{"id":243146,"date":"2025-12-03T06:35:10","date_gmt":"2025-12-03T06:35:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/243146\/"},"modified":"2025-12-03T06:35:10","modified_gmt":"2025-12-03T06:35:10","slug":"laffondo-di-putin-e-un-ultimatum-a-trump-deve-scegliere-o-la-russia-o-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/243146\/","title":{"rendered":"L&#8217;affondo di Putin \u00e8 un ultimatum a Trump: \u00abDeve scegliere, o la Russia o l&#8217;Europa\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Marco Imarisio<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La minaccia: la pace passa dall\u2019esclusione del Vecchio Continente. La strategia di Mosca<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vladimir Putin minaccia noi per parlare ad altri. Poco prima dell\u2019atteso vertice con gli inviati della Casa Bianca, <b>il presidente russo ha ricordato a Donald Trump che<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/25_dicembre_02\/ucraina-russia-le-notizie-sul-conflitto-in-diretta.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> la pace <\/a>alla quale tiene tanto, passa anche da una sua scelta ineludibile. Tra la <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/25_dicembre_01\/il-futuro-di-putin-dfbe5747-87f8-4ca1-b277-2bedafaf2xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Russia<\/a> e l\u2019Europa<\/b>. L\u2019alternativa non esiste. Il vecchio continente dev\u2019essere un nemico comune, non un interlocutore. Che rimanga fuori dai negoziati. Altrimenti, non se ne far\u00e0 nulla. Non \u00e8 stato uno sfogo, quello di ieri. Era un messaggio al potenziale partner americano. <b>I toni durissimi che hanno fatto da viatico all\u2019incontro con la delegazione Usa<\/b>, quasi a mettere in chiaro il punto principale, sono senz&#8217;altro dovuto al fatto che per la seconda volta dopo il vertice agostano in Alaska, l\u2019uomo del Cremlino sente che le carte in tavola sono cambiate dopo l\u2019intervento dei leader europei.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cos\u00ec come \u00e8 diventato, il nuovo piano non gli interessa. <b>\u00abAncora una volta \u00e8 stato tradito lo spirito di Anchorage\u00bb<\/b>, riferisce una fonte a conoscenza delle attuali trattative, e ancora una volta tutto riporta a ci\u00f2 che venne concordato in quella occasione estiva durante il dialogo tra i due presidenti. <br \/>Poche settimane fa, \u00e8 stato lo stesso Putin a dire che <b>i famosi 28 punti <\/b>del piano statunitense erano in buona sostanza <b>\u00abuna versione modernizzata\u00bb<\/b>, cos\u00ec l\u2019aveva definita, delle condizioni di pace da lui presentate a Trump durante quello storico incontro. Il presidente americano disse che avrebbe dovuto parlarne con gli alleati europei, ma non \u00e8 dato sapere se avesse fornito delle garanzie di successo all\u2019omologo russo.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La proposta concordata in Alaska fin\u00ec ben presto nel cassetto per l\u2019opposizione dell\u2019Ucraina<\/b> e dei suoi alleati. Tornata d\u2019attualit\u00e0 dopo gli ormai celebri colloqui tra il plenipotenziario del Cremlino Kirill Dmitriev e l\u2019immobiliarista Steve Witkoff, appare destinata a una sorte ancora peggiore, almeno in una logica russa. Non \u00e8 stata semplicemente ritirata in attesa di tempi migliori, ma \u00e8 stata cambiata. Ancora una volta, a causa dell\u2019odiata Europa.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La rabbia gelida di Putin deriva da questa semplice constatazione. Quello di ieri pu\u00f2 sembrare un discorso intimidatorio nei nostri confronti, ma lo \u00e8 in egual misura per Trump. Una specie di ultimatum per metterlo davanti alle proprie responsabilit\u00e0, o forse a impegni presi in precedenza. Laddove c\u2019\u00e8 l\u2019Europa, non pu\u00f2 pi\u00f9 esserci la Russia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ormai la sua strada verso l\u2019Asia \u00e8 tracciata. Per prolungare l\u2019attesa della delegazione americana, <b>Putin si \u00e8 concesso una visita al Forum economico della banca Vtb<\/b>, dove il vicecapo dell\u2019amministrazione del Cremlino, l\u2019economista Maksim Oreshkin, ha suonato musica per le sue orecchie, come sempre succede. \u00abDa quello che vediamo negli ultimi anni, l\u2019Europa ha bisogno della Russia molto pi\u00f9 di quanto la Russia abbia bisogno dell\u2019Europa. Noi stiamo attivamente sviluppando partenariati naturali con l\u2019India, con la Cina, con altri Paesi. Abbiamo un commercio in crescita e stiamo migliorando la nostra sovranit\u00e0 tecnologica. Noi siamo a posto, a differenza di altri\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Aleksandr Yakovenko, rettore dell\u2019Accademia diplomatica presso il ministero Esteri, gi\u00e0 ambasciatore a Londra e viceministro, ci spiega che uno degli obiettivi di Putin \u00e8 una separazione sempre pi\u00f9 netta degli Usa dal resto del cosiddetto \u00abOccidente collettivo\u00bb. Secondo lui, l\u2019alleanza atlantica \u00e8 diventata una catena che deve essere spezzata nell\u2019interesse nazionale americano. \u00abPer Trump si tratterebbe di ripristinare la propria grandezza nazionale in considerazione del fatto che l\u2019egemonia imperiale ha ormai esaurito le sue risorse, e la leadership statunitense in quell\u2019angolo del pianeta \u00e8 diventata un peso eccessivo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In un certo senso, quello di Putin \u00e8 l\u2019ultimo biglietto di invito a Trump per il Nuovo Ordine Mondiale. <\/b>Ma deve pagare pegno. Se nell\u2019immaginario collettivo creato dalla propaganda russa, l\u2019Europa \u00e8 ormai associata ai \u00abnazisti ucraini\u00bb, il quasi amico americano non pu\u00f2 stare con un nemico esistenziale della Russia. Altrimenti, non \u00e8 pi\u00f9 tale.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-03T07:07:21+01:00\">3 dicembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Marco Imarisio La minaccia: la pace passa dall\u2019esclusione del Vecchio Continente. 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