{"id":242454,"date":"2025-12-02T18:48:11","date_gmt":"2025-12-02T18:48:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/242454\/"},"modified":"2025-12-02T18:48:11","modified_gmt":"2025-12-02T18:48:11","slug":"il-papa-pensavo-di-andare-in-pensione-invece-mi-sono-arreso-a-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/242454\/","title":{"rendered":"Il Papa: pensavo di andare in pensione, invece mi sono arreso a Dio"},"content":{"rendered":"<p>Sul volo di ritorno dal Libano verso Roma, Leone XIV incontra i giornalisti e parla del ruolo della Santa Sede che lavora &#8220;dietro le quinte&#8221; alle trattative di pace perch\u00e9 le parti lascino le armi. A proposito dell\u2019Ucraina, sottolinea il coinvolgimento dell\u2019Europa e l\u2019importanza del possibile ruolo dell\u2019Italia. Risponde a una domanda su come ha reagito all\u2019elezione al Conclave e sulla sua spiritualit\u00e0: donare la vita a Dio e lasciare che sia lui \u201cil capo&#8221;<\/p>\n<p><b>Vatican News<\/b><\/p>\n<p>\u201cInnanzitutto voglio dire grazie a tutti voi che avete lavorato tanto, vorrei che trasmetteste questo messaggio anche agli altri giornalisti sia in T\u00fcrkiye che in Libano, che hanno lavorato per comunicare i messaggi importanti di questo viaggio. Anche voi meritate tutti un applauso forte per questo viaggio\u201d. Cos\u00ec Papa Leone XIV ha salutato gli 81 giornalisti presenti sul volo di ritorno da Beirut a Roma e ha risposto alle domande di alcuni di loro, parlando in inglese, italiano e spagnolo. Il viaggio, il Medio Oriente, la guerra in Ucraina, la presenza dell\u2019Europa nelle trattative di pace, la situazione del Venezuela tra i temi affrontati dal Pontefice che ha ricevuto in regalo da un corrispondente libanese un quadro fatto a mano in diretta tv, in questi stessi giorni, che ritrae lui e i luoghi simbolici visitati nel Paese dei Cedri.<\/p>\n<p><b>Joe Farchakh (LBC International) Lei \u00e8 un Papa americano che sta guidando un processo di pace. La mia domanda \u00e8 se lei user\u00e0 i suoi contatti con il presidente Donald Trump, con il primo ministro Benjamin<\/b> <b>Netanyahu; lei in aereo ha detto che il Vaticano \u00e8 amico di Israele. Sollever\u00e0 la questione di fermare l\u2019aggressione di Israele contro il Libano? E una pace sostenibile \u00e8 possibile nella regione?<\/b><\/p>\n<p>Prima di tutto, s\u00ec, penso che una pace sostenibile \u00e8 possibile. Penso che quando parliamo di speranza, quando parliamo di pace, quando guardiamo al futuro, lo facciamo perch\u00e9 \u00e8 possibile che la pace ancora una volta giunga nella regione e giunga nel suo Paese, in Libano. Infatti ho gi\u00e0 avuto alcune conversazioni con alcuni dei leaders dei Paesi che lei ha menzionato e intendo continuare a farlo, personalmente o attraverso la Santa Sede, perch\u00e9 il fatto \u00e8 che abbiamo relazioni diplomatiche con la maggioranza dei Paesi nella regione, e sarebbe la nostra speranza certamente continuare di elevare questa chiamata alla pace di cui ho parlato alla fine della Messa di oggi.<\/p>\n<p><b>Imad Atrach (Sky News Arabia): Nel suo ultimo discorso c\u2019era un chiaro messaggio per le autorit\u00e0 libanesi a negoziare. Negoziare, dialogare, costruire. Il Vaticano far\u00e0 qualcosa di concreto in questo senso? Ieri sera ha visto un esponente sciita. Prima del suo viaggio Hezbollah le ha inviato un messaggio, non so se l\u2019ha ricevuto, l\u2019ha letto. Cosa ci potrebbe dire a riguardo? La ringrazio molto per aver visitato il Libano che era un sogno per noi.<\/b><\/p>\n<p>Un aspetto di questo viaggio che non \u00e8 stato la causa principale, perch\u00e9 il viaggio \u00e8 nato pensando a questioni ecumeniche, con il tema di Nicea, l\u2019incontro con i patriarchi cattolici e ortodossi e cercando l\u2019unit\u00e0 nella Chiesa. Ma infatti durante questo viaggio ho avuto anche incontri personali con rappresentanti di diversi gruppi che rappresentano autorit\u00e0 politiche, persone o gruppi che hanno qualcosa a che vedere con i conflitti interni o anche internazionali nella regione. Il nostro lavoro principalmente non \u00e8 una cosa pubblica che dichiariamo per le strade, \u00e8 un po\u2019 dietro le quinte. \u00c8 una cosa che gi\u00e0 abbiamo fatto e continueremo a fare per convincere le parti a lasciare le armi, la violenza, e venire insieme al tavolo di dialogo. Cercare risposte e soluzioni che non sono violente ma che possono essere pi\u00f9 efficaci.<\/p>\n<p><b>(Il messaggio di Hezbollah)<\/b><\/p>\n<p>Si l\u2019ho visto, evidentemente c\u2019\u00e8 da parte della Chiesa la proposta che lascino le armi e che cerchiamo il dialogo. Ma pi\u00f9 di questo preferisco non commentare in questo momento.<\/p>\n<p><b>Cindy Wooden (Catholic News Service): Santo Padre, lei ha detto qualche mese fa che c\u2019\u00e8 molto da imparare nell\u2019essere Papa. Quando lei \u00e8 arrivato ad Harissa ieri, con una accoglienza calorosa, aveva l\u2019espressione di uno che dice: \u201cWow!\u201d. Ci pu\u00f2 dire cosa sta imparando? Qual \u00e8 la cosa pi\u00f9 difficile nell\u2019imparare ad essere Papa? E lei, poi, non ci ha mai detto nulla su cosa ha provato in Conclave quando \u00e8 apparso chiaro cosa stava succedendo. Ci pu\u00f2 dire qualcosina su questo?<\/b><\/p>\n<p>Beh, il mio primo commento \u00e8 che giusto uno o due anni fa anch\u2019io ho pensato di andare in pensione un giorno. Lei ha ricevuto questo regalo evidentemente, qualcuno di noi continuer\u00e0 invece a lavorare (una battuta in riferimento al fatto che la collega a dicembre andr\u00e0 in pensione, ndr). Sul Conclave, io credo assolutamente sul segreto del Conclave, anche se so che ci sono state interviste pubbliche in cui alcune cose sono state rivelate. Ho detto a una giornalista il giorno prima di esser eletto, che mi aveva fermato per strada, che stavo andando a pranzo dagli agostiniani. E lei mi ha chiesto: \u201cLei \u00e8 diventato uno dei candidati! Cosa ne pensa?\u201d. E semplicemente ho risposto: \u201cOgni cosa \u00e8 nelle mani di Dio\u201d. E io lo credo profondamente. Uno di voi, che \u00e8 un giornalista tedesco qui mi ha detto l\u2019altro giorno: mi dica un libro, oltre a Sant\u2019Agostino, che noi potremmo leggere per capire chi \u00e8 Prevost. Ce ne sono tanti, ma uno di questi \u00e8 un libro che si chiama \u201cLa pratica della presenza di Dio\u201d. \u00c8 un libro davvero semplice, di qualcuno che non firma neanche con il suo cognome, fratel Lawrence, scritto molti anni fa. Ma descrive un tipo di preghiera e spiritualit\u00e0 con cui uno semplicemente dona la sua vita al Signore e permette al Signore di guidarlo. Se volete sapere qualcosa su di di me, di quella che \u00e8 stata la mia spiritualit\u00e0 per molti anni, in mezzo a grandi sfide, vivendo in Per\u00f9 durante gli anni del terrorismo, essendo chiamato al servizio in posti in cui mai avrei pensato che sarei stato chiamato a servire. Io confido in Dio e questo messaggio \u00e8 qualcosa che condivido con tutte le persone. Quindi com\u2019\u00e8 stato? Mi sono arreso quando ho visto come stavano andando le cose e ho detto che questo sarebbe potuto diventare reale. Ho fatto un respiro profondo, ho detto: eccoci qua Signore, il capo sei tu, tu guidi la strada.<\/p>\n<p>Non so se \u00e8 ho detto \u201cwow\u201d ieri sera (ad Harissa). Nel senso che il mio viso \u00e8 molto espressivo, ma sono spesso divertito da come i giornalisti interpretano il mio volto. \u00c8 interessante, delle volte prendo delle grandi idee da voi, perch\u00e9 pensate che riuscite a leggermi nel pensiero o nel volto. Non avete sempre ragione. \u00a0Io ero al Giubileo dei giovani, c\u2019erano oltre un milione di giovani l\u00ec. Ieri sera c\u2019era una piccola folla. \u00c8 sempre meraviglioso per me. Penso tra me \u201cqueste persone sono qui perch\u00e9 vogliono vedere il Papa, ma poi mi dico: \u201cSono qui perch\u00e9 vogliono vedere Ges\u00f9 Cristo\u201d e vogliono vedere un messaggero di pace, specialmente in questo caso. Quindi solo sentire il loro entusiasmo e sentire la loro risposta a quel messaggio \u00e8 impressionante. Spero solo di non stancarmi mai di apprezzare tutto quello che questi giovani stanno mostrando.<\/p>\n<p><b>Gian Guido Vecchi (Corriere della Sera): Sono ore di grande tensione tra la Nato e la Russia, si parla di guerra ibrida, prospettive di cyber attacchi e cose del genere. Lei vede il rischio di una escalation, di un conflitto portato avanti con nuovi mezzi come denunciato dai vertici Nato? E, in questo clima, ci pu\u00f2 essere una trattativa per una pace giusta senza l\u2019Europa che \u00e8 stata in questi mesi sistematicamente esclusa dalla presidenza americana?<\/b><\/p>\n<p>Questo \u00e8 un tema evidentemente importante per la pace nel mondo, per\u00f2 la Santa Sede non ha una partecipazione diretta perch\u00e9 non siamo membri della Nato e di tutti i dialoghi finora. Anche se tante volte abbiamo chiesto il cessate il fuoco, dialogo e non guerra. E una guerra con tanti aspetti adesso, anche con l\u2019aumento delle armi, tutta la produzione che c\u2019\u00e8, cyber attacchi, l\u2019energia. Ora che arriva l\u2019inverno c\u2019\u00e8 un problema serio l\u00ec. \u00c8 evidente che, da una parte, il presidente degli Stati Uniti pensa di poter promuovere un piano di pace che vorrebbe fare e che, almeno in un primo momento, \u00e8 senza Europa. Per\u00f2 la presenza dell\u2019Europa importante e quella prima proposta \u00e8 stata modificata anche per quello che l\u2019Europa stava dicendo. Specificamente penso che il ruolo dell\u2019Italia potrebbe essere molto importante. Culturalmente e storicamente, la capacit\u00e0 che ha l\u2019Italia di essere intermediaria in mezzo a un conflitto che esiste fra diverse parti. Anche Ucraina, Russia, Stati Uniti&#8230; In questo senso io potrei suggerire che la Santa Sede possa incoraggiare questo tipo di mediazione e si cerchi e cerchiamo insieme una soluzione che veramente potrebbe offrire pace, una giusta pace, in questo caso in Ucraina.<\/p>\n<p><b>Elisabetta Piqu\u00e9 (La Naci\u00f3n): La bandiera del Libano ha lo stesso colore della bandiera del Per\u00f9. \u00c8 un segnale che andr\u00e0 a fare un viaggio in America Latina, nella seconda met\u00e0 del prossimo anno, unito ad Argentina, Uruguay? Scherzi a parte, che viaggi sta preparando per l\u2019anno che viene? E, inoltre, parlando di America Latina c\u2019\u00e8 moltissima tensione per ci\u00f2 che sta accadendo in Venezuela. C\u2019\u00e8 un ultimatum del presidente Trump a Maduro perch\u00e9 si dimetta, perch\u00e9 lasci il potere, e una minaccia di \u201ctoglierlo dal potere\u201d con una operazione militare. Cosa pensa a riguardo?<\/b><\/p>\n<p>In quanto ai viaggi sicuro sicuro non c\u2019\u00e8 niente, spero di realizzare un viaggio in Africa. Sarebbe possibilmente il <b>prossimo<\/b> viaggio.<\/p>\n<p><b>Dove?<\/b><\/p>\n<p>Africa, Africa. Personalmente spero di andare in Algeria per visitare i luoghi di Sant\u2019Agostino, ma anche per poter continuare il discorso di dialogo, di costruzione di ponti fra il mondo cristiano e il mondo musulmano. Gi\u00e0 nel passato, in un\u2019altra veste, ho avuto l\u2019opportunit\u00e0 di parlare su questo tema. \u00c8 interessante, la figura Sant\u2019Agostino aiuta molto come ponte perch\u00e9 in Algeria \u00e8 molto rispettato come figlio della patria. Quello \u00e8 uno. Poi qualche altro Paese ma stiamo lavorando. Evidentemente mi piacerebbe tanto visitare l\u2019America latina, Argentina e Uruguay che stanno aspettando la visita del Papa. Per\u00f9, penso che mi riceveranno, e se vado in Per\u00f9 anche tanti Paesi vicini, ma il progetto ancora non \u00e8 definito.<\/p>\n<p>Sul Venezuela a livello di Conferenza Episcopale e con il nunzio stiamo cercando il modo di calmare la situazione, cercando soprattutto il bene del popolo perch\u00e9 in queste situazioni quello che soffre \u00e8 il popolo, non le autorit\u00e0. Le voci che vengono dagli Stati Uniti cambiano e per questo bisogna vedere&#8230; Da un lato, sembra che ci sia stata una conversazione telefonica tra i due presidenti; dall\u2019altro, c\u2019\u00e8 questo pericolo, questa possibilit\u00e0, che ci sia un\u2019attivit\u00e0, un\u2019operazione, incluso invadere i territori del Venezuela. Io di nuovo credo che \u00e8 meglio cercare un dialogo in questa pressione, inclusa una pressione economica, per\u00f2 cercando un\u2019altra forma per cambiare se \u00e8 quello che decidono di fare gli Stati Uniti.<\/p>\n<p><b>Mikail Corre (La Croix): grazie per questo viaggio interessante. Lei ha detto di continuare a costruire ponti tra mondi differenti. Vorrei chiederle, alcuni cattolici in Europa credono che l\u2019Islam sia una minaccia alla identit\u00e0 cristiana dell\u2019Occidente. Hanno ragione o cosa vorrebbe dire loro?<\/b><\/p>\n<p>Tutte le conversazioni che ho avuto in questi giorni, sia in T\u00fcrkiye che in Libano, incluse quelle con diversi musulmani, si sono concentrate sul tema della pace e del rispetto per le persone di differenti religioni. So che non \u00e8 sempre stato cos\u00ec. So che in Europa sono presenti tante volte paure ma il pi\u00f9 delle volte sono generate da persone che sono contro l\u2019immigrazione e che provano a tenere fuori le persone che possono venire da un altro Paese, di un\u2019altra religione, un\u2019altra razza. E in questo senso vorrei dire che tutti noi abbiamo bisogno di lavorare insieme. Una delle cose positive di questo viaggio \u00e8 di aver attirato l\u2019attenzione del mondo sulla possibilit\u00e0 che il dialogo e l\u2019amicizia tra musulmani e cristiani \u00e8 possibile. Penso che una delle grandi lezioni che il Libano pu\u00f2 insegnare al mondo \u00e8 precisamente mostrare una terra in cui l\u2019islam e la cristianit\u00e0 sono entrambi presenti e rispettati e c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di vivere insieme ed essere amici. Le storie, le testimonianze che abbiamo ascoltato in questi ultimi due giorni sono di persone che si aiutano l\u2019un l\u2019altra. Cristiani e musulmani, entrambi hanno avuto i loro villaggi distrutti, per esempio, e ci dicevano che possiamo stare insieme e lavorare insieme. Io penso che questa sia una lezione importante da ascoltare in Europa e in Nord America. Dovremmo forse avere un po\u2019 meno paura e guardare ai modi di promuovere un dialogo autentico e il rispetto.<\/p>\n<p><b>Anna Giordano (Ard Radio): La Chiesa in Libano \u00e8 sostenuta anche dalla Chiesa in Germania. Ci sono per esempio alcune agenzie di aiuto tedesche attive in Libano. Da questo punto di vista, \u00e8 importante che la Chiesa in Germania resti una Chiesa forte. Come lei sicuramente sa c\u2019\u00e8 un cammino sinodale, Synodaler Weg, un processo di cambiamento della Chiesa in Germania, che sta andando avanti. Pensa che questo processo possa essere un modo per rafforzare la Chiesa o \u00e8 il contrario? E perch\u00e9?<\/b><\/p>\n<p>Il cammino sinodale non \u00e8 l\u2019unico in Germania, la Chiesa intera ha celebrato un sinodo e la sinodalit\u00e0 negli ultimi anni. Ci sono grandi similitudini ma anche alcune marcate differenze tra come il Synodaler Weg in Germania \u00e8 stato portato avanti e come potrebbe continuare meglio nella Chiesa universale. Da un lato, vorrei dire che c\u2019\u00e8 spazio per il rispetto della inculturazione. Il fatto che in un posto la sinodalit\u00e0 \u00e8 vissuta in un certo modo e in un altro \u00e8 vissuto differentemente non significa che debba esserci una rottura o una frattura. Penso che sia davvero importante da ricordare. Allo stesso tempo temo che molti cattolici in Germania credano che certi aspetti del cammino sinodale celebrati finora in Germania non rappresentino le loro speranze per la Chiesa o il loro modo di vivere la Chiesa.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Quindi \u00e8 necessario ulteriore dialogo e ascolto all\u2019interno della Germania stessa, affinch\u00e9 nessuna voce sia esclusa, affinch\u00e9 la voce di quelli che sono pi\u00f9 potenti non metta a tacere la voce di quelli che potrebbero essere anche molto numerosi, ma che non hanno un posto in cui parlare ed essere ascoltati. In modo da far s\u00ec che le loro stesse voci e espressioni di partecipazione nella Chiesa vengano ascoltate.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, come sono sicuro sapete, il gruppo di vescovi tedeschi si \u00e8 incontrato, negli ultimi anni, con un gruppo di cardinali della Curia romana. Anche l\u00ec \u00e8 in corso un processo per cercare di garantire che il Cammino sinodale tedesco non si allontani, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, da quello che deve essere considerato un cammino della Chiesa universale. Sono certo che continuer\u00e0. Credo che ci saranno alcuni aggiustamenti da entrambe le parti in Germania, ma spero vivamente che le cose si risolveranno positivamente.<\/p>\n<p><b>Rita El-Mounayer (Sat-7 International): Siamo quattro differenti canali cristiani di broadcasting nel Medio Oriente e in Nord Africa, due in arabo, uno in Farsi e uno in turco. Prima di tutto, vorrei ringraziarla per aver dedicato del tempo al popolo libanese. Io stessa sono una figlia della guerra e so quanto significhi ricevere un abbraccio da Sua Santit\u00e0, una pacca sulla spalla e sentirsi dire che tutto andr\u00e0 bene. Ci\u00f2 che mi ha colpito \u00e8 il suo motto \u201cIn Illo Uno Unum\u201d. Questo motto parla di costruire ponti tra le diverse confessioni cristiane, tra le religioni e anche tra i vicini, cosa che a volte pu\u00f2 essere un po\u2019 difficile. Dal<\/b> <b>suo punto di vista, quale dono unico pu\u00f2 offrire la Chiesa in Medio Oriente &#8211; con tutte le sue lacrime, le sue ferite, le sue sfide e la sua storia passata &#8211; alla Chiesa in Occidente e al mondo?<\/b><\/p>\n<p>Vorrei premettere che oggi le persone sono cresciute in una societ\u00e0 molto individualista. I giovani &#8211; che hanno trascorso molto tempo <b>(al computer ndr)<\/b> durante la pandemia a causa del Covid e che spesso hanno relazioni personali molto isolate, perch\u00e9 si comunicano solo attraverso schermi di computer o smartphone &#8211; a volte si domandano: \u201cPerch\u00e9 dovremmo voler essere uno? Io sono un individuo e non mi interessano gli altri\u201d. E penso che qui ci sia un messaggio molto importante da trasmettere a tutte le persone: l\u2019unit\u00e0, l\u2019amicizia, le relazioni umane, la comunione sono estremamente importanti ed estremamente preziose. Se non altro per l\u2019esempio che lei ha citato di qualcuno che ha vissuto la guerra o ha sofferto e sta soffrendo, cosa pu\u00f2 significare per lui un abbraccio. Quella espressione molto umana, reale e sana di cura personale per guarire il cuore di qualcun altro. A livello personale questo pu\u00f2 diventare un livello comunitario che unisce tutti noi e ci aiuta a capirci e rispettarci a vicenda, andando ben oltre il semplice: \u201cTu stai alla larga, io resto qui, tu resta l\u00ec e non interagiamo\u201d. Significa invece costruire relazioni che arricchiscano tutte le persone. Con questo messaggio, certamente, il mio motto \u00e8 grazie a Cristo \u201cin Illo\u201d \u00e8 \u201cin Cristo che \u00e8 uno siamo tutti uno\u201d. Ma non \u00e8 solo per i cristiani. In realt\u00e0 \u00e8 un invito a tutti noi e agli altri a dire che pi\u00f9 riusciamo a promuovere l\u2019autentica unit\u00e0 e comprensione, il rispetto e le relazioni umane di amicizia e dialogo nel mondo, maggiore \u00e8 la possibilit\u00e0 che metteremo da parte le armi della guerra, che lasceremo da parte la sfiducia, l\u2019odio, l\u2019animosit\u00e0 che cos\u00ec spesso si sono sviluppate e che troveremo il modo di unirci e di promuovere l&#8217;autentica pace e giustizia in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Buon viaggio a tutti e grazie a tutti voi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sul volo di ritorno dal Libano verso Roma, Leone XIV incontra i giornalisti e parla del ruolo della&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":242455,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[1059,14,164,165,77,1208,7673,166,7,15,402,1358,1327,530,11,167,12,168,94073,161,162,163],"class_list":{"0":"post-242454","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-chiesa-cattolica","9":"tag-cronaca","10":"tag-dal-mondo","11":"tag-dalmondo","12":"tag-guerra","13":"tag-libano","14":"tag-medio-oriente","15":"tag-mondo","16":"tag-news","17":"tag-notizie","18":"tag-pace","19":"tag-papa-leone-xiv","20":"tag-santa-sede","21":"tag-turchia","22":"tag-ultime-notizie","23":"tag-ultime-notizie-di-mondo","24":"tag-ultimenotizie","25":"tag-ultimenotiziedimondo","26":"tag-viaggio-apostolico","27":"tag-world","28":"tag-world-news","29":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/242454","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=242454"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/242454\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/242455"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=242454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=242454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=242454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}