{"id":243761,"date":"2025-12-03T15:34:13","date_gmt":"2025-12-03T15:34:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/243761\/"},"modified":"2025-12-03T15:34:13","modified_gmt":"2025-12-03T15:34:13","slug":"chi-e-francesco-vezzoli-lartista-bresciano-di-lacrime-e-autoritratti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/243761\/","title":{"rendered":"Chi \u00e8 Francesco Vezzoli, l\u2019artista bresciano di lacrime e autoritratti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.giornaledibrescia.it\/cultura\/arte\/nuova-installazione-francesco-vezzoli-capitolium-victoria-mater-idolino-pesaro-utbo32uf\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Francesco Vezzoli<\/strong><\/a> \u00e8 uno degli artisti italiani contemporanei pi\u00f9 noti. Bresciano, ma internazionale. Contemporaneo, ma comprensibile. Attuale, ma attento al passato.\u00a0Nella sua carriera ha sfruttato\u00a0media diversi, dal video alla scultura, <strong>dal ricamo alla fotografia<\/strong>, e le sue opere sono spesso caratterizzate da un dialogo serrato con <strong>la storia dell\u2019arte e la cultura pop<\/strong>, per mettere in luce la complessit\u00e0 dell\u2019immagine e la fragilit\u00e0 della fama.<\/p>\n<p>Nato a Brescia nel 1971,<strong> Vezzoli ha studiato negli anni Novanta al\u00a0Central Saint Martin\u00a0College\u00a0of Art di Londra<\/strong>, una delle pi\u00f9 prestigiose accademie d\u2019arte e design. I suoi primi lavori, nei quali reinterpretava capolavori novecenteschi come quelli di Mark Rothko e Josef Albers attraverso ricami petit point, risalgono al 1994 e al 1996. Una volta tornato in Italia, ha ampliato il suo linguaggio espressivo <a href=\"https:\/\/www.giornaledibrescia.it\/cultura\/le-metamorfosi-di-francesco-vezzoli-qd8nx6p0\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>passando al video e al cinema<\/strong><\/a> e firmando nel 2000 il cortometraggio \u00abThe Kiss (Let\u2019s play Dynasty)\u00bb con Helmut Berger. La contaminazione tra media, storia dell\u2019arte e cultura pop \u00e8 diventata subito il tratto distintivo della sua ricerca e i\u00a0suoi lavori sono <strong>allegorie del contemporaneo<\/strong>, con riferimenti pi\u00f9 o meno espliciti, pi\u00f9 o meno popolari, ma sempre ricchi di significato e di stratificazione.<\/p>\n<p> <img alt=\"Un\u2019opera realizzata nel 2016 da Francesco Vezzoli per il progetto Villa Marlene, a Monaco\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"450\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/unopera-realizzata-nel-2016-da-francesco-vezzoli-per-il-progetto-villa-marlene-a-monaco.webp\"\/><\/p>\n<p>Un\u2019opera realizzata nel 2016 da Francesco Vezzoli per il progetto Villa Marlene, a Monaco<\/p>\n<p>Le lacrime e gli autoritratti <\/p>\n<p>Un tema ricorrente nelle opere di Vezzoli \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.giornaledibrescia.it\/cultura\/arte\/francesco-vezzoli-ricama-sentimenti-pop-tra-i-capolavori-u3d7tnfh\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>la lacrima, simbolo di fragilit\u00e0 e vulnerabilit\u00e0<\/strong><\/a>. In molte fotografie e tele, decorazioni ricamate riportano lacrime sui volti di celebrit\u00e0 o figure iconiche. Il progetto \u00abMusei delle lacrime\u00bb, installato al Museo Correr di Venezia tra aprile e novembre 2024 e <strong>curato da Donatien Grau<\/strong> (curatore anche dell\u2019installazione <a href=\"https:\/\/www.giornaledibrescia.it\/cultura\/arte\/nuova-installazione-francesco-vezzoli-capitolium-victoria-mater-idolino-pesaro-utbo32uf\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>\u00abVictoria mater\u00bb al Capitolium di Brescia<\/strong><\/a>), porta questo approccio all\u2019interno di un dialogo con l\u2019arte rinascimentale e manierista e mette in evidenza il rapporto tra passato e presente.<\/p>\n<p> <img alt=\"Un'opera di Francesco Vezzoli - Foto Alessandro Ciampi\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"450\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/un-opera-di-francesco-vezzoli.webp\"\/><\/p>\n<p>Un&#8217;opera di Francesco Vezzoli &#8211; Foto Alessandro Ciampi<\/p>\n<p>Anche gli autoritratti di Vezzoli sono un nucleo piuttosto significativo della sua ricerca. Prendiamo opere come \u00abSelfie Sebastian\u00bb o \u00abSelf\u2011portrait as a Self\u2011Portrait (After Raffaello Sanzio)\u00bb: \u00e8 qui che l\u2019artista assume<strong> pose e ruoli di figure storiche o mitologiche<\/strong>, fondendo corpo contemporaneo e iconografia classica. In alcune sculture, come \u00abAntique not Antique: Self\u2011portrait as a Crying Roman Togatus\u00bb, Vezzoli ha perfino sostituito teste di antichi reperti con la propria, interrogando l\u2019identit\u00e0 e il rapporto tra presente e passato.<\/p>\n<p>Archeologia contemporanea <\/p>\n<p>Un\u2019operazione che in certi punti ricorda<strong> la prima installazione di Vezzoli al Capitolium di Brescia<\/strong>: qui, qualche anno fa, aveva concepito e realizzato \u2013 come artista e curatore \u2013\u00a0un progetto site\u2011specific che ha trasformato il Capitolium e gli spazi archeologici di Brescia in un<a href=\"https:\/\/www.giornaledibrescia.it\/cultura\/lomaggio-di-francesco-vezzoli-alla-vittoria-alata-vvhdod3t\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong> palcoscenico contemporaneo<\/strong><\/a> per otto sue sculture tra il moderno e l\u2019antico. Le opere sono state collocate in punti chiave dell\u2019area: terrazza e celle del Capitolium, Santuario Repubblicano, Teatro Romano, Domus dell\u2019Ortaglia, la basilica longobarda di San Salvatore e le aree romane del museo. Tra le statue che pi\u00f9 sono rimaste impresse c\u2019\u00e8 <strong>la Nike Metafisica,<\/strong> installata davanti al pronao esastilo del tempio,\u00a0una scultura pop\u2011classica che mischiava ambientazione archeologica ed estetica contemporanea.<\/p>\n<p>Le sculture e <strong>installazioni site\u2011specific con riferimenti archeologici <\/strong>sono peraltro diverse. A Firenze, nel 2021, Vezzoli aveva installato in piazza della Signoria un leone novecentesco che interagiva con una testa romana del II secolo d.C., mentre in Palazzo Vecchio aveva collocato un togato romano reinterpretato in chiave contemporanea.<\/p>\n<p>Vezzoli <strong>mescola dunque registri diversi <\/strong>\u2014 arte alta e cultura pop, sacro e kitsch, passato e contemporaneo \u2014 senza gerarchie. Usa celebri figure pubbliche per mettere in luce contraddizioni, fragilit\u00e0 e desideri, facendo del ricamo, del video e della scultura strumenti di analisi e critica della societ\u00e0 contemporanea. Ma non si limita a provocare o sorprendere: invita lo spettatore a riflettere <strong>sul valore e sull\u2019effimero delle immagini<\/strong>, sul ruolo dei media e della fama e sul modo in cui la memoria collettiva convive con l\u2019arte e la cultura pop. Costruendo ponti tra simboli classici, iconografia storica e riferimenti alla modernit\u00e0, favorisce il\u00a0dialogo tra passato e presente, tra pubblico e privato, tra corpo e rappresentazione. E ogni suo lavoro diviene<strong> momento di osservazione critica e di suggestione estetica<\/strong>, coinvolgente, emozionante e intellettualmente provocante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Francesco Vezzoli \u00e8 uno degli artisti italiani contemporanei pi\u00f9 noti. Bresciano, ma internazionale. Contemporaneo, ma comprensibile. 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