{"id":24253,"date":"2025-08-02T14:56:08","date_gmt":"2025-08-02T14:56:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/24253\/"},"modified":"2025-08-02T14:56:08","modified_gmt":"2025-08-02T14:56:08","slug":"licenziamenti-di-massa-e-perdite-per-oltre-15-miliardi-ora-si-teme-la-rivolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/24253\/","title":{"rendered":"licenziamenti di massa e perdite per oltre 15 miliardi. Ora si teme la rivolta"},"content":{"rendered":"<p>La grande svolta a Est promessa da <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/putin\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Putin <\/a><\/strong>non ha salvato l\u2019industria del <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/carbone\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">carbone<\/a><\/strong>. Al contrario, il settore \u00e8 travolto da una <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/crisi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">crisi<\/a> senza precedenti<\/strong>: secondo le stime del Ministero dell\u2019Energia, le perdite nel 2025 raggiungeranno i 350 miliardi di rubli (4,4 miliardi di dollari), triplicando i gi\u00e0 disastrosi numeri del 2024. Tra gennaio e maggio di quest\u2019anno, le perdite ammontano gi\u00e0 a 112 miliardi di rubli. Il debito complessivo dell\u2019industria supera i 1.200 miliardi (15,1 miliardi di dollari), mentre gli investimenti nel settore sono in crollo verticale. Il viceministro Dmitry Islamov prevede che non raggiungeranno nemmeno i 248 miliardi di rubli dell\u2019anno scorso. Nel frattempo, come riporta un lungo <a href=\"https:\/\/theins.ru\/en\/economics\/283622\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">report di The Insider<\/a>, esplode la questione salariale: diverse miniere non riescono a pagare i dipendenti. A giugno, la miniera Spiridonovskaya nel Kuzbass, con 900 lavoratori, ha chiuso i battenti. Ai dipendenti spettano ancora 90 milioni di rubli in arretrati.\u00a0<\/p>\n<p>Crisi senza precedenti <\/p>\n<p>La crisi energetica europea del 2022 sembrava inizialmente una benedizione per il carbone russo, con le rotte verso la Cina a sostituire quelle europee. Ma i limiti infrastrutturali dell\u2019Est &#8211;\u00a0con la Transiberiana satura e la linea Bajkal-Amur inadeguata &#8211; hanno reso il trasporto pi\u00f9 costoso. Le esportazioni sono state declassate rispetto ad altri beni pi\u00f9 redditizi, come metalli e prodotti chimici. Solo il carbone del Kuzbass ha mantenuto temporaneamente la priorit\u00e0 logistica. Intanto, i prezzi globali del carbone calano, la domanda cinese si contrae, e le importazioni russe verso Pechino sono scese del 18% a maggio su base annua. L\u2019India resta il secondo mercato, seguita da Turchia, Corea del Sud e Taiwan. Un altro colpo arriva dalle sanzioni occidentali, che hanno interrotto la fornitura di attrezzature minerarie occidentali, sostituite con macchinari cinesi meno performanti. Secondo una fonte russa citata da The Insider, \u00ab\u00e8 come passare da una Mercedes a un\u2019utilitaria coreana\u00bb. I costi di produzione sono saliti del 30%, azzerando i margini di profitto.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 non sono uniformi. Regioni come la Jacuzia e Vorkuta resistono meglio, sostenute da grandi gruppi siderurgici come Severstal e Mechel. Ma il cuore della crisi \u00e8 il Kuzbass. L\u2019ex roccaforte carbonifera soffre il crollo della domanda, la fuga di investimenti, e un sistema politico in transizione dopo l\u2019uscita di scena del potente Aman Tuleyev. La regione ha un debito pubblico vicino ai 100 miliardi di rubli, pari al 42% del bilancio. Il deficit stimato per il 2025 \u00e8 di 22 miliardi. Per far fronte alla situazione, le autorit\u00e0 hanno tagliato i fondi per i servizi sociali, mentre circolano voci di fallimento smentite dal governo locale.<\/p>\n<p> Scioperi e proteste <\/p>\n<p>Nel 2024, oltre la met\u00e0 delle aziende carbonifere era in perdita. Ventisette imprese erano sull\u2019orlo del collasso, undici miniere hanno chiuso. Ma la chiusura comporta costi sociali e rischi di disordini: licenziare interi bacini minerari potrebbe destabilizzare regioni intere. In molti casi, le autorit\u00e0 locali impongono alle aziende di continuare a operare in perdita. Negli anni \u201990, i ritardi nei salari erano la norma. Ora sono tornati. Secondo Kemerovo &amp; Kuzbass News, in alcune miniere i pagamenti arrivano con mesi di ritardo. Gli scioperi vengono repressi: a Inskaia, i lavoratori sono stati licenziati dopo aver organizzato uno sciopero della fame. Contro alcuni imprenditori sono stati aperti procedimenti penali.<\/p>\n<p>Il malcontento cova sotto traccia. I lavoratori parlano di stipendi gonfiati durante le visite presidenziali e ridotti alla fame oggi. \u00abLa gente non vive, sopravvive\u00bb, dice Larisa, residente a Kemerovo, intervistata da The Insider. I salari mensili oscillano tra i 20.000 e i 40.000 rubli (250\u2013500 dollari), mentre pochi privilegiati superano gli 80.000. Le condizioni di lavoro restano durissime. Il metano, nemico invisibile, viene spesso ignorato per non fermare la produzione: \u00abLavorare sottoterra \u00e8 un gioco con la morte\u00bb, afferma un operaio. Eppure, sempre pi\u00f9 minatori preferiscono il fronte alla miniera: il rischio \u00e8 simile, ma la paga, per chi sopravvive,\u00a0\u00e8 pi\u00f9 alta. Anche i tagli nei soccorsi incidono. A Yurga, la squadra di emergenza \u00e8 stata sciolta per dati falsificati, e molti ex soccorritori sono finiti direttamente al fronte. \u00abAlmeno per la Duma non fanno questo tipo di reclutamento\u00bb, ironizza qualcuno.<\/p>\n<p>Mentre Mosca discute soluzioni tampone &#8211; come sconti ferroviari o rinvii fiscali &#8211; e accenna a nazionalizzazioni (VEB.RF \u00e8 ora il curatore fallimentare di alcune imprese), non emerge una strategia concreta. Il presidente della VTB Bank, Andrey Kostin, \u00e8 stato l\u2019unico a rompere l\u2019ipocrisia, dichiarando apertamente: \u00abProduciamo troppo carbone. Le miniere inefficaci devono chiudere\u00bb. Nel frattempo, il Kuzbass tenta timidi passi verso la diversificazione. Progetti per GNL e turismo sono in cantiere, ma la trasformazione \u00e8 lenta e malvista dalla popolazione. Le miniere chiudono, i debiti aumentano, e Sberbank continua a concedere prestiti con interessi superiori al 22%. La sensazione, tra chi vive a contatto con la polvere di carbone, \u00e8 che nessuno abbia un vero piano per il futuro.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La grande svolta a Est promessa da Putin non ha salvato l\u2019industria del carbone. 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