{"id":241989,"date":"2025-12-02T12:20:12","date_gmt":"2025-12-02T12:20:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/241989\/"},"modified":"2025-12-02T12:20:12","modified_gmt":"2025-12-02T12:20:12","slug":"leonardo-ultima-cena-con-anguilla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/241989\/","title":{"rendered":"Leonardo, ultima cena con anguilla"},"content":{"rendered":"<p><strong>Che ci fanno quei piatti di anguille sul tavola dell\u2019Ultima Cena leonardiana?<\/strong> Il particolare non \u00e8 stato mai notato, se non en passant da uno studioso americano pochi anni fa, ma Luigi Ballerini, italianista che ha insegnato in varie universit\u00e0 americane, poeta e traduttore, si \u00e8 finalmente, per cos\u00ec dire, posto il problema in Le anguille di Lonardo (Marsilio). <strong>Non \u00e8 un problema cos\u00ec bizzarro, perch\u00e9 quelle anguille sono una rarit\u00e0, anzi un unicum fra le innumerevoli ultime cene dipinte a partire dl \u2018400.<\/strong> Non solo, ma dato che si tratta di una tavolata di ebrei osservanti, c\u2019\u00e8 anche il particolare curioso che sarebbero proibite. <strong>La legge mosaica consente infatti i crostacei ma non quel delizioso pesce, peraltro molto amato nel \u2018400 e nei secoli successivi.<\/strong><\/p>\n<p>Leonardo poteva anche ignorare, come la gran parte dei suoi colleghi, i precetti alimentari dell\u2019ebraismo (ma dato che ne parlano gli Atti degli apostoli non \u00e8 affatto detto), per\u00f2 mettendolo in tavola ha compiuto comunque un gesto decisamente originale. <strong>Ballerini, curiosissimo di scoprire perch\u00e9 un artista cos\u00ec attento ai dettagli abbia compito una simile scelta, intraprende un lungo viaggio nella gastronomia del suo secolo<\/strong>, che crea una sorta di sottofondo, assai ricco, alla ricerca principale, e con un tono niente affatto accademico, persino umoristico.<strong> Proprio in quegli anni, dalla seconda met\u00e0 del secolo, sulla tavole dell\u2019ultima cena abbonda infatti il cibo, e per di pi\u00f9 squisito<\/strong>: dalle ciliegie al grana padano, dai gamberi al cinghiale, persino la crostata di fragola e qualche volta, ovviamente, l\u2019agnello. Oltre che il pane e il vino.<\/p>\n<p>Quelle riunioni conviviali proprio nel momento culmine della narrazione evangelica testimoniano che nel frattempo sta tramontando in Europa l\u2019ascetismo estremo, il disprezzo del corpo, soprattutto la considerazione della gola come vizio capitale.<strong> Lo spiega in sunto anche il titolo di un capitolo, \u00abla gola smette di esser un peccato, e forse non lo era nemmeno prima\u00bb. Si scatena la gioia di vivere, si parla apertamente di cibo<\/strong>, si pubblicano libri, i cuochi scrivono e dettano le regole. Il papa Martino V ad esempio ne ha uno di fiducia, Giovanni Bockenheim, che dopo la scomparsa del pontefice pubblica un libro di ricette con i piatti pi\u00f9 consoni ai diversi mestieri e professioni, ivi compreso un latte di mandorla cotto in una spugna per le prostitute.<\/p>\n<p><strong>La Controriforma era a un passo, ma non avrebbe inciso sui fornelli. N\u00e9 sulle anguillle. Erano e restarono molto amate, anche se medici a gastronomi avvertivano che potevano far male.<\/strong> Certo, dovevano piacere a Leonardo. Il motivo per cui le inser\u00ec nel suo capolavoro, unico fra tanti artisti, resta oscuro. Un messaggio cifrato? Un\u2019ipotesi Ballerini la fa: potevano essere un omaggio a Ludovico il Moro, posto che il biscione milanese, vipera d\u2019acqua e comunque animale pi\u00f9 o meno immaginario, delle anguille poteva essere considerato parente stretto.<strong> Il giallo storico non \u00e8 risolto (in fondo la conclusione non mostra una pistola fumante) ma intanto abbiamo imparato tutto sull\u2019anguilla.<\/strong> Anche che Montale nella sua celebre poesie ad essa dedicata, le fa provenire dal Baltico \u00abper giungere ai nostri mari\u00bb, anzich\u00e9 dai Sargassi. Licenza poetica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Che ci fanno quei piatti di anguille sul tavola dell\u2019Ultima Cena leonardiana? 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