{"id":243279,"date":"2025-12-03T08:46:17","date_gmt":"2025-12-03T08:46:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/243279\/"},"modified":"2025-12-03T08:46:17","modified_gmt":"2025-12-03T08:46:17","slug":"paolo-di-paolo-litalia-tra-muli-e-aeroplani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/243279\/","title":{"rendered":"Paolo Di Paolo: l&#8217;Italia tra muli e aeroplani"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 cos\u00ec, di fronte a una macchina fotografica non si pu\u00f2 sottrarre la propria condizione, qualsiasi essa sia: Paolo Di Paolo l\u2019aveva capito guardando un bambino di Forchia, piccolo e malato, che non si sottrasse allo sguardo del fotografo. Anzi, lo affront\u00f2 con dignit\u00e0 serena.<\/p>\n<p>Paolo Di Paolo: cinquant\u2019anni quasi di oblio dopo una carriera brillante, autocostruita, da figlio molisano scappato a Roma per studiare Filosofia, innamorato di una Leica vista in vetrina e poi fotografo di riferimento di Mario Pannunzio, leggendario fondatore del leggendario \u201cIl Mondo\u201d, settimanale dei pi\u00f9 intellettualmente vivaci, meta di lustro dei repoter, con una visione della fotografia inedita in un panorama editoriale che voleva l\u2019immagine supporto e didascalia del testo, senza autonomia. Pannunzio insegn\u00f2 alla fotografia, e quindi ai fotografi (o viceversa, forse), che lo scatto poteva reggersi in piedi da solo, e nelle sedici pagine che costituivano i suoi numeri, dal 1949 al 1966, ogni immagine doveva seguire direttive formali che sfidassero la curiosit\u00e0 del lettore, ora interprete della complessit\u00e0 di un mondo (appunto) stratificato e multiforme, visto attraverso le sue sfumature pi\u00f9 che dalla superficie dei suoi dettagli pi\u00f9 evidenti. Pannunzio e Di Paolo si trovarono bene insieme, il fotografo possedeva quella qualit\u00e0 innata, amatore dilettante com\u2019era, di vedere nelle scene che inquadrava storie e sentimenti che bastavano a raccontare una citt\u00e0, talvolta una regione, un certo stato d\u2019animo dell\u2019Italia frammentata in lungo e in largo negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra.\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"dc833d67-35ea-4461-805b-ecc1837dea2c\" height=\"780\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1. Paolo Di Paolo by Bruce Weber, 2017.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nPaolo Di Paolo by Bruce Weber, 2017.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"j\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"99abdbe0-adb0-42d0-bf01-b6635dd7fe3d\" height=\"498\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/14. Paolo di Paolo, La Ferrari, Maranello (Modena), 1961.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nPaolo di Paolo, La Ferrari, Maranello (Modena), 1961.<\/p>\n<p>Un\u2019Italia che, dai volti delle sue celebrit\u00e0 al visino del bimbo infermo di Forchia, era da sola un racconto, una scenografia, pura commedia dell\u2019arte di cui grandi fotografi come Paolo Di Paolo, di cui adesso parleremo meglio, hanno raccolto quasi col cucchiaino i frammenti migliori. Migliori nel senso di pi\u00f9 carichi di significato e, dunque, di valore anche formale. A noi le immagini di Di Paolo sono state mostrate tardissimo, la prima volta nel 2019 per la grande retrospettiva, a cura di Giovanna Calvenzi, che gli dedic\u00f2 il MAXXI di Roma, dopo che la figlia Silvia, che cura la mostra insieme a Calvenzi di cui ci accingiamo a parlare, ritrov\u00f2 in cantina centinaia di negativi e materiali di cui il padre non volle mai parlare prima. Una cesura netta con la propria carriera da fotoreporter, quella di Di Paolo, dovuta alla chiusura di \u201cIl Mondo\u201d, all\u2019ingresso massiccio di altri mezzi di comunicazione (la televisione, in primis) che fece tremare il terreno sotto i piedi dei giornali, fino ad allora vissuti in un clima di crescita e successo. Paolo Di Paolo divenne reporter, non lo nacque; o se lo nacque si tenne nel sangue questo istinto fino al 1953, lui del 1925, quando appunto si innamor\u00f2 dell\u2019albero prima che del frutto. La Leica vista in vetrina, prima che di un\u2019immagine.\u00a0<\/p>\n<p>Gli anni precedenti si era dedicato a vari lavori, per mantenersi gli studi. Poi il grande ingresso nel mondo florido dei giornali, del racconto di un\u2019epoca, dei viaggi, delle intimit\u00e0 concesse dai grandi volti del cinema, delle amicizie. La mostra \u201cFotografie ritrovate\u201d, a Palazzo Ducale a Genova fino al 6 aprile 2026, \u00e8 appunto il tesoro sotto terra e dissepolto, trecento immagini nate durante la vicenda umana di Di Paolo. Definito un po\u2019 come il nostro Henri Cartier-Bresson, nei numerosi reportage di Di Paolo, passati doverosamente in quegli anni dai borghi contadini del centro e sud Italia a indagini di costume che lo portarono fuori dai confini nostrani fino a Tokyo o Teheran, in effetti si intravede una simile lucidit\u00e0 di sguardo, un\u2019affilatezza capace di capire la storia che si ha di fronte dando il giusto peso ai personaggi che la porteranno avanti, senza giudizio, con l\u2019emozione giusta di chi non vuole imporne nessuna al lettore, invitato semmai a provare le proprie di fronte a ci\u00f2 che vede. Cos\u00ec appaiono i bambini tristi di Trani intravisti da un finestrino di automobile, il prete che cammina assorto nella lettura dietro la parata dei carabinieri, persino Giorgio De Chirico che ci guarda torvo per il sole negli occhi, e i tanti, davvero tanti soggetti voltati di schiena.\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"3812517d-459c-417d-b9fe-dbf09e1efd5b\" height=\"506\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/2. Paolo Di Paolo, Puglia, Trani, Il padre della sposa, Litorale di Trani (Puglia), 1959.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nPaolo Di Paolo, Puglia, Trani, Il padre della sposa, Litorale di Trani (Puglia), 1959.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"45f900c0-111a-4b35-8c04-5ddfb0e9877a\" height=\"808\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/13. Paolo di Paolo, Giorgio de Chirico nella sua terrazza, Roma, 1964.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nPaolo di Paolo, Giorgio de Chirico nella sua terrazza, Roma, 1964.<\/p>\n<p>Nel catalogo, edito da Marsilio Arte, ricco di testi (oltre a quelli delle due curatrici: Roberta Valtorta, Michele Smargiassi, Bruce Weber, Alessandro Sarlo, Isabella Rossellini), Weber, che dedic\u00f2 al fotografo il documentario \u201cThe Treasure of his Youth\u201d (2021), scrive una frase incisiva e bella: \u201cLa cosa meravigliosa dell\u2019essere un fotografo \u00e8 come se il mistero di se stessi venisse rivelato nelle immagini.\u201d Pur non vedendo in volto molti dei suoi soggetti, capiamo che quello \u00e8 Paolo Di Paolo, la sua visione riconoscibile. Anche quando invece i volti si fanno reali, presenti, e sono magari quelli dei nomi pi\u00f9 rilevanti della cultura italiana del tempo. \u201cIncontri impossibili\u201d \u00e8 una serie di ritratti doppi di celebrit\u00e0 appartenenti ad arti diverse: vediamo Gina Lollobrigida e Giorgio De Chirico, Salvatore Quasimodo e Anita Ekberg, giustapposti e fatti confluire in un unico recinto, come due animali di razze diverse per vedere quale sorpresa la natura potr\u00e0 riservare dall\u2019incontro. Quasimodo, estasiato e forse timoroso per la prorompenza della diva, Lollobrigida quasi metafisica sotto gli occhi obliqui del maestro. Sembra quasi avesse un modo proprio di incontrare, di andare incontro alla gente e alla realt\u00e0, Paolo Di Paolo: una genuinit\u00e0 capace di perdurare negli anni e che permise di mantenere saldo il proprio sguardo, senza frizioni interne. Quasi dando l\u2019impressione che le immagini gli venissero con naturalezza, frammenti di questo mare certamente impossibile da svuotare con un cucchiaino ma di cui il fotografo sa, sapeva, quali parti raccogliere.\u00a0<\/p>\n<p>Tra i grandi nomi, Anna Magnani e Pier Paolo Pasolini meritano una parola. Fu a Di Paolo che la grande attrice diede il permesso di fotografarla insieme al figlio Luca, tenuto lontano dai riflettori in una riservatezza di protezione totale; fu a Di Paolo che il grande intellettuale chiese di essere ritratto, lui che rifiutava sempre le proposte di altri fotografi. Sempre nel catalogo, Di Paolo parla della sua \u201cfoto della vita\u201d, e fu appunto con Pasolini: \u201cCi incontrammo l\u2019indomani ai piedi di Monte dei Cocci, al quartiere Testaccio. [&#8230;] Quando fummo alla sommit\u00e0, la scena da Golgota appariva perfetta. [&#8230;] Capii anche che il luogo gli era abituale. Capii che vi veniva per nutrirsi di solitudine.\u201d Qui, l\u2019incontro con un ragazzo, sfuggente sulla sinistra dell\u2019immagine mentre Pasolini lo guarda andare via mentre \u201cl\u2019unico protagonista\u201d, il gasometro svettante sulla periferia plumbea di Roma, si contende i nostri rimasugli di attenzione. Ancora, quindi, l\u2019istinto di Di Paolo a trovare personaggi e storie anche nel mondo inanimato, saperli collocare dentro una riproduzione infinitesimale, quasi come se le cose oltre alle persone fossero state da lui dirette, collocate, minuziosamente decise. Un tipico scatto \u00e0 la sauvette, per tornare a Cartier-Bresson: realizzato, tra la visualizzazione mentale e lo scatto, in dieci secondi appena. Eppure, l\u2019effetto del momento colto al volo accoglie l\u2019ipotesi, chiaramente infondata, di un ordine imposto alle cose, quasi il fotografo potesse davvero decidere il corso degli eventi, dar loro, seppur con gentilezza, una fissa disposizione.\u00a0 \u00a0 \u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"ae33c46b-dd47-4f63-8d55-5952fd72f901\" height=\"789\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/3. Paolo Di Paolo, Roma, I Piccoli Guerrieri di Monte Mario, Roma, 1954.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nPaolo Di Paolo, Puglia, Trani, Il padre della sposa, Litorale di Trani (Puglia), 1959.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"ol\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"9f834d2d-4cdd-4f03-b5fb-df01c861c4b3\" height=\"785\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/15. Paolo Di Paolo, Anna Magnani, San Felice Circeo, 1955.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nPaolo Di Paolo, Anna Magnani, San Felice Circeo, 1955.<\/p>\n<p>Cos\u00ec i volti della gente che accompagn\u00f2, a fiumi, il corteo funebre di Palmiro Togliatti il 24 agosto 1964, sempre quasi senza farsi vedere: dei primissimi piani di sgomento, la gente arrampicata sulle finestre, l\u2019anziana signora coi gladioli in mano (che ricorda molto l\u2019anziano di Sarajevo fotografato da Uliano Lucas nel 1992), il silenzio assoluto delle strade di Roma.<\/p>\n<p>Tutto, gli occhi non possono averlo: ma la somma degli scatti di Di Paolo danno l\u2019impressione chiara di un tempo e di un paese; e l\u2019intero comunque ci compare.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019allontanamento dal mondo giornalistico e il ritiro in campagna, dopo la chiusura di \u201cIl Mondo\u201d Di Paolo non smise di fotografare. Lavor\u00f2 a stretto contatto con l\u2019Arma dei Carabinieri a numerose pubblicazioni, curando oltre all\u2019immagine anche i testi e l\u2019aspetto grafico. L\u2019anno della sua scomparsa, il 2023, all\u2019et\u00e0 di novantotto anni, coincide con quello della laurea ad honorem in Storia dell\u2019arte e insegnamento della fotografia che gli confer\u00ec l\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma. Il mondo lo salut\u00f2 dunque con l\u2019incoronazione a fotografo pi\u00f9 importante del XX secolo. Una vestizione che avviene non all\u2019apice dei propri successi, ma dopo la loro somma, sepoltura, e riscoperta: il segnale forte dell\u2019efficacia duratura dell\u2019immagine, di certe immagini. Pensiamo a questo: nel 2021 usciva DALL-E, nel 2022 ChatGPT, per citare due software dei pi\u00f9 famosi relativi alla creazione di immagini tramite intelligenza artificiale. E il mondo celebrava Di Paolo, le sue fotografie di un\u2019Italia scomparsa, divisa tra i muli e gli aeroplani. Quasi una resa alla nostalgia, alla coscienza rinnovata del passato, dei suoi ritorni speculari. Pensando a questo, l\u2019uomo ci pu\u00f2 apparire davvero spaccato in due come il giano bifronte: proteso verso l\u2019entusiasmo del recupero e travolto dalle nuove tappe della propria vicenda. Ed \u00e8 pensando a questo che la realt\u00e0, pur sapendola ancora pi\u00f9 estesa del pensabile, si fa qualcosa di comune, a portata, se vogliamo, di cucchiaino.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"j\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"b4c3a3ed-0ca6-419a-a18e-b2cab8bea649\" height=\"1181\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/5. Paolo Di Paolo, Porto di Genova, 1959.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nPaolo Di Paolo, Porto di genova, 1959.<\/p>\n<p>PAOLO DI PAOLO<br \/><a href=\"https:\/\/palazzoducale.genova.it\/mostra\/paolo-di-paolo\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fotografie ritrovate<\/a><br \/>A cura di Giovanna Calvenzi e Silvia Di Paolo<br \/>Dal 23 ottobre 2025 al 6 aprile 2026<br \/>Palazzo Ducale\u2013Sottoporticato\u00a0 \u00a0<\/p>\n<p>In copertina, In copertina, Paolo di Paolo, Gargano (Puglia).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 cos\u00ec, di fronte a una macchina fotografica non si pu\u00f2 sottrarre la propria condizione, qualsiasi essa sia:&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":243280,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,4663,204,1537,90,89,1617,108568],"class_list":{"0":"post-243279","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-fotografia","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy","20":"tag-mostre","21":"tag-paolo-di-paolo"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115654766788992688","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/243279","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=243279"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/243279\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/243280"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=243279"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=243279"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=243279"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}