&#8230;<\/p>\n<p>CF: S\u00ec, poi c\u2019\u00e8 tutta quella parte sotterranea, c&#8217;\u00e8 sempre in tutte le foto. \u00c8 pi\u00f9 di intuito che di ricerca vera, perch\u00e9, s\u00ec, ho letto tanto, per\u00f2 non voglio stare in quella dimensione, mi appartiene poco.<\/p>\n<p>EG: Per\u00f2 le metafore dell&#8217;alchimia sono molto vicine a quelle della fotografia: si ha a che fare con i materiali chimici, con la luce, con la trasformazione&#8230;<\/p>\n<p>CF: S\u00ec, l\u2019opera al nero, la calcificazione, sono tutte l\u00ec, \u00e8 un aspetto sotterraneo di queste foto.<\/p>\n<p>EG: \u00c8 anche una concezione di parallelismo tra fotografia e alchimia a cui molti fotografi fanno riferimento.<\/p>\n<p>CF: S\u00ec, direi tra opera d&#8217;arte e alchimia, a questo punto. L\u2019opera al nero per me \u00e8 l&#8217;opera d&#8217;arte, questo \u00e8 il mio parallelo. Ogni fotografia, ogni serie in realt\u00e0, per me \u00e8 un&#8217;opera, quindi \u00e8 come se avessi tradotto il piombo in oro.<\/p>\n<p>5. Fatti di niente (Insetti), 2011.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"7ef250b0-062f-4776-ad86-b5c58be264e5\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/05 Fatti di niente (Insetti) 2011_0.JPG\" width=\"394\" height=\"567\" alt=\"insetti\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>EG: Bene. Quinta immagine: Insetti. \u00c8 una ripresa del tuo modo anteriore a Val di luce. Di nuovo un unico oggetto, uno per volta, fondo nero, ingrandimento e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>CF: Avevo cercato degli insetti e ho trovato una raccolta fantastica da un collezionista che me l&#8217;ha messa a disposizione. Ho scelto quelli che mi piacevano di pi\u00f9, ho tolto l\u2019ago che li tiene fermi sui classificatori e li ho fotografati.<\/p>\n<p>EG: Dunque perch\u00e9 gli insetti?<\/p>\n<p>CF: Perch\u00e9 quegli insetti sono polvere, se tu li tocchi si sbriciolano, capito? Sono fatti di niente.<\/p>\n<p>Un aneddoto curioso mi \u00e8 capitato da un collezionista la cui moglie era preoccupatissima di mettersi in casa un insetto, una roba del genere, era veramente disgustata, impaurita, ma il marito ha avuto la meglio. Insomma, alla fine si porta l\u2019opera in casa. Dopo una settimana mi invitano a cena e la moglie mi dice: \u201cMa lo sai, Carlo, che sembra umano? Pi\u00f9 che lo vedo e pi\u00f9 mi sembra un umano\u201d. Io non ci avevo pensato, ma pensando che era il mio corrispettivo, ho capito perch\u00e9. Alla fine era quello che volevo.<\/p>\n<p>6. Museo archeologico, Napoli, 2018.<\/p>\n<p>EG: Ultima immagine. La mostra in cui l\u2019hai esposta era molto articolata, c\u2019era tutto un percorso. Naturalmente hai sempre avuto attenzione al modo di presentare le opere, ci mancherebbe, ma in diverse occasioni le hai presentate anche in modi inconsueti.<\/p>\n<p>CF: Sempre in realt\u00e0. Ci sono due tipologie: una con le opere e basta, gestendo lo spazio in un certo modo e mettendo le opere in un certo modo, poi c&#8217;\u00e8 quella con l\u2019inserimento anche di oggetti e altro dalle opere. Qui c\u2019era la solita alternanza tra il pi\u00f9 o il meno, dunque il pane e il vino, e altri oggetti. La loro presenza ha determinato l\u2019aggiunta di altre opere, che sono queste appunto in bianco e nero. C\u2019era quella grande con la barca egizia della morte e i quattro vasi canopi, che gli egizi usavano per metterci gli organi del defunto. Anche questi sono su fondo nero. Siamo sempre nell&#8217;idea della Black light.<\/p>\n<p>EG: S\u00ec, e anche questa testa di animale esce, emerge dal fondo in una maniera molto impressionante.<\/p>\n<p>CF: S\u00ec, si sculturizza, diciamo.<\/p>\n<p>EG: Diventa viva, ti guarda.<\/p>\n<p>In copertina, Museo archeologico, Napoli, 2018.<\/p>\n<p><strong>Leggi anche:<\/strong><br \/>Elio Grazioli |\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/mario-cresci-ritroso\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mario Cresci a ritroso<\/a><br \/>Elio Grazioli | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/le-soglie-di-silvio-wolf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Le soglie di Silvio Wolf<\/a><br \/>Elio Grazioli | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/campigotto-extraterrestre\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Campigotto extraterrestre<\/a><br \/>Elio Grazioli | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/paola-di-bello-sparizioni\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Paola Di Bello: sparizioni<\/a><br \/>Elio Grazioli | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/paola-mattioli-lo-sguardo-e-il-ritmo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Paola Mattioli: lo sguardo e il ritmo<\/a><br \/>Elio Grazioli | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/alessandro-calabrese-liquidare-e-liquefare-la-fotografia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Alessandro Calabrese, liquidare e liquefare la fotografia<\/a><br \/>Elio Grazioli | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/pierluigi-fresia-lerrore-del-nulla\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pierluigi Fresia: l\u2019errore del nulla<\/a><br \/>Elio Grazioli | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/antonio-biasiucci-in-controluce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Antonio Biasiucci in controluce<\/a><br \/>Elio Grazioli | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/marina-ballo-charmet-guardare-di-sbieco\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Marina Ballo Charmet: guardare di sbieco<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci sono artisti che non rincorrono n\u00e9 la produzione n\u00e9 l\u2019esposizione, hanno un\u2019idea precisa che perseguono per tutta&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":24146,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,25299,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-24145","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-carlo-fei","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24145","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24145"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24145\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24146"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24145"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24145"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24145"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}