{"id":245540,"date":"2025-12-04T18:25:23","date_gmt":"2025-12-04T18:25:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/245540\/"},"modified":"2025-12-04T18:25:23","modified_gmt":"2025-12-04T18:25:23","slug":"fu-dove-la-nebbia-e-piu-luminosa-del-sole-che-la-pittura-di-felice-casorati-cambio-per-sempre-solo-qui-potevano-nascere-i-miei-quadri-in-questa-citta-quadrata-e-squadrettata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/245540\/","title":{"rendered":"Fu dove &#8220;la nebbia \u00e8 pi\u00f9 luminosa del sole&#8221; che la pittura di Felice Casorati cambi\u00f2 per sempre: &#8220;Solo qui potevano nascere i miei quadri, in questa citt\u00e0 quadrata e squadrettata&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quando dipinge Nevicata, una tempera su cartone del 1913, Felice Casorati ha trent\u2019anni<\/strong>, essendo nato il 4 dicembre 1883. Giunto due anni prima a Verona, il 10 febbraio sale in Lessinia e, prima di imboccare i sentieri, da Bosco Chiesanuova spedisce una cartolina a Ersilla Guadagnini, sua fedele confidente:<strong> &#8220;Sono qui al gelo, in cerca di neve. Chi sa, le emozioni nuove mi decideranno al lavoro\u2026&#8221;<\/strong>. Marcandone i contorni,<strong> i venti della Secessione ora influenzavano la sua pittura. <\/strong>Questo accadde, probabilmente, dopo aver visitato l\u2019omaggio che la Biennale di Venezia del 1910 aveva tributato a Klimt.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Un punto di contatto insolitamente evidente per Casorati: &#8220;Non ho mai potuto, non ho mai saputo accettare passivamente le esperienze fatte da altri, anche quando questi altri avevano tutta la mia ammirazione&#8221;. Eppure, osservando oggi <strong>quest\u2019opera, replicata dall\u2019artista in pi\u00f9 varianti<\/strong>, il collegamento diviene ancor pi\u00f9 diretto nel momento in cui la <strong>si<\/strong> <strong>confronta col Bosco di Faggi\u00a0dipinto da Klimt una decina di anni prima<\/strong>. Quasi fosse uno spartito musicale, entrambi scelgono di raffigurare una fitta faggeta, all\u2019interno della quale la ritmata verticalit\u00e0 degli esili tronchi produce una sequenza di note chiaroscurali, calibrate e armoniose<strong>. Sia in Klimt che in Casorati, la luce penetra tra la vegetazione dal cielo, collocato nella striscia alta del dipinto.<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"media-element file-default\" data-delta=\"1\" data-fid=\"285256\" data-media-element=\"1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/casoratiboscodifaggi.JPG\"\/><\/p>\n<p>Il rapporto tra Casorati e il paesaggio non si pu\u00f2 dire continuativo, ma neppure episodico. Se figure e nature morte, come sappiamo, ne hanno caratterizzato la ricerca espressiva, <strong>quando affronta il tema del paesaggio egli individua e ripropone una serie di scorci prospettici non meno calibrati e definiti.<\/strong> Sono stanze di paesaggio: &#8220;La mia pittura nasce dall\u2019interno e mai trova origine dalla mutevole impressione&#8221;. Ammirato e, al contempo, guardato con sospetto,<strong> dipinge dunque la natura dopo averla ridisegnata con la mente<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Questo si verifica anche quando, in alcuni casi, pare allentare la presa, come tra le bellissime pendenze del Paesaggio toscano del 1924. Al languore romantico e a tutto ci\u00f2 che \u00e8 transitante, preferisce il ragionamento. Non a cas<strong>o mal sopporta anche i futuristi<\/strong>: &#8220;Proclamano la necessit\u00e0 di dipingere il movimento affannoso e vorticoso della vita moderna. Io invece vorrei saper proclamare la dolcezza di voler fissare sulla tela le anime estatiche e ferme, le cose mute e immobili, gli sguardi lunghi&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Nel 1939, assieme ad Argan e a Longhi, \u00e8 chiamato a far parte della giuria del prestigioso Premio Bergamo: tema proposto il Paesaggio italiano. In quell\u2019occasione Casorati espose fuori concorso.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"media-element file-default\" data-delta=\"2\" data-fid=\"285258\" data-media-element=\"1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/9815.jpg\"\/><\/p>\n<p>Era nato a Novara (morir\u00e0 a Torino nel 1963), ma Novara non fu la sua citt\u00e0. Cos\u00ec come non lo furono Milano, Reggio Emilia, Sassari, luoghi nei quali suo padre, militare di carriera, veniva periodicamente trasferito. A Padova (1906) inizi\u00f2 a prendere seriamente confidenza con i pennelli nello studio di Giovanni Vianello, accanto a Mario Cavaglieri. Questo avvenne<strong> dopo che i medici gli avevano consigliato di abbandonare la musica<\/strong>,<strong> sua prima passione<\/strong>: &#8220;La musica mi aveva attratto irresistibilmente fin da fanciullo. La studiavo con perdizione, esaurendo, in pochi anni, le scarse risorse fisiche di cui il mio gracile organismo disponeva, cos\u00ec che verso i quindici anni fui pressoch\u00e9 abbattuto da una grave malattia nervosa&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Dal 1907 al 1911 poi un lungo salto lo porter\u00e0 a Napoli, citt\u00e0 che non riuscir\u00e0 ad amare, scheggiata in ogni dove da una luce che percepiva inutilmente inebriante e festosa, incompatibile con il suo animo malinconico: &#8220;Io sono stanco di Napoli, che non mi pu\u00f2 commuovere, sono stanco di questi paesi troppo ridenti, troppo pittoreschi, troppo scenografici. Vorrei trovare un poco di calma&#8230; orizzonti pi\u00f9 velati, cose e figure che pi\u00f9 che agli occhi parlassero al cuore&#8221;. Comunque, oltre a passare intere giornate stordito tra i capolavori del Museo di Capodimonte, <strong>ai piedi del Vesuvio dipinger\u00e0 i suoi primi quadri importanti<\/strong>, ancora legati alla tradizione, immersi in un\u2019atmosfera fatta di toni bruni, bituminosi, cos\u00ec da rischiarare la scena nel grigiore di un fuoco senza fiamma.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"media-element file-default\" data-delta=\"3\" data-fid=\"285259\" data-media-element=\"1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Casorati-ragazza-sul-tappeto-rosso.jpg\"\/><\/p>\n<p>Arriva il 1911 e l\u2019ufficiale Casorati comunica alla famiglia (Felice avr\u00e0 due amate sorelle, modelle in alcuni celebri dipinti) che era nuovamente arrivato il momento di riempire i bauli. <strong>Notizia che il figlio accolse con grande entusiasmo. Verona! Cos\u00ec vicina alla Venezia di Ca\u2019 Pesaro<\/strong>, sede espositiva ambita da ogni giovane artista, vigilata e &#8220;protetta&#8221;, in qualit\u00e0 di direttore, da Nino Barbantini. In quelle sale far\u00e0 la sua prima mostra, vedr\u00e0 opere importanti e vi incontrer\u00e0 Gino Rossi e Arturo Martini.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La sua vena saturnina, ora meno pressante, lo accompagna fino alla porta d\u2019ingresso dello studio in Piazza Bra\u2019, lo si capisce dalle sue stesse parole: &#8220;Verona \u00e8 molto bella, di una bellezza fine e delicata, fatta di cose nobili e squisite, semplice come una pietra grigia che fulge mitemente, ma \u00e8 anche molto molto triste sotto un cielo di piombo che mai si rischiara, sotto una pioggia minuta gelida continua&#8221;. Neppure qui incontrer\u00e0 una luce in grado di &#8220;scolpire il pensiero&#8221; e che chiede solo di manifestarsi. <strong>Non pochi suoi contemporanei giudicarono negativamente quelle atmosfere, definendole &#8220;antimpressioniste&#8221; e innaturali. <\/strong>In modo diverso la pensava Casorati, ovviamente, ritenendole necessarie per rafforzare la propria poetica: &#8220;Senza finzione \u00e8 impossibile pensare, ed io aggiungo che senza finzione \u00e8 impossibile poetare, ed \u00e8 impossibile dipingere&#8221;.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"media-element file-default\" data-delta=\"5\" data-fid=\"285261\" data-media-element=\"1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/casoratisognomelograno.png\"\/><\/p>\n<p>A Verona, questo \u00e8 sicuro, incontrer\u00e0 nuovi stimoli, stringer\u00e0 nuove amicizie, fonder\u00e0 persino una piccola rivista (La Via Lattea). Inoltre, a differenza di Napoli, <strong>Verona diverr\u00e0 un prezioso punto di osservazione per cogliere quanto altrove stava accadendo: elabora e dipinge, senza fare il verso ai grandi movimenti europei.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sin tanto che<strong> un dolorosissimo episodio ne segna la biografia<\/strong>: il 16 maggio 1915 \u00e8 chiamato alle armi. Passano due anni e nel settembre del \u201917 gli viene comunicata <strong>la notizia del suicidio del padre<\/strong>. Rientrato precipitosamente in famiglia, dopo aver accompagnato la madre da alcuni parenti a Vercelli, si ferma a Torino: &#8220;Arrivai in una mattina d\u2019autunno inoltrato. Una leggera, fredda, luminosa nebbiolina avvolgeva, senza oscurarla \u2013 anzi illuminandola in una vivida luce d\u2019argento &#8211; tutta la citt\u00e0. Essa mi apparve calma, regolare, tranquilla e silenziosa. Tutti i rumori erano attutiti. Sentii che soltanto in questa citt\u00e0, dalle mansuete colline, dal fiume che sembra rallentare il suo corso per non turbare la calma di tutte le cose, in questa citt\u00e0 ordinata, geometrica e misurata come un teorema, enigmatica e inquietante come una cabala, astratta come una scacchiera, <strong>avrei potuto (logoro e frusto com\u2019ero pei molti travagli) riprendere la mia vita di pittore<\/strong>&#8220;. Pi\u00f9 che una descrizione, una dichiarazione d\u2019amore.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"media-element file-default\" data-delta=\"4\" data-fid=\"285260\" data-media-element=\"1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/casoratiraja.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>Con Torino la pittura di Casorati non \u00e8 pi\u00f9 la stessa.<\/strong> Il fascino severo di questa citt\u00e0, dove &#8220;la nebbia \u00e8 pi\u00f9 luminosa del sole&#8221;, entra nella sua tavolozza: <strong>&#8220;Solo qui potevano nascere i miei quadri, in questa citt\u00e0 quadrata e squadrettata&#8221;.<\/strong> Apre un varco tra Metafisica e Valori Plastici, in dialogo con i grandi del passato: primi fra tutti Mantegna (il taglio prospettico del &#8220;Cristo morto&#8221; \u00e8 ripreso in alcuni suoi nudi); Piero della Francesca, perfetto e inviolabile; Botticelli, arioso ed elegante; passando per Carpaccio, Bruegel, il pi\u00f9 segreto Bernardo Parentino e probabilmente Bronzino.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>In un secolo veloce, segnato dalla necessit\u00e0 del cambiamento, <strong>lo stato d\u2019animo dell\u2019autore \u00e8 presente nella qualit\u00e0 della sua arte.<\/strong> La lettura introspettiva dei soggetti rappresentati, l\u2019originalit\u00e0 stilistica, l\u2019elegante struttura compositiva, l\u2019andatura timbrica, la sapiente cadenza delle ombre fanno di Casorati uno degli artisti pi\u00f9 significativi del nostro Novecento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando dipinge Nevicata, una tempera su cartone del 1913, Felice Casorati ha trent\u2019anni, essendo nato il 4 dicembre&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":245541,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-245540","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115662705744285244","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/245540","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=245540"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/245540\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/245541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=245540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=245540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=245540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}