{"id":244906,"date":"2025-12-04T09:34:12","date_gmt":"2025-12-04T09:34:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/244906\/"},"modified":"2025-12-04T09:34:12","modified_gmt":"2025-12-04T09:34:12","slug":"paradosso-pensioni-gli-aumenti-non-bastano-a-fare-fronte-allinflazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/244906\/","title":{"rendered":"Paradosso pensioni, gli aumenti non bastano a fare fronte all&#8217;inflazione"},"content":{"rendered":"<p>La rivalutazione delle pensioni prevista dal 1\u00b0 gennaio 2026 si attesta all\u20191,4%. Un valore considerato troppo basso per compensare <strong>l\u2019aumento del costo della vita<\/strong> degli ultimi anni. \u00c8 quanto emerge dall\u2019analisi tecnica elaborata dagli <strong>uffici Previdenza della Cgil nazionale<\/strong> e dello <strong>Spi Cgil<\/strong>, che hanno esaminato gli effetti del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 novembre 2025. Il documento evidenzia come la <strong>perequazione fissata all\u20191,4%<\/strong> non riesca a recuperare la perdita di potere d\u2019acquisto generata dall\u2019impennata inflattiva del biennio 2022-2023, con incrementi che risultano quasi interamente assorbiti da Irpef e addizionali locali.\n<\/p>\n<p>Incrementi molto bassi, gli esempi della Cgil<\/p>\n<p>Secondo la simulazione prodotta dagli uffici previdenziali, gli <strong>aumenti effettivi saranno minimi<\/strong>. La pensione minima passer\u00e0 da <strong>616,67 a 619,79 euro<\/strong>, con un incremento pari a 3,12 euro al mese. Una pensione di 632 euro netti nel 2025 raggiunger\u00e0 641 euro nel 2026, quindi solo 9 euro in pi\u00f9. Lo stesso aumento riguarda chi percepisce 800 euro netti, che passeranno da 841 a 850 euro. Per un assegno netto di 1.000 euro, l\u2019incremento sar\u00e0 di 11 euro mensili.<\/p>\n<p>Per una <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/pensioni\/quattordicesima-dicembre-2025\/940408\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pensione<\/a> da 1.500 euro lordi, dopo le trattenute fiscali l\u2019aumento reale sar\u00e0 di circa 17 euro. Si tratta, come osserva la Cgil, di incrementi che \u201cnon permettono di recuperare la perdita accumulata e finiscono per impoverire ulteriormente chi vive gi\u00e0 con redditi insufficienti\u201d.<\/p>\n<p>Un problema strutturale: perequazione, fiscalit\u00e0 e maggiorazioni non coordinate<\/p>\n<p>L\u2019analisi sindacale richiama anche un tema pi\u00f9 ampio: la mancanza di un <strong>coordinamento<\/strong> efficace tra rivalutazione delle pensioni, prelievo fiscale e maggiorazioni sociali. Secondo il documento, trattamenti come le pensioni minime integrate o le prestazioni assistenziali, esentate dall\u2019<a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/fisco-tasse\/taglio-irpef-2026-aliquota-simulazione\/939832\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Irpef<\/a> e nate come forme di tutela, possono generare importi netti molto vicini, e in alcuni casi superiori, a quelli delle pensioni contributive leggermente pi\u00f9 alte costruite con anni di versamenti.<\/p>\n<p>La causa risiede nella \u201cno tax area\u201d ancora ferma a <strong>8.500 euro annui<\/strong> e nella mancata armonizzazione tra i vari istituti. Il risultato, evidenziano Cgil e Spi, \u00e8 un sistema che pu\u00f2 produrre disuguaglianze non volute, generando sfiducia e un senso di ingiustizia sociale.<\/p>\n<p>Le richieste del sindacato: quattordicesima pi\u00f9 ampia e revisione della no tax area<\/p>\n<p>Di fronte a questa situazione, i sindacati chiedono interventi non episodici ma <strong>strutturali<\/strong>. Tra le misure indicate come <strong>prioritarie<\/strong> ci sono:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019allargamento e il rafforzamento della quattordicesima mensilit\u00e0, considerata uno strumento essenziale per integrare il reddito dei pensionati con importi bassi;<\/li>\n<li>l\u2019ampliamento della no tax area per evitare che la rivalutazione venga interamente assorbita dal prelievo fiscale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Secondo quanto dichiarato da Lara Ghiglione (Cgil) e Lorenzo Mazzoli (Spi), senza un adeguamento di questi strumenti \u201ci pensionati con redditi pi\u00f9 bassi continueranno a scivolare verso la povert\u00e0\u201d, mentre gli <strong>aumenti nominali<\/strong> resteranno puramente formali.<\/p>\n<p>Il nodo della riforma previdenziale e le prospettive future<\/p>\n<p>La Cgil sottolinea inoltre che le misure introdotte negli ultimi anni non hanno modificato in modo sostanziale il quadro generale. La narrazione politica sul superamento della legge Monti-Fornero e sulla flessibilit\u00e0 in uscita non trova riscontro nella realt\u00e0: dal 2027 <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/pensioni\/pensione-70-anni-istat-2025\/934976\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l\u2019et\u00e0 pensionabile<\/a> aumenter\u00e0 ulteriormente e gli assegni futuri rischiano di essere pi\u00f9 bassi per effetto delle regole contributive.<\/p>\n<p>I dirigenti sindacali parlano di \u201carretramento dei diritti\u201d e denunciano l\u2019assenza di una riforma organica che metta al centro lavoro, contribuzione e valore sociale delle pensioni. Il sindacato annuncia anche nuove mobilitazioni: il 12 dicembre \u00e8 previsto uno <strong>sciopero nazionale<\/strong> per riportare il tema al centro del dibattito pubblico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La rivalutazione delle pensioni prevista dal 1\u00b0 gennaio 2026 si attesta all\u20191,4%. 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